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Posts contrassegnato dai tag ‘bondi’

Spending review: Quirinale, Consulta e Parlamento esclusi, saranno autonomi. 

Nel piano di riduzione della spesa ci saranno “tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonchè le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria”.

Spending review, atto I. Il commissario, che sarà Enrico Bondi, svolgerà funzioni di “supervisione, monitoraggio e coordinamento dell’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni”. Nella bozza del decreto legge, che prevede decisioni sulla spesa, ci sono tra le amministrazioni pubbliche “tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonchè le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria”. Escluse la presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Parlamento che avranno autonomia. Le amministrazioni pubbliche ”entro 24 mesi” adotteranno le misure “finalizzate al contenimento dei consumi di energia”.   (more…)

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Fa il pienone al Festival della Felicità a Pesaro e mischia la Divina Commedia all’attualità: “Prima di poter essere felici bisogna passare dall’inferno”. “Da lunedì questa rassegna si sposterà a Milano per cinque anni”. “Mi scuso per Gigi D’Alessio, non è potuto venire e ha mandato me”.

E’ un Roberto Benigni irresistibile e irrefrenabile. Parla di Obama, di Fede, Pisapia, Moratti, del conte Ugolino. Mescola la Divina commedia all’attualità: bisogna passare dall’inferno prima di arrivare in paradiso. Canta e salta sul palco dell’Adriatic Arena di Pesaro davanti a più di sei mila persone arrivate per il Festival della Felicità. Ed è il solito trionfo. Anche perché materiale ne ha in quantità industriale. Come in apertura, quando finge un problema di microfono e allora ci pensa Mr. Obama, quello che “risolve i problemi”: “Non è che mi puoi mandare uno, Barack, che aggiusta il suono perché in Italia c’è una dittatura dei fonici di sinistra. Ah, c’hai pure te uno scocciatore? Non ti leva la mano dalla spalla? Noi sono 17 anni che ci mette la mano sulla spalla. Tu lo devi assecondare, digli sempre di sì, presentagli una donna”. (more…)

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Potessi avere la soluzione di uno dei tanti misteri italiani, ne sceglierei uno apparentemente molto minore, ma carico di significati reconditi: l’autosospensione del ministro della Cultura Sandro Bondi. Da circa tre mesi è chiuso in casa, esacerbato e offeso dall’ostilità dell’opposizione ma anche – si dice – da gravi incomprensioni con la sua parte politica. Non va a lavorare, vuole dimettersi ma non si dimette (né viene dismesso), e questo è già sbalorditivo perché scardina ogni regola e ogni convenzione tra un salariato (Bondi) e i suoi datori di lavoro (noi cittadini contribuenti). (more…)

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I consumatori contro il provvedimento nel Milleproroghe. Un euro in più dal 1° luglio.

A volte ritornano. La ribattezzata “tassa” sul cinema, che prevede 1 euro in più a biglietto, rispunta nel Milleproroghe, arrivata direttamente dal governo attraverso un emendamento presentato al Senato. La misura era “comparsa” per la prima volta (scatenando un fiume di polemiche) a dicembre scorso, nella prima bozza del decreto, poi smentita dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.
Ora rieccola. Giustificata dalla necessità di coprire le agevolazioni fiscali (tax credit e tax schelter) assicurate ancora per quest’anno alla produzione cinematografica.
Se l’emendamento passerà, “il balzello” di 1 euro in più varrà per tutte le sale – escluse quelle parrocchiali ed ecclesiastiche – e la tassa entrerà in vigore dal prossimo primo luglio, fino al 31 dicembre del 2013.

I Consumatori: “Una decisione folle”. (more…)

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Bondi, oggi il voto.

Camera decide su sfiducia al minsitro.

ROMA – Il voto sulle mozioni di sfiducia individuale nei confronti del ministro Sandro Bondi si terra’ oggi pomeriggio nell’Aula di Montecitorio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera che ha convocato la seduta a partire dalle ore 16 con le dichiarazioni di voto. Il voto finale dovrebbe esserci circa un’ora dopo.

BONDI: NO A RINVIO, BASTA GIOCARE CON DIGNITÀ PERSONE  – ”Un ulteriore rinvio della mozione di sfiducia che mi riguarda sarebbe intollerabile. C’e’ un limite anche a giocare con la dignita’ delle persone per squallide ragioni di interesse politico”. Cosi’ il ministro della Cultura Sandro Bondi dice no all’ipotesi del rinvio della mozione di sfiducia nei suoi confronti a causa delle assenze per un concomitante Consiglio d’Europa. (more…)

