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Posts contrassegnato dai tag ‘finanziaria’

Il governo vara la Finanziaria: forze dell´ordine, tagli ai benefici.  Tassa di 10-15 euro per partecipare ai concorsi. Ridotta la remunerazione per i Caf .

ROMA – Vitto e alloggio dei dipendenti pubblici, buoni pasto, indennità per traslochi e imballaggi, taglio del 30% alla remunerazione ai Caf, le strutture “popolari” che compilano 14 milioni di denunce dei redditi di lavoratori dipendenti (perderanno 100 milioni). La Finanziaria della “lesina” sforbicia i piccoli benefici di impiegati statali, infermieri, agenti di polizia e carabinieri.
Ieri il Consiglio dei ministri, attraversato da momenti di tensione, ha approvato una Legge di Stabilità che stringe ulteriormente la cinghia agli italiani e attenua solo parzialmente la portata dei tagli ad alcuni ministeri. (more…)

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La Finanziaria redistribuisce 4,8 miliardi a vari settori. Si profila una nuova stretta sui ministeri inadempienti.      

ROMA – Nel caos provocato dalla bocciatura del Rendiconto generale dello Stato (che oggi sarà ripresentato ), si fa largo la legge di Stabilità (la ex Finanziaria) la cui approvazione è prevista nella riunione odierna del governo. Un testo striminzito, a saldo zero, di soli nove articoli, ma ampiamente anticipato dalla doppia manovra triennale d´estate dal valore di 59 miliardi.
La «Finanziaria», in attesa del prossimo decreto «sviluppo» (oggi ci sarà un primo esame), è bastata tuttavia per far emergere un nuovo braccio di ferro nel governo per la destinazione degli 800 milioni provenienti dall´asta delle frequenze 4G: le risorse erano destinate, dalla Finanziaria per quest´anno, alla banda larga e così ha chiesto fino all´ultimo il ministro per lo Sviluppo Romani, ma il Tesoro ha vinto la partita e i fondi sono stati ridistribuiti per far fronte alle necessità più urgenti dei vari ministeri e in parte (800 milioni) andranno all´ammortamento dei titoli di Stato. «Le promesse sulla banda larga non sono state mantenute», ha osservato il Pd Gentiloni. (more…)

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Il Senato vota la fiducia: con IVA al 21 per cento, contributo sopra i 300mila euro e adeguamento delle pensioni.

Ieri il Consiglio dei ministri ha comunicato di aver modificato per l’ennesima volta alcuni dei provvedimenti previsti dalla manovra finanziaria, che continua a subire ritocchi e cambiamenti sostanziali da quando era stata annunciata a metà agosto. I nuovi emendamenti saranno discussi oggi in Senato, dove il governo porrà il voto di fiducia per sveltire il passaggio del testo di legge e farlo arrivare alla Camera. Dopo giorni di esitazioni, il governo dice ora di voler fare in fretta e di essere quindi giustificato nell’utilizzare la fiducia, uno «strumento regolamentare necessitato per conseguire una celere conversione del decreto-legge, come impone la gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria». (more…)

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Un abisso di diseguaglianze si è spalancato davanti alla società italiana, negli stessi giorni in cui veniva certificato un drammatico ritorno della povertà, di cui ha scritto su queste pagine, con i toni giusti, Adriano Sofri. La povertà è certo la condizione che più rende visibile la diseguaglianza. Ma quel che sta avvenendo, soprattutto dopo la manovra finanziaria, è una vera e propria costruzione istituzionale della diseguaglianza che investe un’area sempre più vasta di persone, ben al di là di vecchi e nuovi poveri.
La distribuzione dei “sacrifici” è rivelatrice. Uno stillicidio di balzelli che incide su chi può essere più facilmente colpito, che lima i già ristretti margini dei bilanci familiari. Si è calcolato il peso che avranno gli aumenti di imposte, tariffe, prezzi. Peso insostenibile per taluni, quasi non influente per altri. L’effetto complessivo della manovra peserà per il 13,3% sui redditi bassi e per il 5% su quelli più alti. La rappresentazione della spinta istituzionale verso la diseguaglianza non potrebbe essere più netta. (more…)

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I soldi bloccati dal Fondo unico dello spettacolo, già ridotto a 258 milioni di euro. Per rimediare a mancati introiti che il ministero dell’Economia aveva previsto nella legge Finanziaria. Bondi: “Siamo sgomenti e interdetti”. Il Pd: “Tremonti responsabile di una catastrofe”.

