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Archivio per settembre 2010

Una casa senza linee dritte e regolari, senza spigoli vivi, con pavimenti curv, finestre diverse una dall’altra, balconi e verande che sembrano essere lì per caso e ancora alberi che crescono dentro al palazzo che sbucano oltre il tetto, colori non convenzionali e allegri, giardini pensili e fontane sui terrazzi per portare la natura nelle case. Un posto assolutamente da visitare nel vostro prossimo viaggio a Vienna.

Hundertwasserhaus (in italiano casa di Hundertwasser) è un complesso di case popolari costruite a Vienna dall’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser. Si trova nel quartiere di Landstraße, a sud del centro città.

L’artista ha voluto infondere allegria e gioia di vivere ai 50 appartamenti delle persone meno abbienti della città, costruendo le varie strutture usando linee morbide. In tutto il complesso non vi sono infatti spigoli vivi. Le facciate sono dipinte a colori vivaci e decorate con ceramiche colorate. (more…)

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Oggi, come ci ricorda il logo speciale di Google, è il 50 anniversario della nascita dei Flintstones, storica serie a cartoni animati della Hanna & Barbera ambientata nell’età della pietra. L’irascibile Fred, la dolce Wilma, il fedele amico Barney e sua moglie Betty non sembrano patire il peso degli anni e ancora oggi ci regalano momenti esilaranti grazie alle mille avventure che li coinvolgono nella cittadina di Bedrock.

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Vi lascio una parola

sul davanzale di un abbraccio,

per dipingere il vostro domani

con la freschezza di un nuovo inizio.

Auguri per il nuovo lavoro,

ci mancherete.

 

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Ultimissime da Mediashopping.

1) Giovedì scorso, ad Annozero, il finiano Bocchino racconta che Valter Lavitola, il direttore dell’Avanti! che lui accusa per la patacca anti-Fini, “ci fu raccomandato da Berlusconi per una candidatura nel 2008 perché, insieme a Sica, l’aveva aiutato a far cadere il governo Prodi”.

2) Ernesto Sica è l’ex assessore campano del Pdl arrestato per lo scandalo P3: l’ex craxiano Arcangelo Martino, pure lui in carcere, parla di Sica ai pm romani sempre a proposito della compravendita di senatori del centrosinistra che nel 2008 propiziò la caduta di Prodi. Secondo Martino, Sica spinse un amico imprenditore a offrire denaro al diniano Giuseppe Scalera e ad altri senatori in bilico per passare con B.: poi avrebbe usato il proprio ruolo per ricattare B. in cambio della candidatura a governatore della Campania e, sfumata quella, per diventare assessore regionale della giunta Caldoro. “Sica – dice a verbale Martino – mi disse che conosceva bene Berlusconi e che aveva dormito a lungo a via del Plebiscito (Palazzo Grazioli, ndr) da cui era stato allontanato per gelosia da Bonaiuti e Ghedini. Disse che Berlusconi doveva a lui la caduta del governo Prodi, in quanto egli si era adoperato con l’aiuto di un imprenditore amico di Sica e ben conosciuto da Berlusconi a convincere previo esborso di ingenti somme di denaro, alcuni senatori del centrosinistra a votare contro Prodi. Mi fece i nomi di Andreotti e Scalera”. Martino avvertì Dell’Utri e Sica fu convocato da Verdini, che gli garantì una sistemazione: puntualmente Sica divenne assessore. Ma Verdini assicurò che il vero sponsor della nomina di Sica era B.. Strano. Visto che Martino racconta: “Berlusconi riteneva Sica un ricattatore. Più volte Sica mi annunciò una denuncia sulla corruzione dei senatori, ma non l’ha mai presentata”. (more…)

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Si terrà dal 30 settembre al 3 ottobre presso la Nuova Fiera di Roma, la rassegna internazionale sul fumetto, l’animazione e i games, organizzata dalla Fiera di Roma e da I Castelli Animati. Tra i maestri del fumetto internazionale ospiti della manifestazione i Romics d’Oro 2010 verranno assegnati a Riyoko Ikeda, creatrice di uno dei personaggi più amati nella storia del fumetto e dell’animazione giapponese, Lady Oscar.

