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Posts contrassegnato dai tag ‘scuola’

La scuola

Elezioni in vista e nessuno parla di scuola. Viaggio tra chi, però, resiste: precari che fanno 500 km al giorno, studenti, bidelli. Mentre la lobby dei libri ci costa 800 milioni. 

Le maestre a chiamata emigrano ogni giorno. Si svegliano alle 3 del mattino, prendono il treno alle 4 e quando entrano a scuola, alle 8,30, sono già stanche. Vivono un caporalato senza caporali, organizzato dallo Stato, partono senza sapere se lavoreranno, aspettando una telefonata che arriverà, se arriverà, solo dopo un viaggio fatto di speranza e rassegnazione. Si mettono in attesa di una supplenza dormendo su treni sporchi, affollati e rumorosi. Oppure, sedendo in un bar della stazione Termini, aspettando pazienti, alle 7 del mattino, che il loro telefono squilli. Se la telefonata giungesse a casa non riuscirebbero ad arrivare in tempo a scuola e quindi perderebbero l’occasione. Così partono senza sapere cosa accadrà, lasciando famiglia e figli ancora nel sonno, sperando che un’influenza improvvisa induca la segreteria di qualche istituto a scorrere l’elenco dei nominativi nella lista del circolo, per far scattare una supplenza. Che può durare anche un solo giorno.  (more…)

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BLOCCATE TUTTE LE ATTIVITÀ EXTRA DIDATTICHE IN DECINE DI ISTITUTI DAL TRENTINO AL SUD ITALIA NO ALL’ IPOTESI DI ALLUNGARE L’ORARIO DI LAVORO.

Le notizie di giornata sono queste. A Lanciano, provincia di Chieti, gli insegnanti del liceo classico hanno chiesto ai genitori di sedersi sui banchi di scuola per una lezione su tagli e mazzate alla scuola pubblica. A Ravenna il corpo docente del liceo Alighieri ha mandato a mamma e papà una lettera per avvisare che il percorso formativo fin qui garantito ai figlioli sta impattando brutalmente contro l’austerity governativa. Infine, al liceo delle Scienze Umane di Viterbo s’è deciso di sospendere tutte le attività non obbligatorie per far capire che le 18 ore di cui si parla nel contratto collettivo sono solo quelle dedicate alle lezioni in classe, e che ne servono altrettante per gestire lezioni, compiti a casa, scartoffie burocratiche, colloqui, riunioni e scrutini. Sabato ancora tutti in piazza In tutta Italia l’onda anomala è quella degli studenti che sabato torneranno in piazza a Roma (ci sarà anche Casa Pound), ma soprattutto quella dei professori che non ci stanno a subire tagli passando per lavativi. (more…)

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La scuola è in agitazione. Non solo i tagli, ma ora pure il tentativo, per fortuna fallito, di aumentare le ore di lezione! Sempre con l’idea che l’insegnamento sia un lavoro minore. Se non fosse così d’altronde non occuperebbe soprattutto le donne. È stato dimostrato che le professioni, nella storia, sono strettamente legate ai generi. Appena una carica scade di valore e di pregio, viene affidata in massa al mondo femminile. Tipico il caso delle infermiere e dei dottori. Delle insegnanti delle scuole inferiori e degli insegnanti di università e così via.
Secondo le classifiche internazionali lo stipendio medio italiano a fine carriera è pari a 43.666 dollari, ben 4 mila dollari in meno, circa, rispetto alla media Ocse (47.721). In Germania alle medie a fine carriera un professore guadagna 68.592 dollari, in Francia 51.301, in Spagna, 58.065, nel Regno Unito, 44.145 dollari. (more…)

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Corteo di studenti e docenti davanti al Ministero.

ROMA — Non ci sono soltanto professori, studenti e rappresentanti sindacali alla manifestazione romana contro l’aumento dell’orario di lavoro settimanale dei docenti e per la difesa della scuola pubblica italiana. Davanti al ministero ci sono anche tante famiglie con i figli, bambini nei passeggini, come ad una passeggiata domenicale senza auto.
La scuola è in fibrillazione, anche se in commissione Bilancio alla Camera, dove si sta discutendo la legge di stabilità, è emersa nettamente la linea politica che dice no alle 24 ore, una linea confermata dal ministro Francesco Profumo che ieri a Torino ha dichiarato: «Non faremo l’intervento sull’incremento di ore». Ma gli insegnanti vogliono essere sicuri: «Non ci fermeremo fino a che la norma non sarà cancellata», hanno detto, e stamattina si incontreranno davanti al Miur per un flash mob. Martedì, poi, nuova mobilitazione: scioperano la Cgil e i sindacati di base. (more…)

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Anche chi è lontano dalle organizzazioni sindacali è pronto a scendere in piazza. Troppe 6 ore in più di lavoro. Il governo studia l’alternativa.

