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TasseMOLTE SFORBICIATE LINEARI, PERÒ LA VERA REVISIONE DELLA SPESA VALE 500 MILIONI TRA MAGGIORI E MINORI ENTRATE IL SALDO È DI 5 MILIARDI, NON 18 COME SULLE SLIDE.

Il lavoro di controllo delle tabelle della legge di Stabilità è appena all’inizio, ma c’è una cosa che si può dire fin da ora: come aveva in sostanza annunciato lo stesso commissario Carlo Cottarelli, di vera spending review lì dentro ce n’è poca. A guardare gli allegati, di veri tagli di spesa corrente su singoli capitoli di spesa giudicati troppo ricchi – cioè una vera spending review – ci sono 413 milioni. Tutto qua: neanche la metà, insomma, del miliardo e spiccioli di tagli ai ministeri (il resto sono spese in conto capitale).   E I 15 MILIARDI di spending review di cui ha parlato Matteo Renzi? Sembra difficile che ci siano tutti, però sono per la maggior parte i soliti tagli lineari: i 6,2 miliardi sottratti a regioni, province e comuni diventano 8,2 miliardi a regime, nel 2017, cui aggiungerne altri 2,3 miliardi dal blocco delle spese su crediti difficilmente esigibili (per comuni e città metropolitane, però, c’è anche lo sblocco di 3,2 miliardi del patto di Stabilità interno) sono solo minori trasferimenti, un classico esempio di quella spending review che, nell’omonimo film, il marchese del Grillo spiegava all’ebanista Aronne Piperno (“io non li caccio e tu non li pigli”). Continua a leggere »

CanoneRENZI FA BABBO NATALE GIÙ IL CANONE DELLA RAI
CAMBIA LA TASSA PIÙ ODIATA, DA 113,5 EURO ALLA FASCIA 30-80. PALAZZO CHIGI INCHIODA L’AZIENDA A 1,7 MILIARDI IN 3 ANNI, MA RINUNCIA AI 500 MILIONI EVASI.
Sarà il gran colpo natalizio di Matteo Renzi, già esibitosi in dispensatore di 80 euro in busta paga, in versione spadaccino, calciatore e ciclista. Ora potrà indossare la giacca di Babbo Natale e scampanellare: italiani, vi abbasso il vecchio e detestato canone Rai. E non solo, vi assicuro: pagare tutti, pagare meno. Addio tv statale che può (far) alzare il balzello per sanare gli sprechi. Addio, un attimo. Perché da gennaio il canone non sarà il solito canone – 113,5 euro che possono aumentare con l’inflazione – ma una tassa generica, riscossa attraverso un’utenza e scaglionata rispetto al reddito dichiarato con l’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente). 

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Centinaia di post di protesta su forzasilvio.it dopo le aperture del leader La replica: “Non lascio, mi ricandido e con Renzi dialogo oltre le riforme”.

ROMA -La rivolta partita in sordina nei gruppi parlamentari esce dal palazzo e tracima nel web, trascorrono poche ore dalla svolta annunciata da Berlusconi sulle unioni civili e lo ius soli — ma anche sulla legge elettorale alla Renzi — e il sito ufficiale Forzasilvio. it viene preso di mira da migliaia di militanti ed elettori che giurano “mai più”, mai più un voto al partito e al suo leader, hanno «tradito» programma e principi. Sembra il prologo del temuto, ulteriore calo nei sondaggi.
A sera si contavano 55 pagine di commenti e reazioni a una sorta di sondaggio che era stato lanciato in mattinata dal pur fedelissimo Antonio Palmieri, deputato e responsabile internet che in assemblea di gruppo aveva detto “no” alle unioni alla tedesca. «Berlusconi ha aperto alla possibilità di dare la cittadinanza ai figli degli immigrati che completino le scuole. Cosa ne pensi?». Simpatizzanti e iscritti al sito non attendevano altro e hanno tirato dentro anche le unioni civili. «Nozze gay? E, ancor peggio, ius soli? Se questa è la Forza Italia del futuro, per quanto riguarda saluto per sempre! A mai più rivederci!» scrive Tiberio.

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Vauro

La piazza

CON L’APPUNTAMENTO DI SAN GIOVANNI SUSANNA CAMUSSO SI GIOCA UN BEL PEZZO DI CREDIBILITÀ, SUO E DEL MAGGIORE SINDACATO DEL PAESE.

Noi la richiesta della diretta Tv l’abbiamo fatta, ci è stato detto di no”. La risposta della Cgil alla domanda se ci sarà copertura Rai alla manifestazione di oggi è molto diplomatica e formale. “Però ci sembra sia la prima volta nel caso delle grandi manifestazioni di piazza”. In effetti è così. Quando ci fu il Circo Massimo di Sergio Cofferati, la copertura fu molto ampia nonostante al governo ci fosse Silvio Berlusconi. Ancora domenica scorsa, la Rai ha garantito una diretta dalla Perugia-Assisi, che per dimensioni non può certo competere con piazza San Giovanni. Oggi, invece, la diretta sarà solo radiofonica mentre Rainews aprirà delle “finestre informative”.   Continua a leggere »

La piazzaDemocratici spaccati tra Roma e la Leopolda. Il premier: “Io sento gli altri 60 milioni” Scontro tra la leader sindacale e Vendola: “Decidiamo noi se fare lo sciopero generale”.

ROMA – La piazza della Cgil. Grande, imponente. San Giovanni piena: 150 mila arrivano da tutta Italia organizzati in treni, pullman, aerei. I romani non si conteranno. Ma c’è il rischio che quella di oggi, come ha scritto ieri il Foglio, finisca per essere una piazza oltre che «imponente» anche «impotente »? A sentire la sufficienza con cui ne parla il premier, sembrerebbe di sì: «Guardiamo a questi mondi con il massimo di rispetto — ha detto a La7 — , ma deve essere chiara una cosa: è finito il tempo in cui una manifestazione di piazza può bloccare il governo». Quanto al colore e al senso vero della manifestazione, Renzi non s’inganna: «È una piazza di protesta sindacale ma anche politica contro di me. La ascoltiamo, come ascoltiamo anche gli altri 60 milioni di italiani».

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RenziRENZI DALLA LEOPOLDA: “È FINITO IL TEMPO IN CUI UNA MANIFESTAZIONE PUÒ CAMBIARE IL GOVERNO”. DICE DI RISPETTARE “IL MILIONE CHE SARÀ LÌ MA ANCHE I 60 CHE SONO A CASA”.

Se mi fossi dovuto impressionare per tutte le volte che qualcuno ha fatto qualcosa contro di me avrei fatto un altro mestiere”. Oggi la Cgil manifesta contro il governo, dunque contro di lui. E non è più ecumenico Matteo Renzi, ma sprezzante. Camicia azzurrina, compare in diretta al Tg de La7 di Mentana, poco dopo le   20. “Ho bisogno della Leopolda per tornare a respirare”, chiarisce. Peccato che appena arriva alla vecchia stazione industriale di Firenze, si vede solo dagli schermi tv. Matteo di governo. Per il Matteo di rottamazione, la Leopolda deve aspettare fino alle 21:20, quando lui sale sul palco. Divisa d’ordinanza, jeans e camicia bianca. “La sfida di questa Leopolda è una sfida difficilissima: il problema è considerare questa stazione non il punto d’arrivo. Ma il punto di partenza. Continua a leggere »

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