Feeds:
Articoli
Commenti

Natangelo

Metro CALTRO CHE MAFIA CAPITALE: IN DIECI ANNI SUI GRANDI APPALTI SONO GIRATI MILIARDI.

Il fascicolo penale, aperto dal procuratore Giuseppe Pignatone sulla linea C della metropolitana di Roma ipotizzando il reato di abuso d’ufficio, è destinato a finire nel nulla. Le stranezze sono state fatte tra il 2005 e il 2006, quando sindaco era Walter Veltroni, e la strada della prescrizione sembra segnata. Ma i fatti incredibili segnalati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone meritano comunque un approfondimento, se non altro per capire una cosa. Lo scempio di denaro pubblico attribuito alla presunta organizzazione mafiosa di Massimo Carminati, detto “er cecato”, è ben poca cosa rispetto a quello realizzato con le cosiddette grandi opere. Se Mafia Capitale colpisce nell’ordine delle decine di milioni, Cemento Capitale fa sparire i milioni a centinaia, grazie a un sistema oliatissimo dove di “cecati” non ce ne sono. Ci vedono tutti benissimo.  Continua a leggere »

reatiambientaliTutti prescritti per i morti dell’Eternit. Tutti prescritti per la discarica di Bussi. Tutti assolti per i veleni di Marlane. Ambiente, leggi inutili e processi inutili.

QUANTO COSTA allo Stato la prescrizione per i reati ambientali? Secondo il calcolo dei Verdi 220 miliardi di euro. Tra il 2004 e il 2013, i procedimenti penali di questo tipo chiusi con prescrizione sono stati circa 50 mila. Sostiene il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli: “Dopo la prescrizione penale c’è la prescrizione economica”. Lo studio prende in considerazione i costi delle bonifiche, di ospedalizzazione dei cittadini ammalati a causa dell’inquinamento e i costi ambientali come previsto dalla direttiva europea che applica il “principio chi inquina paga”. Continua a leggere »

Tiziano RenziI MAGISTRATI HANNO SENTITO L’IMPRENDITORE INDAGATO A GENOVA.

Follow the money. Seguono i soldi gli inquirenti genovesi Marco Airoldi e Nicola Piacente che hanno indagato Tiziano Renzi per bancarotta fraudolenta. Il padre del premier nei giorni scorsi è stato sentito dai magistrati e l’interrogatorio si è concentrato proprio sulle movimentazioni della Chil Post, mentre la Guardia di Finanza ha acquisito la documentazione bancaria della società, in particolare quella relativa ai prestiti ricevuti, alcuni dei quali senza garanzie come il mutuo, stipulato poco prima del fallimento, con il Credito cooperativo di Pontassieve guidato da Matteo Spanò, da sempre fedelissimo uomo di Matteo Renzi. Il premier dal 1999 al 2004 era tra i soci, con il padre e le sorelle Matilde e Benedetta della Chil Post, per poi lasciare la proprietà e venire assunto come dirigente poche settimane prima di essere candidato alla presidenza della Provincia di Firenze.   Continua a leggere »

Il film
I’D LIKE to be part of the world, not only performing but actually being part of it”. Così James Franco, quando ci incontrammo qualche mese fa, mi parlò di come concepiva il suo lavoro di attore: non solo interpretare ma essere parte del mondo, starci dentro. Scrivere poesie e fare la pubblicità con Gucci, girare film di impegno e contemporaneamente le gag più idiote, portare Steinbeck a Broadway e poi fare il prequel del Pianeta delle scimmie . Tutto è formazione e comunicazione, per un attore geniale come Franco che vuole essere molteplice e valuta anche lo “sputtanamento” come qualità dell’artista moderno. Questa volta, però, non aveva previsto fino a dove l’avrebbe portato la sua attitudine. E quanto sarebbe stato al centro del mondo.

Continua a leggere »

SalviniORMAI STA DIVENTANDO un’abitudine per Matteo Salvini. Dopo Bologna, quando rischiò guai seri, anche in piazza Galimberti a Torino il segretario della Lega è stato contestato dai centri sociali. Salvini stava organizzando il solito happening anti-immigrati: in particolare contestava l’occupazione dell’ex villaggio olimpico da parte di un migliaio di profughi e s’è ritrovato contestato a sua volta: “Sono stato chiamato dai residenti e sono venuto a vedere cosa succede”, ha spiegato lui. Continua a leggere »

RenziCinegiornale Luce 2.0: “Un premier da amare”.

L’unica nota lieta, dello straziante (sin dal titolo) Un mondo da amare, è stata la decisione di Matteo Renzi di andare sì da Antonella Clerici ma non a La prova del cuoco: sarebbe stato difficile, in quel caso, scorgere differenze percettibili tra lui e una melanzana. Vuoi per le sempre più generose forme, vuoi per i sempre meno generosi contenuti. Il Presidente del Consiglio, in costante decrescita (non solo) nei sondaggi, aveva bisogno di un altro bagno nel nazionalpopolare e ha trovato consono il vestitino cucitogli addosso su misura da RaiUno, con uno speciale in prima serata che è parso per metà uno spin-off di Ti lascio una canzone e per l’altra una variante 2.0 dell’Istituto Luce di fascistissima memoria. Continua a leggere »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 1.179 follower