È l’ennesimo riconoscimento per uno scrittore italiano, ormai di fama internazionale che riceve premi in tutto il mondo, e ora anche uno ufficiale della politica a livello europeo, grazie al “Libro europeo 2010” per il suo “La bellezza e l’Inferno”, una raccolta di articoli scritti nel periodo compreso fra il 2004 e il 2009 in pieno turbine pre e post pubblicazione di “Gomorra“, premiato come miglior saggio 2010.
È stato proprio il Parlamento Europeo a consegnare nei giorni scorsi un premio allo scrittore partenopeo, che si è detto fiero per la decisione del Parlamento Europeo, “è un conforto per la sofferenza che provo per le critiche ricevute in Italia, anche da alte cariche dello Stato, che mi accusano di infamare il mio Paese parlando di criminalità organizzata. Al contrario, raccontare il male vuol dire affrontarlo, non diffonderlo”.
Un riconoscimento che arriva in un anno denso di critiche per lo scrittore, accusato in patria di aver infamato il suo paese e di averlo fatto parlando troppo del male e la criminialità. Un’accusa che Saviano rispedisce al mittente poichè “raccontare il male vuol dire affrontarlo, non diffonderlo”, mentre la magia di uno scrittore è quella di riuscire attraverso le parole e la letteratura a rendere una storia patrimonio di tutti.
“La criminalità ha paura di chi legge e non di chi scrive” ha infatti dichiarato ancora il giovane autore, che durante la cerimonia di premiazione ha catturato l’attenzione dei presenti in sala ricordando che la criminalità non è un fenomeno solo del Sud Italia, poiché i soldi della criminalità fanno girare molte economie.
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