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Posts contrassegnato dai tag ‘Tito Boeri’

“IN QUESTO mondo nulla è certo tranne la morte e le tasse” scriveva Benjamin Franklin nel 1783. In questo governo l’unica cosa certa è la sua morte senza la sospensione della tassa sulla prima casa.

Non rimane perciò che sperare che quella che verrà oggi decretata sia una vera sospensione, in attesa di una riforma organica delle tasse sulla casa. È una speranza di quelle ultime a morire perché non si era mai visto prima di oggi sospendere una tassa per poi riformarla. Chi infatti avrà mai il coraggio di sospendere la sospensione soprattutto se questa dura a lungo?
Bene perciò rispettare i 100 giorni che il governo si è dato per riformare il prelievo sulla casa. Tre mesi e mezzo, non di più. Anche perché il decreto sull’Imu sta già scatenando le proteste di chi si sente discriminato. (more…)

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IL NUOVO Presidente del Consiglio ha dovuto ignorare il vincolo di bilancio per ottenere il voto di fiducia. Il suo è un governo nato senza priorità nella politica economica. Troppo distanti i programmi elettorali dei due maggiori partiti che lo sostengono. Nei discorsi alla Camera e al Senato, Enrico Letta ha così promesso molte cose buone e giuste, ma non ha spiegato come potrà finanziarle, se non con il solito generico richiamo alla lotta all’evasione fiscale. Ma quanto può durare questa finzione?

Quale spazio c’è davvero per fare politica economica senza coperture, per operare in disavanzo in questo momento in Italia? La prima risposta è facile: la finzione è durata esattamente tre giorni. Letta, incassata la fiducia, è volato a Berlino, Parigi e Bruxelles per capire di quanta “flessibilità” dispone. La risposta che ha ricevuto è che, se insiste nel chiedere flessibilità — facendo slittare di un anno la scadenza per il rientro dalla procedura di disavanzo eccessivo — dovrà fare immediatamente una manovra dello 0,5 per cento del pil, vale a dire di circa 8 miliardi. Questo è quanto prevedono le procedure preventive del Patto di Stabilità e Crescita. (more…)

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È PROBABILE che un governo di coalizione fra Pd, Pdl e Scelta Civica ottenga il voto di fiducia superando lo scoglio dei franchi tiratori. Ma non sarà certo facile per il nuovo governo del Presidente darsi un programma secondo “le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune”.

Il documento dei saggi, che dovrebbe offrire la base di questo programma, non definisce priorità. La sua parte economica formula ben 32 proposte, la cui attuazione richiederebbe almeno due, forse tre legislature. Soprattutto non distingue fra interventi d’emergenza per il rilancio dell’economia, misure congiunturali volte a bloccare la spirale recessiva e interventi strutturali, che vogliono migliorare la competitività del nostro Paese di qui a 4-5, fino a 10 anni. (more…)

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Licenziamenti lavoratori dipendenti (tempo indeterminato + tempo determinato + apprendisti + somministrazione) (solo Veneto)

Licenziamenti lavoratori dipendenti (tempo indeterminato + tempo determinato + apprendisti + somministrazione) (solo Veneto)

Assunzioni (nazionale).Regioni considerate: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Sardegna, Campania, Trento e Bolzano.

Assunzioni (nazionale).Regioni considerate: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Sardegna, Campania, Trento e Bolzano.

I dati sui licenziamenti nell’ultimo trimestre del 2012 sono drammatici. L’aumento dei licenziamenti sembra dipendere dalla congiuntura. Mentre è ascrivibile alla riforma Fornero il forte calo delle assunzioni nel parasubordinato.

I dati sui licenziamenti nell’ultimo trimestre del 2012 sono drammatici. Rilasciati domenica 7 aprile (strana scelta di tempo) dal ministero del Lavoro, hanno giustamente avuto grande risalto sui quotidiani. Molti commenti hanno sottolineato come sarebbero attribuibili alla riforma Fornero che ha modificato la disciplina dei licenziamenti. In effetti, le riforme che riducono il grado di protezione dell’impiego durante le recessioni finiscono per aumentare i licenziamenti come mostra un’ampia casistica internazionale. Ma siamo sicuri che sia così nel nostro paese? Come sempre, siamo contrari ai processi sommari e allora siamo andati alla ricerca di dati che ci permettano di verificare se l’atto d’accusa nei confronti del ministro del Lavoro dimissionario è supportato dalle informazioni sin qui disponibili. (more…)

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Sulla carta è la più grande manovra espansiva degli ultimi dieci anni. Ma il suo impatto sull´economia sarà purtroppo limitato perché è ancora troppo lungo e macchinoso l´iter con cui verranno saldati i debiti della pubblica amministrazione.

E anche perché si guarda solo all´indietro, a come erogare quanto ad oggi dovuto alle imprese, anziché a impedire che nuovo debito occulto si accumuli in futuro. Per essere più rapidi nel liquidare crediti e per impedire che il problema torni a riproporsi bisognerebbe aggredire le inefficienze della nostra amministrazione pubblica, imporre alla tecnocrazia dei ministeri e degli enti locali di stilare i bilanci secondo quanto previsto dalla legge e abolire il federalismo contabile impostoci dalla Lega, quello che permette ad ogni Regione di stilare un bilancio diverso da quello delle altre Regioni e soprattutto poco trasparente. Difficile che un esecutivo dimissionario possa far fronte a un compito così gravoso. Improbabile che se ne vogliano far carico i politici che hanno negli ultimi dieci anni permesso che si accumulasse debito occulto per più di 100 miliardi e che oggi se la prendono con chi sta faticosamente cercando di affrontare il problema. Ha fatto bene il presidente del Consiglio ieri a denunciare l´ipocrisia di chi, sentendosi in campagna elettorale, invoca quei pagamenti immediati che non ha mai attuato quando era al governo e c´erano le condizioni macroeconomiche per saldare i debiti pregressi accumulati peraltro in buona parte sotto la sua gestione. (more…)

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Se non fosse per il Principato di Monaco dove la speranza di vita alla nascita è di quasi 90 anni, gli italiani sarebbero i cittadini più longevi d´Europa. Se non fosse per Roversi Monaco, chiamato a “soli” 74 anni dal Consiglio di Gestione di Banca Intesa a presiedere la controllata Banca Imi, i vertici della più grande banca italiana sarebbero appannaggio esclusivo di ottuagenari, da un quarto di secolo in quelle posizioni.