Era il 1982 quando appariva sugli schermi italiani un anime che raccontava la Rivoluzione Francese. Protagonista del cartone, Lady Oscar, un’eroina che, per volere del padre, indosserà i panni maschili inserendosi nel contesto della rivoluzione, passando da personaggi storici come Robespierre e Marie Antoniette.

L’incontro con l’autrice si svolgerà sabato 2 ottobre 2010 dalle 15:30, presso la Sala Grandi Eventi e Proiezioni Il Teatro di Romics – Padiglione 13. A seguire continuerà la celebrazione di Lady Oscar con un vero e proprio show, che si propone come un evento celebrativo per i 30 anni dalla messa in onda nipponica della serie animata di Lady Oscar. Il 3 Settembre 1980 è stata infatti trasmessa in Giappone l’ultima puntata della storica serie animata creata da Riyoko Ikeda. Prendendo come pretesto questo evento, sul palco di Romics avrà luogo un “sit-talk”, uno show con situazioni artistiche di vario genere: comiche, musicali, teatrali, sportive ecc che avranno come comune denominatore il personaggio di Lady Oscar. Per celebrare Lady Oscar, oltre all’autrice Riyoko Ikeda e alla cantante della sigla originale Clara Serina, sono stati chiamati all’appello diversi artisti, personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo, oggi affermati nel proprio settore che erano bambini nel 1980 o che comunque sono cresciuti insieme alla famosa eroina della rivoluzione francese. (more…)

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Il mondo è nelle nostre mani, le soluzioni per evitare una catastrofe ecologica esistono, applicarle è solo questione di volontà politica. Questa è un’ottima notizia. Il tempo che ci rimane per intervenire è però molto limitato, ci spiega Lester Brown uno dei più influenti ambientalisti del mondo. Se non interviene la nostra generazione, i nostri figli non ne avranno più la possibilità. Di questo si dovrebbe occupare la politica, non di puttane in Parlamento e della casa di Tulliani a Montecarlo. Le centrali elettriche a carbone vanno chiuse, ora e per sempre, sta già succedendo nel mondo, che si inizi anche in Italia. Organizzatevi, collegatevi ai movimenti internazionali che hanno già ottenuto la cancellazione di decine di centrali a carbone. Informatevi e agite per i vostri figli.

Intervista a Lester R. Brown, ambientalista, economista, scrittore:

Una coda di auto lunga cento miglia
Salve Cesena e congratulazioni per il lancio di Woodstock Five-Star. Anche se non fisicamente, sono con voi con lo spirito. Il mio nome è Lester Brown. Lavoro alla ricerca e alla produzione di testi sulle questioni ambientali e sono il presidente dell’Earth Policy Institute, un istituto di ricerca ambientale no-profit a Washington, DC.
Poco tempo fa, abbiamo letto sui giornali e visto in televisione, un ingorgo stradale in Cina. C’era una fila di macchine lunga 100 miglia e durò nove giorni. Non potete neanche immaginare. Può sembrare comico, ma le persone bloccate in quell’ingorgo, per nove giorni, non l’hanno trovato per nulla divertente. (more…)