ROMA – Un altro brutto colpo per la cultura e gli spettacoli in Italia. Dell’attuale stanziamento del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, già ridotto quest’anno a 258 milioni di euro, sono stati congelati altri 27 milioni. Lo prevedono alcuni commi della Finanziaria che rinviano a provvedimenti del ministero dell’Economia riguardanti eventuali scostamenti dagli introiti preventivati dalla vendita delle frequenze del digitale terrestre alle compagnie telefoniche. Un provvedimento che non piace al ministero dei Beni culturali: “Siamo sgomenti e interdetti”, si legge in una nota, “è un’amara sorpresa”. (more…)

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Disabili, anziani, immigrati, bambini: ecco i sacrifici che non fanno rumore. Così le Finanziarie hanno svuotato dal 2008 ad oggi i dieci fondi destinati ai servizi sociali.

ROMA – Meno servizi per i disabili, meno aiuti agli anziani, un taglio ai programmi d´integrazione per gli immigrati, le politiche per l´infanzia e per la famiglia costrette ad aspettare. Mettere a posto i bilanci dello Stato ha un costo: molto spesso lo paga il welfare. E i primi a dover fare i conti con la drastica riduzione imposta dall´ultima Finanziaria ai Fondi statali di carattere sociali sono i sindaci.
La manovra per il 2011 è destinata a lasciare un pesante segno sulle politiche di assistenza messe in atto dai comuni. Dal 2008 ad oggi i dieci principali canali d´investimento (dal fondo per l´affitto a quello per i servizi d´infanzia) hanno subito una riduzione del 78,7 per cento: dai 2 miliardi e 527 milioni stanziati quattro anni fa si è passati ai 538 milioni di oggi. Alcuni capitoli di spesa sono stati semplicemente azzerati: il fondo per i non autosufficienti, per esempio, l´anno scorso aveva ottenuto 400 milioni di euro, quest´anno non è stato rifinanziato. (more…)

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La cronaca della manifestazione del non profit contro la riduzione delle risorse

Sotto un freddo polare, quello che avvolge la Capitale, questa mattina centinaia di militanti ed esponenti del Terzo Settore e del mondo dell’associazionismo e del volontariato si sono dati appuntamento, alle ore 11, sotto la sede del ministero dell’Economia retto da Giulio Tremonti (via XX Settembre) per protestare contro il taglio di ben 300 milioni inserito nell’ultima Finanziaria in merito al rifinanziamento annuale del 5 per mille.

Megafoni, striscioni, cartelli, bandiere, i manifestanti si son fatti sentire in molti modi con creatività (‘mutande’ di Vita comprese). Tra gli slogan e i cartelli più significativi, segnaliamo: «I tagli del governo annullano il volontariato», «il Governo promette e non mantiene», «chiuso per tagli», etc. Dietro lo slogan più urlato («Rivogliamo il 5 x mille!») sventolavano le bandiere e i militanti di Uisp, Federconsumatori, Anpas, Auser, Mcl, Legambiente, Arci e, ovvio, del Forum Terzo Settore.

Tra gli intervenuti c’erano anche Marco Granelli, presidente dei Centri di volontariato («Questi tagli c’impediranno di continuare a fare attività sociale»), di Tonino Di Matteo, vicepresidente Mcl («Vogliamo prestare fede alle promesse del governo, senza il 5 per mille progetti già avviati saltano») e di molti altri.

