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Posts contrassegnato dai tag ‘genova’

IL PORTO della città di Genova esiste almeno da due millenni. Si tratta di un porto naturale. E ha da sempre una buona reputazione.

PERCHÉ ha funzionato, attraverso i secoli, secondo le regole. Però nella notte fra martedì e mercoledì, una notte tranquilla, una nave in manovra finisce su una banchina, distrugge la torre dei piloti, fa morti e feriti. Una tragedia. Come è stata possibile?
Si cercano precedenti. Ci sono state altre sciagure? Certo: la London Valour, anno 1970. Una nave da carico ancorata fuori del porto, investita da una libecciata improvvisa che la fa derivare, metro dopo metro, fino a sfasciarsi sulla diga foranea. Marinai che si tuffano nel mare agitato dal libeccio, in un pomeriggio primaverile, per mettersi in salvo: chi si salva e chi annega. Un elicottero lotta contro il libeccio, per salvare il salvabile. Ma quella è una tragedia fuori del porto, il porto non è chiamato in causa: la responsabilità è tutta del povero capitano, che è stato sorpreso dalla burrasca, e perde la vita, con molti marinai, in una giornata radiosa (la ricordo, io c’ero: splendeva il sole), ma tragica per il vento. (more…)

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IL PD: MEGLIO UNA COMMISSIONE. I RADICALI AL MINISTRO: CHE FAI?

Il giudizio sui fatti della Diaz è ormai definitivo sul fronte penale. La Cassazione ha stabilito che diversi funzionari delle forze dell’ordine gestirono in modo del tutto inadeguato il G8 trasformandolo in violenza sanguinosa e immagine deleteria della democrazia italiana in tutto il mondo. Per questo l’onorevole Andrea Sarubbi, del Pd, ha chiesto al governo Monti le dimissioni del sottosegretario Giovanni De Gennaro, capo della Polizia all’epoca dei fatti. “Ho aspettato la sentenza di primo grado, poi l’appello, poi la Cassazione – spiega Sarubbi –. E, per essere proprio sicuro, vista la delicatezza dell’argomento, ho pure aspettato le motivazioni della sentenza. Ma ora non ci sono più motivi, almeno da parte mia, per non chiedere a Monti una risposta ufficiale sulla permanenza di Giovanni De Gennaro al governo, pur non avendo nulla contro la sua persona”. (more…)

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Diaz.

Mi sono visto il film di Daniele Vicari, Diaz. E’ stato uno choc.
Certe cose, prima di ieri, le avevo viste solo nei film sui nazisti: l’eliminazione del ghetto di Plascow, da parte delle SS del tenente Amon Goth, in “Schindler’s List”.

Qui, i cattivi, i sadici, i torturatori, sono italiani come noi, con la divisa della polizia italiana.
Che hanno picchiato selvaggiamente.
Che hanno deriso e violato l’intimità di persone che erano sotto la loro custodia.
Persone marchiate col pennarello (niente tatuaggio sull’avambraccio). (more…)

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«Sono certo che il prefetto De Gennaro, nel suo nuovo incarico istituzionale, potrà efficacemente portare avanti il suo impegno…», così Massimo D’Alema, l’11 maggio, salutava la nomina a sottosegretario del governo Monti dell’uomo che ai tempi del massacro alla Diaz era il capo della polizia. La stessa persona che nelle motivazioni della Corte di Cassazione interpreta il ruolo del fantasma del palcoscenico, l’ispiratore di una repressione disumana, segnata da efferatezze che ancora oggi si fatica a leggere nei particolari descritti dai giudici. Quel poliziotto d’Italia che non volle fermare le squadracce spinte, invece, a emulare un clima cileno, nel cuore dell’Europa, quando l’Italia berlusconiana sospese la democrazia con il sangue di ragazzi inermi. (more…)

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L’ex comandante della “celere” di Roma firma un libro sull’irruzione nella scuola del G8 di Genova. Dove accusa gli alti vertici della Polizia di Stato di aver cercato di depistare le indagini su quella “macelleria” scaricando tutte le colpe sui suoi uomini.

