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Posts contrassegnato dai tag ‘l’amaca’

Il reclutamento di Ferrara e (forse) Sgarbi nei palinsesti Rai è una buona notizia, perché aggiunge due voci non banali all’ offerta televisiva. Chi non li sopporta (e sono in tanti) potrà rimediare con l’ arma finale di ogni teleutente: cambiando canale. Ma la buona notizia è fortemente condizionata dalle altre scelte della televisione pubblica. Se ai due nuovi ingressi dovessero corrispondere, come è nell’ aria, epurazioni e soppressioni di programmi considerati «di sinistra», Ferrara e Sgarbi si troverebbero in una detestabile condizione: quella di rimpiazzi filogovernativi che vanno a maramaldeggiare su un campo di battaglia coperto dai cadaveri dei vinti. (more…)

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Si farebbe a meno degli umori leggeri, di fronte a tragedie come quella libica. Ma inevitabilmente,e non certo per colpa nostra, la parabola catastrofica del colonnello Gheddafi scatena, nei peggiori bar delle nostre città, fantasie mezzo satiriche mezzo politico-diplomatiche sul suo destino, se ad Arcore (dividendo la cameretta con l’amico Putin) o ad Antigua, se da solo sul Mig o con un cargo di amazzoni al seguito.E quale uniforme, in caso di fuga, sceglierà nel suo guardaroba, quella ieratica (la sola elegante) da capo beduino o quella da generale pazzo mutuata dalle peggiori tradizioni dell’occidente colonizzatore? O tutte e due, per segnalare il disastro bicefalo prodotto dal colonialismo militare e dall’arcaismo tribale? E soprattutto: che cosa staranno pensando, in queste ore, le miss reclutate a mazzi per ascoltare le lezioni coraniche di un tizio che fa bombardare il suo popolo? (more…)

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Ben più delle bottiglie vuote lanciate contro la polizia “per difendersi dalle cariche”, pesa sugli incidenti di Arcore la bottiglia (piena di spumante) inalberata in segno di giubilo da un ragazzo dopo la scarcerazione dei suoi due compagni (la foto è apparsa su quasi tutti i quotidiani italiani). Un festeggiamento privato, stentoreo e fuori luogo, che cozza contro la pubblica malinconia per una manifestazione, l’ ennesima, salita alla ribalta non per le sue intenzioni, ma per il suo esito brutale, con pochi che si menano, molti che assistono e maledicono, espropriati delle loro ragioni da piccoli manipoli bellicosi. (L’ estremismo è prima di tutto una forma di privatizzazione della politica). Bene che i due ragazzi siano fuori, le galere sono già sovraffollate. (more…)

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Nella sarabanda di vado, vengo, torno, rimango dei vari deputati nei vari gruppi parlamentari si cerca invano un bandolo politico, qualcosa che rimandi alla famosa “battaglia delle idee” . Nel nome della quale ci si è scannati per secoli, allegando però a quelle pratiche cruente il non piccolo codicillo di sapere perché, per cosa ci si scannava. Ora le porte sbattono, e gli insulti volano, all’ insegna di un minuto e misterioso narcisismo, illeggibile se non dai diretti protagonisti. Detto “io” si crede di avere detto tutto, come se quell’ io bastasse, da sé, a motivare lo strappo, il tradimento, il pentimento. (more…)

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Dunque. La Camera dei deputati del vostro e mio Paese ha votato, a maggioranza, a favore della seguente tesi: Silvio Berlusconi telefonò alla Questura di Milano perché effettivamente convinto che la minorenne marocchina ivi trattenuta fosse la nipote di Mubarak, e di conseguenza era “preoccupato di tutelare le relazioni internazionali” (sono le parole testuali dell´onorevole Maurizio Paniz, del Pdl).
Le ipotesi interpretative, secondo logica, sono due e due soltanto. Prima ipotesi: 315 deputati della Repubblica hanno avallato con il loro voto questa ricostruzione perché convinti che sia vera. Ne consegue che considerano il (loro) presidente del Consiglio uno scemo totale, così sprovvisto di discernimento da poter credere che una delle signorine prezzolate conosciute a Arcore fosse la nipote di un capo di Stato, e avendolo saputo, per giunta, di averla ugualmente scritturata per i suoi festini. (more…)

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Federalismo. .. federalismo. .. federalismo. … federalismo. ..

