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ALLA FIERA DI ROMA, TRA DIRIGENTI CHE SBADIGLIANO, GIOVANI NATI VECCHI E “CACICCHI” CHE PICCHIANO SULLE SCELTE SBAGLIATE.

L’inumazione del Pd si è svolta ieri alla fiera di Roma. È stato un rito breve e senza lacrime, come succede per quelle zie lontane e sconosciute che si conducono al cimitero alla svelta perchè domani c’è da andare al lavoro e i figli premono per tornare in città. La sala semivuota garantisce libertà di passeggio nel capannone 10 della fiera di Roma, lato nord. Alle undici del mattino incontro Marco Follini già ai cancelli di uscita: “Tutto deciso ieri”. Bene così, tutto fatto e già visto, perchè perdere tempo per esempio ad ascoltare Roberto Speranza, il capogruppo con i piedi saldamente in aria? In effetti non ha tutti i torti Follini. Speranza dal palco: “Dobbiamo essere autonomi. L’autonomia significa riformismo”. In realtà quella frase non significa niente e infatti ogni cosa va per il verso giusto: lui parla e gli ascoltatori – nella cifra va compresa la quota dei congiurati – sbadigliano, o leggono i giornali o barattano la presenza per qualche photo-opportunity.  (more…)

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Nella lunga lista degli intervenuti, a rappresentare con tutele da manuale Cencelli tutte le correnti interne, non se n’è trovato uno capace di stare sul fatto del giorno. E magari dire con chiarezza che un condannato in appello per evasione fiscale dovrebbe dimettersi, insieme ai ministri manifestanti, invece di arringare le folle in piazza. Così, per dare un contentino ai poveri elettori. I quali, al solito, stanno da un’altra parte. Sono in piazza a Brescia, a contestare Berlusconi, l’innominato dell’assemblea Pd. Quello che i dirigenti del partito debbono fingere di considerare davvero uno statista, un alleato affidabile, una sponda per le riforme necessarie a rilanciare il Paese. Non un caimano che pensa ai troppi affari suoi, convoca l’ennesima piazza eversiva e vi raduna i ministri appena nominati a fare da claque per i soliti attacchi alla magistratura. (more…)

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Tutti contro tutti

BINDI: “CHI NON LA VOTA È FUORI”. NEL POMERIGGIO LA DIREZIONE. ORFINI VUOLE RENZI PREMIER.

ÈMatteo Renzi il nostro candidato premier. Deve avere l’incarico”. Arriva in serata a Piazzapulita la bomba, sotto forma della candidatura del sindaco di Firenze alla premiership da parte di Or-fini, leader dei Giovani Turchi. Non è tutto il Pd (che però in larga parte è già con il sindaco), ma un’area a sinistra che finora gli è stata ostile. La disponibilità di Renzi c’è. D’altra parte, basta leggere l’intervista a Repubblica di ieri. Alla domanda “Perché non fa lei il premier?”, risponde: “Il capo del governo lo sceglie il presidente della Repubblica con le convergenze che si realizzeranno”. Non dice no.  (more…)

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Verso la scissione

La cabina di regia improvvisata del Partito Democratico è in allarme rosso: domani dovrebbero iniziare le consultazioni per il nuovo governo e i Democratici non hanno deciso chi andrà a farle e con quale mandato. Ieri i leader o aspiranti tali del partito hanno passato la giornata a telefonarsi per venire a capo del rebus. E alla fine hanno convocato una direzione per domani, con il compito di scegliere chi andrà al Colle e con quale incarico. Da Costituzione ci vanno sicuramente i capigruppo, Roberto Speranza (fedelissimo di Bersani) e Luigi Zanda (area Franceschini). Evidentemente impossibilitati in questa fase a rappresentare un partito in frantumi. Andrea Orlando, Stefano Fassina e Matteo Orfini stanno gestendo la trattativa per i Giovani Turchi, poi ci sono gli stessi Zanda e Speranza, oltre a Dario Franceschini e Enrico Letta, parte integrante del caminetto testè impallinato. (more…)

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ellekappa

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Renzi-BerlusconiCENTENARIO DI PIETRO BARILLA, COLLOQUIO AL PALCO 17 DEL REGIO DI PARMA. IL CAIMANO DOMANDA: “MA TU QUANTO SEI ALTO?”.