A chiudere di fatto la manifestazione ci ha pensato il presidente delle Acli e portavoce del Forum Andrea Olivero, che ha spiegato: «Abbiamo fondate speranze che il 5 per mille possa essere inserito nel decreto legge Mille Proroghe che il governo varerà tra Natale e Capodanno anche se vi sono alcune difficoltà tecniche legate alla possibilità che quel dl possa prevedere nuovi incrementi di spesa, difficoltà che contiamo di superare. In ogni caso la mobilitazione va tenuta alta e i riflettori accesi. Senza 5 per mille le associazioni non possono programmare interventi del 2011». (more…)

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La legge di stabilità in via d’approvazione premia l’autotrasporto e stanga i pendolari. Dall’anno prossimo in tutte le regioni ci saranno tagli ai treni e i pullman o aumento delle tariffe. Fino a più 78 per cento.

La manovra finanziaria licenziata dalla camera trova 400 milioni di euro per l’autotrasporto, anche 471 milioni di euro per i cacciabombardieri F-35 e ben 245 milioni per le scuole private, ma conferma i tagli per il trasporto ferroviario regionale a cui manca più di un miliardo.

La manovra “sembra” trovare 425 milioni per coprire il buco ma in realtà li prende dalle risorse previste per l’acquisto di materiale rotabile per il trasporto regionale nel dl 185/2008 che erano pari a 960 milioni. L’emendamento approvato, peraltro scritto in modo tortuoso ed ambiguo, in pratica dimezza le risorse per i nuovi treni per tagliare un po’ meno il servizio. Una vera beffa per quei 2,5 milioni di pendolari che ogni giorno usano il treno per muoversi, e che avevano osato sperare che con l’arrivo del nuovo materiale rotabile a partire dal 2012 sarebbe migliorata la qualità del servizio.

Non solo anche queste risorse saranno assegnate alle regioni ad alcune condizioni: che le regioni mettano risorse proprie per investimenti e servizi, che vengano aumentate le tariffe e razionalizzati i servizi.
Se da un lato è opportuno ed auspicabile un processo di efficientamento della spesa per il trasporto pubblico locale ed una miglior integrazione gomma-ferro, non è giusto che a pagare sia gli utenti a cui vengono tagliati qualità e quantità dei servizi mentre si aumentano le tariffe, così come è impossibile che le Regioni siano in grado con i pesanti tagli che stanno subendo per i prossimi anni che possano far fronte con risorse proprie, a meno di aumentare le imposte. Mettere insomma le mani delle tasche degli italiani, quello che il governo Berlusconi dice di non voler fare. (more…)

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Il governo chiederà una verifica parlamentare dopo la sessione di bilancio. Si potrebbe partire dal Senato dove il Pdl ha presentato una mozione a sostegno, mentre Pd e Idv hanno presentato una mozione di sfiducia alla Camera, in un evidente braccio di ferro sul luogo in cui la verifica dovrà avvenire. Fabrizio Cicchitto, il giorno dopo la fumata nera per il tentativo di mediazione tra Bossi e Fini anticipa che «il chiarimento vero verrà dopo la Finanziaria».

«Faremo una verifica parlamentare, al Senato e alla Camera – spiega il capogruppo Pdl a Montecitorio – e lì si vedrà quale sarà l’orientamento della maggioranza di deputati e senatori». «Se sarà un orientamento favorevole al governo – aggiunge – si andrà avanti. Qualora ci fosse un atteggiamento diverso per noi è chiaro che l’unico sbocco democraticamente possibile è tornare davanti al popolo sovrano». Già ieri sera era emerso che l’orientamento di Berlusconi e del Pdl era un no alle dimissioni del premier, mentre Fli aveva annunciato il ritiro della sua delegazione di governo per lunedì.

«Andare avanti e recarsi in Parlamento sono le due facce della stessa medaglia», dice Cicchitto. «Credo che da parte di tutti, per senso di responsabilità, ci sia l’impegno di espletare l’iter parlamentare delle cose più significative, e in primo luogo della Finanziaria». C’è, osserva ancora il capogruppo Pdl alla Camera, la necessità di tenere conto del «problema che abbiamo, davanti al paese, per la tenuta dell’economia italiana in una situazione in cui la crisi economica internazionale – sottolinea – non è finita». Quanto all’annuncio da parte di Fli di non partecipare all’eventuale voto di fiducia proprio sulla Finanziaria, Cicchitto dice: «Ognuno assumerà le proprie responsabilità». (more…)

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