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Archive for novembre 2010

Pausa

La cosa che mi colpisce di più, quando torno a Milano, è l’ora della pausa pranzo. Resto imbambolato a guardare i piccoli gruppi di colleghi che escono e si dirigono verso il bar. Quella scena si ripete ogni giorno…

Mi pare di capire quasi tutto, solo osservando. C’è il più alto in grado che cammina con lo sguardo basso, come perso nelle sue profonde riflessioni. Accenna un sorriso, ogni tanto, come dire “ascolto, certo, ascolto…”, oppure guarda avanti e pontifica, come stesse arringando una folla. La differenza sta solo nella sua stanchezza, nel suo bisogno di conferme. Poi c’è il suo antipode naturale, il più basso in grado, che guarda i volti, da uno all’altro, sorridendo. Tutto gli sembra significativo, non osa dire la sua, a volte invece si lancia… da una battuta migliore o peggiore sente che dipende molto della sua storia. E poi gli altri, esseri occasionali, che sono media nel ruolo e nella compagnia, incerti se restare in silenzio come il più giovane o prendere parte, esprimersi, ma che non sembri troppo, che non sia eccessivo. Nessuno guarda mai in alto, verso il cielo. Eppure ci sono splendide nuvole oggi…

Quei ragazzi (che poi di ragazzi si stratta, basta immaginarli adolescenti, nel cortile, correre dietro a un pallone, ed è facile vederli) sono lì per denaro, sono lì per circostanza, per occasione e convenienza, per bisogno. Il loro buonumore deriva in parte dalla pausa che stanno effettuando, dal riposo meritato a cui hanno diritto. Per il resto galleggiano, in relazione con quello che c’è, compagni di viaggio quotidiani che non sono stati scelti, a cui non corrispondono, in luoghi assurdi, da cui dovrebbero evadere. Ma ostentano allegria, un’allegria costosissima, che li logora, che li renderà esangui, la sera, quando si ritroveranno nella loro casa dove potrebbero essere autentici, finalmente, ma troppo stanchi perfino per tentare.

Mi censuro, in questo sguardo. Provo tenerezza. Quei ragazzi fanno del loro meglio, si impegnano. Poi però non riesco, non ce la faccio… Li guardo con compassione, mi chiedo perché passare la vita su un palcoscenico tanto duro. E penso che la via c’è, che si può vivere in modo differente. Penso che qualunque sforzo, qualunque privazione sarebbero più giustificati della fatica di quella pausa pranzo a rincorrere parole, ruoli, giurisdizioni tra esseri che non comunicano, che se cambiassero datore di lavoro scomparirebbero, sostituirebbero con altri la funzione degli uni senza alcuna discontinuità.

Ogni volta che li vedo, mi ricordo. Ricordo la fatica delle parole al vento, sprecate, delle energie dissipate a non costruire niente, dello sforzo duro a essere-come-si-doveva, non come-si-poteva, come sarebbe stato giusto. Penso alla violenza di uno, due anni, dieci, trent’anni trascorsi così, o tutta la vita perfino. Sorrido, perché mi tornano a mente i discorsi di tante persone incontrate quest’anno, che hanno capito almeno questa pausa pranzo, almeno questo momento, e si rivolgono altrove. Qualunque impegno, qualunque costo, è inferiore a questo. Qualunque tentativo offre in cambio, almeno, la dignità.

simoneperrotti.com

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L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: i soccorsi erano stati prestati
a un egiziano irregolare che si era sentito male durante la protesta alla ex Carlo Erba a Milano

Saranno denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina “il medico curante e persone esterne” all’ospedale San Paolo di Milano, da dove è stato dimesso l’immigrato che nel pomeriggio di sabato è sceso dalla torre della ex Carlo Erba, in via Imbonati, a causa delle sue gravi condizioni di salute. Lo rende noto la questura di Milano, aggiungendo che l’immigrato è stato dimesso nella prima mattinata odierna da parte di personale medico di quell’ospedale.

I soccorsi all’immigrato sulla torre

Nel comunicato non è spiegato quali sia il medico che sarà denunciato: se quello appartenente a Emergency, che l’ha curato sulla torre, oppure un medico che l’ha assistito in seguito. “In merito ai fatti sono in corso indagini per accertare la correttezza delle procedure adottate – spiega la questura – essendo emersi da parte del medico curante e di altre persone estranee alla struttura sanitaria comportamenti che configurano l’ipotesi di reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. I fatti costituenti reato saranno oggetto di denuncia all’autorità giudiziaria”.

