Per diventare dittatori bisogna essere, prima di tutto, dei mentitori patentati. Umberto Bossi è, in questo senso, un talento sprecato, perché pur essendo un incallito mentitore non ha la possibilità oggettiva di diventare dittatore, se non acquistando un atollo sperduto e ribattezzandolo Padania per trasferircisi, come un reverendo americano matto, con i suoi fedeli. L’ultima balla – pronunciata ieri di fronte alla solita claque di partito – è un perfetto esempio di ribaltamento della verità. Bossi accusa Napolitano di avere “riempito il Nord Italia di tricolori, che alla gente del Nord non piacciono”. E vero esattamente il contrario: è la gente del Nord che ha riempito le proprie città e le proprie case di tricolori, che a Bossi non piacciono. Rio ha fatto, per giunta, proprio perché a Bossi non piacciono, per spiegargli in modo definitivo, e politicamente ultimativo, chela Lega, al Nord, è solo una minoranza invadente e rumorosa. Non fosse stato per Bossi e perla Lega, il Centocinquantenario non sarebbe mai stato il trionfo popolare che è stato. L’anno che si conclude oggi lo annovera, in questo senso, tra i grandi artefici involontari della storia italiana.
Da La Repubblica del 31/12/2011.










Classe 1934, dal ’45 viviamo in un Regime democratico. Purtroppo in tanti anni di vita devo asserire, mio malgrado, che in Italia mancano molte si “materie prime”, non certo i Politici Mentitori. pur senza avere velleità di diventare Dittatori.
benito azzoni