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Il significato.

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«Il neoliberismo non ha freni. Su cento persone che vivono in occidente uno si arricchisce e 99 diventano più povere. Tutto ciò che è frutto del privilegio non ha alcun significato»

(Don Andrea Gallo, 1928-2013).

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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LA PERSISTENZA della crisi, con i suoi effetti sui consumi, l’incertezza rispetto al futuro, l’aumento delle disuguaglianze e della povertà, sta indebolendo la qualità della vita complessiva delle persone. Solo il 32% degli italiani si è dichiarato molto soddisfatto della propria vita.

I dati sono del 2012 e riguardano la popolazione italiana dai 14 anni: la percentuale del 36% registra una discesa vertiginosa, stante che un anno prima era del 45,8%, ed è dovuta pressoché esclusivamente alla diminuzione di chi è molto (o anche solo abbastanza) soddisfatto delle proprie condizioni economiche.
È quanto emerge dal rapporto annuale 2013 dell’Istat. Per altro, va osservato che è dal 2001, quindi da prima della crisi, che la soddisfazione per le proprie condizioni economiche è in diminuzione, al contrario di quanto avviene per altri aspetti della vita (salute, relazioni famigliari e amicali, tempo libero) che invece rimangono stabili o in aumento. In particolare e un po’ contro-intuitivamente, è aumentata la soddisfazione per le relazioni famigliari. (more…)

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In memoria

FUORI DALLE RIGHE SIN DAL PRIMO INCARICO AL RIFORMATORIO, EDUCAVA I RAGAZZI ALLA LIBERTÀ E ALL’AUTONOMIA. ANIMATORE DELLA PARROCCHIA DEL CARMINE, FU TRASFERITO PIÙ VOLTE, FINO ALLA FONDAZIONE DELLA SUA COMUNITÀ.

Don Andrea Gallo, per tutti noi il Don, è il compagno che vorremmo avere al nostro fianco in ogni momento della vita. Ci ha insegnato che il vizio capitale peggiore è l’ottavo: l’indifferenza. È stato un grande rivoluzionario. Quando glielo rammentavo, la risposta era sempre la stessa: “Io ho seguito solo le impronte lasciate dagli altri”. Sì, è stato un grande rivoluzionario, non solo per il bene che ha fatto, ma per la forza della sua parola, per l’esempio dato dal suo modo di vivere, in una società che distrugge i valori, dove morale ed etica sono diventati optional. Quante volte Don Gallo si è domandato: “Dov’è la fede? Nelle crociate moralistiche? Dov’è la politica? Nei palazzi? Dove sono i partiti? Sempre più lontani. È una vera eutanasia della democrazia, siamo tutti corresponsabili, anche le istituzioni religiose”. (more…)

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Don GalloRicordo una tenera sera di giugno a Genova, Don Andrea Gallo seduto a tavola, Gesù allegro e intorno la compagnia dei suoi ragazzi, apostoli raccolti laceri e perduti sulla strada che si erano fatti cuochi e sommelier nella straordinaria trattoria ’A Lanterna, che avrebbe potuto avere come insegna: entra, la mia fede li ha salvati. Era un nostro grande amico, il Don. Ci aveva battezzati quando nessuno scommetteva sul nostro piccolo giornale un euro bucato. E un po’ ci prendeva in giro recitando beffardo un paternoster tutto suo: “e dacci oggi il nostro Fatto Quotidiano”. Era una festa Don Gallo, e a chi era cresciuto nella plumbea scuola dei preti normali, delle omelie sulle nuvole, del peccato incombente, delle penitenze biascicate, gli apriva proprio il cuore questo prete così diverso da non essere prete, ma fratello, amico, confidente, consolatore come il Cristo che ti apre le braccia e mai ti giudica. Ama e fai ciò che vuoi: non recitava Sant’Agostino, ma lo viveva Don Gallo quell’amore non capriccio ma bene assoluto per il prossimo. (more…)

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LE MOLOTOV che brillano nel centro di Milano, in pieno giorno, hanno il riverbero remoto di antiche guerriglie urbane.

