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Posts contrassegnato dai tag ‘scuola pubblica’

Alla faccia (di bronzo) di chi in campagna elettorale metteva sul piatto nuovi investimenti nell’istruzione! Chiusa la parentesi elettorale, in cui si è fatto a gara nel promettere “mari e monti”, si ricomincia con l’austerity che ci chiede l’Europa.

Riassumendo le ultime news, queste sono le sorti magnifiche e progressive per la scuola italiana e per chi ci lavora.

Operazione n. 1: avanti tutta con la spending review. Stipendi congelati fino al 2014 per gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici (le retribuzioni sono ferme dal 2010 mentre tutto il resto è aumentato); nessuna possibilità di recupero di incrementi contrattuali eventualmente previsti a decorrere dal 2011; nessun riconoscimento dell’indennità di vacanza contrattuale anche per gli anni 2013 e 2014; per il personale della scuola, confermato il blocco degli scatti di anzianità anche per il 2013. E qualora si arrivasse ad un rinnovo contrattuale, ci saranno da “assicurare” livelli di produttività e di qualità adeguati ai fabbisogni. Insomma dietro l’angolo si intravede solo l’incremento del lavoro, ma non del salario. (more…)

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Studenti in piazzaSaranno di nuovo in piazza il 15 febbraio. Lo avevano già fatto a ottobre e novembre ed erano stati picchiati. Ora tornano alla carica contro i tagli e l’austerità. Sono i ragazzi dei movimenti studenteschi delle superiori, giovanissimi tra i 14 e i 18 anni, impegnati anima e corpo per ottenere un’istruzione migliore.

L’appartenenza a un ideale politico è già molto forte, in alcuni casi la “sinistra” e la “destra” sono più delineate e presenti che nella politica dei “grandi”. Ma la richiesta di fondo è quella di avere l’opportunità di continuare a studiare con dignità e di vivere dopo la scuola con altrettante prospettive. Di avere un futuro.

Come negli anni scorsi, come sempre è avvenuto nella vita della scuola pubblica italiana, gli studenti si sono mobilitati soprattutto contro i tagli, fatti da tutti i governi degli ultimi anni. I più eclatanti sono quelli di Mariastella Gelmini ma anche i governi di centrosinistra non hanno scherzato e Luigi Berlinguer lega il proprio nome a una brutta riforma. Hanno poi manifestato contro progetti più subdoli, come quello che porta il nome della ex deputata Pdl, Valentina Aprea, il cui iter parlamentare è stato bloccato.  (more…)

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“SIAMO in piazza per protestare contro la legge che taglia i finanziamenti alla scuola pubblica: come facciamo ad andare avanti se nella nostra scuola non ci
sono abbastanza banchi?”.
Così uno studente di Torino giustificava la sua partecipazione allo sciopero europeo della scorsa settimana. Giusto un anno e mezzo fa siamo stati spettatori di una primavera araba con la quale assolutamente nessuno aveva fatto i conti. Di colpo, regimi autoritari crollarono sotto la spinta dei movimenti democratici di protesta organizzati dalla “Generation Global”. Dopo la primavera araba potrebbe arrivare un autunno, un inverno o una primavera europea? Gli scioperi delle ultime settimane ne sono stati i segnali?
Naturalmente, negli ultimi due o tre anni abbiamo visto ragazzi di Madrid, Tottenham o Atene protestare contro gli effetti delle politiche neo-liberali di risparmio e attirare l’attenzione sul loro destino di generazione perduta. (more…)

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MIGLIAIA IN CORTEO PER DIFENDERE L’ISTRUZIONE PUBBLICA
PACIFICA ANCHE LA MANIFESTAZIONE DI CASAPOUND CONTRO MONTI.

“Semo venuti già menati”. É il cartello più gettonato, vero trionfo dell’ironia che ieri ha segnato la manifestazione di studenti, insegnanti precari, amici della scuola pubblica che per cinque ore piene ha attraversato la città. Lo sberleffo, l’ironia, la voglia di esserci e di non farsi sconfiggere dalla violenza, quella degli “incappucciati” che cercano lo scontro a tutti i costi e quella dei poliziotti che perdono la testa, hanno spazzato via d’un colpo tutti gli allarmi su quello che doveva essere il sabato nero di Roma. La mattina i Cobas della scuola in Piazza della Repubblica, gli studenti universitari e dei licei occupati in zona Piramide, nel pomeriggio il corteo dei fascisti di CasaPound e il presidio antifascista. Poteva succedere di tutto e invece… “Invece siamo qui, nonostante le minacce del ministro Cancellieri e le botte del 14 novembre”, dice uno studente universitario. “Per riprenderci la città, i luoghi della cultura e del sapere”, aggiunge una ragazza dietro lo striscione “Liceo Virgilio occupato”. (more…)

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Cortei, sit-in, flash mob, attività ridotta: un’onda di contestazione che cresce in tutta Italia. I motivi del malcontento di ragazzi, insegnanti e genitori riguardano i tagli previsti dalla Legge di Stabilità. Rabbia anche per l’ipotetico innalzamento delle ore di lavoro settimanali dei docenti (da 18 a 24), che però pare in forse, e per il contenuto del ddl 953 (ex Aprea) che stravolge gli organi collegiali.