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Da anni i “terzisti” e i “riformisti”, cioè i berlusconiani camuffati da indipendenti che la sanno lunga, ci raccontano che in tutte le democrazie, le opposizioni collaborano amorevolmente con i governi, si guardano bene dall’auspicarne la caduta, non demonizzano i premier, men che meno tentano “spallate” né si sognerebbero mai di tirare la giacchetta al capo dello Stato. Questa barzelletta, che vale solo quando governa B., l’ha ripetuta ieri Sandro Bondi in un articolo sul Pompiere della Sera (l’unico giornale che ancora gli dà retta, a grande richiesta dei lettori che si leccano i baffi): “In Italia, dopo il voto del 14 dicembre, si è aperta una fase politica nuova. Non a caso l’on. Casini per primo ha fatto riferimento al confronto e alla collaborazione avviata negli Usa fra Repubblicani e Democratici dopo le elezioni di medio termine… Possibile che anche in Italia non si possa trovare in Parlamento un accordo su materie quali il federalismo?”. Gli piacerebbe: visto che il suo governo ha una maggioranza ridicola e nella commissione bicamerale sul federalismo è addirittura in minoranza, arrivano le opposizioni e votano il federalismo, così il governo si salva e magari lui conserva la poltrona lisciandosi Casini perché non voti la mozione di sfiducia contro di lui. Bella la vita, eh, James? Naturalmente negli Usa sta accadendo l’esatto contrario di quel che racconta Bondi: appena raggiunta la maggioranza al Congresso nelle elezioni di mid-term, i Repubblicani hanno cacciato la speaker democratica Nancy Pelosi, sostituendola con uno dei loro, e hanno annunciato che sarà loro cura radere al suolo la riforma sanitaria di Obama e poi, a seguire, tutte le altre. Pare che non leggano Il Pompiere e nemmeno Il Riformista, che da anni raccomandano alla sinistra di non cancellare, una volta al governo, le leggi vergogna della destra. Ora, per carità, è comprensibile che il nostro ministrucolo dei Beni culturali, peggiore financo della Bono Parrino, ci provi. Ma la tragedia è che c’è chi gli crede. Dall’Udc al Pd al Fli è tutto un offrire “dialogo” a Calderoli. Del resto, i finiani a suo tempo la legge-delega sul federalismo la votarono, così come l’Idv, mentre il Pd si astenne (al solito non aveva una linea sul tema, anzi ne aveva dodici) e solo l’Udc votò contro. Oggi però è chiaro a tutti che, dopo la fiducia ottenuta, anzi comprata da B. il 14 dicembre, c’è una sola, ultima speranza di farlo cadere: che il federalismo fiscale venga bocciato. (more…)

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E Bondi scrive al Partito democratico
“Cari compagni, non mi sfiduciate”

Il ministro della Cultura alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti. “Bersani, Veltroni, Fassino, fermatevi e riflettete”. Ma Franceschini chiude la porta: “Nessuna marcia indietro”.

Ieri ha scritto a Napolitano , per denunciare la “parzialità” di Fini. Oggi scrive al Pd (la lettera è pubblicata dal Foglio) per scongiurare il rischio di essere cacciato dal governo. E’ un Sandro Bondi iperattivo quello di questi giorni, alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti in Parlamento. Un passaggio delicato visto che a Montecitorio la maggioranza è appesa a tre voti. ma dal Pd arriva un secco no: “Non credo proprio che ritireremo la mozione di sfiducia” dice Dario Franceschini, capogruppo alla Camera. Controreplica del ministro: “Non avevo alcun dubbio che il cattolico Franceschini fosse a favore della sfiducia nei miei confronti. Infatti ho evitato di rivolgermi a lui e ho preferito fare un appello a quelle persone che ritengo, forse ingenuamente, ancora dotate di serietà e senso della misura”.

La lettera di Bondi.
Ai democratici il ministro della Cultura lancia un appello per il ritiro della mozione, dal significativo titolo “Cari compagni, vi spiego perché non dovreste sfiduciarmi”. Questo l’incipit: “Siccome riconosco ancora nei principali leader della sinistra e in particolare a Bersani, Veltroni e Fassino un residuo di concezione seria della politica e di rispetto nei confronti degli avversari politici, vi chiedo di fermarvi e di riflettere prima di presentare contro di me un atto parlamentare cosi’ spropositato, pretestuoso e dirompente sul piano umano, che rappresenterebbe un’onta non per me che lo subisco ma per voi che lo promuovete”. (more…)

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Da tempo andiamo sostenendo che i politici non c’è più bisogno d’intercettarli. Basta intervistarli, anzi lasciarli parlare. Prendiamo Bondi, ammesso che se ne trovi ancora traccia dopo le disavventure degli ultimi giorni. L’altro giorno, quando viene a sapere che ci stiamo occupando di Roberto Indaco, marito della sua compagna on. Manuela Repetti, attualmente in fase di divorzio, del quale peraltro si era già occupato lui facendogli avere una consulenza da 25 mila euro l’anno come massimo esperto nazionale in materia di “Teatro e moda”, telefona in redazione per vedere se non sia possibile stendere un velo pietoso sulla circostanza. Poi scopre che è impossibile, se ne fa una ragione e detta una memorabile dichiarazione: “Nel caso del signor Indaco, io non ho fatto altro che aiutare una persona che si trovava in una drammatica difficoltà. Aveva le competenze professionali per usufruire della consulenza, quindi non ho violato leggi né norme”. Sulle competenze professionali sorvoliamo per carità di patria (pare che il superconsulente accogliesse i clienti nel motel di famiglia a Novi Ligure). Ma facciamo timidamente notare che, in epoca di tagli e austerità, il suo ministero è riuscito a sistemare anche l’altro membro della famiglia acquisita, Fabrizio Indaco, figlio di Roberto e Manuela, assunto con contratto interinale alla direzione Cinema dei Beni culturali per occuparsi, guardacaso, di finanziamenti. E James: “Si tratta di importi molto modesti. Nel caso di Roberto Indaco, al netto delle trattenute, poco più di 1.000 euro al mese”. Ecco, nel paese in cui un giovane su quattro è senza lavoro (tre su quattro nel Sud) e si suicidano a raffica i precari che non si vedono rinnovare il contratto, è consolante sapere che in casa Repetti nessuno perde lavoro, anzi tutti lo trovano, e sempre al ministero di Bondi. Il quale, anziché scavarsi un buco, infilarsi dentro e chiudere il tappo, piagnucola pure: “Desidererei rispetto, si tratta di una vicenda dolorosa. Di una storia amara, ma anche del tutto personale e privata”. (more…)

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