Il calcio italiano non merita un “premier” come Cesare Prandelli. Che di fronte all’insopportabile e onnipresente cicaleccio sul “biscotto” (per i non addetti: pareggio concordato) tra spagnoli e croati, semplicemente rifiuta di considerare l’ipotesi, parendogli che il pensare male faccia male, e basta. Una sorta di onestà obbligatoria, sicuramente a rischio di ingenuità, ma esemplare in un uomo di sport. Prandelli non può dirlo, ma certamente pensa che il nostro calcio, in questo momento, è l’ultimo al mondo che può permettersi il lusso di fare la morale agli altri. È il calcio più inquisito del mondo, segnato da scandali infiniti nel senso che sono tanti ma anche nel senso che non finiscono mai. È un calcio che non sopporta neanche le proprie regole (vedi l’assurda polemica sulla “terza stella” della Juve). È un calcio in larga parte succube delle sue curve malavitose (vedi la disgustosa cerimonia della “consegna delle maglie” dei giocatori del Genoa ai capi tribù ultras). È un calcio che da quattro giorni non riesce a parlare d’altro che di un fantomatico “biscotto” ai propri danni: perché è tipico degli immorali essere anche vittimisti: la colpa è sempre di qualcun altro.
Da La Repubblica del 17/06/2012.














E’ tipico degli immorali essere anche vittimisti – questa frase racchiude benissimo il senso di tutto #biscotto
Unitamente alla surreale dichiarazione di nomen-omen Buffon <>. Deve frutto di deformazione professionale ragionare con i piedi.
I presunti scandali del calcio italiano sono le ultime occasioni per giornali come la calzetta dello sport e per giornalisti prezzolati per scrivere immani cazzate.La fine di questi scandali con cui riempite le pagine e date fiato alle bocche e’ una fine di assoluzioni di scarcerazioni di condanne ridicole.Ne avete bisogno voi,avete bisogno di Buffon,di Cassano,delle scommesse e dello scandalo a tutti i costi.Fuori,mio caro,c’e’ un mondo che brucia.ma tu non ci pensare.Continuate pure a scrivere per il popolo bue,che vi riesce bene.Intanto a Rignano Flaminio……….
Il nostro calcio è 8 anni che parla di biscotto!
“In alcuni casi si dice meglio due feriti che un morto” (BuffoN-omen). Deve essere frutto di deformazione professionale ragionare con i piedi.