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CementoI FONDI IMMOBILIARI POTRANNO COSTRUIRE (COI SOLDI DI CDP) SUI TERRENI PUBBLICI NON UTILIZZATI. UN REGALINO PURE PER LE COMPAGNIE PETROLIFERE.

Nel decreto Sblocca Italia, come in altri testi omnibus prima di lui, trovano al solito posto i fondi di magazzino dei vari ministeri, Infrastrutture e Sviluppo economico su tutti. Normette, leggine, in genere schiacciate sugli interessi economici più rilevanti (leggi grandi imprese), infilate dentro queste leggi monstre e praticamente incomprensibili.   Questo decreto di Matteo Renzi, come detto, non fa eccezione. Per capire l’assetto definitivo delle norme bisognerà aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma il combinato disposto tra le bozze in possesso del Fatto Quotidiano e le dichiarazioni dei ministri sono assai preoccupanti. Della proroga ai concessionari autostradali (inserita alla chetichella, giura Raffaele Bonanni della Cisl) vi abbiamo parlato ieri, ma Maurizio Lupi e i suoi tecnici non si sono fermati qui e stanno provando, in sostanza, a trasformare un bel pezzo di demanio pubblico in un affare per costruttori. Continua a leggere »

LA STAGNAZIONE economica e l’arrivo della deflazione hanno suggerito a molti giornali (compreso questo) un paragone con gli anni Cinquanta, che precedettero e introdussero il grande boom industriale italiano. Si è rievocato il clima di grande speranza di allora, quando tutto iniziava, contrapponendolo al clima depresso di oggi, che molto sembra finire. E poiché oggi, materialmente parlando, stiamo infinitamente meglio di ieri, con un livello di benessere, di salubrità, di possibilità economiche, di aspettative di vita, perfino di altezza media decisamente superiore rispetto a quello dell’Italia post-contadina da poco uscita dalla guerra e dalla fame, viene da chiedersi come mai l’umore medio sia così lugubre e poco ottimista. Continua a leggere »

EllekappaOltre ai suoi difetti, che non fa nulla per nascondere, Matteo Renzi ha mostrato finora almeno tre pregi: intelligenza, coraggio e abilità nella comunicazione. Venerdì, nella conferenza stampa sul consiglio dei ministri del Big Bang che doveva rivoluzionare l’Italia, il premier con gelato e congelato ha fatto di tutto per smentirli tutti e tre. Soltanto uno stupido può inscenare quegli spensierati sketch da cabaret o da villaggio vacanze mentre il Paese sprofonda sempre più in una crisi senza fine. Solo un pavido può rinviare a data da destinarsi misure urgenti come quelle – da lui stesso peraltro annunciate – sul disboscamento delle partecipate comunali, la prescrizione, il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e la corruzione. Continua a leggere »

BerlusconiLE CONFESSIONI DEL CAPO DEI CAPI, IN CARCERE, AL CO-DETENUTO LORUSSO ”AI CATANESI DICEVO: SE NON PAGA, BRUCIATEGLI LA STANDA. SALDAVA OGNI 6 MESI”.

Berlusconi? “…si è ritrovato con queste cose là sotto, è venuto, ha mandato là sotto a uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati’’. Quanti soldi? “A noialtri ci dava 250 milioni ogni sei mesi”. Parola di Totò Riina, che il 22 agosto dello scorso anno nell’ora d’aria nel carcere di Opera smette di parlare di Berlusconi in termini politici, generici o rancorosi (“È un buffone’’) e racconta al co-detenuto Alberto Lorusso la sua verità sul rapporto tra l’ex presidente del Consiglio e Cosa Nostra fin dagli anni 80, ormai consacrato in una sentenza della Cassazione: il pagamento di un “pizzo” milionario a fronte di un patto per ottenere reciproci e futuri vantaggi.   La conversazione depositata agli atti del processo per la trattativa Stato-mafia, parte dalla sorte giudiziaria di Berlusconi, in bilico in quei giorni di agosto dell’anno scorso, e il discorso cade subito sulle somme versate dall’imprenditore milanese ai boss palermitani e sulle analoghe richieste provenienti dai catanesi.  Continua a leggere »

Pietro-GrassoRenzi e Berlusconi cancellano il voto di scambio politico mafioso. Secondo la cassazione, in base alla nuova formulazione del 416ter, voluta da Renzi e Berlusconi e da noi ferocemente avversata, accordarsi per il voto di scambio con un mafioso non è più reato se non viene usato il metodo mafioso nel procacciamento dei voti. Quindi se gli elettori non vengono spinti alle urne con i kalashinkov o con le lupare non esiste il reato ed il politico che si è accordato con i mafiosi può andare assolto. Questo è il senso di una pronuncia della Cassazione pubblicata ieri pomeriggio. Ecco la lotta alla mafia secondo Renzi e Berlusconi. Quanti hanno salutato la nuova formulazione del 416ter osannando il governo (con frasi disgustose quali “la norma è bellissima“) e che ricoprono posti di rilievo negli apparati che lottano la mafia, sono invitati a rassegnare le loro dimissioni avendo ampiamente comprovato la loro manifesta incompetenza e quindi inadeguatezza a ricoprire tali posti. Noi avevamo previsto tutto questo e ci eravamo opposti alla approvazione di questa norma, proponendone un’altra ben diversa ed efficace. Continua a leggere »

DraghiAd agosto prezzi in calo dello 0,1%, è la prima volta dal 1959 Persi mille posti di lavoro al giorno. Istat: “Sarà stagnazione”.

ROMA  – Lo spettro che si aggirava sul Paese, ieri si è materializzato. L’Italia è caduta in deflazione. Come non accadeva da esattamente 55 anni. Era infatti il settembre del 1959 quando fu registrato un segno negativo dell’1,1% sull’andamento tendenziale dei prezzi. Ma quella era la vigilia del boom economico. Mentre oggi la tenaglia della crisi stringe anche sulla recessione accompagnata da una disoccupazione che arriva al 12,6% con quasi mille posti di lavoro bruciati ogni giorno a luglio.
Ma non basta: il tasso di disoccupazione della fascia compresa tra i 15 e i 24 anni, resta il più duro da digerire e risolvere in breve tempo, visto che la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro in questa forbice di età sfiora ormai il 43%. Continua a leggere »

RenziIo un’idea dei motivi per cui non si sono spesi questi 80 euro me la sono fatta.

Un’idea non scientifica e non statistica, s’intende: i miei panel infatti sono un paio di supermercati, tre o quattro alimentari, qualche bar e chiosco tra Roma e Milano. E le risposte non erano mai a domanda diretta (”scusi, ha speso gli 80 euro? E se no, perché?”) ma semmai l’epilogo quasi casuale di conversazioni partite per altri motivi (”lei che è alto, mi prende il sale iodato sull’ultimo scaffale?”) o sulla base del più grande collante sociale interclassista rimasto in questo Paese (”che culo il girone della Juve, sarà l’anno di Kovacic, Manolas è una pippa”).

Ecco: a conclusione della mia imprecisissima ricerca, la risposta (relativa ovviamente a chi gli 80 euro li ha presi) è: col cazzo che ci credono. Cioè, la maggior parte degli astanti da me sondaggiati non crede affatto che dopo averglieli dati con una mano, quei pur benvenutissimi soldi, il governo (o qualcun altro) non se li riprenda con l’altra. Continua a leggere »

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