È UNA MOBILITAZIONE generale, larga. Una protesta che coinvolge centinaia di istituti scolastici, che sono stati occupati, in tutta Italia. Molte attività extradidattiche annullate: una sollevazione di voci che proviene dagli studenti, dai professori, di ruolo e precari, dal personale, dal mondo della scuola e universitario tutto. Contro i tagli previsti dalla Legge di Stabilità che “mortificano l’istruzione, l’offerta formativa” gridano gli oltre 5 mila in corteo oggi a Roma. Lo stesso pensano quelli di Bologna e quelli di Ostia, di Bari e Firenze, di Torino e di Milano: “Cosa ha pensato per risolvere il problema dell’edilizia scolastica il governo Monti? Quali proposte per abbattere il caro libri? A quando la riforma della classe docente? Siamo stanchi di essere presi in giro, di attendere che qualcuno si dia una svegliata e ci sembra che questo Ministro abbia meno risposte di noi”.  (more…)

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In quarta elementare, quando le maestre proposero alla classe d’interpretare l’ennesima fiaba di Andersen per la recita di fine anno, un gruppetto di scolarette dissidenti di cui facevo orgogliosamente parte alzò la mano in segno di protesta.
Era il 1993. Le nostre insegnanti sgranarono gli occhi. Noi, con l’impertinenza tipica dei nove anni, ribattemmo che no, non volevamo saperne di principi e principesse. «Benissimo» risposero loro «organizzatevela voi, la recita “alternativa”». (more…)

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Domenica sera ho condiviso con una trentina di temerari uno spericolato esperimento sentimentale: il raduno dei compagni di classe delle elementari. Erano quarant’anni e centomila capelli che non ci si vedeva e per farsi riconoscere ciascuno si era pinzato sul petto una targhetta con nome, cognome e una propria foto di allora. E’ stata una delle serate meno nostalgiche della mia vita: il passato da rammentare era così remoto che sembrava futuro. Si è parlato tantissimo di progetti e speranze, pochissimo di calcio, niente di politica. Ma si è parlato soprattutto della, e con la, Maestra. Era per i suoi 88 anni appena compiuti che avevamo apparecchiato lo spettacolo, salvo accorgerci in fretta che lo spettacolo era lei. Buona ma non debole, la schiena ancora dritta come i suoi pensieri. (more…)

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SCUOLA ancora all’insegna del segno meno: meno sedi centrali e periferiche,meno istituzioni scolastiche, meno docenti“imboscati”, meno dirigenti e probabilmente anche meno insegnanti. Con la spending review (revisione della spesa) la scuola pubblica italiana si appresta all’ennesimo taglio. Dopo la cura da cavallo imposta dal precedente governo,anche Monti chiede all’istruzione statale sacrifici per risanare i conti pubblici. Sono quattro le leve che il governo conta di azionare per raschiare il fondo del barile: “snellimento della struttura centrale”, “riorganizzazione della struttura territoriale”, “razionalizzazione di distacchi e comandi” e “riequilibrio della rete scolastica regionale e della proporzione tra docenti e classi di alunni”.Ma i sindacati frenano. «Eliminare gli sprechi è doveroso – dichiara Francesco Scrima, segretario generale della Cisls scuola – ma lo è altrettanto assicurare al Paese un servizio pubblico di qualità. La scuola ha pagato un prezzo salatissimo,difficile pensare che le si possa sottrarre ancora qualcosa». (more…)

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Ci sono circa 10 mila professori di ruolo da ricollocare. Patroni Griffi riapre la partita del settore pubblico: flessibilità in uscita al tavolo con i sindacati. Nel balletto di dichiarazioni del governo, Patroni Griffi aveva aperto all’applicazione dell’articolo 18 agli statali, scuola compresa, il ministro del lavoro, Elsa Fornero, aveva smentito, la stessa Fornero ha poi però ammesso che se ne potrebbe parlare. E da ultimo il ministro competente per il settore pubblico, Filippo Patroni Griffi, ha detto che sì, di flessibilità in uscita si parlerà con i sindacati al tavolo aperto a Palazzo Vidoni su contratti e relazioni sindacali. (more…)

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