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Archive for agosto 2010

Nulla di fatto nell’incontro di oggi fra Michele Santoro e il direttore generale della Rai Mauro Masi. Il faccia a faccia, durato oltre quattro ore, non è servito a chiarire la situazione di Annozero. Il programma dovrebbe comunque riprendere il prossimo 23 settembre. Al momento nel palinsesto di Rai Due rimane la generica definizione “spazio Santoro” e per ora non ci sono controindicazioni. Anche se i contratti della redazione che non sono stati ancora firmati e la macchina organizzativa non è ancora ripartita.

Domani mattina alle 9.30 ci sarà comunque un incontro, già previsto prima del faccia a faccia per riavviare i meccanismi produttivi e mantenere la scadenza della data di partenza del programma. In ogni caso, restano due nodi da sciogliere: il titolo della trasmissione e la partecipazione, nell’eventuale nuova edizione, di Vauro e Marco Travaglio.

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Doveva essere un semplice incontro estivo in riva al Lago di Como, organizzato dall’associazione ParoLario, invece si è trasformato in una sconfitta per Marcello Dell’Utri e nel risveglio della società civile (articolo di Gianni Barbacetto). L’ideatore di Forza Italia, condannato in appello a 7 anni per fatti di mafia, in via definitiva per frode fiscale e fatture false e ancora sotto processo per tentata estorsione, avrebbe dovuto parlare dei suoi, probabilmente farlocchi, diari di Mussolini. Quando prende la parola parte il primo intervento non programmato: “Ma vi sembra giusto avere invitato qui uno condannato in appello per mafia?” Si scatena il finimondo: cori, slogan e applausi. Un gruppo di ragazzi stende uno striscione con scritto “Marcello baciamo le mani”. Così dopo mezz’ora il senatore lascia il palco. Nessun gruppo da catalogare come “estremisti dei centri sociali”, ma solo giovani che si sono dati appuntamento su Facebook a cui si sono aggiunti i militanti dell’Anpi e cittadini comuni. Ma sulla prima pagina del Corriere della Sera, Pierluigi Battista, racconta l’accaduto a suo piacimento (articolo di Davide Vecchi). Finge che al centro della protesta ci sia stata la volontà di Dell’Utri di pubblicare i presunti scritti del Duce e non i suoi interventi in favore di boss come Vittorio Mangano. Prese di posizione pubbliche che i cittadini hanno tutto il diritto di contestare. Pubblicamente.

ilfattoquotidiano

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TREMONTI: “I Diritti perfetti ci fanno perdere la fabbrica”.

 MARCEGAGLIA: “Basta con la lotta di classe“.

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Al Casale del Treja fino a mezzanotte. Oggi la figlia del cantante avrebbe compiuto 2 anni.

“Tutto quello che c’era da dire è stato già detto. Mi pare che la giornata stia cominciando nel modo migliore e andremo avanti fino a che avremo le forze per suonare”. Niccolò Fabi ha aperto così “Parole per Lulu”, il concerto organizzato per ricordate sua figlia che proprio oggi avrebbe compiuto due anni.

L’evento, iniziato alle 15 al Casale del Treja, nella zona di Mazzano Romano a pochi chilometri da Roma, proseguirà fino a mezzanotte.

“Sento la forza e il bisogno di ricominciare, senza enfasi come sempre giorno dopo giorno, perchè non è risorgere ma semplicemente e meravigliosamente suonare, quindi vivere…”: così Fabi aveva annunciato il suo ritorno sul palcoscenico dopo la morte della sua bambina Olivia, scomparsa lo scorso luglio per una meningite fulminante.

Oggi, 30 agosto, olivia avrebbe compiuto 2 anni. E non è quindi un caso che il concerto sia in questa data. “Un concerto, una raccolta fondi”. Ma soprattutto, “una festa di compleanno”, si legge infatti sul sito dedicato all’evento.

Gli artisti sul palco.

Si canterà dunque principalmente per lei, in un evento a cui contribuiranno una rosa di artisti senza precedenti. Elisa, Fiorella Mannoia, Paola Turci, Gianni Morandi, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Jovanotti e Claudio Baglioni, sono infatti solo alcuni nomi, tra i tanti, che si esibiranno oggi.

Ingresso gratuito.

Il concerto è gratuito e aperto a tutti (non sono necessari biglietti d’ingresso). Ci sarà un’offerta libera in favore dell’attività dei medici con l’Africa Cuamm – l’associazione con la quale Fabi collabora da tempo – per un ospedale pediatrico in Angola.

