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Libero (more…)

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Sebbene Sallusti ce la metta tutta per farmene pentire, non rinnego l’articolo che ho scritto l’altro giorno sul suo caso. Continuo a pensare che, per risolverlo senza ledere i principi di legalità e di uguaglianza, sarebbe bastato poco: che Sallusti si scusasse col giudice Cocilovo per le infamie scritte su Libero da Renato Farina col comico pseudonimo “Dreyfus” e risarcisse il danno, in cambio del ritiro della querela che avrebbe estinto il processo prima della Cassazione. Poi il Parlamento, visto che i partiti a parole sono tutti d’accordo, avrebbe potuto finalmente riformare la diffamazione a mezzo stampa. Cocilovo s’è detto disponibile, annunciando che avrebbe destinato il risarcimento a una onlus. Ma Sallusti s’è rifiutato di scusarsi e di risarcire, anzi è andato a Porta a Porta a rivendicare l’articolo diffamatorio come libera “opinione” e negando di aver commesso reati. A quel punto la Cassazione, che può annullare le sentenze solo per vizi giuridici o per difetti di motivazione, s’è limitata ad applicare la legge esistente: non ravvisando vizi né difetti nel verdetto d’appello, l’ha confermato. Così è stato Sallusti a condannare a 14 mesi di carcere Sallusti, evidentemente per far esplodere il caso. (more…)

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Il Ministro Elsa Fornero si è commossa per finta.

Da nonleggerlo.blogspot.com

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Prima o poi doveva succedere. Ecco a voi Libero di oggi. Davvero.

Silvio come Amanda

“I Pm mi perseguitano”

Berlusconi scatenato: “Amanda sono io”.

Da nonleggerlo.blogspot.com.

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È venuto il momento di confessare l’irrefrenabile invidia che proviamo nei confronti di Maurizio Belpietro. Se fossimo incappati in due infortuni professionali – chiamiamoli così – come quelli che l’hanno investito tra capo e mento a distanza ravvicinata, cioè il falso attentato a se medesimo e il falso attentato a Fini, saremmo finiti kappaò. Poi ci saremmo scelti un eremo trappista ben nascosto in Aspromonte e avremmo fatto perdere le nostre tracce per una decina d’anni, nella speranza di essere dimenticati. Lui invece è sempre lì in prima linea, mento volitivo, pancia in dentro e petto in fuori, a dare lezioni di giornalismo.  (more…)

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A furia di insistere, gli sconvolgenti scoop del Giornale e di Libero, uniti alle manifestazioni di Mutanda Ferrara e Crudelia Santanchè, sortiscono i primi effetti: secondo un sondaggio di Ilvo Diamanti per Repubblica, il 59% degli italiani è convinto che B. è colpevole, il 20 che è innocente e il restante 20 non sa. Ma gli sforzi dei signorini grandi firme convinceranno presto anche gli incerti. Un mese fa Belpietro rivelò che una escort era pronta a dimostrare di aver fatto sesso a pagamento con Fini; e che un supertestimone era pronto a giurare che ad Andria si stava organizzando un falso attentato a Fini per incolparne il solito B. Ora la escort è stata incriminata per essersi inventata tutto e il supertestimone ha confessato di essersi inventato tutto. Perché si fossero rivolti proprio a Belpietro, detto anche Bufala Bill dopo la storia tragicomica del presunto attentato sventato dal suo caposcorta, è inutile spiegarlo: si sa che a Libero non si butta via niente. Per non essere da meno, ieri il Giornale ha piazzato altri due colpi da maestro. (more…)

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Bastano le prime due righe, ma anche il resto dell’Amaca di ieri è strepitoso.

pazzoperrepubblica

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Il centrodestra locale interdetto di fronte alla notizia del finto attentato a Fini, durante una visita del presidente della Camera mai annunciata.

“Più che un fatto serio mi sembra la stravaganza di un mitomane”. Non usa mezzi termini l’europarlamentare di Bisceglie del Pdl Sergio Silvestris nel commentare la notizia, riportata nell’editoriale del direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, secondo la quale qualcuno avrebbe dovuto preparare un attentato al presidente della Camera Gianfranco Fini durante una sua visita ad Andria nella prossima primavera. Il popolo della libertà fa quadrato intorno al leader Berlusconi chiamato in causa nel pezzo perché secondo quanto riportato nell’articolo chi vorrebbe colpire Fini “si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200mila euro”. E il prezzo, riporta Libero, comprenderebbe “il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l’organizzazione dell’agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio”. Silvestris dice che “non è possibile accettare che la dialettica politica, pur segnata da asprezze e contraddizioni, sfoci in atti criminali”. Non solo: “non è neanche accettabile”, conclude, “che tali atti siano organizzati per addebitare ad altri delle responsabilità”. (more…)

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