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Secondo le tabelle contenute nella proposta di legge l'estrazione di petrolio dalle sabbie bituminose sarebbe il 22 percento più inquinante di altri combustibili.
Un gruppo di personalità di spicco nel mondo dell’attivismo e del pacifismo, tutti insigniti di premio Nobel, ha deciso di scrivere all’Ue per caldeggiare l’approvazione della ‘Direttiva sulla Qualità dei Carburanti’, che limiterebbe l’uso del petrolio estratto con metodi inquinanti, come nel caso delle sabbie bituminose. Il Canada però non è d’accordo e fa pressioni sulla Commissione.
Le lobby del petrolio fanno pressione e allora, si saranno detti, facciamo pressione anche noi. Così otto premi Nobel hanno deciso di scrivere una lettera ai capi di stato europei, proprio ieri, alla vigilia di un voto fondamentale da parte della Ue: quello sulla Fuel Quality Directive (Direttiva sulla Qualità dei Carburanti), che se approvata potrebbe imporre forti limiti all’utilizzo del “petrolio sporco”, ovvero quello estratto con metodi altamente inquinanti.
“Cari Capi di Stato, noi vi scriviamo oggi per chiedervi di fare la cosa giusta per il nostro ambiente e supportare lo sforzo della commissione Europea nel voler tenere al di fuori dell’Europa l’altamente inquinate petrolio estratto dalle sabbie bituminose”. Inizia così la lettera, che porta la firma di otto personalità di spicco nei campi dei diritti umani e del pacifismo, tutte insignite col Nobel. Continua a leggere »
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Stop ai respingimenti in mare. Bocciate le espulsioni collettive. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato all’unanimità l’Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, è stato violato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. Strasburgo ha così posto un freno ai respingimenti indiscriminatiin mare e ha stabilito che l’Italia ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani.
L’Italia è stata condannata a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili. (Repubblica)
E adesso chi paga?
Da stopcensura.com
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Sabato uscirà la sentenza di primo grado sul caso Mills.
Essendo evidenti le prove dell’avvenuta corruzione, ed essendoci già stato un processo che in tre gradi l’ha accertata, Berlusconi o sarà condannato o sarà «prosciolto per avvenuta prescrizione» (è in discussione se i termini sono già scattati o no).
Scrive Filippo Facci su ‘Libero’ che comunque vada il Cavaliere «ha vinto, anzi ha stravinto», «perché rimarrà incensurato» e «perché se era colpevole la giustizia non è riuscita a dimostrarlo nei tempi e nei modi previsti. (…) Il processo Mills nei suoi effetti pratici è il niente».
Boh.
A me sembra esattamente il contrario.
Se lo condannano, si porterà per sempre il peso politico di un grave reato, accertato per la prima volta da una sentenza e dopo un dibattimento.
Se lo prescrivono, sarà evidente a tutti quanto l’imputato Berlusconi ha brigato con le sue leggi ad personam e con le ricusazioni dei suoi strapagati avvocati pur di non farsi giudicare, pur di evitare di arrivare a una sentenza di merito.
Se questa per il Cavaliere è una vittoria, di fronte alle persone civili e alla storia di questo Paese, chissà come sarebbe stata una sconfitta.
Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli
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Il ministro della Giustizia Paola Severino vive da anni in una splendida villa, tre piani con parco e piscina, immersa nel verde di una zona tra le più belle di Roma, poco distante dall’Appia Antica. Un professionista del suo livello, per molti anni avvocato di grido con clienti di gran fama, può di sicuro permettersi una casa così importante. Non per niente, come risulta dalla dichiarazione depositata martedì sera, il reddito del Guardasigilli nel 2010 ha superato i 7 milioni. La sorpresa però è un’altra: l’immobile dove risiede il ministro non compare nella sua scheda personale. Anzi, secondo quanto si legge nel documento disponibile on line, la residenza anagrafica di Paola Severino si trova a un indirizzo diverso da quello della villa. Continua a leggere »
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Potete dire che Andreotti è il capo di Cosa Nostra e non visuccederà niente. Ma se parlate male di Coccolino (un ammorbidente,ndr) finite di sicuro in galera”. Lo diceva BeppeGrillo più di vent’anni fa. E non era un paradosso. “Cuore”, il giornaledi satira che ho diretto per parecchi anni, ricevette esclusivamentequerele da parte di aziende e marchi. A commento, scrissi (eriscrivo spesso) che nella nostra società l’onorabilità delle merci èben più considerata, e tutelata, dell’onorabilità degli esseri umani.Oggi Corrado Formigli viene condannato a pagare sette milionidi euro (!!) per avere resa pubblica in tivù una prova su strada pocofavorevole a un modello di Alfa Romeo. Continua a leggere »
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Non si può neanche immaginare che cosa deve essere il tempo, in certi casi della vita. Un tempo immobile, contratto, un tempo rapido o lento, dilatato all’infinito. Un lampo accecante o un tunnel che non vuole finire. Un tempo indifferente, che ti sfiora, che ti soffia accanto in silenzio o un tempo denso, melmoso, in cui sei inchiodato senza respiro. Un tempo amico, che nonostante tutto ti porge un lume insensato di speranza, o piuttosto un tempo ostile, che rende sempre più insostenibile l’angoscia. Non si può neanche immaginare che cosa siano cinque settimane e più di attesa, quando sai (perché in fondo lo sai) che al fondo dell’attesa ti aspetta una verità che non potrai accettare. Continua a leggere »
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Liberalizzazioni a rischio. Il testo del decreto Cresci-Italia, sommerso da migliaia di emendamenti in commissione Industria del Senato, prosegue il suo faticoso percorso tra le pressioni delle lobby e la complicata quadra politica. La versione che arriverà il Aula mercoledì prossimo per il voto – blindata in un maxi emendamento su cui il governo potrebbe porre la fiducia – rischia di essere migliorata solo in parte. Sui temi forti, si teme un dietrofront completo. Come per i taxi: la decisione su eventuali nuove licenze da mettere a bando torna in capo ai sindaci, così come l´extraterritorialità del servizio. Sulle farmacie crescono le resistenze per le nuove aperture, così i malumori su tariffe e preventivi dei professionisti. Intanto alcuni capitoli – Srl dei giovani e tribunale delle imprese (sul punto, ieri la presidente di Confindustria Marcegaglia ha incontrato il ministro della Giustizia) – sembrano privi di copertura finanziaria. Continua a leggere »
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Dice Emma Marcegaglia che il sindacato, difendendo l’articolo 18, “protegge gli assenteisti, i ladri, i fannulloni”. Quando poi la sua frase scatena polemiche, la presidente di Confindustria precisa che “a volte l’articolo 18 diventa un alibi dietro cui si possono nascondere dipendenti infedeli, assenteisti cronici e fannulloni”. E così, per due volte, la signora ha perso un’ottima occasione per tacere. Perché l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non obbliga affatto le aziende oltre i 15 dipendenti a tenerseli anche se infedeli, assenteisti, fannulloni e ladri. Semplicemente consente a chi viene licenziato senza giusta causa o giustificato motivo di chiedere al giudice il reintegro in azienda.
Dopodiché il giudice stabilisce se il licenziamento era motivato o pretestuoso: nel primo caso reintegra, nel secondo no. Ora l’infedeltà, la fannulloneria e il furto sono motivi più che giustificati per licenziare: bisogna però, come per tutte le accuse, dimostrarli. Continua a leggere »
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