ROMA — Legge elettorale: è ancora “fumata nera”. Anche la seduta di ieri del comitato ristretto della Commissione affari costituzionali del Senato s’è conclusa con un nulla di fatto. Si riconvocherà il 29 agosto con la promessa, ha spiegato Carlo Vizzini, presidente della commissione, «di presentare per quella data un testo base con i punti sui quali c’è condivisione » e un «testo che affronti il delicato nodo di come ricostruire un rapporto tra elettori ed eletti». Ma il mancato accordo di ieri riaccende le polemiche tra centrodestra e centrosinistra con il rimpallo di accuse su chi voglia davvero evitare il raggiungimento di un accordo. La posta in gioco, si sa, è alta: l’attuale Porcellum, in questa fase politica, converrebbe in teoria di più al Pd. E per questo il Pdl sta facendo attenzione a non fare troppo il gioco dei democratici. A dare il via alle prove generali del dialogo è il segretario democratico: «Il Pd — precisa Bersani — il Porcellum non lo vuole». E ribadisce: «faremo ogni sforzo perché si arrivi a una riforma elettorale ». «La finestra dei tempi — ammette — è molto stretta. Noi abbiamo le idee chiare, anche se non abbiamo capito se altri ce l’hanno altrettanto chiare. Il Pd è un grande partito che ragiona per l’Italia e il Porcellum, per l’Italia, non va bene». Dal Pdl è il presidente del senatori a raccogliere la mano tesa del segretario pd: «C’è la volontà di trovare una soluzione — assicura Gasparri — e, come avevamo annunciato, continuiamo a lavorare anche in agosto per dare agli italiani una nuova legge elettorale». Se le trattative tentano di superare questo scoglio politico e raggiungere un compromesso, s’inizia già a parlare del futuro scenario di alleanze fra partiti che non esclude il coinvolgimento di esponenti del governo Monti, come ad esempio il ministro dello Sviluppo economico Passera: «È improbabile — annuncia — che tornerò a fare il banchiere». Ma già in questi giorni molti lavorano a una sorta di “grande centro” del quale, oltre a Fli e Udc, potrebbero far parte alcuni esponenti del Pdl. Il segnale arriva da un incontro riservato svoltosi ieri alla Camera tra Fini, Casini, al quale ha partecipato anche il senatore Pdl Pisanu. Mentre il leader democratico sta «organizzando il campo dei progressisti» che registra con Sel «un avvicinamento di posizioni », sul fronte dei moderati il leader centrista — scrive al Corriere — è al lavoro per costruire «una grande coalizione come unica via anticrisi». All’interno del centrosinistra, però, è scontro tra Pd e Idv. È Bersani ad attaccare il leader dell’Italia dei valori: «Di Pietro — dice — ha scelto un’altra strada. Mi ha raffigurato come uno zombie, evidentemente ha fatto un’altra scelta, lui corre dietro a Grillo, insulta il presidente della Repubblica. Così non va bene». Immediata la replica di Di Pietro: «Come fa Bersani a parlare di alleanze se non c’è ancora una legge elettorale? Le sue, ora, sono solo parole al vento».
Da La Repubblica del 08/08/2012.













