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Posts contrassegnato dai tag ‘Alessandro Robecchi’

FIORITO IN CARCERE
«In carcere non credo che troverò gente peggiore di quella che ho frequentato in regione e nel partito. Anzi». Parole (e musica!) di Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl del Lazio accompagnato in carcere ieri mattina dalla Finanza. Bella frase: anche Pertini disse qualcosa del genere nel ’31, ma parlava di Gramsci (in galera) mentre fuori c’era Mussolini. Ecco, per dire che qualche piccola differenza c’è, la stessa che corre tra il dramma storico e la farsa alla pajata. Ma quanto a Fiorito, siamo garantisti, e anzi indignati. Privare la società di un tale talento comico sembra vergognoso.Perché Fiorito è uomo dalla battuta fulminante. CONTINUA|PAGINA3 È quello che disse – comprando una macchina da 80mila euro con soldi pubblici – «Avevo un tremendo bisogno di questo Suv». E seppe migliorarsi in seguito quando, durante l’emergenza neve a Roma (l’emergenza Alemanno, per intenderci), invece che una pala si comprò una Jeep. E poi si superò di nuovo, con una frase che andrebbe incisa nel marmo e imparata a memoria: «Hanno abusato della mia negligenza». (more…)

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«L’unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia, ma chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo». Se applicate il famoso paradosso di Comma 22 (romanzo di Joseph Heller) ai precari italiani, che succede? Succede che viene fuori il Comma 23. Ed ecco la storia dei precari di Italia Lavoro Spa, società strumentale del Ministero del Lavoro, oltre 700 uomini e donne «a progetto» che si occupano di «stabilizzare» altri lavoratori. Altri, perché loro non li stabilizza nessuno. Ma all’improvviso, un lampo di sole, una speranza, una luce in fondo al tunnel. Proprio così, la riforma Fornero (che alla fin fine sarebbe il loro datore di lavoro) stabilisce che i lavoratori a progetto in mono-committenza vanno considerati lavoratori dipendenti. (more…)

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La stagione dei testacoda è lunga e complessa. Il «compagno» Fini che mandava a quel paese il principale era già una follia. Il «compagno» Monti che usava la parola «equità» era una visione. E ora, come dovremmo catalogare il duro attacco della «compagna» Angela Merkel nientemeno che al moloch più potente e inafferrabile del pianeta, il famigerato mercato che tremare il mondo fa? «I mercati sono contro il popolo», ha detto la Merkel in Baviera, ospite dei soci-cugini della Csu. Una frase che probabilmente in tedesco suona benissimo, ma che pareva credibile soltanto – finora – se detta un secolo e mezzo fa da un filosofo con grossa barba e idee chiare non ancora passate di moda. Invece no. (more…)

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Naturalmente sono virili manifestazioni di abilità anche la caccia alle balene e le scommesse sui combattimenti di galli, ma credo che il migliore e più edificante spettacolo dell’uomo – insieme ai bombardamenti a tappeto – siano le convention repubblicane americane.
È sempre un piacere speciale vedere alcune centinaia di uomini bianchi ricchi sostenere la supremazia dell’uomo bianco ricco sul resto del genere umano e animale. Come sempre, il programma è entusiasmante: meno stato e più pezzi di merda armati di fucili a pompa. Più pistole per tutti, così se un pazzo entra al cinema a fare una strage, gli spettatori possono rispondere al fuoco, e si riscoprono le vere radici americane. Meno welfare e più darwinismo sociale. (more…)

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A tutti è capitato di perdere gli occhiali da sole, le chiavi di casa, persino il telefono. Ma di perdere una generazione non era fin qui successo a nessuno, e nemmeno di ammetterlo come ha fatto Mario Monti parlando espressamente di «generazione perduta». I trenta-quarantenni (e quindi ben più di una generazione, almeno due) sarebbero perduti forever. Più o meno una decina di milioni di persone, il cui essere «perdute» significa lavorare una vita senza garanzie, saltare da un contrattino all’altro, e raggiungere alla fine una pensione da fame che farà sembrare l’attuale «minima» uno strabiliante privilegio. Perdutii! Qualche milioncino di italiani, forse gli stessi a cui si continua a ripetere che vivono «al di sopra delle loro possibilità», che è come curare il colera somministrando cozze avariate. Ma chi è stato così distratto? (more…)

