Feeds:
Articoli
Commenti

Archivio per ottobre 2010

Un patto segreto con il social network. Che consente alle forze dell’ordine di entrare arbitrariamente e senza mandato della magistratura in tutti i profili degli utenti italiani. Lo hanno appena firmato in California.

Negli Stati Uniti, tra mille polemiche,
è allo studio un disegno di legge che, se sarà approvato dal Congresso, permetterà alle agenzie investigative federali di irrompere senza mandato nelle piattaforme tecnologiche tipo Facebook e acquisire tutti i loro dati riservati. In Italia, senza clamore, lo hanno già fatto. I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale. Questo perché, spiegano alla Polizia Postale, la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su Internet evolvono in tempo reale.
.
Una corsia preferenziale, insomma, che potranno percorrere i detective digitali italiani impegnati soprattutto nella lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche, ma anche per evitare inconvenienti ai personaggi pubblici i cui profili vengono creati a loro insaputa. Intenti forse condivisibili, ma che di fatto consegnano alle forze dell’ordine il passepartout per aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l’autorizzazione di un pubblico ministero. In concreto, i 400 agenti della Direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili italiani di Facebook.
.
Ma siamo certi che tutto ciò avverrà nel rispetto della nostra privacy? In realtà, ormai da un paio d’anni, gli sceriffi italiani cavalcano sulle praterie di bit. Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e persino i vigili urbani scandagliano le comunità di Internet per ricavare informazioni sensibili, ricostruire la loro rete di relazioni, confermare o smentire alibi e incriminare gli autori di reati. Sempre più persone conducono in Rete una vita parallela e questo spiega perché alle indagini tradizionali da tempo si affianchino pedinamenti virtuali. Con la differenza che proprio per l’enorme potenzialità del Web e per la facilità con cui si viola riservatezza altrui è molto facile finire nel mirino dei cybercop: non è necessario macchiarsi di reati ma basta aver concesso l’amicizia a qualcuno che graviti in ambienti “interessanti” per le forze dell’ordine. (more…)

Read Full Post »

 

C’è una cornetta che passa di mano e una voce che cambia, sulla linea telefonica che corre da Roma a Milano. E che restituisce Ruby all’abbraccio delle sue amiche, Nicole Minetti e le due bellezze da urlo di Mediaset, Marysthell Polanco e Barbara Faggioli, che alle due di notte la aspettavano sul marciapiede davanti alla Questura di via Fatebenefratelli 11. È questo il nocciolo dell’indagine sulle presunte notti brave della diciassettenne marocchina che rischia di turbare la stabilità di almeno un paio di palazzi del potere romani, il Viminale e la Presidenza del Consiglio.

Perché è questa la più delicata delle ipotesi di lavoro che seguono i magistrati di Milano. I quali, secondo indiscrezioni, avrebbero già trovato alcuni puntelli investigativi sulla circostanza che la notte del 27 maggio scorso, a chiamare il capo di gabinetto della questura meneghina, Pietro Ostuni, sia stato un uomo della scorta del premier, che si sarebbe qualificato come ”caposcorta”. Ruby, alias Karima, era in stato di fermo da poche ore e quella voce al telefono ne avrebbe sollecitato l’immediato rilascio per non creare un imbarazzante caso diplomatico, dal momento che la ragazza era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak.

L’ipotesi ancora tutta da verificare, ma che tuttavia i magistrati hanno deciso di prendere in considerazione, è che di fronte alle prevedibili resistenze del funzionario milanese, il caposcorta (se davvero era lui) avrebbe passato la cornetta del telefono al presidente Berlusconi in persona, che avrebbe confermato la richiesta appena avanzata dal primo interlocutore.

