Musica, cibo per l’anima, ristoro per la mente, ma anche vera e propria cura: gli esperti di note, ma, soprattutto, di salute, hanno stilato una vera e propria classifica, una top ten dei brani e degli artisti più adatti, vere e proprie medicine melodiche.
Lo studio condotto dalla Caledonian University di Glasgow ha studiato il modo in cui la musica trasmette emozioni e influisce sull’umore. In questo modo presto si potrà stabilire come la musicoterapia può essere adattata ai singoli casi per combattere malattie come la depressione. Viene analizzata la gamma melodica, le liriche, il ritmo e il tono nelle diverse composizioni con l’ausilio di tecnici del suono e di psicologi. L’impatto della musica non si limita a migliorare l’umore a seconda che il ritmo sia più veloce o più lento. Vanno inclusi anche il tono, la struttura e altre caratteristiche tecniche oltre alle esperienze personali, cioè ai ricordi che vengono associati con un brano in particolare.
La ricerca ha già stabilito alcuni risultati o parametri, analizzando alcune registrazioni con l’ausilio di un gruppo di volontari. Da qui bisognerà creare formule matematiche per spiegare come la musica riesca a comunicare emozioni diverse, ed elaborare un programma al computer per abbinare a ogni patologia la cura sonora migliore.
Ecco una lista di canzoni che potrebbero rientrare nelle prescrizioni mediche:
Sexual Healing, Marvin Gaye
Comfortably Numb, Pink Floyd
Last Night a DJ Saved My Life, Indeep
Cold Turkey, John Lennon
Healing Hands, Elton John
Wonderful Life, Black
More Than A Feeling, Boston
Alright, Supergrass
What a Wonderful World, Louis Armstrong
I Will Survive, Gloria Gaynor
Difficile invece che nella lista possano mai comparire brani come Cigarettes and Alcohol degli Oasis, The Drugs Don’t Work dei Verve, Heaven Knows I’m Miserable Now degli Smiths, Manic Monday delle Bangles, Everybody Hurts dei REM o anche Another One Bites the Dust dei Queen.