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Eravamo in tanti a Cesena, i bambini giocavano vicino al palco, c’era una pulizia nell’aria, nei volti, nel grande prato, di cui provo, già ora, una grande nostalgia. E’ stato un terremoto dolce che si capirà piano, piano. Con il tempo. Le cui vibrazioni arriveranno come cerchi nell’acqua anche a chi non c’era, portate dalle testimonianze di chi era presente a Woodstock 5 Stelle. E’ strano pensare che l’Italia potrebbe essere sempre come sabato e domenica, con le persone che si sentivano fratelli e sorelle, a discutere del futuro e a realizzare il futuro con i fatti, con la raccolta differenziata, l’acqua pubblica e gratuita, la partecipazione alla costruzione di un progetto sociale comune.
Dario Fo sul palco, sabato sera, ha indicato la luna, quasi piena, che usciva finalmente dalle nuvole. Il cielo si stava schiarendo dopo giorni alterni di vento e di pioggia. Tutti hanno allora guardato il cielo e si sono sentiti felici di essere insieme in una notte di tende, di camper, di sacchi a pelo, di sorrisi. Si respirava felicità e sicurezza, quella sicurezza dell’altro, chiunque sia l’altro, che, anche se mai visto prima, anche se di un’altra regione, riconosci come tuo fratello, amico, compagno di viaggio della tua vita.
Domenica mattina ho camminato nel parco, tra centinaia di tende, nell’ippodromo pieno di camper e ho visto con i miei occhi una grande lezione di civiltà, nessuno era fuori posto, nessuno gridava, alzava la voce e per terra neppure una bottiglia, un pacchetto di sigarette, un rifiuto di qualunque tipo, nulla di nulla. Centinaia di volontari a disposizione per dare un aiuto o un’informazione. Un’organizzazione perfetta, auto finanziata, con artisti che si sono esibiti senza chiedere nessun compenso per il MoVimento 5 Stelle e che, per questo, saranno messi al bando dal Sistema. (more…)

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Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble difende il giro di vite e propone sanzioni severe per i trasgressori. Con un debito pari al 116% del Pil, l’Italia rischia di farsi sommergere da multe e penalizzazioni.

Ristrutturazione dei conti e severe sanzioni pronte ad abbattersi implacabilmente sui trasgressori. I dettagli delle proposte sul nuovo Patto di Stabilità europeo saranno resi noti soltanto mercoledì ma per le nazioni più indebitate del Continente, Italia in primis, l’allarme è già scattato, ed è un allarme che sembra presagire lacrime e sangue e in Finanziaria.

In attesa di presentare in via ufficiale il proprio progetto il commissario Ue Barroso e il numero uno agli affari monetari dell’Unione Holli Rehn avrebbero già incassato un sostegno importantissimo: quello della Germania. A rivelarlo il Financial Times, citando una lettera inviata dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ai 26 colleghi europei. Una missiva, quella di Berlino, che conterrebbe proposte serissime pensate con un solo obiettivo: sistemare i conti dell’Unione prima che sia troppo tardi.

Al centro della questione, ovviamente, c’è la drastica dieta dimagrante da imporre al disavanzo pubblico. I Paesi caratterizzati da un rapporto debito/Pil superiore al 60% dovranno infatti tagliare l’eccesso del proprio debito di almeno un ventesimo all’anno se vorranno evitare di incorrere nelle sanzioni di Bruxelles. Per una Paese come la Francia, che secondo le previsioni dovrebbe chiudere il 2010 con debito pari all’83% del prodotto nazionale si tratterebbe di tagliare 4 punti percentuali all’anno per i prossimi tre anni. Per l’Italia, che con il suo 116% detiene il peggior quoziente d’Europa, sarebbe necessario tagliarne ben otto. Per un totale di circa 130 miliardi. Proprio Italia e Francia, manco a dirlo, rappresentano oggi i leader indiscussi della linea “morbida” di chi si oppone al piano tedesco e, in particolare, al principio delle sanzioni automatiche pronte a scattare senza appello di fronte al mancato raggiungimento degli obiettivi. (more…)

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HO DETTO ieri, dialogando con i lettori e gli spettatori di Repubblica Tv, che ormai la politica in Italia è una cosa buia, che non appassiona più nessuno, né chi la fa, né chi la segue. Su questa affermazione mi hanno scritto in tanti, che credo abbiano condiviso con me questo sentimento di impotenza, avvertito talvolta come un impedimento, la denuncia di qualcosa che ostruisce la partecipazione, il normale rapporto che un cittadino deve avere con la vita pubblica del suo Paese. E insieme, c’è un altro sentimento in chi mi scrive: rabbia e ribellione per sentirsi espropriati dalla politica come strumento di impegno e di cambiamento, rifiuto di accettare che questa stagnazione prevalga.