Anche l´ex interminabile rettore dell´ateneo bolognese, comunque, aderisce, al patto per garantirsi poltrone a vita: arriverà a questa nuova carica direttamente dalla Presidenza di fondazione Carisbo, a sua volta azionista di Banca Intesa. Nello stesso giro di nomine incrociate tra banche e fondazioni, Gianguido Sacchi Morsiani è stato chiamato alla guida della Cassa di Risparmio di Bologna, carica che aveva già occupato per 24 anni, dal 1980 al 2004. (more…)

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QUESTO vertice europeo verrà da noi ricordato, più che per le sue conclusioni, per il testamento politico lasciato da Mario Monti ai leader europei.

Il loro sostegno non lo ha certo aiutato in una campagna elettorale in cui è stato spesso agitato lo spauracchio da lui stesso evocato due anni fa, quello di un podestà straniero, di una nostra perdita di sovranità. Il voto per Grillo e il risultato deludente di Scelta Civica sono stati anche espressione di un diffuso disagio europeo, una ribellione contro un pesante aggiustamento fiscale condotto proprio nel mezzo di una doppia recessione. Eppure le vere insidie alla nostra sovranità nazionale vengono dalla scarsa credibilità della nostra classe politica. Ed è molto grave che le trattative oggi per risolvere la crisi politica ignorino completamente il nostro ruolo nell’Unione perché per poter decidere di più in Italia dobbiamo contare di più in Europa. Un tema ricorrente in campagna elettorale è stato quello secondo cui il nostro paese è governato da Angela Merkel, attraverso il fiscal compact, le regole fiscali che i paesi dell’Euro si sono dati. In verità i vincoli di bilancio pubblico più stringenti ce li siamo inflitti noi stessi. (more…)

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QUANTO tempo abbiamo a disposizione per risolvere la crisi politica? Possiamo, come il Belgio, sopravvivere a lungo senza un governo nel pieno delle sue funzioni? Sono domande ricorrenti.Soprattutto nel momento in cui si affronta una crisi politica senza precedenti, nel mezzo di un’emergenza economica anch’essa senza precedenti. Ci sono tre fattori che ci danno un po’ di tempo, anche se non molto, per cercare di risolvere la crisi politica. Il primo è che il governo in carica per la gestione degli affari correnti non è un governo qualsiasi, ma è un governo guidato da Mario Monti, il politico italiano che oggi gode di maggiore credibilità sul piano internazionale. Deve però essere un esecutivo vero, pienamente operativo, il che ci porta al secondo fattore: in condizioni di emergenza la nozione di affari correnti non può che risultare molto dilatata. (more…)

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LA LEGGE 92 del  2012, che passerà ai  posteri come la  riforma Fornero, rischia di  fare la stessa fine del porcellum. Coloro che l’hanno votata, non pochi di  coloro che l’avevano ispirata, l’hanno  ormai bocciata a priori, senza appello.  Ma a molti dei suoi critici più accesi conviene  che rimanga tutto così, per non dividersi.  Enrico Letta propone una moratoria sulla riforma  e il direttore della Fondazione Di Vittorio,  Fiammoni, sostiene per radio che sono altri i problemi  di cui occuparsi. Prevedibile allora che ce la  terremo a lungo proprio come l’attuale legge elettorale:  bersagliata, insultata, ma immanente,  inamovibile.  È davvero fastidioso il voltagabbana dilagante  in quello schieramento composito che aveva  votato la riforma del mercato del lavoro del governo  Monti. Capirei un ravvedimento dopo essersi  resi conto di effetti indesiderati della nuova  normativa. Errare, dopotutto, humanum est.  Ma il problema è che chi oggi volta le spalle alla  riforma che ha appena approvato, lo fa prima di  avere riscontri obiettivi sui suoi effetti. Bisogna  dare atto al ministro Fornero di avere creato le  basi per una valutazione approfondita rendendo  finalmente disponibili dati che i suoi predecessori  si erano tenuti per loro, per citarli e magari  manipolarli a loro piacimento. (more…)

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giornali

Quanto vale la “proposta shock” di Berlusconi? Probabilmente non meno di 60 miliardi di tasse in più sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego e la rinuncia a nuovi investimenti. Ma avrà effetti anche sulla credibilità del nostro paese. E di conseguenza sullo spread.

 I NUMERI DELLE PROMESSE

Quanto vale la “proposta shock” di Silvio Berlusconi? Probabilmente non meno di 60 miliardi di tasse in più sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego e la rinuncia a investimenti. Vediamo perché.
L’Imu sulla prima casa vale circa 4 miliardi. Berlusconi propone di abolirla e di restituire agli italiani quanto raccolto con questa tassa nel 2012. Quindi si tratta di 4+4=8 miliardi di entrate in meno per lo Stato nel 2013. (more…)

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