Feeds:
Articoli
Commenti

Posts contrassegnato dai tag ‘Luca Ricolfi’

Mi è capitato, nei giorni scorsi, di prender parte a un dibattito televisivo sulle elezioni e di ascoltare una puntata di un talk show politico, sempre con esponenti del Pd. Poi, ieri, ho letto attentamente gli 8 punti programmatici con cui Bersani pensa di candidarsi a guidare un governo appoggiato da Grillo. Ebbene, lo dico subito, io sono sconcertato.

Sono sconcertato perché, più li leggi e li ascolti, più ti accorgi che nei dirigenti del Pd nulla, ma proprio nulla è cambiato dopo il voto. Non sono cambiati gli slogan, non sono cambiati i programmi, non sono cambiati gli atteggiamenti. Non sono cambiati i rituali, non sono cambiati i ragionamenti, non è cambiato il linguaggio. Non c’è nessuna idea veramente nuova. Solo tanta supponenza, e una completa incapacità di capire come si viene percepiti dagli altri. Questi dirigenti dimostrano, con il loro modo di parlare e di atteggiarsi, di non avere la minima idea di come la gente li vede. Se potessero entrare anche solo per qualche minuto nei nostri cervelli avrebbero uno shock: scoprirebbero che non solo non li apprezziamo, non solo li troviamo irritanti, ma siamo semplicemente increduli.    (more…)

Read Full Post »

Non ci potevo credere. Berlusconi promette – se tornerà al potere – di abolire l’Imu, l’odiata tassa sulla casa. Si possono obiettare tante cose: che l’imposta sulla casa è la principale fonte di finanziamento dei Comuni; che dare ai Comuni solo il gettito delle seconde case è un assurdo anti-federalista; che l’Imu così com’è l’ha votata anche il Pdl.
Questa uscita di Berlusconi conferma che il Pdl non ha una strategia credibile sulle tasse, ma solo un disperato bisogno di recuperare voti. In un momento come questo, in cui il dramma delle famiglie è la distruzione quotidiana di posti di lavoro, un partito serio metterebbe al primo posto il ritorno alla crescita, unica strada per ridurre il debito pubblico e aumentare l’occupazione. (more…)

Read Full Post »

Credo che la maggior parte dei cittadini non abbia ancora capito. Per non parlare dei politici, dei sindacalisti, dei rappresentanti di associazioni e gruppi. A giudicare dalla spensieratezza con cui si va in vacanza, si segue il calcio mercato, si discetta di sistemi elettorali, ci si infervora sui matrimoni gay e sulle dimissioni della Minetti, si direbbe che siano davvero pochi gli italiani che si rendono conto di quanto è drammatico questo momento.

E allora proviamo a riassumere. Nessuno sa quanto è probabile che l’euro crolli, o che lo Stato italiano fallisca e ci trascini tutti nel baratro. Però questa eventualità, che era decisamente remota fino a qualche tempo fa, ora non è più trascurabile. Può succedere. Speriamo di no, ma può succedere. Questa settimana, o fra un mese, o fra un anno. (more…)

Read Full Post »

Oggi il Consiglio dei ministri si riunisce per affrontare il problema dei tagli alla spesa pubblica. Vedremo che cosa ne verrà fuori. E speriamo che il risultato non siano solo annunci, ulteriori «fasi di studio», impegni futuri, «tavoli tecnici» e approfondimenti vari. Perché una cosa va detta: di «enti inutili», «spending review», sprechi della Pubblica Amministrazione, si parla da decenni, almeno dai tempi di Ugo La Malfa, e di studi settoriali sull’efficienza della macchina amministrativa pubblica se ne contano ormai a bizzeffe.
E il quadro generale è piuttosto chiaro. La spesa pubblica totale, al netto delle pensioni e degli interessi sul debito, ammonta a circa 500 miliardi di euro. (more…)

Read Full Post »