Una litania che ci accompagna da una vita. Credo sia la parola più pronunciata in questo paese negli ultimi vent’anni.

Così familiare che, pur udendola ogni dieci-quindici minuti, non ci disturba più, come capita a chi abita vicino a una stazione quando passa il treno. I partiti italiani si dividono, sul federalismo, tra molto favorevoli, abbastanza favorevoli, piuttosto favorevoli. Non uno che si sia mai alzato in piedi per dire: a me il federalismo fa decisamente schifo, non lo voglio, lo detesto, sono contro, piuttosto che votarlo mi impicco. (more…)

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Non sono animalista (amoe frequento gli animali,e nonè la stessa cosa). Ma ho trovato intollerabile e quasi incredibile, per la stupidità e il cinismo, la notizia dei cento husky ammazzati in Canada perché “inutili”. Erano operai in esubero: usati come cani da slitta durante le Olimpiadi, a causa del calo di turisti non facevano più profitto. Divenuti solo bocche da sfamare, le due società che li gestivano ne hanno ordinato la soppressione: a fucilate e a coltellate.

Il rapporto tra l’uomo e le altre bestie è sempre stato speculativo.

Bestie da soma, bestie da traino, bestie da lavoro, bestie da cibo. Così è la vita: feroce. Ma accanto al carnaio degli allevamenti intensivi, alla vivisezione, alle mattanze per fare pellicce, si è sviluppato nei secoli, tra uomini e bestie, una sorta di spirito comunitario – non sempre e non solo di convenienza – che ha radici nella comune appartenenza alla natura. Uomini e bestie sono consustanziali, fatti della stessa vita. (more…)

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Una discoteca di Rimini ha ingaggiato la signorina Karima El Marough (e basta chiamarla Ruby!) per una serata a pagamento. Poco pubblico, la metà del quale accorso per fischiare la signorina. Al termine della serata i responsabili della discoteca, molto seccati dall’esito tumultuoso e poco proficuo della loro ideona, si sono detti “dalla parte dei manifestanti”. Una sola domanda: e allora, perché l’hanno invitata? Erano sotto ipnosi? Qualcuno li ha costretti? Motivi religiosi? Possibile che non ci sia uno che è uno, in questo paese di leggeri, di mai colpevoli, di lagnosi, che si prende la responsabilità dei propri atti? E ha il coraggio di rivendicarli indipendentemente dagli applausi e dai fischi? Siete voi che l’avete invitata. (more…)

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Si leggono corsivi irridenti, e puntuti elzeviri, sull’incoerenza degli attuali “moralisti di sinistra” che però da ragazzi, nei Sessanta e Settanta, predicavano il libero amore. L’argomento è di impressionante debolezza, e sconfina nella malafede ove si ometta di dire che il “libero amore”, nella sua ingenuità panica, era gratuito. Nonché sottratto – almeno nei suoi presupposti teorici – alle varie Morali, tra le quali la vecchia morale di classe (se sei povera, ama il ricco) oggi molto in auge tra le inquiline dell’Olgettina. (more…)

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Adesso gli è venuto il ticchio di telefonare a tutte o quasi le trasmissioni tivù, gridando che lui qui e lui lì, che è una vergogna, che è ora di finirla. Non fosse il presidente del Consiglio, lo si liquiderebbe come un cafone seriale o come un maniaco grave. Ma essendo il presidente del Consiglio, ogni normale tentativo di diagnosi non basta a definire l’anormale contagio nel quale viviamo, sentendoci, di fatto, parte di quella malattia. Non siamo più – da tempo – dei sani che si occupano di un malato. Siamo parte di quella malattia, in quanto suoi elettorio in quanto suoi incapaci oppositori, in quanto conduttori televisivi e in quanto pubblico, in quanto sessanta milioni di italiani inchiodati allo spettacolo folle (sì: folle) di un singolo individuo che monopolizza i pensieri, i progetti, le angosce di un paese intero. (more…)

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