Feeds:
Articoli
Commenti

eccesatira.blogspot.it

La domanda è questa: la turbolenta spaccatura che sta attraversando il Vaticano e – come in un film dell’orrore – arriva fino alle stanze del Papa, è la stessa spaccatura, dai bordi incerti e di profondità sconosciuta, che tormenta l’Italia? La risposta è sì. È una brutta risposta,
perché dice che il Vaticano – il papa, il governo della Chiesa, la Istituzione – dovranno confrontarsi con uno sforzo immane per uscire dalla palude. Dovranno, soprattutto, dimostrare una decisa volontà di farlo, senza sotterfugi, autocelebrazioni e finzioni.Qualcosa che in Italia non è ancora accaduto.Che cosa hanno in comune la storia italiana contemporanea e quella del Vaticano, che cosa può dimostrare la stessa natura del male (corvi, complotti, spionaggi, agguati, tradimenti e misteriosi tornaconti, in cui spesso restano ignoti mandante e beneficiario)? Continua a leggere »

Non sono le parate e le celebrazioni che danno lustro e onore al nostro paese: la parata dei militari, la banda, i discorsi pieni di retorica servono solo a salvare le apparenza di normalità di un paese in crisi come il nostro. Non facciamoci incantare dagli illusionisti.

Mentre a Roma si celebrava il 2 giugno (e a Milano si accoglieva il papa per la giornata della famiglia), in Emilia le persone continuavano ad affrontare i loro problemi per il terremoto con l’incognita della ricostruzione. Questa parola che, dopo l’Aquila, ha assunto un significato beffardo e sinistro.

Era giusto celebrare la festa della Repubblica, ma non così, non in questo momento. Cosa hanno a che fare le parate e i reparti in armi, con il referendum con cui gli italiani (donne comprese) si sono sbarazzati della monarchia e del vecchio apparato istituzionale?
Verrebbe da chiedersi con che coraggio, queste istituzioni che hanno in parte tradito il referndum dell’anno scorso sui beni comuni e affossato quello sulla legge elettorale si permettono di parlare del 2 giugno, della Repubblica e della Costituzione.

Siamo stanchi di discorsi, di proclami, di promesse.
Mentre a Roma si festeggia, qualche centinaio di chilometri sotto Roma, la regione Campania sta decidendo di rimuovere i vincoli sulle abitazioni nella zona rossa attorno al Vesuvio. Molti sindaci della zona si stanno battendo per abbattere i limiti per la costruzione di nuove case, in nome dello sviluppo e dell’economia.
Non abbiamo imparato niente dalle passate tragedie.

E parecchi chilometri più a nord di Roma, qui aInverigo, tre operai sono saliti in cima ad una gru, ieri, perprotestare: da mesi la loro società non viene più
pagata per un lavoro in subappalto al castello Crivelli di Inverigo. Per i lavori di ristrutturazione che sono seguiti dalla Agritrade srl. Una società vicino alla regione.

Anche loro non sanno che farsene della sobrietà.

Da unoenessuno.blogspot.it

E meno male che il Cainano, venuto meno all’affetto dei suoi servi, avrebbe dovuto mancare agli antiberlusconiani. Ricordate i risolini dei suoi impiegati? “Ora, senza di Lui, chi lo combatte resterà disoccupato”. Bene, mi pare di poter dire che, senza di lui (almeno come premier), noi ce la passiamo piuttosto bene, mentre chi rischia di restare senza lavoro, anzi di dover andare a lavorare per la prima volta nella vita, sono i berlusconiani. Quelli propriamente detti e quelli camuffati da riformisti, terzisti, dialoganti, pompieri. Ora i servi s’aggrappano a Monti e Montezemolo, si convertono dalla passera al Passera, si travestono da liste civiche. E signorini grandi firme che, senza il padrone che dà la linea, non sanno più dove sbattere la testa.
Prendete Il Giornale. Olindo Sallusti prende carta e penna per difendere Rosa Santanchè dalle intercettazioni del caso Ponzellini-Bpm. Rosa riempie due pagine del Giornale, una di intervista l’altra di pubblicità, per annunciare che ha deciso di non pagare l’Imu. L’editore Paolo Berlusconi, non fidandosi comprensibilmente di Olindo, scrive un commento sulle sue intercettazioni del caso Ponzellini-Bpm: “Ma in che Paese viviamo?”. In quello governato da suo fratello Silvio per 10 anni negli ultimi 18. Un Paese in cui, per dire,la Bpmera il bancomat dei ras Pdl, che chiedevano finanziamenti “aumma aumma” e quasi sempre li ottenevano, diversamente da milioni di famiglie e di imprese. Continua a leggere »

Cosa hanno in comune la decisione di tenere ugualmente il ricevimento e la sfilata del 2 giugno (malgrado il disastroso terremoto dell’Emilia ne suggerisse la sospensione) e la scelta di procedere, comunque, con la spedizione degli Azzurri agli Europei (malgrado lo scandalo delle scommesse mieta avvisi di garanzia e sgradevoli sospetti tra i divi della Nazionale)? Le fanfare? Il tricolore? Ovvero, quel patriottismo di facciata televisiva che si serve delle piume dei bersaglieri e dei calciatori che fanno finta di cantare “l’Italia s’è desta s’è cinta la testa”? Ieri, abbiamo letto su Repubblica una solenne reprimenda “in difesa del 2 giugno” e contro “i virus che infettano la rete”, la “disinformazione”, “la demagogia e la divisione”, con l’accusa di avere (caspita!) “strumentalizzato i morti del terremoto”. Insomma, chi ha osato domandare al Quirinale se non fosse meglio devolvere i soldi delle cerimonie alle popolazioni colpite o impegnare i militari nelle operazioni di soccorso è stato sistemato per le feste (della Repubblica e di Repubblica). Per carità, ci adeguiamo deferenti ai moniti del presidente Napolitano impegnato, leggiamo, “a garantire una cerimonia sobria in costante connessione sentimentale con le popolazioni terremotate”. Il fatto che poi le suddette popolazioni non siano entrate troppo in connessione sentimentale con il Colle (si ascoltino in proposito le irate dichiarazioni raccolte da SkyTg24) sarà certamente dovuto ai virus infetti. Continua a leggere »

Fondi che potrebbero essere destinati alle popolazioni terremotate dell’Emilia.

Ci sono 285 milioni di euro che potrebbero essere destinati alla ricostruzione dell’Emilia. Sono lì nelle casse del governo, e potrebbero essere usati per aiutare le popolazioni colpite dal doppio sisma di martedì scorso e del 20 maggio. E invece il tesoretto sarà distribuito ai concessionari delle slot machine mentre il conto del terremoto sarà pagato dai soliti grazie all’aumento delle accise sui carburanti.

Il primo tesoretto da 62 milioni
Proprio il giorno dopo la prima scossa in Emilia, l’associazione di categoria delle imprese del settore slot, l’Assotrattenimento, ha emesso un comunicato entusiasta sintetizzato così dalle agenzie di stampa: “I gestori delle slot machine avranno un rimborso da 133 milioni di euro, grazie agli oltre 29,7 miliardi di euro raccolti dalle ‘macchinette’ nel 2011”. Continua a leggere »

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 278 other followers