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IL-RICATTO
Dopo la testimonianza del presidente della Repubblica, Servizio Pubblico ha dedicato un’intera puntata alla trattativa stato mafia, raccontata da Sabina Guzzanti, dai servizi di Walter Molino (autore del libro “Protocollo fantasma”). Ospiti Sallusti, Martelli e Cianferoni (l’avvocato di Riina o forse di Mori?).
La copertina di Santoro
Vitti na crozza ….
Sono anni che passiamo davanti a quei morto che quasi non li vediamo più.
Il presidente dice che quelle stragi erano un ricatto, ma noi non abbiamo più voglia di scoprire la verità su quel ricatto.
Santoro ha poi parlaro del codice d’onore della mafia secondo Grillo: avevano l’onore gli assassini della signora Asta, gli assassini di Rizzotto o De Mauro?
Santoro ricorda gli attimi dopo l’attentato in via Fauro: ho visto il cratere della bomba, ho visto gente che mi guardava con aria smarrita. Manganelli che scuoteva la testa incredulo: la mafia colpiva con determinazione fuori dalla Sicilia.
Gli uffizi, via Fauro, Palestro.

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Non c’è solo l’Ast di Terni. C’è tutto il settore agroalimentare in crisi. Il settore dell’industria dell’auto. Gli ex operai Fiat di Termini. Quelli dell’Ilva di Taranto.
C’è poi il settore dell’informatica e delle telecomunicazioni in piena crisi, che continua a perdere posti di lavoro. E pensare che dovrebbe essere il nostro futuro (vi ricordate la battuta sull’iphone e i gettoni).
La mappa della crisi industriali, sul tavolo del ministro Guidi, è vasta e copre buona parte del nostro paese.
Ieri la notizia della quotazione in borsa (americana) della Ferrari: un altro pezzo di made in Italy che rischia di andarsene ..

Non credo che tutte le forze dell’ordine di polizia e carabinieri siano sufficienti per contenere questa emergenza industriale e sociale, visto anche i blocchi di assunzioni. Continua a leggere »

Abbiamo provato ad aprire uno striscione alla Camera dei Deputati, durante la votazione della fiducia sul decreto “Sblocca Italia, per dirlo a tutti: “No trivelle, Sì rinnovabili”!

Oggi abbiamo deciso di portare il messaggio nostro – e di decine di migliaia di persone e comitati locali – direttamente dove vengono prese le decisioni, e abbiamo scelto di farlo proprio durante la votazione della fiducia sul decreto “Sblocca Italia”.

Volevamo dirlo forte e chiaro: i nostri mari sono dei cittadini italiani. Non sono un far west in mano ai petrolieri!

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FantoniClaudio Fantoni L’ex assessore al Bilancio.

Il braccio di ferro con i sindacati, il denigrare i critici, la distanza tra parole e fatti: il modus renziano per qualcuno non è una novità. “L’abbiamo già visto a Firenze”. A ricordare gli anni da primo cittadino dell’oggi premier è Claudio Fantoni, ex assessore al bilancio di Palazzo Vecchio fino al 2012, quando lasciò l’incarico “perché era evidente che il sindaco usava la città come laboratorio per il suo di futuro”. Fantoni è, assieme a Pier Luigi Vigna, l’unico ad aver abbandonato il carro del vincitore nel momento in cui c’era la corsa a salirci. Dopo due anni ha scelto di rompere il silenzio perché è “preoccupato, posso parlare da cittadino”.   Per cosa?   Chi lavora con Renzi non può non riconoscerne le straordinarie capacità. Ciò che mi preoccupa è capire per cosa vengono impiegate. Se su tutto prevale il consenso, ci troviamo in una campagna elettorale permanente. Credo che il Paese abbia bisogno d’altro. Continua a leggere »

Alfano

Immaginate centinaia di operai che pacificamente scendono in piazza per difendere il proprio posto di lavoro. Immaginate che sfilino per la città chiedendo di essere ascoltati prima dall’ambasciata tedesca, perchè tedeschi sono i proprietari dell’acciaieria che vogliono licenziarli, e poi dal governo. Immaginate che tornino a casa non con rassicurazioni e certezze, ma con la testa rotta e gli occhi pesti. Sembra un brutto incubo, invece è esattamente quello che è successo ieri a Roma, durante la manifestazioni dei quasi 600 lavoratori dell’acciaieria Ast di Terni: una pagina vergognosa, che non ha nulla a che vedere con un Paese civile.

Di chi sono le responsabilità? Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi chiede di fare chiarezza e verifiche, ma per noi non c’è nulla da chiarire, è tutto molto evidente. La responsabilità è del governo, totalmente sordo ai bisogni reali del Paese e incapace di avviare una politica seria in campo industriale, energetico e ambientale, incapace di attuare una vera strategia nazionale dell’acciaio. Continua a leggere »

IL REGALO di Luigi De Magistris a Silvio Berlusconi è talmente grande e insperato che neppure l’ex premier, di primo acchito, se n’è reso conto.
SU UN piatto d’argento, l’ex toga gli offre l’azzeramento della legge Severino, quella che in assoluto lo ha danneggiato di più togliendogli il parterre del Senato e la protezione dell’immunità dal carcere, dalle intercettazioni, dalle perquisizioni. Se Berlusconi è diventato un uomo come gli altri, pienamente soggetto ai codici, lo si deve a quella legge. Senza di essa sarebbe ancora lì a sfruttare i benefici e le protezioni garantite alla casta.
«Meglio stare tra la gente che a palazzo» esulta il sindaco di Napoli, senza accorgersi della contraddizione in cui si è cacciato, perché il tentativo, per ora riuscito, di picconare la legge Severino, trasforma De Magistris nell’idolo del palazzo e dei suoi inquilini, nel vessillifero di quanti, corrotti e corruttori, hanno avversato la legge sull’incandidabilità e l’hanno attaccata ovunque era possibile. Continua a leggere »

renzi-manganello

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