I giudici stabiliscono il “non luogo a procedere” e non optano per l’assoluzione, appellandosi all’articolo 531 del codice di procedura penale. Longo: “Una sentenza così la impugno tutta la vita”. La difesa ricorrerà contro la mancata assoluzione. La sentenza del Tribunale di Milano dopo circa due ore di camera di consiglio. L’ex premier aveva parlato di “processo ingiusto”. L’accusa aveva chiesto per lui cinque anni di reclusione per corruzione in atti giudiziari.
Prescrizione per Silvio Berlusconi al processo Mills. Il giudice Francesca Vitale, dopo circa due ore di camera di consiglio, ha dichiarato “il non doversi procedere”, perché “il reato è estinto per intervenuta prescrizione”. Il presidente ha citato l’articolo 531 del codice di procedura penale. Berlusconi, dunque, non è stato ritenuto innocente dal collegio giudicante, che altrimenti avrebbe optato per l’assoluzione. Tanto è vero che il legale di Berlusconi Piero Longo ha affermato a caldo: “Una sentenza così la impugno tutta la vita”. Insieme al collega Niccolò Ghedini, infatti, aveva chiesto come prima istanza l’assoluzione nel merito.
Per l’ex premier, il pm Fabio De Pasquale aveva chiesto 5 anni di reclusione con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. “Se un tribunale non vuole ascoltare i testimoni della difesa e ammette solo quelli dell’accusa, è ovviamente impossibile pervenire a una sentenza giusta”. Lo aveva affermato Silvio Berlusconi nella memoria difensiva depositata nei giorni scorsi.
L’avvocato Piero Longo, difensore dell’ex premier con Niccolò Ghedini, al termine della sua arringa ha chiesto ai giudici di assolvere Berlusconi perché il fatto non sussiste. In subordine ha chiesto l’assoluzione dell’ex premier per non aver commesso il fatto o il proscioglimento per prescrizione. Proprio sulla prescrizione si è giocata la partita nelle ultime fasi del processo, con calcoli discordanti tra accusa e difesa. “Non esiste falsa testimonianza di Mills nei due processi” che si sono svolti alla fine degli anni Novanta – quello per le mazzette alla Guardia di Finanza e All Iberian, al centro dell’accusa di corruzione in atti giudiziari”. E l”‘eventuale reticenza” di Mills in aula va valutata in base al fatto che un testimone “reticente su cose che possano incriminarlo non commette falsa testimonianza”. Infine, per la difesa di Berlusconi, “manca la prova dell’accordo corruttivo”. Il legale ha concluso con un’esortazione ai giudici: “Decidete senza timori e senza speranza”.
Per la Procura di Milano, l’ex premier avrebbe corrotto il legale inglese David Mills con un versamento di 600 mila dollari per indurlo a testimonianze reticenti nell’ambito dei processi All Iberian e tangenti alla Guardia di finanza che lo vedevano imputato. Mills, che su quei 600 mila dollari ha fornito via via versioni discordanti, ha ottenuto la prescrizione in Cassazione, con una sentenza che però confermava le tesi dell’accusa, che avevano portato alla condanna dell’avvocato per corruzione in primo grado e in appello. La posizione di Berlusconi, inizialmente imputato con Mills, era stata stralciata per l’approvazione del lodo Alfano sull’immunità delle più alte cariche dello Stato, poi dichiarato incostituzionale.
In questo nuovo processo l’avvocato inglese, sentito in videoconferenza da Londra con un fitto contorno di schermaglie procedurali, ha negato di essere stato corrotto da Berlusconi e ha spiegato di aver ricevuto i 600 mila dollari dall’armatore napoletano Diego Attanasio, che a sua volta ha sempre smentito la circostanza.
In aula, questa mattina, l’ex premier è assente. Già ieri Berlusconi aveva parlato di “processo inventato” contro di lui. Oggi ribadisce: ”E’ chiaro che se non verranno sentiti testimoni in merito, questo non potrà essere considerato un giusto processo, ma sarà invece la mera conferma delle tesi della procura senza contraddittorio alcuno”. Secondo Berlusconi inoltre, l’avvocato Mills lo ha fatto condannare “ingiustamente”, due volte in primo grado, proprio nei processi indicati dall’accusa come oggetto della corruzione. ”Perché mai – si chiede quindi – avrei dovuto pagarlo?”. L’ex premier ribadisce inoltre che i 600 mila dollari con cui si sarebbe attuata la corruzione “venivano dall’armatore Attanasio, è stato dimostrato. Ritengo di avere il diritto – scrive Berlusconi in conclusione – di aspettarmi da questo collegio non una sentenza di prescrizione ma invece una sentenza di piena assoluzione per non avere commesso il fatto”.
Da Il Fatto Quotidiano del 25/02/2012.










Si parla di stabilità della sentenza per il governo….ma due mezze giustizie non fanno una giustizia sono due sentenze incomplete
HO LETTO CON GRAN DISDEGNO ALCUNI POST CHE METTEVANO IN RELAZIONE, COLORO CHE NON SONO A FAVORE DI QUESTA FARSA, AI COMUNISTI. INTANTO DICO CHE pd E pdl E TUTTI GLI ALTRI APPARTENENTI ALLA POLITICA SONO UGUALI, SI AFFANNANO PER ENTRARE IN QUEI PALAZZI SOLO PER FREGACI, MA DA QUA A DARE DEL COMUNISTA A CHI NON è D’ACCORDO CON CERTE FALSITà VUOL DIRE CHE O è PAGATO O è L’IGNORANZA, LA PIù ABIETTA. GRAZIE AD UNA CASTA DI VILI MILLAMTATORI CHE SENZA NEANCHE FAR FINTA DI VOLER FAR GIUSTIZIA HANNO BUTTATO ALL’ARIA ANNI DEL LORO FALSO LAVORO. UNA CONDANNA è DOVEROSA, O I GIUDICI PER ATTENTATO ALLA COSTITUZUIONE O BERLUSCONI PER CORRUZIONE; VISTO LA SCADENZA DEI TERMINI ORMAI IN USO PER CERTI PROCESSI, ANDREBBERO CONDANNATI I GIUDICI PER DOPPIO REATO, FALSO IDEOLOGICO E ABUSI IN ATTI DI UFFICIO