Anche se mai in strade così prestigiose, via della Spiga, via Montenapoleone. Ma niente ricordano e niente sanno, di quelle fiammate, le giovani commesse dei negozi eleganti, e i giovani immigrati addetti alla sicurezza.
Difficile che nei rapinatori che quelle molotov hanno lanciato ci fosse qualche vaga malizia “politica”, quasi una citazione della violenza di strada per marcare il territorio; più probabile che sia stato solamente un inedito espediente tattico del sempre fervido ingegno criminale, confondere eventuali inseguitori, costringere i curiosi a starsene rintanati. Fatto sta che da ieri mattina Milano aggiunge un nuovo capitolo alla discussione, non sempre congrua ma sempre inevitabile, sull’ordine pubblico: la rapina con le molotov non ha il terribile impatto degli spari e del sangue, e tanto meno l’orribile ricaduta di morte del clandestino fuori di testa che mulina un piccone contro gli inermi, ma aggiunge una nuova paura, lugubremente spettacolare, al catalogo delle paure. Che nelle grandi città sono già tante. (more…)

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Un quarantenne su quattro vive grazie alla paghetta dei genitori. Detto con più precisione: secondo una ricerca commissionata dalla Coldiretti, in Italia il 28 per cento degli adulti fra i 35 e i 40 anni (mi rifiuto di chiamare giovane un quarantenne) ha bisogno del sostegno dei familiari. Perché è disoccupato, cassintegrato, parzialmente o saltuariamente occupato, superoccupato ma sottopagato. In ogni caso: preoccupato. Sono i numeri di un terremoto sociale. I nonni mantengono i figli con i soldi che avrebbero voluto lasciare in eredità ai nipoti. E quando il risparmio delle famiglie si esaurirà, magari dopo la prossima spremuta fiscale benedetta dalla signora Merkel, cosa ne sarà dei superstiti? E a chi venderanno i beni di consumo le aziende che, per fabbricarli a prezzi sempre più bassi, sono costrette a tagliare posti e retribuzioni?    (more…)

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Vorrei la pelle nera per potermi concedere il lusso di ripetere le parole pronunciate ieri a Torino dalla ministra Kyenge, che con equilibrio encomiabile ha scollegato i fischi a Balotelli dalla questione ben più seria del razzismo. Persino un buonista politicamente corretto come me desidererebbe ogni tanto che il centravanti della Nazionale fosse biondo con gli occhi azzurri per poterlo mandare senza sensi di colpa a quel paese. (Anche se, e non bisogna mai dimenticarlo, a un biondo con gli occhi azzurri nessuno indirizzerebbe certi buu). Capisco il trauma della sua infanzia e le ferite sottili dell’adolescenza, quando la famiglia adottiva gli organizzava feste con gli amichetti e lui spariva in camera sua a sfasciare giocattoli, traboccante di rabbia esibizionista nei confronti di un mondo che lo considerava diverso. Però la vita gli ha restituito tanto – in affetti umani, doti sportive e beni materiali – o comunque abbastanza per rendere necessario, e dignitoso, uno scatto di qualità che gli faccia smettere almeno in campo di assumere atteggiamenti da bamboccio indolente, strafottente e provocatorio. (more…)

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Alimentazione, consumi energetici (acqua, luce, gas, benzina e gasolio), telefono e abitazione (affitto, mutuo), sono gli ambiti di spesa che incidono maggiormente sui bilanci delle famiglie a basso reddito. Sono anche i settori che – soprattutto gli alimentari e i beni energetici – hanno conosciuto il maggiore aumento dei prezzi in questi anni e che, quindi, hanno colpito in modo sproporzionato proprio le famiglie a più basso reddito. In altri termini, queste famiglie non solo sono state più vulnerabili delle altre alla perdita di reddito dovuta alla perdita o riduzione dell’occupazione. Hanno anche sperimentato in misura maggiore una diminuzione sensibile del potere d’acquisto del reddito su cui potevano contare e proprio rispetto ai beni più necessari: una alimentazione adeguata, potersi riscaldare, cucinare, illuminare l’abitazione, pagare l’affitto, mantenere quei rapporti minimi con l’esterno che non contribuiscono solo alla qualità della vita, ma sono indispensabili anche per mantenere o trovare un lavoro. (more…)

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Ecco come sono finite due storie raccontate nei giorni scorsi da Massimo Gramellini nel suo Buongiorno.

L’11 maggio il «Buongiorno» (clicca qui) era stato pubblicato il giorno dopo il funerale del piccolo Gabriele Francesco, pagato dai cittadini con una colletta, ecco il seguito della sua storia:

Tomba di famiglia per il bebè abbandonato dai genitori - PIERANGELO SAPEGNO

Il 14 maggio il «Buongiorno» (clicca qui) era dedicato alla vicenda di Pasquale Buono, ecco il seguito della sua storia:

- Tre sacchi di lettere e regali per l’uomo malato di solitudine - MARIA CORBI.

Da La Stampa del 18/05/2013.

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