Tutti i numeri del decreto. Sanità, via 2 miliardi a regime.
ROMA — Inizia oggi dal Senato il tour de force parlamentare che porterà al via libera della revisione della spesa pubblica entro il 3 agosto. Ospedali, scuole, carceri. Ma anche giudici di pace, siringhe e spese per le intercettazioni. Il menù della spending review è dettagliato nella relazione tecnica del provvedimento. Si confermano i tagli sui dipendenti statali: gli esuberi calcolati sono 24.000 ma solo 8.000 i pensionabili. Il personale in eccesso andrà in mobilità con il 60% dello stipendio. Cura da cavallo per l’amministrazione pubblica. Via 24mila dipendenti. Tanti sono gli esuberi previsti nella relazione tecnica che accompagna il decreto sulla spending review. Ottomila sono i pensionamenti già realizzabili con i requisiti pre-riforma Fornero. Gli esuberi, per lo più, è questa l’intenzione, andranno ricollocati riequilibrando eccedenze e carenze di personale nei singoli uffici pubblici. In alternativa: prepensionamenti (con deroga alla riforma) o mobilità con l’80% dello stipendio base che corrisponde al 60% di quello effettivo. Dopo il sì del Senato arriva dunque la relazione tecnica del provvedimento che stima gli effetti finanziari delle singole norme. I tagli più feroci su pubblico impiego e sanità. Ma la revisione della spesa riguarda tutto il mondo che ruota attorno allo Stato. Carceri, tribunali, forze armate, acquisti che transiteranno solo dalla Cosip. Ma per scongiurare l’aumento dell’Iva previsto per il luglio 2013 mancano ancora all’appello circa 6mila miliardi. Il lavoro di Enrico Bondi è tutt’altro che finito.
Il personale in eccesso. Salario ridotto per due anni e si tenta il ricollocamento. LE CESOIE di Mr.Forbici Bondi mandano a casa 24mila dipendenti pubblici, metà dei quali lavora nei ministeri (5.400) e negli enti pubblici non economici (5.600), mentre gli esuberi negli enti territoriali, Regioni escluse, arrivano a 13mila. Lavoratori cui si annuncia un percorso tutto in salita. Entreranno in mobilità. Dunque riceveranno l’80 per cento dello stipendio, ma non di quello effettivo che vedono ogni fine mese, ma di quello base, ben inferiore. Il risultato? Più o meno vedranno in busta paga fino al 40-50 per cento in meno fino a quando verranno spostati in altre amministrazioni dove non c’è sovrannumero, ma carenza di personale. Chi invece non riuscirà a essere ricollocato resterà in mobilità per due anni, raddoppiabile se nel frattempo si maturano i requisiti della pensione. Tutte decisioni che verranno prese dalle singole amministrazioni che non potranno assumere se non personale in mobilità. Blocco più o meno parziale del turn over fino al 2016. Infine, rendendo omogenee le assunzioni come previsto dalla spending reviewsi arriverà a regime nel 2016 ad un risparmio di 1,1 miliardi.
La previdenza. Un terzo è già pensionabile ma scatta la deroga alla riforma SONO ottomila i dipendenti pubblici ad avere i requisiti per andare in pensione subito con le norme precedenti alla riforma Fornero e sono quelli che hanno maturato i requisiti al 31 gennaio 2011. Sono 6mila nello Stato, 2mila negli enti. Ma saranno accompagnati alla pensione, passando per la mobilità, anche i lavoratori che entro il 2014 raggiungeranno gli stessi requisiti. In pratica per i lavoratori che matureranno i requisiti pensionistici (sempre pre-Fornero) entro il 2014 la mobilità potrà essere allungata fino a quattro anni. Il pensionamento anticipato verrà deciso solo dopo che le singole amministrazioni avranno determinato le eccedenze e sarà fatto in accordo con i sindacati. I costi di queste uscite, spiega la relazione tecnica, dovrebbero essere compensate dalle minori uscite per i pagamenti degli stipendi. Ci sarebbe quindi (al lordo degli effetti fiscali) un maggior esborso di 208 milioni nel 2013, ma un calo già dall’anno successivo (138 milioni), che arriverebbe a 35 milioni di esborso nel 2015 e nel 2016 fino allo zero del 2017.
