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Archivio per la categoria ‘Attualità’

SULLA STAMPA NAZIONALE POLITICI E COSTITUZIONALISTI EVOCANO NUOVI CONFLITTI DI ATTRIBUZIONE E PARLANO DI INGERENZA INDEBITA DEI MAGISTRATI.

Resa (alla) maestà. Giorgio II viene citato come testimone dalla procura di Palermo e gli italici quotidiani, senza eccezione alcuna, ritirano fuori l’obbligatoria divisa di corazziere del Quirinale (coscrizione mediatica). E così tra Roma e Milano, venerdì scorso, quando si è appreso che i pm siciliani vogliono sentire Napolitano nel processo sulla trattativa Stato-mafia, le redazioni sono state avvolte da una gigantesca nube di gelo. Un’ibernazione di massa. Il gelo, infatti, è il dettaglio più comune nelle cronache e nei commenti che danno conto della reazione del Colle. Il gelo e, ovviamente, il silenzio, che combinati insieme producono “un silenzio gelido”. Il Sole 24 Ore: “I Pm convocano Napolitano silenzio e gelo del Quirinale”. Il silenzio implica dovere e ossequio. Dall’Unità: “Nessun commento dal Quirinale per quella che è, al momento, appunto solo una richiesta da vagliare e che cade, quindi, in un dovuto silenzio”.  (more…)

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GRANDE MANIFESTAZIONE A ROMA, LANDINI ATTACCA EPIFANI E PROPONE UN SUO PROGRAMMA: I SOLDI DELL’IMU VADANO AL LAVORO.

Centomila persone a Roma con la Fiom, Vendola, Rodotà, Strada, Ingroia e i 5Stelle, ma senza democratici.

La sostanza della grande manifestazione che la Fiom ha tenuto ieri in piazza San Giovanni a Roma, Maurizio Landini la esprime con una battuta al termine del suo lungo intervento: “Ogni volta che facciamo una manifestazione ci chiedono: volete fare un partito? Ma che due palle!”. La Fiom, spiega il suo segretario, è un sindacato “autonomo e indipendente”. Quando però si attacca il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, si incassa il dialogo con il Movimento 5 Stelle, si acclama Stefano Rodotà e si dice che occorre “raccogliere la domanda di cambiamento” uscita dal voto del 25 febbraio, la politica si prende il proprio spazio. Come, del resto, si aspettavano i 50 mila rimasti fino alle prime gocce di pioggia ad ascoltare tutti gli interventi. Tra i quali ci sono stati quelli classicamente sindacali, gli operai dell’Ilva, di Mirafiori e Pomigliano, fino al saluto della Cgil. (more…)

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Certo che c’è un complotto. Ci deve essere una  ragione, urgente e grave e pericolosa, se il nuovo  Segretario del Pd, già Segretario della CGIL, è costretto  a non andare al corteo e alla manifestazione della  FIOM (Cgil) che difende accanitamente il lavoro. Per  non turbare il governo delle larghe intese? Certo che c’è un complotto.  Ci deve essere  una ragione urgente,  grave e pericolosa, se il  nuovo segretario del Pd, già segretario  della Cgil, è costretto a non  andare al corteo e alla manifestazione  della Fiom (Cgil) che difende  accanitamente il lavoro. Per  non turbare il governo delle larghe  intese? Non può essere perché  appena una settimana prima il  collega di Letta dell’altro partito  era andato in piazza in difesa di  Berlusconi condannato due volte  e in attesa di due sentenze. Lo aveva  fatto contro i giudici, ovvero un  leader dell’esecutivo contro un altro  potere democratico della Repubblica.  Lui risponde: “È la politica,  bellezza”. Non vale per il Pd.  Il Pd deve fingere di esserci e restare  fermo, sottomesso, a obbedire.  (more…)

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Agenda rossaUN QUADERNO ROSSO IN UN FILMATO DEI VIGILI. IL PM LARI: “VERIFICHEREMO MA È IMPROBABILE”.

E ora, dopo un depistaggio durato vent’anni, salta fuori un fotogramma, estrapolato da un video girato dai Vigili del Fuoco subito dopo l’esplosione in via D’Amelio, dove si vede un quaderno rosso che il quotidiano Repubblica nell’edizione di ieri non esita a indicare come “l’agenda rossa di Paolo Borsellino”. L’immagine, lanciata in prima pagina come uno scoop, suscita un immediato clamore mediatico e per qualche ora le agenzie e i siti web ci cascano. Ma nel pomeriggio la Procura di Caltanissetta frena gli entusiasmi con una clamorosa smentita: “Vi sono molte ragioni – dice il procuratore Sergio Lari – per prendere quantomeno con il beneficio di inventario la notizia fornita da Repubblica ”. Ancora più esplicito l’aggiunto Nico Gozzo, pm nel processo Borsellino- quater in corso a Caltanissetta: “L’ipotesi che l’agenda del giudice potesse trovarsi sul selciato di via D’Amelio non è stata mai presa in considerazione a livello processuale”. (more…)

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Di bandiere del Pd ce n’era una soltanto, ma siamo convinti che di elettori del Pd ce ne fossero davvero molti, forse la maggioranza tra i centomila di piazza San Giovanni a Roma dove, ieri, intorno alla Fiom-Cgil di Maurizio Landini, c’erano con la sinistra del lavoro, della legalità e della dignità, Stefano Rodotà, Sergio Cofferati, Gino Strada, Antonio Ingroia, Nichi Vendola e i 5Stelle. Lavoro e diritti che teoricamente dovrebbero stare a cuore al Pd dell’ex leader della Cgil Epifani, così come a Bersani e agli altri esponenti del sinedrio democratico che, sempre molto teoricamente, di sinistra dovrebbero sentirsi. È un caso unico, quello di un gruppo dirigente che, come paralizzato da una forza potente quanto misteriosa, abbandona i propri militanti nella solitudine politica anche a costo di perderli per sempre. (more…)