Un’ora di colloquio, palco numero 17, al primo loggione del teatro Regio di Parma. È qui che il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si sono incontrati. Faccia a faccia, intenso e prolungato quanto almeno lo fu la celebre visita ad Arcore. Niente di predefinito nell’agenda, il colloquio è stato voluto da entrambi, anche se fatto apparire come del tutto casuale, nella platea del teatro dove si celebravano i cento anni dalla nascita e i venti dalla morte di Pietro Barilla, l’uomo che ha fatto della pasta un marchio italiano. Berlusconi è arrivato a Parma accolto da fischi. Una volta dietro le quinte ha rotto il ghiaccio col sindaco di Firenze grazie a una di quelle che considera memorabili battute: “Ma tu Renzi, quanto sei alto?”, ha detto col volto ricoperto di mascara.Nessuna risposta dal sindaco di Firenze, ma poi, come due vecchi amici, si sono appartati. Poco prima lo stesso Berlusconi aveva detto di non essere assolutamente preoccupato per la sfida lanciata da Renzi: “Sono abituato a vincere”.  (more…)

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BersaniBOCCIA FINOCCHIARO E MARINI PER IL COLLE, POI SUBISCE IL CONTRATTACCO. BERSANI: “FACCIAMO SEMPRE CINEMA” I GIOVANI TURCHI: “CI VUOL CACCIARE A CALCI IN CULO”.

Più che politica la questione si fa psicoanalitica. Il Partito democratico è sull’orlo di una autentica crisi di nervi e prima della scissione, imprevista ma non inattesa, c’è da fare i conti con il giovanotto che dovrebbe rappresentare il futuro del Pd e che Barbara Pollastrini definisce il protagonista indiscutibile di posizioni di “sgraziata villanìa”. “Arrogante, indecente, qualunquista, irresponsabile. E ora pure miserabile”. Questa è la voce di Francesco Bonifazi, lato Matteo Renzi. Prima di arrivare al miserabile, il clou dell’offesa difensiva, il colpo dritto elargito con espressivo disgusto da Anna Finocchiaro, fermiamoci un attimo a definire i clan che compongono il partito democratico.  (more…)

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Le posizioni

Pd spaccato, bersaniani in trincea. Cresce il fronte che tifa per Prodi al Quirinale
I democratici.

ROMA — «Ormai è chiarissimo: Renzi lavora per le elezioni anticipate e ha deciso di andare avanti come una ruspa». C’è irritazione e sconcerto tra i bersaniani. Bersani non vuole commentare il veto del sindaco “rottamatore” a Franco Marini e Anna Finocchiaro, ma fa sapere di trovare insopportabili quelle parole così irrispettose. «Inammissibili, i veti sono inammissibili, in questo caso anche i toni», avverte Luigi Zanda. L’altolà di Renzi piomba sulla domenica di “sondaggio” che i capigruppo del Pd Roberto Speranza (con la vice Paola De Micheli) e Zanda stanno conducendo tra i parlamentari. Una sorta di “quirinarie” democratiche, per telefono o con faccia a faccia. Il caos di dissensi si amplifica. (more…)

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NatangeloDA CORVIALE RIBADISCE: NO AL “GOVERNISSIMO” L’ACCORDO COL PDL SEMBRA PIÙ LONTANO.

Avederli, mi verrebbe voglia di votare per Berlusconi”. Sabato mattina, Roma, Corviale. Il commento è di una passante, abitante del quartiere. Quarantacinque giorni dopo le elezioni “non vinte” e sei prima che scatti il voto per il nuovo Presidente della Repubblica, Pier Luigi Bersani sceglie di rivendicare i suoi valori “di sinistra” e organizza una manifestazione “contro la povertà”. Facili le ironie di chi commenta: “Perché c’è qualcuno a favore?”. Sottotitolo dello slogan: “Per un governo di cambiamento”. Forte di una scelta “identitaria” il segretario mette due paletti nella giornata di ieri: “Indecente chi dice fate presto”, manda a dire al sindaco di Firenze. E: “Sul governissimo non cedo. Mi vedete con Gasparri e con Brunetta?”. Il Pd di Bersani va in un luogo simbolo, il Serpentone, sinonimo di mostruosità architettonica e di degrado delle periferie. Un cavallo di battaglia della vecchia sinistra. “Quando Nicolini s’inventò l’estate romana, ebbe un’intuizione geniale: portare la gente dalle periferie al centro, perché Roma è la città più bella del mondo”. (more…)

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NatangeloL’EX MINISTRO: “È STATO UN ERRORE NON VOLERLO TRA I GRANDI ELETTORI” IL SINDACO A LA7: “BERSANI LA SMETTA DI PREOCCUPARSI DI ME E E ANCHE DI SÈ”.

Rischio di scissione? Non mi pare che ci sia nel modo più assoluto”. Scandisce le parole, Massimo D’Alema. Palazzo Vecchio, Firenze. Il Lìder Maximo esce dall’ufficio di Matteo Renzi. Hanno parlato per un’ora. Da soli. “Due come noi che dovrebbero scindersi vengono invece da una lunga, cordiale e amichevole conversazione”, sceglie le parole D’Alema. È tutto un profluvio di complimenti. Renzi è un vincente? “Non ci sono le elezioni”. E però, “Renzi è una personalità importante del nostro partito”. Ulteriore passo avanti: “È stato un errore non volerlo tra i grandi elettori. Anche se non ci sono state pressioni da Roma, si è trattato di fatti locali”. Bersani l’altroieri non l’aveva detto. Si era limitato a smentire voci di telefonate romane per bloccarlo messe in giro dal Sindaco. (more…)

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