Il piccolo pogrom di Torino è un micidiale riassunto di tutti o quasi i pregiudizi più arcaici, evidentemente inestirpabili. C’é la ragazza che si vergogna di avere “perduto la verginità”. I genitori che “la controllano” (ginecologicamente) ogni mese. Il fratello pronto a lavare l’onta. L’immediata, spontanea coincidenza (come fu per Erika e Omar) tra l’esigenza di un capro espiatorio e l’odio razziale. Il branco dei maschi che si raduna, forte di quell’addestramento perenne alla violenza e all’odio che sono le curve di stadio: in tempo di pace, tengono calda l’idea della guerra. Il fuoco purificatore, antico come lo spirito sacricale.
Chi imputa ai nostri tempi, al famoso “vuoto di valori”, questa bruttura, ha di che riflettere. E’ una bruttura antica, strutturalmente antica. I cosiddetti “bei tempi” che molti, non si capisce perchè, rimpiangono, sono quelli nei quali il pregiudizio ha potuto mettere radici, eternando la soggezione a tradizioni infette e a regole omicide. Non uno dei gesti compiuti a torino, non uno dei pensieri espressi, è “moderno”. E’ tutto un remake decrepito. vecchio di secoli. Il povero progresso, che tante colpe ha avuto, in casi come questi non solo non è il colpevole, ma è la vittima.
Da La repubblica del 14/12/2011.










Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Il povero progresso non è vittima perchè ha la colpa di aver fatto crescere la società solo economicamente,trascurando la parte spirituale umana,molto più importante. Le trasgressioni delle leggi scritte e non scritte,fino ad alcuni decenni della fine del secolo scorso erano molto meno di quelle che esistono oggi,perchè era diffusa la legge morale,che trasgrediva solo chi aveva delle mancanze psicologiche personali.Oggi l’uomo trasgredisce perchè ha perso il senso della coscienza e del limite. Fra qualche anno,continuando così, avremo paura di uscire di casa e di lasciar soli i nostri figli.