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Posts contrassegnato dai tag ‘Green economy’

Legambiente

Portiamo al Forum le ragioni dell’ambiente, dalla tutela dell’ecosistema marino alle politiche energetiche, le potenzialità  della green economy e dello sviluppo rurale.

Partecipiamo al Forum Sociale Mondiale di Tunisi, dal 26 al 30 marzo, per promuovere un’alleanza ambientalista per un Mediterraneo solidale e sostenibile. Crediamo alla necessità di stabilire e consolidare relazioni di cooperazione tra le ONG dei paesi del bacino del Mediterraneo, una rete che sviluppi una nuova politica ambientalista in un’area che, negli ultimi anni di intensa globalizzazione, ha visto crescere la propria importanza nella geopolitica mondiale. Il Forum sociale mondiale, organizzato per la prima volta quest’anno in un paese del Maghreb, è un’occasione da non perdere per costruire un’azione comune tra i soggetti che animano la società civile delle sponde del Mediterraneo, perché questo diventi un mare di diritti, pace, solidarietà, cultura e rapporti economici più equi e sostenibili. (more…)

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C´è un “cartello verde”, né partito né movimento, che si mobilita in queste elezioni per presentare nei prossimi giorni alle forze politiche un´Agenda ambientalista in 12 punti. È composto da sette fra le principali associazioni ecologiste: WWF, Legambiente, Greenpeace, Fai (Fondo ambiente italiano), Federazione nazionale Pro Natura, Cai (Club alpino italiano) e Touring Club. Un milione di iscritti per un´area d´opinione ben più vasta. E a memoria d´uomo è la prima volta che un tale schieramento riesce a coalizzarsi per promuovere la Ri/Conversione ecologica del Belpaese.

Se qualcuno pensa ancora che si tratti di una questione accessoria o marginale, di retorica paesaggistica o peggio di fondamentalismo verde, si sbaglia di grosso. Qui si parla di ecologia ed economia. Vale a dire di sviluppo sostenibile, compatibile con la difesa dell´ambiente e della salute collettiva. Quindi di investimenti, lavoro, servizi, patrimonio culturale e risorse naturali, mobilità e infrastrutture, turismo e agricoltura. Un programma di governo, insomma, per il futuro del Paese. (more…)

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ObamaSi riaccende l’entusiasmo per l’Obama paladino della green economy.

Clima ed energie pulite in cima all’agenda di Barack Obama: «L’America non può resistere a questa transizione, dobbiamo guidarla». 

E’ stato davvero travolgente il discorso con il quale il presidente Usa Barack Obama ha inaugurato il suo secondo mandato. «Noi, il popolo – ha dichiarato, ponendo l’accento sul sentimento della collettività  - crediamo ancora che i nostri obblighi in quanto gli americani non siano solo per noi stessi, ma per tutti i posteri.  Rispondere alla minaccia del cambiamento climatico, sapendo che il non farlo sarebbe tradire i nostri figli e le generazioni future. Qualcuno può ancora negare la sentenza schiacciante della scienza, ma nessuno può evitare l’impatto devastante degli incendi che infuriano, della siccità paralizzante e delle tempeste più potenti.Il cammino verso le fonti di energia sostenibile sarà lungo e talvolta difficile. Ma l’America non può resistere a questa transizione, dobbiamo guidarla. Non possiamo cedere ad altre nazioni la tecnologia di una nuova energia che crea posti di lavoro e nuove industrie, dobbiamo rivendicare questa promessa. In questo modo manterremo la nostra vitalità economica ed i nostri tesori nazionali: i nostri boschi e cosi d’acqua, i nostri campi coltivati e i picchi innevati. Così preserveremo il nostro pianeta affidato alle nostre cure da Dio. Questo è ciò che darà un senso alla fede dichiarata dai nostri padri». (more…)

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Bene il disegno di legge italiano contro il consumo di suolo, anche se era meglio un decreto.

Il drammatico quadro della perdurante crisi economico e finanziaria spinge i governi verso ulteriori deregolamentazioni in campo ambientale. Tanto per cambiare le problematiche ambientali, più che mai in un momento di crisi, sono ancora una volta considerate come un lusso che non ci si può permettere.

La cultura economica opera ancora in un’ottica culturale  che resta permeata dal mito dell’incremento della crescita materiale e quantitativa e che continua a ignorare la centralità del capitale naturale e la finitezza biofisica delle capacità rigenerative e ricettive dei sistemi naturali della nostra meravigliosa Terra. (more…)

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Il 5 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Quella del 2012 si terrà in Brasile a Rio de Janeiro e come slogan porterà un quesito: “Economia verde: ti include?”.

La manifestazione impone a tutti gli abitanti della Terra una riflessione sul livello di implicazione di ciascuno in questo nuovo settore dell’economia, quanto meno perché, in un contesto di crisi mondiale, potrebbe rappresentare una boccata d’aria fresca.
Il rapporto dell’Ilo (Organizzazione internazionale del Lavoro) e Unep (United Nations Environment Program), pubblicato il 4 giugno, annuncia che nei prossimi vent’anni “La transizione verso la green economy avrà ripercussioni su almeno la metà della manodopera mondiale (1,5 miliardi di persone)”. Un cambiamento che interesserà l’agricoltura, l’industria forestale, la pesca, il settore dell’energia, l’industria manifatturiera ad alta intensità di manodopera, il riciclaggio dei rifiuti, le costruzioni e i trasporti, così che l’economia verde potrebbe portare nei prossimi vent’anni tra i 15 e i 60 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo. Saranno le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo a trarne i maggiori benefici perché, a differenza dei paesi industrializzati, non dovranno riconvertire le proprie infrastrutture. (more…)

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Il mercato ha già scelto: ecco come cambierà la nostra vita.  Il ministro dell´ambiente Clini: “Lavoriamo per le tecnologie eco-efficienti”. 

DURBAN – Tra non paper, i documenti scritti per restare nel vago, e sigle come Mrv (il monitoraggio delle emissioni serra) o Lulucf (l´impatto ambientale della deforestazione) la trattativa sul clima rischia di apparire un dibattito lunare. Eppure alla conferenza Onu di Durban si discute di cose molto concrete: il livello di comfort delle case in cui abitiamo, il modo in cui andiamo a lavorare e i veleni che respiriamo nel tragitto, la presenza di cumuli di rifiuti vicino a casa o la possibilità di riciclarli creando lavoro.
Molto probabilmente il mondo andrà nella direzione indicata dai flussi di investimento privati, che dal 2008 premiano le rinnovabili rispetto ai combustibili fossili, e dalla capacità di pianificazione di Pechino, che nei prossimi 5 anni investirà 250 miliardi di euro nelle tecnologie per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ma un fallimento della conferenza, prodotto dalla resistenza del cartello che fa capo agli Stati Uniti, rallenterebbe la riconversione industriale proprio mentre il caos climatico accelera moltiplicando alluvioni e siccità devastanti. (more…)

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