Ieri sera la Questura di Milano ha confermato di aver ricevuto il sollecito da Palazzo Chigi, senza chiarire chi fosse stato a chiamare. E ha spiegato che comunque, prima di rilasciare la ragazza, sono stati compiuti gli accertamenti del caso. In realtà, Ruby era in stato di fermo per un presunto furto commesso nell’appartamento di un’amica che le aveva dato ospitalità e fiducia. Qualche mattina prima, diceva la denuncia, la giovane marocchina si era svegliata sola in casa, aveva fatto le valige e se n’era andata, portandosi appresso anche un paio di Rolex e qualche migliaio di euro. Poi, quel 27 maggio, la padrona di casa aveva riconosciuto Ruby in un centro benessere, aveva chiamato il 113 e la ragazza, in prima serata era già in Questura, senza documenti e con la stampata del pc della Polizia che raccontava la sua precedente fuga dalla casa famiglia di Messina. C’è da ritenere, dunque, che se fosse stata una ragazza qualsiasi probabilmente sarebbe stata trattenuta almeno fino al giorno dopo, oppure fino al parere del pubblico ministero minorile di turno. (more…)

Read Full Post »

Read Full Post »

Il nuovo “talento” arriva dalla Cina ed è sicuramete tra i più impressionanti finora conosciuti. China’s got talent, la versione orientale dell’ormai strapopolarissimo talent show partito dall’Inghilterra e diffuso in oltre trenta paesi, ha appena incoronato il suo vincitore, il ventitreenne Liu Wei, davvero un pianista d’eccezione. Infatti dopo un drammatico incidente all’età di 10 anni gli furono amputate entrambe le braccia dopo aver toccato involontariamente dei cavi ad alta tensione mentre giocava a nascondino.

Dopo un iniziale momento di sconforto, fu provvidenziale l’incontro con il presidente dell’associazione cinese delle persone con disabilità di questo genere che insegnò a Liu ad usare tutto il suo corpo per compensare la mancanza delle braccia. Così il giovane è riuscito a condurre una vita normale, praticando sport come il nuoto e decidendo a diciotto anni di dedicarsi più da vicino anche ad una delle sue passioni preferite, la musica.

In soli cinque anni Liu è riuscito ad arrivare ad un livello molto alto, e questo lo ha dimostrato nella sua esibizione del talent show, dove ha interpretato una versione di “You’re beautiful” di James Blunt. Le sua mani sono in realtà le dita dei piedi che muove con una scioltezza impressionante. Di seguito l’interpretazione che gli ha portato la vittoria dello show; da notare nella versione cinese l’atteggiamento senza lacrime dei giudici che in molti altri paesi si sarebebro sciolti in valli di lacrime.

Read Full Post »

L’artista JR ha vinto il TED Prize 2011 per le sue fotografie nelle strade di Cambogia, Brasile e Kenya
«Sono sbalordito. Non sapevo nemmeno di essere stato nominato»

L’artista francese JR ha vinto il TED Prize 2011 per le sue enormi fotografie attaccate sui muri delle zone più povere e oppresse del mondo.

TED (Technology Entertainment Design) è un progetto, nato nel 1984 da Richard Saul Wurman e Harry Marks, che ha l’obiettivo di dare risalto a “idee degne di essere diffuse”, come recita il suo motto. Ogni autunno, centinaia di pensatori da tutto il mondo si radunano per la conferenza annuale di TED ed esprimono le loro idee innovative in campi diversissimi tra loro, dall’economia ai videogiochi, dalla tecnologia alla letteratura; buona parte delle conferenze si possono vedere online, sottotitolate grazie all’aiuto degli utenti di tutto il mondo. Il TED Prize, fondato nel 2005 e già vinto da figure come Bill Clinton e Bono, consiste in 100mila dollari e, soprattutto, nella possibilità di esprimere un “desiderio che cambi il mondo”, ideando insieme a TED un progetto umanitario.

TED ha motivato così la scelta di conferire il premio a JR:

JR espone le sue fotografie nella più grande galleria d’arte del pianeta. Il suo lavoro si trova, gratis, nelle strade del mondo, e cattura l’attenzione di persone che di solito nei musei non ci vanno. Il suo lavoro parla di impegno, libertà, identità e limiti.

La direttore di TED Prize, Amy Novogratz, ha detto che «JR mette il volto di un essere umano su molti dei problemi sociali più gravi, mentre ridefinisce il modo in cui vediamo, facciamo ed esponiamo l’arte. JR ha convinto tutti noi del Ted Prize. Non c’è alcun dubbio che il suo talento — insieme alle risorse di questa meravigliosa comunità — porteranno a un desiderio che cambi il mondo.»