“La Diaz fu una rappresaglia scientifica alla figuraccia mondiale per le prese in giro dei black bloc. Un tentativo, maldestro, di rifarsi un’immagine e una verginità giocando sporco, picchiando a freddo, sbattendo a Bolzaneto ospiti indesiderati assolutamente innocenti”. A dirlo, anzi a scriverlo, non è un no global reduce dalG8 di Genova, ma un poliziotto. E che poliziotto: Vincenzo Canterini, primo dirigente oggi a riposo, all’epoca dei fatti comandante del Primo reparto mobile, cioè dei “celerini” romani. Nel quale era inquadrato il VII Nucleo Sperimentale, l’élite antisommossa protagonista dell’irruzione nella scuola genovese sotto il comando di Michelangelo Fournier, che per quell’operazione avrebbe poi coniato l’efficace etichetta di “macelleria messicana“. Canterini ha deciso di raccontare la sua verità su quell’episodio inDiaz, libro scritto con i cronisti del “Giornale” Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo e pubblicato da Imprimatur. Undici anni dopo i fatti del 2001 e, soprattutto, neppure un mese dopo la condanna definitiva in Cassazione dello stesso Canterini e di altri 24 poliziotti, compresi Fournier e diversi capisquadra del VII. (more…)

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Da Il Fatto Quotidiano del 15/07/2012.

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Arriva l’ordine di carcerazione. Loro: affidateci ai servizi sociali. Domani la Cassazione sui no global.

ROMA — Undici anni per una tempesta giudiziaria “perfetta”. Ieri, la Procura generale di Genova ha notificato ai poliziotti condannati per i fatti della Diaz l’ordine di esecuzione di 16 delle 17 pene detentive pronunciate il 5 luglio in Cassazione (per Canterini un errore materiale nel dispositivo della sentenza richiederà un’udienza camerale per la correzione necessaria a rendere esecutivi 3 anni e 3 mesi). Domani, venerdì 13, in una Cabala che vuole due sentenze definitive in una settimana, la “devastazione e saccheggio” di Genova. Ancora una volta in Cassazione, di fronte a una diversa sezione (la sesta), ma ad uno stesso magistrato dell’accusa, Pietro Gaeta. Capovolti prospettiva e contesto. Ieri, l’infedeltà violenta di «uomini dello Stato». Ora, la violenza seriale, carica di odio, sulle cose e i luoghi della città che armò di mazze, spranghe, molotov, le mani di 8 uomini e 2 donne che, confusi nel “blocco nero”, parteciparono a quei giorni di guerriglia. Ballano 100 anni di reclusione. Comminati il 9 ottobre 2009 dalla corte di Appello di Genova che aumentò le condanne di primo grado (altri 13 imputati uscirono dal processo per prescrizione). (more…)

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ROMA — Tre giorni di silenzio, poi una nota di poche righe. Che dice e non dice. Che parla di «profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze» ma senza esprimere scuse come invece ha fatto l’attuale capo della polizia Antonio Manganelli. Invocando il rispetto delle sentenze della magistratura, ma senza aggiungere niente a undici anni di silenzi sull’unica domanda ancora senza risposta: perché quella mattanza alla Diaz? Il prefetto Gianni De Gennaro ha scelto la via del comunicato per commentare, 72 ore dopo il pronunciamento della Cassazione, la condanna in via definitiva dei 25 poliziotti per le violenze nella scuola genovese durante il G8. Lui, nel luglio del 2001 al comando della polizia, non ammise responsabilità allora, e non le ammette oggi.
«Le sentenze devono essere rispettate ed eseguite — scrive De Gennaro, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi — sia quando condannano, sia quando assolvono. Le competenti autorità hanno adempiuto a tale dovere operando con tempestività ed efficacia. (more…)

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In margine (ma non tanto) alla sentenza sull’abominevole storia della scuola Diaz, in parecchi si chiedono quale fu il ruolo di Gianfranco Fini, che visse in prima persona, sia pure dietro le quinte, quei fatti terribili, e oggi è terza carica dello Stato. Senza pretendere di dire niente di determinante o di utile su responsabilità che l’opacità del potere ci impedisce di conoscere, mi permetto però di formulare un’ipotesi di nessun rilievo giudiziario, ma forse di qualche rilievo politico. L’ipotesi è che i fatti della Diaz non siano estranei al successivo “strappo” di Fini e al suo tentativo di costruire (o forse di “inventare”) una vera destra liberale. (more…)

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Politici e dirigenti delle forze dell’ordine lasciati fuori dall’inchiesta. Da Gianni De Gennaro a Fini e Scajola.

ROMA — Il processo è chiuso. Ma il giorno dopo, le parole dell’avvocato Rinaldo Romanelli, difensore del comandante del VII Nucleo Mobile Vincenzo Canterini, hanno il lampo della provocazione. «Se dovessimo ragionare da storici, ma con la logica della sentenza della Corte di appello, direi che, a spanne, alla condanna mancano almeno 500 persone». È un’iperbole, appunto. Che tuttavia tocca il nervo scoperto di questa storia: i suoi convitati di pietra. Uomini degli apparati ed ex ministri della Repubblica di cui, come in certe foto di gruppo ritoccate, è scomparsa la silhouette. (more…)

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