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Posts contrassegnato dai tag ‘roberto saviano’

La polemica
Nei social network aumentano insulti e calunnie: ma un modo per reagire c’è.

È NATO un nuovo diritto. Il diritto ai social network. Il diritto di poter avere un account, di poter postare, leggere e commentare. In paesi come la Cina, Cuba, la Corea del Nord, l’Iran l’accesso ai social network è vincolato o persino negato. Spesso può avvenire solo in forme clandestine.

I regimi che hanno represso le primavere arabe vietavano i social network che, in quel contesto, sono diventati vettori di informazioni necessarie alle proteste e simboli di una rinascita democratica. (more…)

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Le speranze della città ferita.

Il ritorno di Saviano nella sua città sette anni dopo: i ricordi, i veleni e le eterne piaghe. “Ecco dove ha sbagliato De Magistris”.

SETTE anni sono un tempo lungo, troppo lungo. Un tempo infinito di assenza dalla città in cui sei nato, in cui hai vissuto gli anni più importanti della tua vita e della tua formazione. Sette anni sono un’eternità. È da sette anni che non calpesto il basalto di quei vicoli, di cui conoscevo a memoria tutto. La forma di ogni singola mattonella, le macchie di umidità sui palazzi, le vetrine delle botteghe, i pacchi di pasta e i barattoli di conserve impolverati. I piennoli di pomodorini che i turisti credono decorativi, ma fanno il sugo più buono della domenica. Tutto per me era casa. Negli ultimi anni, invece, di Napoli ho visto solo il Palazzo di Giustizia, che sembra un corpo estraneo nella città più luminosa che io abbia mai visto. (more…)

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SavianoSAVIANO RACCONTA I SEGRETI DELL’IMPERO DI POLVERE BIANCA.

PRENDI un elastico e comincia a tenderlo. All’inizio non c’è quasi resistenza. Lo allunghi senza difficoltà. Sino a quando raggiungi la massima estensione oltre la quale l’elastico si spezza. L’economia di oggi funziona come il tuo elastico. Quell’elastico è il comportamento secondo le regole di concorrenza leale e secondo la legge. In principio tutto era facile, le risorse disponibili, il mercato pronto a essere invaso da ogni nuova merce capace di renderti la vita più bella e più comoda. Quando compravi, sentivi di aver fatto un salto verso un futuro migliore. Se producevi, ti percepivi nella stessa dimensione. Radio. Automobili. Frigoriferi. Lavatrici. Aspirapolvere. Scarpe eleganti e scarpe sportive. Rasoi elettrici. Pellicce. Televisori. Viaggi organizzati. Abiti firmati. Computer portatili. Cellulari. Non dovevi tirare più di tanto l’elastico delle regole. Oggi siamo vicini al punto di rottura. (more…)

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Il rogo della Città della scienza sfregio criminale a Napoli dove nulla può sopravvivere
Il racconto
Così la camorra vuole cementificare Bagnoli.

NAPOLI oggi è di cenere. Un incendio durato più di tredici ore ha quasi totalmente raso al suolo Città della scienza, polo scientifico inaugurato nel 2001 e anima della sua rinascita dopo gli anni del potere doroteo. O così avrebbe dovuto essere. I 160 dipendenti che da undici mesi non percepivano lo stipendio oggi non sanno più nemmeno se e quando ricominceranno a lavorare. Di quel gioiello culturale della periferia occidentale di Napoli, oggi resta poco. Uno scheletro sul mare. Completamente distrutto lo Science center, il planetario, sei capannoni per dodicimila metri quadri e danni per oltre venti milioni di euro. Nulla sembra sopravvivere a Napoli. Mi ostino però a non credere a questa percezione. Resta il teatro, da lì bisognerà ripartire, e Corporea, cantiere fermo da tempo, l’ultima parte di museo che doveva rappresentare il corpo umano. Chi non c’è stato, non può immaginare la bellezza di questo luogo: per descriverla bisognerebbe saccheggiare Virgilio, che di questa baia è il nume tutelare. (more…)

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Riparte il mercato delle preferenze, ecco come si controlla
Il racconto.