(more…)

Read Full Post »

CBM Italia Onlus chiude con il concerto di musica classica “Musica per gli occhi” un ottobre ricco di appuntamenti: per ricordare che la cecità si può sconfiggere. Appuntamento al circolo “Alessandro Volta” di Milano.

CBM Italia Onlus in ottobre ha festeggiato l’XI Giornata Mondiale della Vista sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ricordare all’opinione pubblica mondiale che la cecità molto spesso può essere prevenuta e curata con interventi mirati. Per la prima volta negli ultimi 20 anni il numero delle persone cieche e ipovedenti è diminuito: sono 40 milioni le persone cieche e 246 milioni quelle ipovedenti. Numeri ancora alti, che però riflettono un miglioramento circa del 10% rispetto all’ultima indagine dell’OMS del 2004. Un risultato che è frutto del lavoro congiunto realizzato da Organizzazioni Non Governative, Governi e istituzioni locali nei Paesi in Via di Sviluppo. Purtroppo la cecità è una piaga che toglie la speranza ancora a troppi bambini, famiglie e intere comunità nelle aree più povere al mondo. Basti pensare che con una diagnosi precoce, spesso è possibile curare le principali cause della cecità evitabile.

 Nel Mese della Vista CBM Italia chiude la propria serie di appuntamenti giovedì 28 ottobre alle ore 21 con il concerto “Musica per gli occhi”, in cui la musica classica sarà la protagonista.

Sei affermati artisti (Maurizio Carnelli, Silvia Cignoli, Michele Fedrigotti, Luca Schieppati, Irene Veneziano, Patrizia Zanardi) si esibiranno sulle note di Chopin, Liszt, Britten, Mertz. Finale a sorpresa, con un suggestivo ascolto che permetterà di sviluppare i sensi in una nuova dimensione emotiva.

 L’ingresso al concerto è gratuito.

Read Full Post »

Il pentito indica Lorenzo Narracci
ex agente del Sisde adesso all’Aisi
La Procura: “La sicurezza non c’è”
Palermo, indagato il generale Mori
“I padrini li ho sempre combattuti”.

 

A dividerli c’era un vetro. Da un lato il pentito Gaspare Spatuzza. Dall’altro l’ex agente del Sisde, ora all’Aisi, Lorenzo Narracci. All’ex mafioso i pm di Caltanissetta, che hanno riaperto le indagini sulle stragi del ’92, hanno chiesto se lo 007 fosse «la persona esterna alla mafia» che, secondo il collaboratore, avrebbe partecipato ai preparativi dell’eccidio di via D’Amelio. «È lo stesso che mi avevate mostrato in foto», ha risposto. Tra Narracci e l’uomo visto mentre veniva imbottita di tritolo la Fiat 126 usata per uccidere Borsellino ci sarebbe una somiglianza. Spatuzza, però, non è stato in grado di andare oltre e dare risposte certe.

Mentre a Caltanissetta si torna a parlare dei misteri sulle stragi del ’92, a Palermo, l’ex generale dell’Arma Mario Mori torna protagonista della cronaca giudiziaria ritrovandosi iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. Un capitolo che si intreccia con quello degli eccidi del ’92: la trattativa, secondo i pm, sarebbe stata intrapresa da apparati istituzionali proprio per fermare la stagione di sangue inaugurata da Cosa nostra con l’assassinio del giudice Giovanni Falcone. (more…)

Read Full Post »

Scoppia il caso a Pont-Saint-Martin, in Val d’Aosta.

Nomi di genitori e bambini inadempienti sul sito del Comune. Il sindaco: «Procedura prevista».

