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Posts contrassegnato dai tag ‘immigrati’

«Una decisione intollerabile che rischia di far cadere il governo». «Una beffa sleale»«Uno sfottò al Parlamento». Fino al fenomenale: «Un atto di razzismo verso gli italiani».

Sul sito del Pdl ci sono addirittura quattro titoli contro la ventilata decisione da parte dell’attuale governo, di non imporre la tassa fino a 200 euro sulla richiesta di permesso di soggiorno. Non parliamo delle dichiarazioni in merito dei leghisti, naturalmente: non mettere il nuovo balzello per Maroni sarebbe una «discriminazione nei confronti dei cittadini padani e italiani, un attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi». (more…)

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C’è un video del quotidiano La Stampa sui fatti di Lampedusa che mostra un rimpatrio collettivo di tunisini dopo la rivolta. Il breve filmato ha due sequenze che restituiscono, con grande pregnanza simbolica, il senso del trattamento riservato a coloro che l’indegno sindaco dell’isola definisce delinquenti. La prima mostra un bus, carico di migranti e diretto verso l’aeroporto: sulle fiancate, due insegne vistose di “Lampedusa accoglienza”. Nella successiva si vede l’imbarco coattivo dei tunisini su un aereo delle Poste italiane: rispediti al mittente come pacchi postali dall’indirizzo inesatto, e non è una metafora.
Soffermiamoci sul primo simbolo. “Lampedusa accoglienza” è un cartello tra “Blu coop” di Agrigento e “Sisifo”, consorzio palermitano di cooperative sociali, entrambi aderenti alla Lega delle Cooperative. La sequenza citata appare doppiamente sarcastica: il cartello “rosso”, cui è stata affidata la gestione del Cpsa (Centro di primo soccorso e accoglienza), di fatto divenuto centro di detenzione, in quel momento è complice di un illegale rimpatrio collettivo. (more…)

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Davanti alla rivolta di Lampedusa e ai successivi incidenti, la prima tentazione è dire che siamo governati da una banda d’incapaci. Solo pochi giorni fa il cosiddetto ministro La Russa si è fatto riprendere davanti al Cie, dicendo che tutto andava bene e che i respingimenti sarebbero continuati regolarmente. Passa una settimana e tutto brucia. In effetti, non si capisce come questo governo, il cui unico interesse è difendere l’impresentabile capo, possa occuparsi della questione dei migranti.
Metterla così, però, è troppo facile. È vero che l’Italia, tra truculenza e impotenza, non è oggi in grado di accogliere i migranti e di dare asilo ai richiedenti o a chi ne ha diritto. Ma è sempre stato così, almeno da più di dieci anni, da quando furono istituiti i Cpt. Le rivolte sono state continue, in Sicilia e altrove. Amato, Pisanu e Maroni non hanno mai saputo far di meglio che promettere la linea dura e stringere accordi con Gheddafi e Ben Alì, come oggi li stipulano con i governanti di Tunisi e i nuovi, apparenti, padroni della Libia. (more…)

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Hanno pochi anni, a volte perfino pochi mesi. Sono venuti dall’Africa sui barconi. Adesso sono rinchiusi a centinaia nel centro di detenzione dell’isola. Dove restano per settimane tra malattie, incidenti e un caldo infernale. L’inviato dell’Espresso è riuscito a entrare in questo carcere di cui nessuno vuole parlare.

Non dorme nessuno stanotte. Il mondo dei grandi è in rivolta. La stanza rimbomba sotto una grandinata di colpi. Omar comunque non sa cosa siano una rivolta e la grandine. E’ un neonato, ha due mesi. Nemmeno suo fratello Hamza, 3 anni, e sua sorella Maha, 7, capiscono da dove arrivi questo rumore spaventoso.

Infatti non grandina. Sull’isola di Lampedusa d’estate non succede mai. Sono i sassi che cadono contro le pareti e il tetto in lamiera. Lanciano pietre ovunque.

Una notte ordinaria nel centro di detenzione per immigrati e rifugiati. Omar, Hamza e Maha sono piccoli carcerati. Da settimane non possono uscire dal recinto di filo spinato e lamiere arroventati dal sole.  (more…)

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CNT Sì ai respingimenti, in Libia e Tunisia.
A giugno firmata una nuova intesa sull’immigrazione tra il governo di Roma e il Consiglio libico.

I diversi leader del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) lo hanno ripetuto fino alla nausea. «Gli accordi firmati tra Italia e Libia saranno onorati». In particolare, quelli stipulati per fermare l’immigrazione clandestina conclusi tra l’Italia e la Libia nel corso degli ultimi anni. L’intesa per i pattugliamenti congiunti siglata da Romani Prodi alla fine del 2007, entrata in vigore di fatto dopo la firma del Trattato di amicizia cooperazione e partenariato firmato da Muammar Gheddafi e Silvio Berlusconi il 30 agosto del 2008 in una Bengasi ben diversa da quella di oggi rimane totalmente in piedi. (more…)

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Osman, nome fittizio, ha tredici anni ed è uno dei centinaia di minori stranieri non accompagnati che vengono «ospitati» nella ex base Loran a Lampedusa o nel Cara di contrada Imbriacola. La sua è una storia emblematica, che abbiamo raccolto tra le tante e che rappresenta, meglio di qualunque ragionamento politico, lo stato delle cose. Osman è di origine eritrea, e la sua famiglia lavorava a Tripoli da quando lui è nato. I genitori non gli hanno mai raccontato come fossero arrivati li, ma da alcuni accenni e ricordi di famiglia, affiora un viaggio pericoloso e difficile, in cui aveva perso la vita suo fratello maggiore. Ora quel viaggio mortale è toccato anche a lui, come una nemesi per non si sa quali colpe. Osman è arrivato in Italia dalla Libia una ventina di giorni fa, imbarcato a forza da qualcuno che voleva liberarsi della sua famiglia e spedirlo, come una «bomba biologica» dall’altra parte della costa. Osman non era solo all’inizio di questa drammatica avventura: aveva vicino il padre, che però è «scomparso» nel viaggio, mentre la madre è stata trattenuta in Libia, chissà dove.  (more…)

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Dopo la votazione avvenuta in Senato la polizia potrà trattenere gli immigrati irregolari sino a diciotto mesi in quei posti infami e senza regole che sono i centri di identificazione per stranieri (Cie). Il ministro Maroni bleffa quando afferma che si tratta di una norma che ha una matrice europea.

La direttiva Ue (che molti in giro per il vecchio continente avevano definito direttiva della vergogna) prevedeva che solo in casi eccezionali la detenzione amministrativa potesse protrarsi sino a un anno e mezzo, un tempo enorme di imprigionamento per una persona non colpevole di alcun crimine. Il governo ha fatto diventare regola quella che nella disposizione europea era palesemente una eccezione  e che era affiancata da misure per favorire il rimpatrio volontario degli immigrati nelle loro terre di origine. (more…)

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