La sanità Solo 50 milioni risparmiabili eliminando 18 mila posti letto SARÀ molto pesante il contributo pagato dal comparto della sanità ai tagli imposti dalla spending review. Il risparmio complessivo previsto è di circa due miliardi di euro a regime a partire dal 2014. Una riduzione di spesa dolorosa, che ridurrà i posti letto ma soprattutto siringhe, lenzuola, le mense e molto altro. Molti dei prodotti acquistati ogni anno dal servizio sanitario nazionale e compresi alla voce “beni e servizi” saranno tagliati di 500 milioni di euro già a partire da quest’anno. Dalla revisione dei posti letto, invece, arriverà un risparmio relativamente contenuto economicamente ma pesante in termini di ricadute sui cittadini e calcolato in 20 milioni per il 2013 e 50 milioni per l’anno successivo. Una stima che il Tesoro definisce come “prudenziale”, visto che analizza «la contrazione della spesa per beni e servizi correlata ai posti letto cessanti », dalle lenzuola in meno da portare in lavanderia, ai pasti risparmiati. I posti letto che verranno cancellati dovrebbero essere circa 18mila passando da 4 per mille abitanti a 3,7 per mille.
La giustizia. Sforbiciata alle intercettazioni meno sedi e giudici di pace LA SCURE del decreto mette mano in modo pesante anche nel tormentato mondo della giustizia italiana. A farne le spese sono gli uffici e le sedi distaccate, ma soprattutto l’universo dei giudici di pace che minacciano lo sciopero di fronte alla possibile “soppressione della magistratura virtuosa” da loro rappresentata. La razionalizzazione imposta dalla spending review agli uffici giudiziari, comporta infatti la riduzione di 674 uffici del giudice di pace, di 220 sedi distaccate, e di oltre 70 uffici giudiziari circondariali. Anche in questo caso, se si guarda al conto finale, i risparmi saranno di fatto limitati ma con delle ricadute pesanti sull’intero sistema-giustizia: la relazione tecnica li calcola in 35 milioni nel 2012 e in 70 milioni nel 2013. Passate al setaccio anche le intercettazioni che saranno ridotte di numero, per un taglio che produrrà minori uscite valutate 20 milioni di euro nel 2012 e 40 milioni nel 2013. Calerà pure la spesa penitenziaria con un taglio da 3,5 milioni previsto nell’approvvigionamento del vestiario.
Acquisti e sprechi. Cedolino unico per gli stipendi autoriduzione degli affitti del 15% OLTRE 1,6 miliardi di risparmi annui, a partire dal 2015 quando saranno a regime, verranno dagli acquisti della Consip. Nel dettaglio, circa 480 milioni sono la cifra prevista per il 2013, 960 milioni quelli indicati per il 2014 e 1,6 miliardi annui a regime a partire dal 2015. Il risparmio stimato è pari al 10% del valore della spesa effettuata. Nella relazione tecnica vengono poi spiegati i benefici attesi dal passaggio alla Tesoreria unica per la scuola, ottenuti grazie al minore ricorso al debito pubblico. Ipotizzando in questo caso una giacenza minima di 900 milioni si otterrebbe un calo della spesa per interessi pari a 4 milioni nel 2012, 31 milioni 2013 e 36 milioni 2014. Altri risparmi perla Pa arriveranno con il limite posto a 7 euro per i buoni pasto distribuiti ai dipendenti pubblici (che porteranno ad un risparmio pari a 53,8 milioni di euro), oltre che dalla autoriduzione del 15% degli affitti, che consentirebbe di tenere in cassa circa 90 milioni l’anno dal 2013. Altri 201 milioni, invece, verranno dal sistema “cedolino-unico”, introdotto per pagare gli stipendi della Pa.
Da La Repubblica del 09/07/2012.














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