Chi analizza fatti, episodi e metodi della politica italiana, in questo momento, non può che avere una reazione di spavento e pensare: non è per me. Ricatti, timori, intimidazioni. Tutti hanno paura. Anche io ho paura: non ho nulla da nascondere, con la vita ridotta e ipercontrollata cui sono costretto, ma sento questo clima di straordinaria ostilità, e vedo l’interesse a raccoglierlo, eccitarlo, utilizzarlo. Mi guardo intorno e penso: come deve sentirsi un giovane italiano che voglia usare in politica la sua passione civile, il suo talento? La politica di oggi lo incoraggia o lo spaventa?

E qual è il prezzo che tutti paghiamo per questa esclusione e per questa diffidenza? Qual è il costo sociale della paura? Chi fa già parte del sistema politico nel senso più largo del termine, o ha comunque una responsabilità pubblica e sociale, sa che oggi in Italia qualsiasi sua fragilità può essere scandagliata, esibita, denunciata ed enfatizzata. Non importa che non sia un reato, non importa quasi nemmeno che sia vera. Basta che faccia notizia, che abbia un costo, che faccia pagare un prezzo, e che dunque serva come arma di ammonimento preventivo, di minaccia permanente, di regolamento dei conti successivo. Ma la libertà politica, come la libertà di stampa, si fonda sulla possibilità di esprimere le proprie idee senza ritorsioni di tipo personale. Se sai che esprimendo quell’opinione, o scrivendola, tu pagherai con un dossier su qualche vicenda irrilevante penalmente, magari addirittura falsa, ma capace di rovinare la tua vita privata, allora sei condizionato, non sei più libero. (more…)

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La foto di “Matrix” che ritrae l’ormai celeberrima cucina Scavolini installata là dove i finiani avevano sempre negato che fosse, cioè nell’alloggio di Montecarlo abitato da Giancarlo Tulliani, sarebbe uno dei tanti dettagli ridicoli di una comica telenovela se non fossero stati gli stessi finiani a trasformarla in una delle prove più marchiane della campagna di fango anti-Fini. Bastava che il presidente della Camera dicesse fin dal primo giorno: “Signore e signori, anni fa mi sono innamorato di Elisabetta Tulliani, che ora è la madre delle nostre figlie. Elisabetta ha un fratello un po’ così, a dir poco esuberante, al quale è legatissima, e io, per amore di lei, ho finito col dare troppa corda a lui. Ho lasciato che Giancarlo spendesse il mio nome in Rai per entrare nel giro degli appalti (cosa che peraltro non gli è riuscita), ho autorizzato la vendita della casa di Montecarlo a una società off-shore segnalata da lui, poi quando ho scoperto che ci era pure andato ad abitare mi sono infuriato, gli ho intimato di traslocare. Ma alla fine, sempre per amore di Elisabetta, ho sorvolato. Un paio di volte, mentre ristrutturavamo la nostra casa, ho accompagnato Elisabetta al mobilificio Castellucci, vecchio fornitore della famiglia Tulliani, a scegliere dei mobili e non escludo che una cucina Scavolini fosse destinata alla casa di Montecarlo. Nulla di illecito né immorale, nemmeno un euro di denaro pubblico in ballo. Ma il prezzo che sto pagando per queste debolezze e leggerezze mi servirà da lezione per evitarne altre in futuro. Tanto vi dovevo: il dovere di trasparenza mi imponeva di raccontarvi tutto prima che lo facciano i soliti manipolatori prezzolati. Se ritenete di fidarvi ancora di me come leader di una destra normale, sostenete Futuro e libertà, altrimenti, se dai sondaggi o dalle urne mi accorgerò di essermi giocato la carriera, pazienza, ne trarrò le conseguenze”. Invece, purtroppo, Fini ha scelto un’altra via, più obliqua e nebulosa, che l’ha portato dritto dritto nelle fauci del Caimano. Un grave errore di sottovalutazione l’ha costretto a correzioni di rotta strada facendo, fino a dare l’impressione di nascondere chissà cosa. (more…)

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