La risposta violenta della polizia nasconde l’impotenza del governo nel gestire la crisi.
Teste spaccate, manganelli, lacrimogeni, fermi, arresti. Gli studenti scendono in piazza ed è subito guerra. È successo in decine di città, a inaugurare il nuovo anno di una scuola immiserita dai tagli e dalla povertà culturale, a gridare la propria paura per come le cose stanno andando. Un futuro da precari. Nessuna garanzia. Nessun peso sociale. Il bell’esempio dell’adulta e maschia classe dirigente del Paese che implode, si avvita sulla sua avidità, sprofonda nel fango. La preoccupazione per le famiglie, a carico delle quali vivranno nei prossimi dieci anni (se bastano), minacciate dalla crisi economica. (more…)
















