A Milano «le Brigate rosse in procura» e, a Roma, le squadracce fasciste che augurano «buona pasquetta» per farsi beffe del 25 aprile. Direte: sono manifesti messi da qualche cretino. Vero, ma solo qualche anno fa non si sarebbero permessi. I cretini escono in massa allo scoperto perché si sentono tutelati, spalleggiati e in fondo approvati. Si specchiano in chi ci governa e improvvisamente non hanno più vergogna né paura, anzi, al contrario: sono tracotanti e rumorosi. Si sentono dalla parte di chi ha vinto, salgono sul carro.
Alcuni sono solo cretini, e pazienza. Altri sono sul crinale del crimine e a volte oltre, ci sono cose che non si possono fare non perché non sta bene o perché si offende qualcuno ma perché è proprio un reato. Apologia di fascismo, per esempio. Altri ancora sono applauditi e saranno probabilmente eletti, così da chiudere il cerchio fra rappresentanti e rappresentati.
Qualche tempo fa con Dacia Maraini abbiamo lanciato una campagna per sollecitare i giovani ad iscriversi all’Anpi, l’Associazione partigiani. Ha avuto molto successo, Fabrizio Gifuni Moni Ovadia e Giancarlo De Cataldo furono tra i sostenitori, moltissimi ragazzi giovani e giovanissimi presero la tessera: resistenti del nuovo millennio proprio nello spirito dei loro nonni, perché – come dice oggi in un’intervista Gianrico Carofiglio – nella Resistenza c’è «il valore della ribellione contro ogni tipo di sopruso. Violenza fisica, morale, del denaro o della propaganda».
È una forma di violenza (e di paura: sempre nella violenza c’è la paura della propria debolezza) quella di chi cerca in ogni modo di impedire il voto popolare. Prendete il caso dei referendum. Tutti sanno che il voto sul nucleare e sull’acqua ha la concreta possibilità di raggiungere il quorum, essendo questi temi – la salute, la sicurezza, i beni pubblici – quelli che davvero riguardano e interessano i cittadini, in specie raggiungono la sensibilità dei più giovani. È per questo che non hanno voluto l’accorpamento con le amministrative, rimandando il voto a giugno. È per questo che adesso provano in ogni modo, con provvedimenti tampone che puntano solo a far passare la nottata («l’onda emotiva», come dissero con disprezzo il giorno di Fukushima) per arrivare a quel momento non così lontano in cui si potrà ridiscutere daccapo, come se nulla fosse accaduto perché è proprio così: ogni giorno tutto sembra accadere e nulla accade mai.
I due referendum su acqua e nucleare portano con sé anche il voto sul legittimo impedimento, e qui come vedete siamo in tema giustizia, l’unico che al premier davvero interessi. L’obiettivo di tutto questo è semplicemente evitare il voto popolare in tempi di grande impopolarità del Nostro.
I resistenti del nuovo millennio, i giovani, hanno in mano il loro e il nostro destino. Questa incredibile pagliacciata finirà solo quando i giovani decideranno che è l’ora che finisca. I nonni saranno al loro fianco, e se abbiamo fortuna ci sarà ancora qualcuno fra i padri e le madri. Bisognerà informarli, è anche di questo che molto il governo si preoccupa: che non sappiano, che nulla passi in tv. È solo questione di tempo. I ragazzi ormai non si informano più attraverso la tv. Hanno altri canali, altre reti. Facciamoci trovare al loro fianco.
Buona Pasqua, e soprattutto buon 25 aprile a tutti.
Da L’Unità del 23/04/2011.














sono anni che lo sostengo e x fortuna conchita ha espresso le mie sensazioni in un italiano leggibile, cosa che io non sono mai stato in grado di fare: berlusconi ha un unica vera enorme colpa: ha sdoganato i fascisti, i furbetti del quartierino, i briatore che abitano vicino casa tua e stavano zitti zitti, parcheggiavano il suv in terza fila, ma si facevano i cacchi loro. dopo lo psiconano no, rilasciano interviste, ponificano, giudicano, esistono…e mezz’italia li vota pure. ma come cavolo ci siamo ridotti.