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Senato della Repubblica

E quindi, a differenza di Pd e Movimento 5 Stelle, i senatori di Lega e Pdl hanno preferito dedicarsi ad altro.

Da nonleggerlo.blogspot.it

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I numeri dell'inciucio

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Bossi-MaroniNon ho fatto la Lega per romperla”. Umberto Bossi tenta di calmare gli animi e decide la tregua armata di Pontida. Il partito se ne va apparentemente unito. Scissione solo rimandata. Salendo sul palco il vecchio Capo ha visto due gruppetti di leghisti insultarsi e spintonarsi. Volano fischi, tanti insulti e qualche schiaffo. Da una parte quelli con le bandiere Bossi e le maschere di Maroni col naso da Pinocchio, dall’altra i Barbari Sognanti. Così cerca la sintesi tra le due fazioni e la trova. Le proteste “hanno colpito nel segno, c’è una crisi democratica nella Lega”. Invita all’unità. “Le mani usatele per stringerle tra di voi, siamo tutti fratelli qui”. Poi guarda al movimento. “È arrivato il momento di fare i congressi”, in Veneto. E ammonisce: “Chi dice che nella Lega tutto va bene esagera, si sbaglia e soprattutto questi qui sono dei leccaculo”. E “sbaglia anche Maroni a fregarsene di Roma, dobbiamo battagliare ovunque mica solo in Lombardia”.  (more…)

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BerlusconiBERLUSCONI PROVA L’ACCORDO CON IL PROF PER TORNARE PROTAGONISTA SU GOVERNO E QUIRINALE MARONI PRONTO A TUTTO PER SCONGIURARE LE URNE.

Un blitz. Per conquistare la presidenza del Senato al ballottaggio con i voti non solo della Lega, ma anche quelli di Monti. Incoronando Pietro Ichino oppure di nuovo Renato Schifani, ma probabilmente più il primo che il secondo, destinato a quanto pare a diventare capogruppo Pdl. È questo il progetto del Popolo della libertà, intenzionato a sfruttare a proprio vantaggio lo stallo in cui sta navigando il Pd che, soprattutto al Senato, difficilmente si tradurrà in un accordo di maggioranza per eleggere un candidato condiviso. Anche dai grillini.

PER STUDIARE come raggiungere tecnicamente l’obiettivo, ieri è entrato in campo Roberto Calderoli dopo aver ricevuto da Roberto Maroni un’indicazione precisa: qualsiasi compromesso dovrà essere considerato utile pur di non tornare rapidamente al voto. E se questo vorrà dire dover appoggiare anche un governo Pd, nessuno se ne dovrà fare un problema, casomai i mal di pancia potranno averlo al Nazareno, non certo in via Bellerio. (more…)

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Il nuovo Parlamento.Da La Repubblica del 26/02/2013.

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“Lunedì in Consiglio dei ministri il governo farà il decreto”. È Carlo Vizzini, relatore dimissionario del ddl sulle riforme costituzionali ad annunciarlo in Commissione. Sta parlando dello sbandierato dimezzamento della rata dei rimborsi ai partiti per il 2012 – ben 180 milioni di euro e rotti complessivi – con la conseguente destinazione dei soldi risparmiati – 91 milioni di euro – ai terremotati dell’Emilia. Vizzini annuncia che ad annunciarglielo è stato il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi. Strana soluzione: che c’entra la Funzione pubblica con i partiti? Peraltro, tra tutti i Cdm possibili, quello di lunedì promette di essere tra i più movimentati, visto che dovrà “fronteggiare” i risultati del vertice europeo. Solo l’ultima barzelletta (e l’ennesimo rimando) di una storia che più si va avanti più diventa surreale: approvare in via definitiva il ddl che taglia il finanziamento, dopo il sì di Montecitorio, sarebbe dovuto toccare al Senato. Ma la cosa è andata per le lunghe, tanto che è stato lanciato l’allarme: mancano i tempi tecnici per riuscire ad approvare il testo in tempo da bloccare la legge. Scadono all’inizio di luglio, tuonano i Radicali. (more…)

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Comunque vada sarà un successo. Domani, 20 giugno 2012, il Senato voterà per l’arresto di Lusi, tesoriere della Margherita, il “mariuolo” della seconda Repubblica (quello della prima fu Chiesa che trascinò il PSI nel baratro). “Essere o non essere, questo è il dilemma per Bersani. Se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi di un oltraggioso processo, o negare l’arresto contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre forse fine al pdmenoelle.” Analizziamo pacatamente, serenamente, le due ipotesi sul tavolo.
Prima ipotesi. Il Senato autorizza. Lusi viene arrestato e parla, e porta prove a sostegno (e ha detto che lo farà), mezzo pdmenoelle potrebbe essere trascinato sul banco degli imputati. Una riedizione di Tangentopoli con nuovi Forlani con la bavetta. Tutti i percettori dei contributi elettorali dispensati da Lusi a ummaumma dovrebbero trasferirsi all’estero e abbandonare i tanto amati talk show con conduttore a seguito. Previsione elettorale: pdmenoelle sotto il 15%, destinato alla fine della Lega. (more…)

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“.. anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti”.

La canzone di maggio di De Andrè recitava più o meno così.
Dobbiamo pensare questo dopo l’ennesima occasione sprecata dal parlamento di dare un segnale al paese.
L’ennesimo accordo PDL, Lega con UDC e qualcuno del PD salva dall’arresto il senatore De Gregorio.
Che, dopo aver festeggiato alla bouvette, si difende dicendo che tanto è la sua ultima legislatura.

Tutto questo dopo le nomine di personalità con competenze riconosciute e indipendenti dalla politica all’AGCOM e all’authority sulla Privacy: un medico dermatologo alla privacy, un professore di telecomunicazioni vicino a D’Alema, un manager di Publitalia chiamato a vigilare sulle televisioni…

Tutto questo dopo le promesse non mantenute sulla riforma della legge elettorale (e il referendum affossato).
Le promesse di una riforma sui finanziamenti ai partiti.
Dopo la parata del 2 giugno che si poteva evitare.
Ora l’ennesimo parlamentare salvato con votazione segreta in Senato.

Nello stesso giorno in cui il presidente della Lombardia viene salvato dalla Lega(non si sa mai che poi il PDL faccia lo sgambetto in Veneto e Piemonte) e il governo va sotto sulla spending review su una proposta del gruppo Coesione nazionale, che in realtà è contro la costituzione, dunque non andrà in porto.

Almeno avessero il buon gusto di non nascondersi dietro le frasi di circostanza o la fumosa questione dell’antipolitica.
Putroppo questi partiti, rappresentanto solo se stessi.

Da unoenessuno.blogspot.it

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