Alfano contro De Siervo: “No a chi ha fatto militanza contro di noi”.
Basta un nome per inciampare. Un ministro che sia sospetto o sgradito per un partito, soprattutto per Silvio Berlusconi. Un rischio altissimo che consiglia di frenare. Così Mario Monti ha accettato con riserva l’incarico di formare il governo: “Le voci che sono circolate attinenti ai nomi e ai tempi sono di pura fantasia”. Un messaggio per attutite l’irruenza di Angelino Alfano, rappresentante dei berlusconiani al Colle, che aggiunge condizioni a condizioni: “Monti deve escludere chi ha fatto del proprio impegno militanza contro il governo. Preferiamo componenti tecnici di equilibrio”. Monti avverte l’escandescenza del Parlamento che, in questa decisiva giornata prima di tornare al Quirinale, toccherà con mano incontrando segretari e capigruppo. Esclusa l’ipotesi di un esecutivo misto di tecnici e politici (sottosegretari), Monti dovrà accontentare tutti per non scontentare nessuno. Dicono che B. sia furioso per il nome di Ugo De Siervo al ministero per la Giustizia, il crocevia per i suoi guai giudiziari. L’ex presidente della Corte Costituzionale, vice di Francesco Amirante durante la bocciatura del Lodo Alfano, selezionò parole pesanti per giudicare la politica di B: “il Parlamento fa errori a raffica. La Costituzione è sopra di tutti, anche del premier”. Per chi pretendeva di confermare il fedelissimo Francesco Nitto Palma, nemmeno Cesare Mirabelli e Pier Alberto Capotosti offrono garanzie. Però per i berlusconiani, e senza scatenare protesta nel Pd, sarebbe perfetto nominare Carlo Secchi allo Sviluppo Economico, il ministero fondamentale per il conflitto d’interessi del Cavaliere. Peccato che Secchi sia nel Cda di Mediaset, ma anche di Pirelli, Allianz, Italcementi e di Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Secchi è un concentrato di potere e rapporti trasversali, e finanche ex rettore Bocconi. Soltanto l’IdV potrebbe contestarlo. L’unica certezza sarà il ruolo di Enzo Moavero , principale collaboratore del professore sin dai tempi di Bruxelles: l’avvocato con specializzazione a Yale sarà sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il nuovo Gianni Letta. Gran parte dei 12 componenti del governo dovrebbero arrivare dal circuito cattolico e universitario, in particolare la Bocconi di cui Monti è stato rettore fino al 2004. L’elenco di economisti e religiosi praticanti è il più lungo: Lorenzo Ornaghi (rettore della Cattolica, nel Cda di Avve – n i re ), Andrea Riccardi (Sant’Egidio), Stefano Zamagni (Presidenze Agenzia Onlus). E poi c’è Guido Tabellini, attuale rettore della Bocconi, che potrebbe succedere a Tremonti, ma Monti potrebbe tenere per sé il Tesoro. L’archeologo e storico Salvatore Settis potrebbe andare ai Beni Culturali o all’Istruzione. Pochi contrari anche per il generale Rolando Mosca Moschini (Difesa), per il giuslavorista Carlo Dell’Arianga (Lavoro) e per la professoressa Luisa Torchia (Pubblica amministrazione). Calano le quotazioni di Giuliano Amato. Il centrodestra suggerisce Rocco Sabelli (ad di Alitalia) ai Trasporti, ma i centristi preferiscono Anna Maria Tarantola, vicedirettore generale di Bankitalia.
Da Il fatto Quotidiano del 14/11/2011.