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NatangeloL’altroieri il ministro degli Esteri britannico ha ordinato al Coroner che indaga sull’assassinio di Aleksandr Litvinenko, l’ex agente Kgb avvelenato a Londra 7 anni fa con un tè al polonio, di insabbiare l’inchiesta che puntava ai servizi segreti russi e di coprire col segreto di Stato il ruolo di quelli britannici. Il gentile omaggio al regime di Mosca segue di pochi giorni il vertice Cameron-Putin. E tanti saluti alla famiglia Litvinenko, che non avrà mai giustizia per non disturbare la politica e gli affari. In Italia questo – grazie alla Costituzione che tutela l’indipendenza della magistratura “da ogni altro potere” e l’azione penale obbligatoria – non può accadere. Almeno sulla carta. Ma sempre più spesso si tenta di farne una prassi: con leggi incostituzionali, attacchi e processi disciplinari ai magistrati che doverosamente ignorano la (presunta) “ragion di Stato”, e sempre più frequenti “moniti” del presidente della Repubblica, autoproclamatosi capo della magistratura grazie alla complicità dei politici col culo sporco e dei giuristi di corte. (more…)

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report

La grande novità è il M5S che si è finanziato con le donazioni di singoli cittadini tramite (ovviamente) internet. Un sistema che ricalca quello adottato da Obama nelle primarie del 2008 ma che, a differenza di quello americano, casca sulla trasparenza. Ma il M5S è l’unico a rinunciare al finanziamento pubblico che in questa legislatura è stato dimezzato pur rimanendo consistente (156 milioni di euro l’anno).
Eppure da più parti si sta invocando l’abolizione totale. Una promessa elettorale che ha già raccolto consenso ma che potrebbe nascondere un’insidia: la raccolta fondi presso donatori occulti. Se da una parte i politici hanno in parte ridotto le entrate pubbliche a causa degli scandali Lusi e Belsito, dall’altra non hanno modificato le norme più elementari che garantirebbero un finanziamento privato trasparente. Infatti le dichiarazioni pubbliche da depositare alla Camera dei deputati vengono aggiornate in ritardo rispetto alle elezioni privando così il cittadino del diritto di conoscere i finanziatori dei politici e dei partiti prima di esprimere una preferenza.
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Fotomontaggio Minetti suoraBUSTE CON SOLDI, BALLETTI HOT “MA NIENTE CONTATTI FISICI” LA TESTIMONE FA ARRABBIARE I PM. TROPPE BUGIE E “NON RICORDO”.

Mancano pochi minuti alle 11 quando Karima El Mahroug detta Ruby Rubacuori entra nell’aula del Tribunale di Milano dove si celebra il processo parallelo a quello Berlusconi: imputati Le-le Mora (presente) Emilio Fede e Nicole Minetti. Per la prima volta la ragazza, parte offesa ma non parte civile, testimonia. Ammette solo l’evidenza, inchiodata dalle celle telefoniche: sono stata ai “Bunga Bunga di Arcore 5, 6, 7 volte”. Per il resto è la solita storia raccontata in Tv: mai fatto sesso a pagamento, “30 mila euro per aprire un centro estetico”. E i 5 milioni di cui parlava al telefono e scriveva sull’agenda? “Cavolate”.
È stato il collegio presieduto da Annamaria Gatto a chiamarla sul banco dei testimoni. (more…)

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D'AlemaDAL COLLE NESSUN PASSAGGIO FORMALE PER REVOCARLO. LO STRANO BUIO IN CUI FINÌ TUTTO.

Ho riferito a Napolitano il lavoro di questi giorni, che non ha portato a un esito risolutivo”. Era il 28 marzo, giovedì santo, quando Pier Luigi Bersani, nella Sala alla Vetrata del Quirinale, informava i giornalisti di non essere riuscito a trovare le condizioni per formare un governo. Poche parole, la postura curva, un’espressione scurissima. Raggelata. Nessuna domanda consentita. Un minuto dopo usciva il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra: Napolitano si è riservato di “prendere senza indugio iniziative che gli consentano di accertare personalmente gli sviluppi possibili”. Un’altra comunicazione secca. Nessuna apparizione di Napolitano. Subito dopo una nota dell’ufficio stampa del Pd: “Bersani non ha rinunciato”.  (more…)

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Quagliariello annuncia una proposta. Mercoledì il vertice.

ROMA — «L’ordinanza della Cassazione è uno stimolo in più. Dobbiamo mettere in sicurezza la legge elettorale. Per me resta una priorità». Enrico Letta non intende bloccare la riforma fino al pronunciamento della Consulta che arriverà tra sei-sette mesi. Tutto il contrario: il Porcellum va cambiato subito, il prima possibile. Prendendosi anche dei rischi. La contrapposizione tra Pd e Pdl è un dato di fatto. Ora può ulteriormente inasprirsi la sfida tra i sostenitori del Mattarellum (i Democratici) e i tifosi della legge Calderoli seppure corretta (il centrodestra). «Qualche complicazione la metto nel conto — spiega Letta — . È un tema delicato che va affrontato in una logica d’insieme ».
Anche il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello e quello dei Rapporti col Parlamento Dario Franceschini, esponenti delle due ali dell’esecutivo, vogliono andare avanti. «Ho una proposta. Aspetto il vertice di mercoledì, ne parlo con i partiti. Eppoi sono pronto a presentarla», dice Quagliariello. «A maggior ragione dopo la Cassazione, bisogna procedere — gli fa eco Franceschini — . (more…)

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