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16 anni. Eversione, terrorismo, sangue,
emergenza, Stato, mafia, ricatto,
spavento, orrore. Piazza Fontana, piazza
della Loggia, Italicus, Ustica, Capaci,
Genova 2001, Brindisi. Il Paese si rinnova.
Cordoglio, lacrime, dichiarazioni,ministri.
Crisi, tangenti e bombe ieri. Crisi,
tangenti e bombe oggi. Lamadre di tutte
le preoccupazioni, il rischio eversione,
l’allarme sociale, nuovi e vecchi classici.
Mafia, l’evergreen. Sangue, schegge, bombole
del gas, il nostro posto nell’Europa,
il nostro posto nella crescita, il nostro posto
nel rigore, il nostro posto nella merda.
Bombe sangue, scuola, mattina, ragazzi,
spavento. (more…)

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Chissà come sembra interessante il serrato dibattito su politica e antipolitica visto da una baracca italiana, sotto un tetto di lamiera, o nell’umidità di una roulotte posteggiata sul cemento. Magari severi moniti e monologhi apocalittici rimbombano in modo diverso contro le pareti di cartone. Di certo, le pareti di cartone sono aumentate, come le famiglie che ci vivono dentro, oltre 71.000: la disperazione misurata dieci anni fa moltiplicata per tre e pure di più, come ci dice il nuovo censimento. E poi, chi vuole cogliere fior da fiore, può cercare altri indicatori: salari di merda (i più bassi d’Europa), pensioni di merda (le più basse d’Europa), potere d’acquisto falcidiato, diseguaglianza in crescita esponenziale, precarietà di massa. Bene, non saprei l’antipolitica, ma i primi dati del censimento ci danno la fotografia di cos’è – qui e ora – la politica: il gentile mettersi a disposizione del mercato. (more…)

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Vecchia questione da risolvere una volta per tutte. Un tizio cade in un fosso. Si ride, e questo è umorismo. Oppure. Il tizio che cade nel fosso è una specie di guru, o santone, o dittatore che ha sempre negato l’esistenza dei fossi e ha trattato come coglioni chi ci credeva. Si ride di più, e questa è satira. Ecco. Tutta la recente e recentissima letteratura (cioè i giornali) sulla Lega presa con le mani nel sacco riguarda questo: il bastonatore bastonato, il moralista immorale, il puritano con le braghe calate. Insomma, quelli di «Roma ladrona» che fanno i ladroni anche loro. Ai piani alti. Di più: a casa del capo supremo, e non è un modo di dire. Home sweet home. (more…)

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Ah, averlo saputo prima. Magari, intuendo che i loro volantini avrebbero raggiunto prezzi da amatore (17.000 euro per 17 comunicati, mille euro l’uno), le Br avrebbero scelto l’editoria invece della lotta armata. Altri tempi, certo. Ma intanto: con una discreta telefonata alla sede di Bolaffi, dove si battevano all’asta brani di letteratura brigatista (periodo 1974-1978, compreso il caso Moro e il gerundio più famoso del mondo «… eseguendo la sentenza…»), Marcello Dell’Utri si è aggiudicato il prestigioso lotto. Un pezzettino di storia d’Italia ciclostilato che finirà ora tra le carte del “bibliofilo” Dell’Utri, una bella metafora italiana. La sindrome del collezionista, si sa, è una brutta bestia, una febbre. Ma Dell’Utri non ha solo quella, di febbre. Ha anche il sacro fuoco di pasticciare con la storia, un corpo a corpo furibondo in cui spesso ha la peggio. Così userà quei volantini per «una mostra sul tema del Sessantotto come motore di quel che ha provocato, comprese le Br». Divertente trovata. Come storico, del resto, Dell’Utri ha dato già le sue belle prove, per esempio facendo pubblicare da Bompiani l’incredibile patacca dei falsi diari di Mussolini, che la casa editrice, forse preda di un’insolazione, ha mandato in libreria con la dicitura “veri o presunti”, applauso per il rigore editoriale. (more…)

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Se vi piacciono i testacoda, se avete una passione per gli autogol e provate ammirazione per l’autolesionismo, le argomentazioni degli smantellatori dell’articolo 18 vi suoneranno divertenti.
Impagabile il professor Monti: fare una legge e dire mentre la si fa «Vigileremo sugli abusi», significa sapere che ci saranno abusi. E’ come se il chirurgo che opera un paziente e dicesse al suo staff: «Mi raccomando, delicatezza, poi quando dite ai parenti che è morto».
Il presidente della Repubblica, da primo sostenitore del governo Monti (più di certi ministri, a dar retta alle cronache), difende a spada tratta la riforma, e nel contempo dice che il problema non è l’articolo 18, ma «il crollo di determinate attività produttive». (more…)

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