Tutte le informazioni sul sito “parole di Lulù”.

Sul sito dedicato all’evento, Parole di Lulù, potete trovare tutte le informazioni, anche stradali, per raggiungere il concerto.

Il salvagente,

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Ogni tanto, leggendo i dati sulla diffusione del nostro giornale, aumentata anche in agosto, ci domandiamo il perché. In fondo siamo in quattro gatti a fare un piccolo quotidiano ancora pieno di errori e ingenuità, tipici della minore età. Poi però leggiamo altre gloriose testate e qualche perché salta fuori. L’altro giorno Mario Gerevini del Corriere della sera scopre che la società di famiglia di Corrado Passera, amministratore di Intesa San Paolo (prima banca italiana, azionista del Corriere), quello che l’altro giorno tuonava al Meeting di Rimini contro “la classe dirigente italiana che fa indignare”, ha fatto rientrare da Madeira, “zona franca al largo del Portogallo”, 10 milioni ivi parcheggiati dal 1999. La notiziona è finita a pagina 35 del Corriere, che nelle pagine precedenti doveva pubblicarne di ben più importanti, tipo: “Negli Usa vendono zoo e parchimetri”, “Il tesoro svizzero di Duvalier” (l’ex dittatore di Haiti, mica l’amministratore della prima banca italiana), “Il Maradona d’Asia via per un bicchier d’acqua”, “La figlia di Cameron nasce in Cornovaglia”, “Vietato non assumere con Facebook”, “Paris Hilton segnala un ladro su Twitter”, “A Natale la tv 3D senza occhialini”, “Il personal trainer in ufficio contro lo stress da rientro”, “Se Wall Street cucina italiano”, “L’acqua fa dimagrire”, “L’altro finale di Alamo”, il cruciverba dell’estate. Al confronto, il Tg1 di Minzolingua pare quasi un telegiornale. Secondo esempio: l’altroieri l’Espresso anticipa lo scoop di Lirio Abbate sulle nuove accuse di mafia lanciate da Gaspare Spatuzza a Renato Schifani. Il quale, secondo il pentito ritenuto attendibile dalla Procura nazionale antimafia e da quelle di Firenze, Caltanissetta e Palermo, sarebbe stato l’ufficiale di collegamento tra i fratelli Graviano (mandanti delle stragi di via d’Amelio, Milano, Firenze e Roma) e il duo Berlusconi-Dell’Utri, prima di essere eletto senatore nel collegio di Corleone. Naturalmente queste accuse vanno riscontrate, ma sono un’altra notiziona che finirebbe in prima pagina su tutti i giornali e nei titoli di tutti i tg in qualsiasi paese democratico. (altro…)

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Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia.

Il silenzio illumina l’anima, sussurra ai cuori e li unisce.

Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina al cielo;

ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo d’esilio.

K. Gibran

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Tremonti ha sferrato un attacco frontale alla legge 626 che protegge, parzialmente, la sicurezza dei lavoratori. L’ha definita sprezzantemente “una roba”, un lusso che l’Italia non può permettersi. Parla dell’Italia che destina una montagna di soldi all’Oligarchia politica la più privilegiata esistente al mondo e che ha ridotto la fetta di reddito del lavoro dipendente di quindici punti negli ultimi dieci anni. Lo stipendio di Tremonti ministro è maggiore di quello percepito dal presidente degli USA. Non credo che abbia le carte in regola per chiedere al Paese di risparmiare sulla tutela della vita dei lavoratori con una improntitudine  e la superbia di chi ha la certezza di non essere contraddetto da sindacati felloni e da una “sinistra”che non è più tale e pietisce la benevolenza  dei ricconi italiani.

 L’attacco di Tremonti è generale ed è rivolto a tutta la legge  ma credo che punti subito a sollevare le aziende dall’obbligo del pagamento dei salari nei tre giorni cosidetti di carenza in caso di infortunio e probabilmente si propone l’obiettivo di una privatizzazione dell’Inail. Oggi il lavoratore viene curato ed indennizzato ed è possibile che Tremonti pensi ad un regime in cui se un operaio si rompe un braccio o una gamba dovrebbe sbrigarsela da solo. D’altronde la stessa 626 in caso di morte del lavoratore non prevede alcun indennizzo per le famiglie che, per ottenerlo, debbono instaurare una  difficile e costosa e magari ventennale  causa civile. Può darsi che Tremonti pensa di estendere questa grave inadempienza agli infortuni non mortali. Si tratta di una massa enorme di assistiti. (altro…)

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