La Repubblica.it

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Da quando si crede un esperto di mafia senz’aver mai seguito un processo di mafia in vita sua, Pigi Battista riesce, se possibile, ad accumulare più figure barbine della sua pur ragguardevole collezione. In perfetta simbiosi con i trombettieri berlusconiani, scrive sul Corriere che “i teoremi vacillano”, tutto eccitato per le dichiarazioni dell’ex ministro Conso sul mancato rinnovo del 41-bis a centinaia di mafiosi detenuti nel ’93. Il che, a suo avviso, “smentisce facilonerie e interpretazioni che godono di molta popolarità, specialmente a sinistra”. Quali? Che la trattativa Stato-mafia nel 1992-93 fosse finalizzata a “creare una nuova forza politica di cui si preconizzava con incredibile intuito profetico l’egemonia sulla Seconda Repubblica”. La tecnica è esemplare: si attribuisce a una misteriosa “sinistra” facilonerie e interpretazioni mai dette da nessuno, poi si usa Conso per smentirle: “L’alleggerimento sul 41-bis era già stato realizzato da un mondo lontanissimo dal berlusconismo politico in nascita”. Cioè dai governi Amato e Ciampi che, essendo “di centrosinistra” (in realtà di pentapartito, il Pds non c’era), non potevano “far parte di un ‘complotto’ orchestrato dalla mafia e dalla nuova politica dell’utrian-berlusconiana”. Il pover’uomo, approdato in tarda età a occuparsi di queste vicende, non ha mai letto un libro né una pagina di atti giudiziari. E, da buon orecchiante, fa due più due: siccome il 41-bis l’ha alleggerito Conso, la nascita di Forza Italia non c’entra con la trattativa. Non sa che da 15 anni i magistrati lavorano intorno ad almeno due trattative: quella degli ultimi scampoli di Prima Repubblica (1992-93) per fermare le stragi, e quella dei primi vagiti della presunta Seconda (1993-94), per rimpiazzare gattopardescamente la Prima con una nuova classe politica ancor più compromessa con la mafia, ma dotata di un potere contrattuale più forte di quello dei partiti agonizzanti per Tangentopoli. (altro…)

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Otto minuti e ventidue secondi. I video su youtube in genere sono di due tipi: brevi, con slogan, incisivi ma mai troppo argomentati; oppure lunghi, magari statici, che colpiscono meno, ma che forniscono argomentazioni e opinioni. I primi sono indicati per promozioni, per veicolare messaggi da approfondire in altra sede, gli altri servono a spiegare argomentando.

Così, quando sul canale di Mariastella Gelmini è stato pubblicato un nuovo video, guardando alla durata, otto minuti e ventidue secondi, ho sperato che fosse carico di critiche argomentate alle proteste studentesche. Invece no. Otto minuti e ventidue secondi per dire che la riforma è una bella riforma, che bisogna approvarla, che non bisogna farsi strumentalizzare. Luoghi comuni e frasi fatte. Come un’alunna poco preparata di fronte a un’interrogazione, guardando in camera, pronuncia le parole magiche: “strumentalizzazione”, “baroni”, “centri sociali”, “finanziamenti a pioggia”, “status quo”. Le mani, una sull’altra, si aprono, talvolta, come per spiegare meglio concetti non espressi.

Se quel video fosse stato un’interrogazione, dopo cinque minuti (forse meno), qualunque professore l’avrebbe interrotta: “In sostanza?” avrebbe chiesto. (altro…)

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In oltre 8100 supermercati in tutte le citta’ italiane e’ possibile oggi fare la spesa e al tempo stesso, compiere un gesto di solidarieta’ in occasione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. A promuovere l’evento e’ la Fondazione Banco Alimentare Onlus che da anni si occupa di sostenere le persone piu’ povere, attraverso donazioni di cibo e non solo. Oltre 100 mila volontari sono all’ingresso dei punti vendita un sacchetto da riempire con prodotti non deperibili e prodotti per l’infanzia.
“Un’iniziativa che fa bene a chi riceve ma anche a chi dona”, ha sottolineato alla Radio Vaticana mons. Marco Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus.

www.agi.it

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In una settimana ha raccolto un milione e mezzo di visite. Un minuto per una lunga storia d’amore, raccontata da un bambino, che ribalta le teorie della pubblicità. La storia di “Perché mi piaci” è un fenomeno del Web 2.0, perché questa pubblicità, che tutti vogliono, inizialmente era stata snobbata.

Lo spot riprende il concetto latino di “scripta manent” (quel che è scritto resta) e sta facendo innamorare la Rete, come i suoi creatori, tre giovani creativi milanesi, non avrebbero mai immaginato. Soprattutto se si considera che la loro idea era stata scartata dagli addetti ai lavori perché considerata deprimente.

Il racconto, infatti, lascia intendere un ideale passaggio dalla freschezza delle parole del bambino verso la sua fidanzatina alla vecchiaia di una coppia, la malattia e l’inesorabile fine di un’esistenza. Eppure, colpisce e commuove.

Davide Mardegan, 26 anni, co-fondatore dell’agenzia Cric insieme al coetaneo Clemente De Muro, copywriter, e Niccolò Dal Corso, 28enne produttore esecutivo, hanno avuto l’idea di girare comunque lo spot e postarlo su Vimeo e sui loro rispettivi profili.

Il successo è stato incredibile: il video è cliccato in tutto il mondo (grazie ai sottotitoli in inglese) e sta diventando un allegato ideale per le dichiarazioni d’amore. C’è chi manda il link al video, chi trascrive il testo e lo pubblica sul proprio blog, sul profilo Facebook o sulla bacheca di un amico o un’amica.

Dalla stroncatura, probabilmente frettolosa, dei soliti esperti, ora la società ha aperto le trattative per garantire al miglior offerente questo medesimo spot, da girare nuovamente inserendo il marchio.

Miracoli delle reti sociali, del rating dal basso al quale ogni prodotto, ogni tipo di comunicazione dovrà sempre più abituarsi a sottostare. E come insegna la vicenda di questi tre ragazzi che hanno deciso di fare in proprio, dietro l’angolo c’è la grande occasione.

oneweb2.0

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