Feeds:
Articoli
Commenti

Posts contrassegnato dai tag ‘lega nord’

Il tentativo (molto ostentato, e in favore di telecamera) del capogruppo leghista a Milano di stringere la mano al ministro Kyenge aveva forse l’intenzione di un gesto spiritoso? Per fare ridere gli amici? È la spiegazione meno illogica, perché dal giorno della sua elezione la Lega ha riservato al ministro solo dichiarazioni di ostilità e di scherno, in perfetta coerenza con il Bossi delle origini (quello che ancora non investiva in Tanzania) che definì “Bingo Bongo” gli africani in uno dei suoi memorabili comizi a dito medio teso.
Peggio sarebbe se il capogruppo avesse inteso, in qualche maniera, rimediare a quella caterva di insulti. Sarebbe il classico sforzo non richiesto. (more…)

Read Full Post »

berlusconi_giunta_pp

Raffaele Volpi in pole position per il ruolo. Da lì passano le richieste dei pm. Salvo spaccature nel Pd il fedelissimo di Calderoli dovrebbe farcela. Ma dalla quarta votazione potrebbe spuntarla il M5S.

Lotteranno fino alla fine, come si conviene quando c’è di mezzo un pezzo di legalità da difendere, ma la partita appare persa. La giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato – organismo particolarmente delicato in questa legislatura perché da lì passeranno le prossime richieste dei magistrati per i futuri tasselli dei processi che riguardano non solo Silvio Berlusconi, ma anche Denis Verdini e molti altri indagati/imputati illustri a Palazzo Madama come Roberto Formigoni – potrebbe avere un presidente leghista. (more…)

Read Full Post »

BorghezioChe la Lega voglia ritrovare un elettorato perduto lo hanno capito anche gli ultrà di Pontida. Quale sia la strada è più difficoltoso visto che non funziona più ritornare alla criminalizzazione degli immigrati, alla crociata razzista che fu una delle prime battaglie di un allora giovane Umberto Bossi. Ieri, quando Mario Borghezio si è presentato nel quartiere Niguarda, a Milano, dove un clandestino ha ucciso a colpi di piccone una persona e ha tentato di ucciderne altre cinque, è stato rispedito a casa a colpi di fischi, contestazioni. La gente, seppur sconvolta da quanto accaduto, non vuole aggiungere al lutto la violenza verbale di Borghezio. Che dopo il suo show sui clandestini, si è messo ad apostrofare i contestatori come “sporchi comunisti”.

IL PROBLEMA, dice la gente che quel quartiere, al contrario di Borghezio, lo vive, c’è, ma non per questo bisogna criminalizzare gli stranieri: “Abbiamo la necessità di non essere dimenticati, non vogliamo grida elettorali, non siamo dell’umore per ascoltarle, non sono la soluzione a niente, se non ad aggiungere violenza”. (more…)

Read Full Post »

È IN Italia dal 2011, in attesa di risposta alla domanda di asilo. Vive – diciamo così – nelle smagliature di una rete giudiziaria e poliziesca che non è in grado (anche per i costi molto elevati) di espellere chi non ha diritto, ma neppure di legalizzare chi lo avrebbe.
Nella rudimentale dialettica della politica italiana, niente è più prevedibile del riflesso pavloviano che l’evento scatena. Passano poche ore e la responsabilità di quel sangue viene scaricata addosso al ministro per l’integrazione del governo Letta, l’afroitaliana Cécile Kyenge: «Quei clandestini che il ministro dice di voler regolarizzare ammazzano la gente a picconate», dice il capo dei leghisti milanesi Matteo Salvini. Proprio così, dice. “Quei clandestini”, proprio quelli “che il ministro dice”, ammazzano la gente a picconate. (more…)

Read Full Post »

Kyenge

“Sono razzista, non l’ho mai negato. Il ministro Kyenge deve stare a casa sua, in Congo. Ve la tenete voi, il ministro italiano di colore. Dovrebbe tornare in Congo. Non me ne frega niente se fa il medico, il Congo ha bisogno di medici. Torni lì a farlo (..) Kyenge dovrebbe dirci come è arrivata in Italia. Ce lo spieghi la signora. Per conto mio c’è stato il solito gioco della Caritas. (..) Sarà entrata illegalmente, per quello che mi riguarda. Non mi sento rappresentato da questo ministro che dopo due giorni va a trovare i delinquenti congolesi e non le vittime (..) e non so come sia arrivata in Italia (..) Non mi farei curare da un medico come lei, sono razzista, non l’ho mai negato, stronzi. E’ un’estranea a casa mia e io dagli estranei non mi faccio curare (..) Chi lo ha detto che è italiana? solo perchè hanno fatto le foto insieme al Presidente della Repubblica e al capo del governo? La sua nomina è una grandissima stronzata”.

