C’è qualcosa di surreale nel leggere le cronache delle nomine AgCom: con il Pdl che vuole ripiazzare un fidato fininvestiano, D’Alema (D’Alema!) che spinge il suo candidato, e l’Udc di Casini che alla fine fa saltare tutto perché non ha una poltrona, e che diamine.
Sembrano cronache da un altro pianeta, ormai.
Invece è ancora la realtà spartitoria dei tre partiti di governo in Italia, gli stessi che poi piagnucolano quando scoprono che, chissà perché, non se li fila più quasi nessuno.
Ps: qui, banalmente, come si farebbe in un Paese non occupato da cricche di Palazzo.
Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.














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