Una gogna pubblica, anche se virtuale. Genitori e bimbi nel mirino. La colpa: i ritardi nel pagamento delle rette della mensa scolastica. La pubblicazione sul sito istituzionale del comune dell’elenco dei cittadini morosi per mancato pagamento delle rette per il servizio ha scatenato la polemica a Pont-Saint-Martin (Aosta), piccolo centro di 4mila abitanti al confine con il Piemonte. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di inserire su web i nomi di chi non ha versato il canone, aggiungendo nella lista anche i nomi dei figli che hanno usufruito del servizio, il periodo di mancato pagamento e la cifra dovuta all’ente pubblico. Le ingiunzioni variano da un minimo di 144,13 ad un massimo di 1.624,35 euro.

IL SINDACO: «PROCEDURA PREVISTA» – «Abbiamo espletato la procedura prevista dal regolamento comunale – spiega il sindaco, Guido Yeuillaz, alla guida di una Giunta composta da Union Valdotaine e indipendenti – inviando vari messaggi e convocando i diretti interessati. Abbiamo invitato le famiglie a chiedere l’esenzione dal pagamento, prevista per chi è in difficoltà economica, ma non lo hanno fatto». «I dati inseriti su Internet non sono sensibili – ha proseguito – e quindi non c’è violazione della privacy, anche se sono il primo ad ammettere che era meglio non aggiungere i nomi dei minori». «Qualcuno ha paragonato questa vicenda a quella di Adro – conclude il sindaco – ma ci tengo a precisare che non abbiamo mai interrotto la somministrazione dei pasti ad alcun bambino anche se la retta non era stata pagata».

L’OPPOSIZIONE: «VIOLAZIONE DELLA PRIVACY» - La vicenda è stata sollevata in Consiglio comunale da un’interpellanza della minoranza di centro-sinistra. «Secondo noi – commenta la consigliere Cleta Yeuillaz – c’è un’evidente violazione della privacy. Le persone che non hanno pagato, tra cui alcuni immigrati stranieri, sono state messe alla berlina, con il rischio di discriminazione all’interno di un piccolo paese come il nostro».

solleviamoci.wordpress.com

Read Full Post »

Lodo.

Read Full Post »

Al posto di B. cominceremmo seriamente a preoccuparci. Da qualche settimana stanno crollando l’una dopo l’altra tutte le fondamenta del suo strepitoso successo: le balle. Nel dorato mondo berlusconiano, le bugie hanno sempre avuto gambe lunghissime. Ultimamente invece durano lo spazio di un mattino. Anche perché lui stesso, complice l’arteriosclerosi, contribuisce a strozzarle sul nascere, nella culla. Non riesce più a coordinarsi con se stesso. Aveva appena convinto i suoi fans che non è lui a volere lo scudo Alfano, ma i suoi alleati che glielo impongono a sua insaputa. Intanto che ti fa? Rilascia un’intervista per il nuovo (si fa per dire) libro (si fa per dire) di Vespa e dice l’esatto contrario: lo scudo “è indispensabile contro certi pm”, quindi è lui che lo vuole. Come dice Vergassola, “mente sapendo di smentire”. Il bello delle sue autosmentite è che è falsa sia la prima affermazione, sia la seconda che la contraddice. Infatti lo scudo non riguarda i pm: non blocca le indagini, ma i processi dopo il rinvio a giudizio, quindi gli serve contro “certi giudici”, non contro “certi pm”, che con o senza scudo continueranno a fare quel che fanno oggi. A proposito di pm: quelli di Roma, che avevano generosamente aperto un’inchiesta per truffa a gentile richiesta di Storace (loro affezionato cliente) sulla casetta di Montecarlo, hanno chiesto l’archiviazione per Fini e Pontone in quanto non è emersa alcuna truffa. Chiunque abbia letto anche distrattamente il codice penale, lo sapeva fin dall’inizio: la vicenda investe al massimo il costume, o il malcostume, di favorire un parente acquisito vendendo a prezzi modici un alloggio a una società estera da lui segnalata e chiudendo poi un occhio sul fatto che lui l’ha presa in affitto. L’idea di trasformarla in un reato poteva venire solo al Giornale e a Libero, che comprensibilmente non possono sottilizzare sulla questione morale in casa Fini, avendo sempre sorvolato su quelle criminali in casa B. Così ora l’affaire Montecarlo è un caso chiuso. (more…)

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 580 follower