Erminio Boso, ex senatore e deputato della Lega Nord, da La Zanzara su Radio 24 dove trovate anche l’audio). (more…)

Read Full Post »

La scissioneNon ci penso neanche”. Umberto Bossi smentisce non solo la nascita ma persino la volontà di dare vita a una nuova Lega Nord, un contenitore politico che ospiti i tanti cacciati dalle scope di Roberto Maroni e i militanti di fedele ortodossia bossiana che non si riconoscono nel nuovo corso pdlizzato del Carroccio maronita. Eppure non solo gli atti sono pronti da tempo, come già scritto la settimana scorsa da Il Fatto, ma sono stati anche firmati e depositati da un notaio a Varese, lo stesso di fiducia a cui la famiglia Bossi si rivolse anche per la compravendita della cascina agricola dei figli Roberto e Renzo. L’ex senatore Giuseppe Leoni prima e lo stesso Bossi hanno però smentito. Il motivo lo spiega un altro fedelissimo del Senatùr, cacciato dal movimento, ed ex consigliere del Capo nella gestione economica di via Bellerio. E il problema è uno: i soldi. “Il percorso è avviato da tempo – confida – ma prima di presentarlo ufficialmente dobbiamo avere la certezza di una cassa per partire”. Come? “Umberto non a caso a Pontida e dopo ha ricordato che la Lega è arrivata qui mica grazie a chi la guida ora ma all’opera sua e di altri. (more…)

Read Full Post »

Bossi-MaroniOggi il tradizionale raduno sulla spianata bergamasca.

I bossiani sono pronti a tentare proprio oggi un attacco al segretario
Il Governatore: “Tutte le forze devono unirsi. Chi ha idee diverse, si accomodi pure”.

Il meteo promette debole pioggia, sul “sacro” pratone di Pontida dove oggi la Lega, dopo lo stop dello scorso anno, torna a celebrare il suo raduno più importante: quello dell´identità. Ma le nuvole minacciose sono niente rispetto a quel che bolle in pentola, nel movimento che da nove mesi ha cambiato leader e pelle. È la prima Pontida di Maroni segretario, è stato lui a volere che l´edizione del 2013 cadesse il 7 aprile, lo stesso giorno dello storico giuramento contro il Barbarossa, nel 1167. Ma c´è anche Bossi, sul palco: il Bossi che i suoi seguaci sconfitti – quelli già cacciati e quelli in odore di espulsione – vorrebbero si mettesse a capo dell´opposizione interna, senza escludere stavolta addirittura una scissione. (more…)

Read Full Post »

Roberto-CalderoliCalderoli: la Lega potrebbe uscire quando si vota.

Il prossimo presidente della Repubblica deve essere un garante, una persona moderata, non più di sinistra.

ROMA – Per il leghista Roberto Calderoli un governo Bersani può nascere, ma a determinate condizioni. La prima è che ci sia un accordo con il Carroccio e con Berlusconi sull´elezione del prossimo presidente della Repubblica. «Che deve essere terzo, non di sinistra». E poi basta a chi vuole escludere il Cavaliere dal Parlamento proclamandone l´ineleggibilità.
Senatore, come vi ponete rispetto all´incarico a Bersani?
«La decisione del presidente Napolitano è stata ineccepibile e da parte nostra non c´è alcuna pregiudiziale sulla sua persona. Ma due cose devono essere chiare. Primo: la Lega non prende alcuna decisione in disaccordo con il Pdl. Secondo: non c´è nessun margine per un governo Pd-Lega-Monti». (more…)

Read Full Post »

Belpaese

Read Full Post »

AL PARTITO DI MARONI NON CONVIENE TORNARE ALLE URNE E VUOLE TRATTARE SUL QUIRINALE.

Qui c’è un governo forte e stabile, abbiamo bisogno di un governo forte e stabile anche a Roma”. La Lega ne ha disperato bisogno. E Roberto Maroni non ne fa mistero. Tornare alle urne significherebbe allontanarsi dalla Regione Lombardia e partire per una campagna elettorale potenzialmente disastrosa.

Ma un governo lo vuole anche Pier Luigi Bersani, che ormai da giorni sta mandando segnali e pontieri verso il Carroccio per capire se esiste un margine di trattativa. Del resto i conti sono presto fatti: Pd-Sel-autonomie hanno 123 senatori, Scelta civica 19 (con Mario Monti 20) e la Lega 17. Totale 160. Due più della maggioranza degli eletti, esattamente il numero di consensi richiesti dal Capo dello Stato per ottenere un mandato pieno. Bersani ha riguardato quei conti molte volte, è fiducioso: “Sono pochi quelli che vogliono veramente andare a votare. La Lega, per esempio, ha bisogno di tempo”. Certo, un governo con il Carroccio non lo entusiasma, ma è meglio di un governissimo con il Pdl, e comunque deve cedere su qualche fronte. Inoltre il partito di Maroni potrebbe dare solo il via all’operazione votando la fiducia e in seguito un appoggio esterno su temi specifici. Così come Bersani spera che a quel punto possano fare i 5 stelle.  (more…)

Read Full Post »

Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 589 follower