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DIAZ filmSentenza della Cassazione. Amnesty: introdurre il reato di tortura.

G8, violenze a Bolzaneto: ridotti i risarcimenti.
La Cassazione: 7 condannati, 4 assolti, prescrizione per 33.

GENOVA— Ci sono voluti 12 anni e 8 ore di camera di consiglio per scrivere l’ultimo atto del percorso giudiziario sulle violenze del G8. La sentenza della Cassazione conferma la responsabilità penale di chi nella caserma di Bolzaneto nel 2001 operò in nome dello Stato con sette condanne, ma lascia l’amaro in bocca. I risarcimenti, 10 milioni, sembrano più lontani. In alcuni casi sono stati già ridotti. In altri (quelli riguardanti i quattro imputati che ieri sono stati assolti) sono stati annullati. Per il resto le vittime dovranno affrontare un processo civile con il rischio che vengano gli importi vengano ancora diminuiti visto che è stata confermata la prescrizione del reato per 33 imputati.
La sentenza, apre poi un altro dibattito: la necessità dell’introduzione del reato di tortura perché, come era stato stabilito in appello, è stato ribadito che furono commesse gravi violazioni dei diritti umani: i manifestanti vennero legati, costretti a rimane immobili in piedi, senza poter andare in bagno, umiliati, picchiati, minacciati in ogni modo. Gli “ermellini” hanno però rigettato il ricorso presentato dalla procura generale di Genova, in cui si chiedeva di sollevare questione di legittimità costituzionale sul mancato adeguamento dell’Italia ai principi della convenzione europea
che sanciscono l’imprescrittibilità di ogni reato commesso in violazione della norma che pone il divieto di trattamenti inumani e degradanti in quanto in Italia non è stato introdotto il reato di tortura. (more…)

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Diaz.

Mi sono visto il film di Daniele Vicari, Diaz. E’ stato uno choc.
Certe cose, prima di ieri, le avevo viste solo nei film sui nazisti: l’eliminazione del ghetto di Plascow, da parte delle SS del tenente Amon Goth, in “Schindler’s List”.

Qui, i cattivi, i sadici, i torturatori, sono italiani come noi, con la divisa della polizia italiana.
Che hanno picchiato selvaggiamente.
Che hanno deriso e violato l’intimità di persone che erano sotto la loro custodia.
Persone marchiate col pennarello (niente tatuaggio sull’avambraccio). (more…)

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«Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel suo nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno…», così Massimo D’Alema, l’11 maggio, salutava la nomina a sottosegretario del governo Monti dell’uomo che ai tempi del massacro alla Diaz era il capo della polizia. La stessa persona che nelle motivazioni della Corte di Cassazione interpreta il ruolo del fantasma del palcoscenico, l’ispiratore di una repressione disumana, segnata da efferatezze che ancora oggi si fatica a leggere nei particolari descritti dai giudici. Quel poliziotto d’Italia che non volle fermare le squadracce spinte, invece, a emulare un clima cileno, nel cuore dell’Europa, quando l’Italia berlusconiana sospese la democrazia con il sangue di ragazzi inermi. (more…)

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L’ex comandante della “celere” di Roma firma un libro sull’irruzione nella scuola del G8 di Genova. Dove accusa gli alti vertici della Polizia di Stato di aver cercato di depistare le indagini su quella “macelleria” scaricando tutte le colpe sui suoi uomini.

“La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti”. A dirlo, anzi a scriverlo, non è un no global reduce dalG8 di Genova, ma un poliziotto. E che poliziotto: Vincenzo Canterini, primo dirigente oggi a riposo, all’epoca dei fatti comandante del Primo reparto mobile, cioè dei “celerini” romani. Nel quale era inquadrato il VII Nucleo Sperimentale, l’élite antisommossa protagonista dell’irruzione nella scuola genovese sotto il comando di Michelangelo Fournier, che per quell’operazione avrebbe poi coniato l’efficace etichetta di “macelleria messicana“. Canterini ha deciso di raccontare la sua verità su quell’episodio inDiaz, libro scritto con i cronisti del “Giornale” Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur. Undici anni dopo i fatti del 2001 e, soprattutto, neppure un mese dopo la condanna definitiva in Cassazione dello stesso Canterini e di altri 24 poliziotti, compresi Fournier e diversi capisquadra del VII. (more…)

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Da Il Fatto Quotidiano del 15/07/2012.