E i professori fanno il «flash mob» Ieri mattina centinaia di docenti hanno dato vita ad un flash mob sulle scalinate del ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, a Roma. Senza simboli politici o di sindacati, i docenti si sono radunati con cartelli che hanno spiegato come le ore di lezione sono solo una parte del lavoro svolto. Non sono mancate le «carote di protesta» a ricordare la manifestazione della scorsa settimana degli studenti.
In queste ore al ministero stanno studiando ipotesi alternative perché si è capito che l’aumento di sei ore delle lezioni in classe degli insegnanti è una misura poco difendibile sia politicamente che tecnicamente. (more…)

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“Qui succede la rivoluzione”
Un insegnante alle prese con le novità del ministro Profumo. 
E con i ragazzi che sanno che, poi, toccherà a loro.

L’ho fermato fuori dalla scuola, tre giorni fa. La notizia era uscita in sordina e sembrava una boutade: “Questa trovata delle 24 ore dovrà essere discussa o è già passata? ” Mi ha guardato perplesso: “Di che parli? ”
NON NE SAPEVA NIENTE. “Il tempo di cattedra che da 18 passa a 24 ore. Senza aumento di stipendio: per incrementare la produttività”. Una piega del labbro, un mezzo sorriso sgomento e rabbioso: “Succede la rivoluzione”.
Il mio collega di solito è informato prima degli altri. Se ho bisogno di un chiarimento giuridico chiedo a lui. Severo, temuto, poco amato dai ragazzi e molto stimato. Di quei professori che in classe ridono poco e non devono chiedere che si faccia silenzio. (more…)

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SULLA SCUOLA NON SI MOLLA.

IERI CORTEI PACIFICI IN TUTTA ITALIA CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO MONTI.

Bugs Bunny, ieri, si sarebbe divertito un mondo. Beffardo e sarcastico, avrebbe sgranocchiato le carote che i ragazzi hanno infilato nei portoni dei ministeri, lanciato contro le sedi dell’Unione europea, infilato tra i capelli per tener su crocchie scomposte, azzannato con sano entusiasmo per dire che nè il bastone nè i contentini caroteschi evocati dal ministro Profumo basteranno a calmare gli studenti italiani. In migliaia hanno riempito 90 piazze grandi e piccole, da Torino a Palermo, da Milano a Roma menando verdure contro l’uscita magistrale del ministro. “Qui serve più il bastone della carota” aveva detto Profumo il giorno prima illustrando l’ennesima mini-riforma che allungherebbe l’orario di lavoro in cambio di 15 giorni in più di vacanza. (more…)

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Scuola, un tratto di gesso su 30 mila professori precari.

L’AUMENTO DELLE ORE DI LAVORO PER I DOCENTI STABILI PORTERÀ AL TAGLIO DEI SUPPLENTI. OGGI SCIOPERO DI INSEGNANTI E STUDENTI IN TUTT’ ITALIA.

Mi auguro di cuore che questa storia non si realizzi… Noi precari non riusciremmo più a lavorare. Questa cosa mi spaventa tantissimo, dopo tutti i sacrifici che tutti noi stiamo facendo. Ho una gran paura… Questo governo ci sta massacrando…”. È una delle tante testimonianze che ieri hanno costellato i forum dei docenti, precari e non, di fronte all’ipotesi dell’aumento dell’orario di lavoro di 6 ore per gli insegnanti pubblici che si tradurrebbe in un taglio drastico dei posti di lavoro per i precari. La notizia non ha ancora una conferma ufficiale, semplicemente perché la legge di stabilità non è ancora scritta definitivamente. Però il taglio ci sarà come confermano al Fatto le fonti del Ministero dell’Istruzione.

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Corteo studenti: scontri e feriti a Torino. Tensione a Milano. Roma, protesta al Miur.

Contro l’austerity imposta dal governo, ma anche contro il sistema politico e gli sprechi. E’ partito questa mattina “l’occupy-casta” degli studenti italiani. Un evento che sembra una prova generale del “No Monti day” convocato per il 27 ottobre. Foto del premier bruciate in piazza a Torino, rogo di tessere elettorali a Palermo: in tutta Italia la protesta segue il doppio binario governo-casta. E gli scontri non mancano. Cinque studenti contusi (e 15 fermati) nel capoluogo piemontese, dopo le cariche delle forze dell’ordine. Tensione a Milano, dove la protesta si è concentrata anche su Palazzo Lombardia, centro del potere formigoniano. Altri feriti, questa volta tra gli agenti di polizia, a Roma, dove la protesta si concentra nella zona della sede del Miur. (more…)

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