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CameraÈ un maquillage contabile il taglio di spesa annunciato dalla Camera dei deputati. Spieghiamo i meccanismi di ragioneria creativa adottati che danno al contribuente l’illusione -solo l’illusione!- di un risparmio dei suoi soldi.

Contrariamente a quanto pubblicizzato, il costo effettivamente sopportato dal  contribuente per far funzionare la Camera nel 2013 è diminuito in modo permanente di un’ inezia, 4 milioni. E la spesa per deputati è aumentata di ben 10 milioni.   

L’ufficio di Presidenza della Camera ha appena deliberato il consuntivo del 2013. Ci sono stati dei piccoli passi avanti. Contrariamente a quanto avevo scritto nell’ottobre del 2012,  le spese per il cerimoniale  sono diminuite di 300 mila euro nel 2013, da 570 mila a 280 mila euro: errore mio.  Altre voci di spesa sono diminuite. Recentemente, come è noto, è stato imposto un tetto di 240 mila euro sugli stipendi dei dipendenti, a cui però può aggiungersi  una indennità di posizione da determinarsi. Il risparmio da questa misura non è noto. Continua a leggere »

Renzi-svolta autoritariaNON SI FERMANO LE ADESIONI E LE PROPOSTE PER FERMARE LA RIFORMA DI RENZUSCONI.

Ecco il testo dell’appello del Fatto Quotidiano:   “Le controriforme dell’Italicum e del Senato, concordate dal governo con il pregiudicato Berlusconi e il plurimputato Verdini, consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati, aboliscono l’elezione dei senatori ed espropriano i cittadini della democrazia diretta: i referendum (non più 500mila, ma 800mila firme) e le leggi di iniziativa popolare (non più 50mila, ma 250mila firme). Chiediamo ai presidenti Napolitano, Grasso, Boldrini e Renzi di sostenere solo riforme che rispettino lo spirito dei Costituenti, per una vera democrazia partecipata”.   Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Peter Gomez, la redazione del Fatto Quotidiano, Sandra Bonsanti, Stefano Bonaga, Lorenza Carlassare, Gian Carlo Caselli, Roberta De Monticelli, Gianni Ferrara, Gian Andrea Piccioli, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Gianni Vattimo, Massimo Villone, Maurizio Viroli e Marco Vitale. Continua a leggere »

Efficienza energeticaIl Decreto Legge 91/2014, in corso di approvazione al Senato,  include la parte energetica, il c.s. “taglia-bollette”, il cui scopo è quello di ridurre del 10% il costo della bolletta per le PMI. Esso prevede vari interventi, tra cui quelli sulle fonti rinnovabili, di cui si è parlato molto e spesso.

Ma c’è anche l’art. 24 che prevede un grave, assurdo ed illogico aumento dei costi energetici per gli auto-produttori.

L’intervento peraltro avviene a meno di 6 mesi dalla tanto attesa definizione del quadro regolatorio per tali sistemi che la legge aveva stabilito nel 2008.

Ma chi sono gli auto-produttori? Sono coloro che, a causa della gravità del problema del costo energia, si sono attrezzati per produrre energia in proprio, nel tentativo di ridurre la bolletta tramite la tecnologia della cogenerazione (una BAT secondo la UE!) e  investendo per migliorare le performance ambientali dell’azienda.  Si tratta di una tassa sbagliata ed illogica, con la quale si chiede di pagare oneri relativi all’uso della rete ad aziende che si sono attrezzate per non usarla e produrre in proprio. Continua a leggere »

Alitalia

PadoanIl ministero dell’Economia in allarme sul deficit Ma un aiuto arriverebbe dallo spread a bassa quota.

ROMA - Stato di allerta preagostano al Tesoro sui conti pubblici. Due gli elementi che si stanno sommando in queste ultime ore e richiedono un’opera di monitoraggio: Pil ed enti locali.
Il primo elemento di attenzione è la crescita: lo 0,3% stimato dall’Fmi per quest’anno rappresenta un calo di mezzo punto rispetto alle previsioni del governo che sono state calibrate sullo 0,8%. I tecnici valutano che in termini di deficit mancherebbero all’appello 4 miliardi, calcolati come automatici per la conseguente caduta del gettito fiscale. Il problema incide direttamente sul rapporto deficit-Pil, che comunque il governo si è impegnato a tenere sotto la fatidica soglia del 3%. L’unica carta da giocare è quella dello spread: in effetti i conti per quest’anno, prudenzialmente, sono stati fatti considerando quota 200 e visto che siamo intorno a 150-160 il governo nell’Assestamento di bilancio ha ridotto lo stanziamento per la spesa per interessi, facendo emergere 3 miliardi che potranno essere utili all’obiettivo del pareggio dei conti. Continua a leggere »

Gaza

Netanyahu vuole continuare a distruggere i tunnel Vertice a Parigi. I morti della Striscia sono 850, i feriti 5.200.

GERUSALEMME - Uno spiraglio. Una tregua umanitaria di 12 ore per la Striscia di Gaza è stata alla fine accettata ieri notte dal governo israeliano ed entrerà in vigore stamattina alle 7. La speranza è che anche Hamas, dopo aver violato per due volte il cessate-il-fuoco, rispetti la cessazione delle ostilità. Non è ciò che si aspettavano gli Stati Uniti, l’Onu, l’Ue e i Paesi arabi ma è un primo tangibile risultato, soprattutto per gli abitanti di Gaza stremati dai bombardamenti e dalle privazioni di 18 giorni di guerra. I veti incrociati di Hamas e Israele hanno per ora fermato l’ultima proposta del segretario di Stato Usa John Kerry per una tregua di una settimana. «Il gabinetto di sicurezza ha respinto all’unanimità la proposta, nella forma attuale, del segretario di Stato Kerry», ha annunciato l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ieri sera per annunciare poco dopo l’accettazione della sospensione dei bombardamenti solo per 12 ore. Continua a leggere »

ChiamparinoFirme false, ora si indaga E Chiamparino tace.
LA MAGISTRATURA PIEMONTESE APRE L’INCHIESTA SULLE PRESUNTE IRREGOLARITÀ NELLE LISTE DEL GOVERNATORE. IL PD: “IL PROBLEMA NON ESISTE, VITTORIA LIMPIDA”

REGIONE PIEMONTE.

Sergio Chiamparino non vuole commentare. Il presidente della Regione Piemonte non esprime giudizi sulle presunte firme false e le altre possibili irregolarità delle liste a suo sostegno. L’entourage dice che lo fa “per buon senso”, ma anche in attesa della procura di Torino che, come anticipato dal Fatto giovedì, ha aperto un’indagine dopo aver ricevuto l’esposto dell’europarlamentare leghista Mario Borghezio. Il procuratore aggiunto del gruppo specializzato “Pubblica amministrazione” Andrea Beconi ha assegnato il caso ai pm Patrizia Caputo e Stefano Demontis.   OLTRE a Chiamparino, resta cauto pure il Partito democratico. Il segretario regionale Davide Gariglio sminuisce e afferma che “il Pd non aveva neanche l’obbligo di raccogliere le firme” e che la raccolta “è stata una scelta politica di mobilitazione”. Continua a leggere »

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