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FRANCESCO Puglisi, operaio, 14 anni. Vincenzo Vecchi, muratore, 12 anni e 6 mesi. Marina Cugnaschi, assistente sociale, 11 anni e 6 mesi. Alberto Funaro, infermiere, 10 anni. Ines Maresca, educatrice, 6 anni e 6 mesi. Ricordiamoli questi nomi perché sono stati condannati in via definitiva per «devastazione e saccheggio» ed entreranno in carcere per scontare la loro pena. Undici anni fa parteciparono agli scontri che misero a ferro e fuoco Genova durante il G8 ma oggi sono persone che hanno gettato quel passato alle spalle e hanno un lavoro, una famiglia, dei figli. La condanna di quegli episodi di vera e propria guerriglia urbana deve rimanere ferma, non solo per la gravità dei fatti in sé, ma anche perché quella violenza ebbe l’effetto di prosciugare le ragioni politiche e le rivendicazioni dell’intero movimento no-global. (more…)

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La Cassazione riduce le pene per i disordini di Genova 2001 ma tra i condannati c’è chi dovrà scontare fino a undici anni.

I legali: “Ingiustizia è fatta. La disparità di trattamento con i poliziotti della Diaz è evidente”.

Erano in dieci, andranno in carcere in cinque. E non per poco tempo, nonostante tre anni di condono per indulto. Lo ha deciso la prima Sezione penale della Corte di Cassazione che ha così chiuso – dopo quelli per le violenze delle forze dell’ordine – il terzo filone dei processi per il G8 di Genova, quello per le violenze di strada. Delle dieci condanne inflitte in appello per il reato di devastazione e saccheggio (per un totale di quasi cento anni di carcere), la Corteha confermato quelle a carico di Alberto Furnaro (10 anni) e Ines Morasca (6 anni e sei mesi). Esecutive – con sconti di pena compresi tra un anno e nove mesi – an – che le condanne di Marina Cugnaschi (12 anni e tre mesi in appello), Vincenzo Vecchi (13 anni) e Francesco Puglisi (15 anni), annullate senza rinvio, per il solo reato di detenzione di molotov. Annullate con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Genova, le condanne inflitte a Carlo Arculeo, Antonino Valguarnera, Luca Finotti, DarioUrsino e Carlo Cuccomarino, affinché un nuovo processo rivaluti il non riconoscimento dell’attenuante “di aver agito per suggestione di una folla in tumulto”. (more…)

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Arriva l’ordine di carcerazione. Loro: affidateci ai servizi sociali. Domani la Cassazione sui no global.

ROMA — Undici anni per una tempesta giudiziaria “perfetta”. Ieri, la Procura generale di Genova ha notificato ai poliziotti condannati per i fatti della Diaz l’ordine di esecuzione di 16 delle 17 pene detentive pronunciate il 5 luglio in Cassazione (per Canterini un errore materiale nel dispositivo della sentenza richiederà un’udienza camerale per la correzione necessaria a rendere esecutivi 3 anni e 3 mesi). Domani, venerdì 13, in una Cabala che vuole due sentenze definitive in una settimana, la “devastazione e saccheggio” di Genova. Ancora una volta in Cassazione, di fronte a una diversa sezione (la sesta), ma ad uno stesso magistrato dell’accusa, Pietro Gaeta. Capovolti prospettiva e contesto. Ieri, l’infedeltà violenta di «uomini dello Stato». Ora, la violenza seriale, carica di odio, sulle cose e i luoghi della città che armò di mazze, spranghe, molotov, le mani di 8 uomini e 2 donne che, confusi nel “blocco nero”, parteciparono a quei giorni di guerriglia. Ballano 100 anni di reclusione. Comminati il 9 ottobre 2009 dalla corte di Appello di Genova che aumentò le condanne di primo grado (altri 13 imputati uscirono dal processo per prescrizione). (more…)

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ROMA — Tre giorni di silenzio, poi una nota di poche righe. Che dice e non dice. Che parla di «profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze» ma senza esprimere scuse come invece ha fatto l’attuale capo della polizia Antonio Manganelli. Invocando il rispetto delle sentenze della magistratura, ma senza aggiungere niente a undici anni di silenzi sull’unica domanda ancora senza risposta: perché quella mattanza alla Diaz? Il prefetto Gianni De Gennaro ha scelto la via del comunicato per commentare, 72 ore dopo il pronunciamento della Cassazione, la condanna in via definitiva dei 25 poliziotti per le violenze nella scuola genovese durante il G8. Lui, nel luglio del 2001 al comando della polizia, non ammise responsabilità allora, e non le ammette oggi.
«Le sentenze devono essere rispettate ed eseguite — scrive De Gennaro, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi — sia quando condannano, sia quando assolvono. Le competenti autorità hanno adempiuto a tale dovere operando con tempestività ed efficacia. (more…)

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