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VendolaALLEATI IN GUERRA

Nichi Vendola ieri lo aveva fatto capire delicatamente: “Vogliamo capire – aveva spiegato in una intervista a Repubblica – se il Pd ha scelto un’alleanza strategica e di lungo periodo con la destra. In quel caso ne trarremo le conseguenze”. Massimiliano Smeriglio, che di Sel è il capo dell’organizzazione e che governa da vicepresidente la Regione Lazio, sentito dal Fatto è più esplicito: “Siamo pronti a tutto, anche a rompere le alleanze locali. Ma non credo che il Pd arriverà a tanto”.   SEL, DUNQUE, NON ARRETRA. Nel partito guidato da Vendola sembra che la scissione di Gennaro Migliore abbia conferito nuova energia: “Il mio rammarico, dice Smeriglio, è che poteva essere così fin dall’inizio della legislatura perché si può fare una battaglia dura anche con numeri esigui”. Il dato politico è sotto gli occhi di tutti: Sel sembrava marginalizzata e tramortita dall’esodo di deputati che l’hanno abbandonata. Invece, avendo impugnato fin dall’inizio l’opposizione alla riforma costituzionale, è tornata ad avere una visibilità che le sembrava preclusa. Soprattutto, è uscita dal cono d’ombra del Movimento 5 Stelle che ha monopolizzato finora l’opposizione alla “larghe” e “piccole” intese. Continua a leggere »

Il segnaleL’uomo dei tagli critica: non coperte le nuove spese Gutgeld pronto a prendere il suo posto a ottobre.

Cottarelli pronto a lasciare “Nuove spese non coperte così niente taglio delle tasse” Il commissario alla spending review attacca sul blog “Già autorizzati 1,6 miliardi da finanziare con futuri risparmi”.

ROMA – Il commissario della spending review è pronto a lasciare l’incarico. In un post su Facebook Carlo Cottarelli punta il dito contro le «nuove spese non coperte» che vanificherebbero la possibilità di tagliare le tasse. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’emendamento, votato alla Camera nel decreto di riforma della pubblica amministrazione, che consente quattromila pensionamenti nella scuola. Ed è scontro con Renzi. L’ira di Mister Forbici è contro «quei parlamentari che hanno remato contro». A sostituirlo sarà il consigliere economico del premier Yoran Gutgeld. Continua a leggere »

Tagliare i deputati

OGGI ANDRÀ AL VOTO L’EMENDAMENTO SULLA RIDUZIONE DEI DEPUTATI CHE LA MAGGIORANZA (CON L’AIUTO DI GRASSO) VORREBBE APPROVARE A VOTO PALESE.

Adesso il governo ha paura. In arrivo stamattina c’è l’emendamento del leghista Candiani, il più pericoloso di tutti (e per questo nei corridoi di Palazzo Madama si vocifera che l’abbia scritto Calderoli), quello che – con una formulazione tanto astrusa, quanto insidiosa – mette insieme la riduzione dei deputati a 500 e le minoranze linguistiche. E trattando di minoranze, è possibile il voto segreto. “Stanno facendo di tutto per evitarlo, perché hanno paura di andare sotto”, denuncia la senatrice-regina-dell’ostruzionismo, Loredana De Petris (Sel). Ci sarebbe in programma un’altra Giunta per il Regolamento, proprio per decretare la non legittimità dello scrutinio segreto. Continua a leggere »

CAPISCO che non c’è alcun rapporto tra le due cose. Ma vedere nei tigì le sponde del Mediterraneo in fiamme, i bombardamenti di Gaza, le scuole distrutte, i pozzi libici che ardono come torce immani; e passare poi alla guerriglia parlamentare nostrana sul Senato, fa una certa impressione. C’è una sproporzione schiacciante tra ciò che tiene impegnati altri popoli, altre stanze dei bottoni, e il dibattito che sta sequestrando la politica italiana. Quel dibattito, di fronte alle questioni di vita e di morte che lo incorniciano nei notiziari, appare un lusso. Continua a leggere »

gherardo_colombo

Il guaio, per Renzi e l’allegra compagnia di ventura che sta cercando di scassare il Parlamento per scassinare la Costituzione, è che sopravvivono in Italia alcuni putribondi figuri che la Costituzione l’hanno letta, e persino capita. Giuristi, intellettuali disorganici, artisti, semplici cittadini che stanno contribuendo al successo dell’appello del Fatto, giunto a 200mila firme in due settimane. L’altroieri ha aderito Gherardo Colombo, ex pm, ora presidente della Garzanti e membro indipendente del Cda Rai, impegnato da anni in un giro delle scuole e dei teatri per spiegare la Costituzione. Nell’intervista a Silvia Truzzi, Colombo si è permesso – con il suo ragionare pacato, rispettoso e argomentato – di appellarsi al presidente della Repubblica, che ha giurato non una, ma due volte sulla Costituzione: quella del 1948, non un’altra. Continua a leggere »

DECRETO PA/SCONTRO TESORO-COMMISSIONE SU QUOTA 96.

ROMA – Dopo i magistrati, ecco i primari e i professori universitari. Anche per loro la riforma della Pubblica amministrazione prevede una deroga riguardo all’abolizione del trattenimento in servizio, ovvero alla possibilità di restare al lavoro dopo il raggiungimento dei requisiti per accedere alla pensione. E’ la strada maestra — secondo il governo — per realizzare la staffetta generazionale e creare nuovi posti per i più giovani. Ed è uno anche dei punti fondamentali del decreto in scadenza al 24 agosto sul quale ieri l’esecutivo ha posto il voto di fiducia.
Se per i dipendenti pubblici il tetto resta fissato a 62 anni, per medici primari e professori universitari l’iniziale limite a 65 è stato innalzato a 68 anni. Il limite dei 65 resterà valido per i medici non primari e non sarà applicato ai ricercatori universitari, che resteranno sotto al tetto dei 62 anni come il resto dei dipendenti pubblici. Così prevede un emendamento di Emanuele Fiano
(Pd) relatore in commissione affari costituzionali alla Camera. Continua a leggere »

De PetrisIL FORZISTA BRUNO EVOCA DI PRIMA MATTINA L’ESISTENZA DELL’ACCORDO CON B. CHE CONDIZIONA IL DIBATTITO, LA DE PETRIS CHIEDE DI ASCOLTARE SILVIO. CHE INTANTO TELEFONA AL PREMIER.

È tra le dieci e le undici del mattino che Loredana De Petris di Sel, indomita sfornatrice di emendamenti, invoca la “luce del sole” nell’aula di Palazzo Madama. Chiede un dibattito limpido, trasparente, pulito, cioè non sporcato dalla segretezza di un patto diventato la pietra angolare della Terza Repubblica. Accusa De Petris: “Qui abbiamo sempre un convitato di pietra su cui è bene che una volta per tutte sia fatta chiarezza. Quel convitato di pietra è il patto del Nazareno”.   È tutto inutile   la scelta è fatta   A evocarlo, poco prima, è stato il previtiano azzurro Donato Bruno, peraltro candidato di Forza Italia per la Corte Costituzionale,chedifronteallaestenuante mediazione mattuttina avvisa tutti: “È inutile dirlo, esiste un accordo: il Nazareno ancora rappresenta un punto di riferimento che non possiamo e non dobbiamo assolutamente scalfire”. La battagliera De Petris reagisce ipotizzando due clamorose mosse: l’acquisizione agli atti del testo segreto tra Berlusconi e Renzi oppure l’audizione del Condannato nella commissione Affari costituzionali. Continua a leggere »

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