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Posts contrassegnato dai tag ‘Alessandro Robecchi’

misfattoIl PdL orientato verso il semipresidenzialismo alla francese, “ma ci va bene qualunque altra posizione del kamasutra”. Complicata la posizione del Pd: “Stiamo discutendo su come litigare per dividerci meglio”. Emilio Fede e Lele Mora: “Voi dateci una Costituzione giovane, noi la porteremo ad Arcore”.

Si sono riuniti per la prima volta, i 35 saggi della Commissione per la riforma della Costituzione, ma nulla è trapelato: “Non siamo neppure riusciti a sapere chi ha portato i cappellini di carta e chi le stelle filanti”, ha detto un cronista. Al centro del dibattito c’è il semipresidenzialismo, ma ancora si discute del metodo. “Non sappiamo se sceglierlo col gioco della bottiglia o con la pentolaccia”, dice un commissario. Ma è così urgente cambiare la Costituzione? “Certo! – assicura uno dei saggi –. Ma le pare che abbiamo un paese disastrato con la Costituzione più bella del mondo? E’ un controsenso!”. (more…)

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La mente che cancella è un classico dei film dell’orrore. L’amnesia, l’incubo, il ripetersi immutabile degli stessi eventi. Di solito il protagonista è un uomo normale travolto dalle circostanze. Si alza e oggi è come ieri. Se va bene, come l’altro ieri. Se va molto, molto bene come trent’anni fa, quaranta, cinquanta. Accende la tivù e sente il discorso del nuovo presidente del consiglio che chiede la fiducia. Pensa: “Bravo questo Tanassi”. O era Rumor?
Certo, si sa, spesso quando la storia si ripete lo fa in forma di farsa. Sarà per questo che quando la Dc si ripete lo fa in forma di Letta.  (more…)

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misfattoNominato anche uno speciale organismo di 35 membri per spiegarlo agli italiani. L’obiettivo del Quirinale è guadagnare tempo: “Purtroppo non possiamo usare l’uveite, ma l’enciclopedia medica ha più pagine della Costituzione, qualcosa troveremo”.

“Una mossa azzeccata”. Così si valuta la nomina dei dieci saggi voluta da Giorgio Napolitano. Ma di cosa si occuperanno, esattamente, i dieci saggi? “Non lo sappiamo ancora – dicono al colle – ed è per questo che nomineremo una commissione che dovrà chiarire i loro compiti”. Della commissione faranno parte 26 alte personalità. Ma come sceglierle? Il lavoro di selezione dei 26 non è facile, per cui si è deciso di incaricare una commissione di 60 persone tra studiosi e costituzionalisti. I 60 che dovranno nominare i 26 che dovranno indirizzare i 10 saranno scelti in base ai loro meriti. (more…)

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“Nel nostro Paese la forma più comune di imprudenza è quella di ridere, ritenendole assurde, delle cose che poi avverranno”. Di tutti gli aforismi di Ennio Flaiano è forse il più spaventoso ed anche, disgraziatamente, il più vero. Ogni ipotesi “assurda” genera palpitazioni: e se poi succede davvero?
Così è meglio non immaginare scenari “assurdi” di cui ridere e di cui poi, un giorno, potremo ritrovarci a piangere. La crisi di Cipro – e la sua soluzione temporanea – è un buon esempio. Vero che qui le manine sui conti correnti fecero già il loro sporco lavoro (1992, governo Amato), ma vero che anche solo immaginare la Troika che ti frega il quaranta per cento dei risparmi di una vita per salvare le banche e una finanza da farabutti fa tremare le vene ai polsi. (more…)

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Avanti, dottò… Un po’ indietro, dottò… La mancia, dottò… grazie, dottò… Non c’è bisogno che ritorni Carosello per ricordare agli italiani quel delicato profumo di anni Sessanta in cui chi aveva la cravatta aveva anche un titolo, una laurea, un “pezzo di carta”, come lo chiamavano i nostri nonni. E però il mondo cambia. Un esempio? Eccolo: è sempre stato un errore tipico dei comunisti quello di credere alla propria propaganda. E ora, invece, ecco: anche fior di liberisti ci cascano con tutte le scarpe. E così abbiamo passato anni e anni a sentirci dire in tutte le lingue che ci vuole la laurea, senza laurea non sei nessuno. E poi anche: la laurea non basta, ci vuole il master. Il master? Sì, ma all’estero! Eccetera eccetera. Una specie di rilancio continuo nel poker di una sostanza melmosa e fragile chiamata “merito”. (more…)

