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Posts contrassegnato dai tag ‘strage di brescia’

Il gip che indagò sull’eversione nera in Lombardia:
«La confessione di Tramonte su Piazza della Loggia è veritiera. C’erano anche riscontri».

Il «Contesto», come lo chiama evocando Leonardo Sciascia, Manlio Milani, il presidente del comitato delle vittime della strage del 28 maggio 1974, è per Guido Salvini, chiaro: «Piazza della Loggia è un momento della strategia nera di Ordine Nuovo». Questa certezza, che «deve spingere a cercare ancora la verità» è «l’enorme risultato di conoscenza portato dalle indagini di Milano e di Brescia, al di là degli esiti giudiziari».
Esiti tuttavia deludenti, dottor Salvini? «Non si polemizza con le sentenze», però «sono stupefatto», dice il magistrato che, fra la fine degli anni Ottanta e i Novanta, riaprì le inchieste sulla eversione nera e su piazza Fontana. (more…)

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Per Piazza della Loggia come per Piazza Fontana non ci sono responsabili eppure i documenti processuali raccontano protagonisti e dinamiche di quanto accaduto in Italia in quegli anni e i piani segreti per stabilizzare terrorizzando.
Ancora una volta, per la strage di piazza della Loggia di Brescia non ci sono colpevoli, anche se per questo genere di processi bisogna aspettare le motivazioni della sentenza perché i procedimenti relativi alle stragi italiane e ai misteri della nostra Repubblica svolgono due tipi di funzioni: la prima, certamente, è quella di individuare e sanzionare i responsabili degli avvenimenti ma la seconda è quella di mettere in fila i fatti per ricostruire una verità, almeno giudiziaria, della storia. Una funzione storica che al tempo stesso è anche etica, morale e politica. (more…)

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Forse non ve ne siete resi conto, ma ieri mattina, quasi in sordina, si è chiusa un´epoca. Per quanto sopravviva una flebile speranza di nuove inchieste, ieri a Brescia nella sostanza (resta solo il ricorso in Cassazione) si è chiusa, con bilancio fallimentare, la pluridecennale stagione delle inchieste giudiziarie per le bombe della “strategia della tensione”. La strage di Brescia gode di un triste primato: nessun condannato. «Me l´aspettavo» è il commento più frequente al dispositivo della sentenza d´appello. Realismo comprensibile, ma non per questo meno tremendo. Quanto è terribile essere preparati a qualcosa di inaccettabile sotto il profilo etico, civile e semplicemente umano? Non aspettarsi più condanne per una strage di matrice politica che ha ucciso 8 persone: 5 insegnanti attivi nel sindacato, 2 operai, un ex partigiano. Un microcosmo specchio dell´Italia che pacificamente lottava, lavorava e sperava, in piazza della Loggia per una manifestazione antifascista e in piazza ucciso dall´ennesima bomba neofascista (con buona pace dei “negazionisti” di casa nostra, questo è accertato). Mentre l´Italia inorridiva davanti alla carneficina, il luogotenente per il triveneto dell´organizzazione terroristica Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, arringava i suoi “soldati”: «Brescia non deve rimanere un fatto isolato». (more…)

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Si fatica a trovare le parole per ripetere ancora, per l’ennesima volta, che siamo sconfitti. Costretti ad arrenderci di fronte all’impossibilità di arrivare a una verità giudiziaria sulle stragi italiane. La sentenza d’appello sulla bomba di Piazza della Loggia a Brescia era l’ultima occasione, dopo le assoluzioni per Piazza Fontana, per l’attentato alla Questura di Milano del 1973 e per tutte le altre stragi (tranne Bologna): occasione persa. Di nuovo è arrivata ieri un’assoluzione, seppur con la formula dubitativa delle prove insufficienti o contraddittorie. Sono passati 43 anni dalla madre di tutte le stragi, quella del 12 dicembre 1969 a Milano.
E 23 anni dalla caduta del Muro di cui quelle stragi sono figlie. Il mondo è cambiato, eppure non è ancora possibile sapere la verità. (more…)

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