Gentile Strauss-Kahn, dia retta a noi: lasci perdere la Francia, che non La merita, e si trasferisca in Italia. Solo qui Lei ha ancora
un grande futuro politico. Troverà diversi partiti disposti a candidarLa nonostante l’arresto e il processo per stupro e sequestro di persona, anzi proprio per quelli. E troverà soprattutto i neologismi giusti per trasformarsi da sospettato di un delitto orrendo in perseguitato politico. Il Corriere della Sera stigmatizzerà il riesplodere dello “scontro fra giustizia e politica”. Ostellino scriverà che la cameriera non s’è resa conto di essere seduta sulla propria fortuna e di poterla proficuamente utilizzare per diventare segretaria al Fondo monetario. Pigi Battista insisterà sull’esigenza di abbassare i toni e non demonizzare gli stupratori. Galli della Loggia e Panebianco denunceranno gli agenti rossi annidati nella Polizia di Manhattan. L’ambasciatore Romano ammonirà contro la “gogna mediatica” dalle tv giustizialiste aizzate dal partito delle procure, con immonde riprese di un uomo in manette fra due nerboruti poliziotti. Cicchitto strillerà contro l’ennesimo caso di “uso politico della giustizia” contro un socialista. Quagliariello evidenzierà l’ulteriore scandalo della “giustizia a orologeria” contro il prossimo candidato all’Eliseo. Stracquadanio tuonerà contro le “manette facili”, scattate addirittura sulla scaletta di un aereo, come se il destinatario avesse mai pensato di darsi alla fuga. La
Santanchè porterà le foto di una bandiera di Hamas affissa nella
cameretta della cameriera (si scoprirà poi che era un poster di George
Clooney) e ricorderà che Stalin, Pol Pot, Mao Tse-tung e Fidel Castro
han fatto ben di peggio. Il Pd non dirà nulla, se non che occorre
evitare facili strumentalizzazioni di una vicenda privata, non va mai
dimenticata la presunzione di innocenza e dando dello stupratore a
Strauss-Kahn si rischia di fare il suo gioco. Il Garante ammonirà la
stampa a non violare la privacy con particolari anatomici sull’arma
del delitto. L’Agcom raccomanderà ai talk-show di attenersi alla più
scrupolosa par condicio fra avversari e sostenitori dello stupro.
Giuliano Ferrara chiederà l’arresto della cameriera per aver provocato
il pover’uomo; poi inviterà Strauss-Kahn a candidarsi lo stesso
all’Eliseo, cosicché anche la Francia riaffermi il “primato della
politica” e sia governata da un vecchio porco; infine organizzerà un
convegno in un teatro milanese su un palco ornato da falli di gomma
appesi, sul tema: “Basta puritanesimo! Dai, su, chi non ha mai
stuprato almeno una cameriera?”. Il Tg1 e Porta a Porta organizzeranno
una serie di speciali sulla misteriosa morte di una foca monaca alle
isole Hawaii. Sallusti spiegherà che anche Kennedy era solito stuprare
le cameriere e comunque il direttore del Fondo monetario ha avuto un
bello stomaco a far sesso con una negra, che tra l’altro ha pure
goduto. Feltri sosterrà che, da che mondo è mondo, l’uomo è cacciatore
e, se gli piace una negra, mica può tagliarsi il pisello. L’on. avv.
Ghedini avvertirà: “Si fa presto a dire stupratore: ammesso e non
concesso, Strauss-Kahn può essere definito al massimo un utilizzatore
finale di cameriere”. Poi chiederà la rimessione del processo al
tribunale di Malibu. Il ministro Alfano invierà gli ispettori nel
posto di polizia di Harlem dove trattano gli stupratori come
delinquenti, poi si farà promotore di un lodo per depenalizzare lo stupro e il sequestro di persona. L’on. avv. Paniz presenterà un ddl
sulla “prescrizione brevissima”, essendo scandaloso che i reati
sessuali non si prescrivano nello stesso istante in cui vengono
commessi; poi farà votare una mozione per sostenere che Strauss-Kahn
ha stuprato nell’esercizio delle sue alte funzioni istituzionali, ergo
ricade sotto il Tribunale dei ministri, previa autorizzazione del
Parlamento che non la darà mai. Belpietro domanderà corrucciato: “Che
ci faceva la cameriera appoggiata al pisello di Strauss-Kahn? Chi l’ha
mandata e perché?”. Alla fine dirà la sua anche B.: “Embè? Io lo
faccio sempre, dov’è il problema?”.
Da Il Fatto Quotidiano del 17/05/2011.










eheheheh…. bisogna ridere.. altrimenti…
[...] proprio di Travaglio non ho ancora letto un editoriale riparatore su Strauss Khan, che dopo averlo ridicolizzato ai tempi in cui era in carcere accusato di violenza sessuale da una pazza, non ha più scritto [...]