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L’uomo di Neanderthal con in mano l’iPhone, il barbaro ostrogoto vestito da tecnocrate, il fiero secessionista un po’ in difficoltà con l’italiano che però usa parole astruse come “startappiamo”. Per chi vive al Nord, e possiede ancora un barlume di facoltà mentali, lo spettacolo della Lega all’arrembaggio del suo sogno macro-regionale è ogni giorno fonte di inesausto stupore. Il restyling maroniano non convince soprattutto i restylizzati (scusate, mi adeguo), che per alimentare i loro sogni da barbari sognanti hanno pur sempre bisogno delle vecchie, care puttanate bossiane. Tipo la moneta del Nord evocata da Maroni, per esempio. La retorica fa il resto, ma è sempre la solita solfa: “Il Nord si sveglia prima”, per dirne una, per raccontare la vecchia barzelletta dell’efficientismo padano, un po’ in antitesi – va detto – con l’astuta pratica di comprarsi le lauree in Albania. (more…)

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Poco noto, ma certamente significativo, torna di grande attualità  un saggio di Sigmund Freud. Uscito nei primi anni del ‘900, “Il caso di Herr Pierluigi” tratta di un non più giovane leader progressista. Un saggio che precisa una delle tematiche fondamentali della sinistra italiana: l’invidia del Premier.
La psicoanalisi ha lavorato a lungo sul caso di Herr Pierluigi, senza venirne a capo. La Sindrome della Rimonta è il primo nucleo individuato da Freud. Se si fosse andati al voto un anno fa, invece di fare un governo tecnico, Herr Pierluigi avrebbe vinto in carrozza. Se si fosse votato subito dopo le primarie avrebbe vinto col cavallo bianco. Oggi, invece, è già tanto se porta abbastanza muli al Senato da evitare il pareggio, spettro che lo tormenta nei sogni. Herr Pierluigi sogna di votare domani pomeriggio, al massimo dopodomani mattina. Al risveglio, basta un occhiata al calendario a sprofondarlo nella più cupa depressione: mancano due settimane.  (more…)

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Naturalmente scalare il Cervino a mani nude, o lanciarsi da un jet con un paracadute di mutande, o attraversare a nuoto l’Atlantico senza pinne, sono imprese alla portata di tutti. Più difficile, come sport estremo, è credere alle promesse elettorali. Una pratica che lascia immancabilmente sul campo morti e feriti, delusioni feroci e l’intimo fastidio che ci fa dire: ci ho creduto, che fesso! Come sempre quando si ha a che fare con dei feticci – teste impagliate della Guinea, boomerang d’osso aborigeni o promesse elettorali italiane – scatta la sindrome del collezionismo. Dal Matteo Salvini che tuonava: “Lega, mai più con Berlusconi!” (luglio 2012), fino al Mario Monti di “Non mi presento alle elezioni” (settembre 2012), passando magari per l’Angelino Alfano del “Faremo le primarie, nessuno stop” (dicembre 2012), il problema è quello della raccolta infinita, come dire che l’album non lo completeremo mai. (more…)

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Scegliete voi: o qualcuno ha sciolto dell’acido negli acquedotti, oppure è in corso la campagna elettorale. Attenzione. Il fatto che sia in corso una campagna elettorale, non esclude per niente che scorra Lsd dai rubinetti: il combinato disposto delle due cose risulta, in effetti, micidiale. E però non si spiegano altrimenti alcuni spettacoli improvvisati sul proscenio della vita politica. La storia del professor Monti e di mister Hyde è abbastanza rivelatrice e non si può spiegare che con una misteriosa pozione. Egli, dopo aver aumentato ogni tipo di tassa possibile e immaginabile, si ritrova a dare l’assalto alle tivù promettendo di abbassare le tasse. I conduttori, probabilmente anche loro sotto l’effetto di sostanze psicotrope, annuiscono come se fossero pronti a crederci. (more…)

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Sapesse, signora mia… Quella che segue è una piccola riflessione su chi ci governa (al momento, ma temo anche domani e forse per sempre), su chi sa ridere di loro e sulle differenze antropologiche (nemmeno politiche!) tra loro e noi. Involontaria protagonista, la signora Lidia Rota Vender, esimia professionista, alta società civile (!), candidata al Senato con la Lista Monti alle elezioni del 2013. Eccola mentre – alla convention di presentazione della lista – racconta due aneddoti sulla vita di Mario Monti. Siamo dalle parti delle brioches di Maria Antonietta, delle riunioni del Rotary, del circolo di canasta travestito da casta tecnocratica che ci governa, tanto elegante e civica, quelli che le “cene eleganti” le fanno davvero, restando vestiti. (more…)

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