Finalmente. Finalmente, quando ormai pensavamo che, scomparso Tabucchi, non si trovasse più un intellettuale italiano disposto a criticare l’incredibile condotta del presidente Napolitano e del suo consigliere D’Ambrosio a proposito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, almeno uno se n’è trovato. È Franco Cordero, insigne storico e processualista, che in un articolo su Repubblica, seminascosto a pagina 33 sotto un titolo fatto apposta per mettere in fuga i lettori (“Dove scivolano le norme”), fa a pezzi tutto ciò che hanno scritto giuristi e costituzionalisti di corte negli ultimi 10 giorni: “È una gaffe per i consiglieri del Quirinale aver accettato il dialogo (con Mancino): appelli simili non meritano ascolto; né sta nel decorosamente sostenibile pretendere o pensare che il Capo dello Stato funga da organo censorio d’atti giudiziari, ora sollecitando, ora inibendo, come se il pubblico ministero rappresentasse ancora l’esecutivo e in via Arenula sedessero ancora Alfredo Rocco o Dino Grandi”. Rocco e Grandi erano i ministri della Giustizia di Mussolini. Dunque la condotta del Quirinale è frutto, secondo Cordero, di una concezione della Giustizia pre-moderna e pre-democratica, tipica delle monarchie assolute e poi del fascismo. Cordero rammenta che nel 2012 “il monopolio giurisdizionale appartiene a un corpo la cui autonomia è garantita dall’autogoverno e l’identico status compete al pm”: invece proprio il presidente dell’autogoverno e il suo consigliere tentano di limitare quell’autonomia che dovrebbero garantire. Chissà se anche l’analisi del grande giurista, garantista di antica data, verrà liquidata dal Quirinale come “interpretazione arbitraria, tendenziosa e manipolata”; se corazzieri e trombettieri accuseranno Cordero di “attaccare il Quirinale”; se Violante iscriverà anche lui nel partito golpista di Di Pietro, Grillo, Ingroia e Travaglio. Chissà se qualcuno oserà replicargli, possibilmente con argomenti inoppugnabili come i suoi, sempreché ne trovi (pare che Scalfari abbia in serbo una mega-intervista a Napolitano: potrebbe essere l’occasione buona). Nell’attesa, l’appello alla legge-bavaglio lanciato dal Presidente proprio mentre si scopriva che due sue chiamate a Mancino erano state intercettate sul telefono di Mancino, fa passi da gigante. Non a destra, ma a sinistra grazie a due corazzieri di complemento dell’Unità: Macaluso e Giovanni Pellegrino. Macaluso non gradisce che il Fatto abbia pubblicato la telefonata intercettata fra i generali Mori e Redditi, che gli dà del “ventriloquo” del Colle ed elogia le sue critiche all’inchiesta di Palermo “condivise con Napolitano”. Molto nervoso, Macaluso pretende che “il magistrato responsabile per la custodia (dell’intercettazione, ndr) o per l’uso improprio che con la diffusione ne viene fatto deve risponderne”. Forse non sa che la legge impone ai magistrati di depositare agli avvocati tutti gli atti e le intercettazioni, che da allora non sono più segreti. Pellegrino invece non gradisce che sia uscita la notizia di due chiamate di Napolitano a Mancino ascoltate sul telefono di Mancino. E vorrebbe che le toghe anticipassero il bavaglio, ponendosi il problema non della “legittimità” (che, bontà sua, riconosce anche lui) di intercettare Mancino; ma dell’“opportunità” per l’“ordinato funzionamento delle istituzioni”, in nome di una fantomatica “leale cooperazione fra poteri” che dovrebbe ispirare il magistrato. Il quale dovrebbe imporsi un “autolimite”. Cioè, prima di intercettare Mancino, i pm avrebbero dovuto prevedere che Mancino avrebbe “chiesto protezione” al Quirinale e ricevuto telefonate dal Presidente della Repubblica, dunque lasciar perdere. L’idea che Napolitano non sarebbe stato indirettamente intercettato se avesse evitato di impicciarsi nell’inchiesta, non sfiora nemmeno il nostro giurista per caso. Che il Quirinale abusi del suo potere, lui lo dà per scontato: dunque, per evitare che venga scoperto, non resta che l’“autolimite” per i pm. Un geniale antidoto alla legge bavaglio: l’autobavaglio.
Da Il Fatto Quotidiano del 30/06/2012.














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io non ci sto ? …… ? :::: ?