ESISTONO due tipi di voto di scambio. Un voto di scambio criminale ed un voto di scambio che definirei «acceleratore di diritti». In un paese dai meccanismi istituzionali compromessi, la politica diventa una sorta di «acceleratore di diritti», un modo — a volte l’unico — per ottenere ciò che altrimenti sarebbe difficile, se non impossibile raggiungere. Per intenderci: ci si rivolge alla politica per chiedere, talvolta elemosinare favori. Per pietire ciò che bisognerebbe avere per diritto. Mentre altrove nel mondo si vota un politico piuttosto che il suo avversario per una visione, un progetto, perché si condividono i suoi orientamenti politici, perché si crede al suo piano di innovazione o conservazione, qui da noi — e questo è evidente soprattutto sul piano locale — non è così. In un contesto come il nostro, programmi e dibattiti, spesso servono a molto poco servono alle elite, alle avanguardie, ai militanti. A vincere, qui da noi, è piuttosto il voto utile a se stessi. (more…)

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ERA inevitabile che accadesse ed è accaduto. Napoli è in una situazione di stallo. Napoli è sull’orlo del fallimento. Le risorse iniziano a mancare. La mancanza di gasolio ferma i bus. Da sempre l’Anm è nota per disservizi, ritardi, che rendono epica la vita dei viaggiatori sui bus napoletani. Ma così grave la situazione non era mai stata. Questa volta la rete si è fermata. E a fermarla non sono i motivi che vengono in mente a molti utenti e a molti che commentano sui social network: “Nessuno paga il biglietto”; “Gli autisti stanno con il motore acceso per ore allo stazionamento”. Nulla di tutto questo. Il Comune non paga il gasolio. Non ha soldi. Le precedenti amministrazioni hanno lasciato la città in una situazione drammatica. Ma ciò non è sufficiente per spiegare cosa sta accadendo. Nei mesi precedenti, molti collaboratori del sindaco De Magistris avevano lanciato l’allarme sullo stato di salute delle finanze partenopee.

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Ci dovrebbe essere un unanime “ancora lui, basta” e invece no. E ciò che tutti un anno fa credevamo sarebbe stata l’unica reazione possibile alla incredibile ricomparsa sulla scena politica di Silvio Berlusconi non si sta verificando. Una certa indignazione – naturalmente – talvolta una presa di distanza, ma non rifiuto, non rigetto.
Quando Berlusconi va in tv sa esattamente cosa fare: la verità è l’ultimo dei suoi problemi, il giudizio sui suoi governi, il disastro economico, le leggi ad personam, i fatti – insomma – possono essere tranquillamente aggirati anche grazie all’inconsapevolezza dei suoi interlocutori. Il Cavaliere mette su sipari, sceneggiate, battutine. È smaliziato, non ha paura di dire fesserie, non ha paura di essere insultato, di cadere in luoghi comuni, di ripetere storielle false sulle quali è già stato smascherato. Occupa la scena. E c’è chi cade nel tranello: questo trucco da prim’attore, incredibilmente, ancora una volta crea una sorta di strana empatia, di immedesimazione. C’è chi dice: sarà anche un buffone, ma meglio lui dei sedicenti buoni. (more…)

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MI DOMANDO, ma davvero è possibile bloccare il racconto di un territorio? Davvero è possibile bloccare il racconto di un territorio dove negli ultimi mesi è riesplosa una guerra per il controllo delle piazze di spaccio? È possibile bloccare il racconto di un territorio dove le organizzazioni criminali hanno violato i cancelli di una scuola materna facendola diventare zona di guerra? È possibile vietare il racconto di un territorio dove sono esplose bombe in strada? Dove quelle bombe hanno ferito bambini che giocavano? Ma davvero questa ennesima trovata elettorale di vietare l’accesso alle telecamere è il modo giusto per attirare attenzione o per distoglierla? La luce sul dolore di Scampia la accendono le tragedie. Allora bisognerebbe tenere fuori le telecamere dei telegiornali, i video dei giornalisti, lo sguardo degli osservatori internazionali. (more…)

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IMMAGINATE se due bombe da guerra, di quelle utilizzate per combattere nell’ex Jugoslavia fossero state lanciate a Milano. O a Roma, Torino, Venezia. O fossero state lanciate in un quartiere di Parigi. I telegiornali avrebbero aperto in allarme, le prime pagine avrebbero dato la notizia pretendendo responsabilità e analisi da parte delle istituzioni e della società civile. Invece vengono lanciate a Scampia ed è solo una notizia di cronaca locale: la solita, l’ennesima. Lotto G e case Celesti territorio del clan dei “Girati”, è lì che hanno lanciato le bombe. Una è esplosa, l’altra no. Bombe di fabbricazione est europea, di quelle usate dalle truppe della tigre Arkan. (more…)

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Saviano

biagioraucci.com

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