Ogni tanto se ne riparla. La settimana scorsa, poi, è stato un profluvio: quasi simultaneamente, Corte dei Conti, Banca d’Italia, Garante per la privacy l’hanno ripetuto: in Italia le tasse sono troppo alte, mentre le garanzie a tutela del cittadino onesto sono insufficienti, nonché in preoccupante declino.
Poi però, come è appena successo nei giorni scorsi, il tema rientra e si torna a dibattere delle solite cose, rimandando al futuro ogni intervento di riduzione delle aliquote. (more…)

Read Full Post »

Disoccupazione giovanile, articolo 18. Prima di discuterne, forse bisogna ricordare alcune verità.
La prima è che i giovani disoccupati non sono affatto 1 su 3, come da mesi si sente ripetere senza tregua, ma 1 su 14. Per l’esattezza: non il 33%, bensì il 7,1% della popolazione nella fascia dai 15 ai 24 anni. Più o meno quanti erano nel 2006-2007 quando l’economia cresceva, molti di meno che negli Anni Novanta e nei primi Anni Duemila. In Spagna, i giovani disoccupati sono circa il triplo che da noi (20%), nel Regno Unito il doppio (14%), in Grecia e Portogallo sono il 12%, in Svezia e Danimarca il 10%, in Francia, Finlandia e Belgio l’8%.
Fra i Paesi con cui di solito ci compariamo, solo la Germania sta meglio di noi, con il suo 4,8% di giovani disoccupati. (more…)

Read Full Post »

Berlusconi potrebbe lasciare, travolto dal precipitare degli eventi. Questa eventualità appare sempre più verosimile, ma nessuno può – al momento – prevedere quali sarebbero le reazioni dei mercati. Può darsi prevalga il sollievo per la rimozione di un ostacolo alle riforme, come può darsi prevalga il timore per la paralisi decisionale che – inevitabilmente – accompagnerà i rituali di una crisi di governo. (more…)

Read Full Post »

C’è un fatto nuovo, e a suo modo positivo, nel quadro politico degli ultimi giorni: la lettera di Berlusconi all’Europa. Non perché quella lettera, tanto prodiga di buone intenzioni quanto avara di impegni precisi, rappresenti una garanzia per il futuro dell’Italia. Ma per la ragione opposta, e cioè che – benché quella lettera sia rimasta piuttosto sul vago – è stata sufficiente a dissolvere il bluff su cui si è retta la politica italiana negli ultimi 90 giorni.
Quale bluff? (more…)

Read Full Post »

Giusto una settimana fa avevo provato, con un articolo, a sollevare qualche interrogativo sulla crociata anti-evasione in corso in Italia. Oggi è giunto il momento di tornare sull’argomento, rispondendo ai commenti comparsi su questo giornale a firma Stefano Lepri, Alberto Bisin, Alberto Mingardi, Franco Bruni.
Non è facilissimo, perché dopo averli letti e riletti non mi sembra di dissentire con nessuno. A parte Lepri, che non deve aver letto attentamente il mio articolo, visto che mi attribuisce l’idea che l’evasione fiscale non andrebbe repressa con maggior forza (io sostengo esattamente il contrario, aggiungo solo che i proventi dovrebbero essere usati per abbassare le aliquote), tutti paiono condividere il punto principale della mia analisi, e cioè che in Italia la pressione fiscale sulle imprese è eccessiva, e che se si vuole far ripartire la crescita le aliquote sui produttori devono scendere. (more…)

Read Full Post »

Di cose da dire sulla manovra ce ne sarebbero tantissime. Ad esempio che nessuno ci ripagherà mai dell’enorme costo, innanzitutto economico, che graverà sulle famiglie italiane per l’incredibile leggerezza dei nostri governanti: il fatto di avere rimandato così a lungo le decisioni, il fatto di avere montato e smontato la manovra per troppe volte, il fatto di avere tagliato così poco la spesa pubblica e incrementato così tanto le tasse, tutti questi fatti costeranno molti miliardi di euro, e saremo noi cittadini – non certo i politici – a pagare il conto. (more…)

Read Full Post »

Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 581 follower