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Archive for settembre 2011

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Il nostro Presidente del Consiglio compie 75 anni. E’ il leader politico più anziano di tutto l’Occidente, il secondo al mondo dopo quello indiano. E la BBC ha deciso di festeggiare Silvio Berlusconi come si deve, con unsimpatico quiz, 10 domande a risposta multipla tutte da scoprire (qui in italiano). Eccone alcune, sempre per quella storia dell’autorevolezza:

Nel maggio 2010 Berlusconi chiese alla polizia di liberare una danzatrice marocchina 17enne accusata di furto e sostenne che fosse parente di un Capo di Stato. Quale?

– Il libico Muhammar Gheddafi
– Il re del Marocco Mohammed VI
– L’egiziano Hosni Mubarak (altro…)

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Di questi tempi, meglio far finta di niente, che il malumore è già tanto …sssshhh … fate piano … ecco a voi l’unico quotidiano italiano – mica comeuna volta – che oggi ha deciso di far sparire dalla prima pagina la notizia del salvataggio del Ministro palermitano Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, il Ministro che ieri ha evitato la sfiducia proprio grazie ai voti della Lega Nord.

da nonleggerlo.blogspot.com

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Palazzo Madama rimanda a novembre l’istituzione della Commissione che deve riformulare l’articolo 81 della Costituzione per il pareggio di bilancio e l’abolizione delle Province. Lega e Pdl si mettono di traverso, il Terzo Polo non partecipa al voto, l’Idv e il Pd protestano.

La riduzione dei parlamentari? Non è urgente. L’istituzione di una Commissione speciale con il compito di elaborare testi di riforma costituzionale che prevedano, tra le altre cose, la riformulazione dell’articolo 81 della Costituzione ai fini del perseguimento del pareggio di bilancio e l’abolizione delle Province? Rimandata a novembre. A decidere, l’aula del Senato.E così la Casta ha perso l’ennesima occasione per dimostrare di voler davvero diminuire i costi della politica. Ieri a Palazzo Madama si è discusso di questo, in una seduta fiume, con dichiarazioni surreali, evidentemente tese più ad ottenere il mantenimento dello status quo, salvando la faccia, che ad avanzare di qualche millimetro sull’abbattimento dei costi della politica. (altro…)

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Anche coloro che fino a ieri hanno esitato trovano adesso il coraggio di scriverlo: il governo di Berlusconi è un cattivo governo. Ma con una nuova trovata: la caduta del governo non cambierà nulla, perché il problema vero del Paese, problema profondo e strutturale, è “l´esistenza di un immane blocco sociale conservatore – così scrive Ernesto Galli della Loggia – il cui obiettivo è la sopravvivenza e l´immobilità.” Un blocco formato da ceti professionali e alti burocrati, dall´ordine giudiziario, giù giù fino ai commercianti evasori, ai farmacisti, ai proprietari di tassì. Quello è il macigno che blocca l´Italia. (altro…)

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Un simulacro di governo e una maggioranza a pezzi vogliono impadronirsi della vita e della libertà delle persone, con un attacco senza precedenti contro i diritti fondamentali. Si dice che i colpi di coda dell´animale ferito siano i più pericolosi. È quello che sta accadendo.
Dopo che l´articolo 8 del decreto sulla manovra economica ha cancellato aspetti essenziali del diritto del lavoro, ora si proclama la volontà di far approvare, con procedure accelerate e voti di fiducia, leggi che mettono il bavaglio all´informazione e negano il diritto di morire con dignità. Sarebbero così cancellati altri diritti. Quello di ogni cittadino ad essere informato, continuando così a vivere in una società democratica invece d´essere traghettato verso un mondo di miserabili arcana imperii. (altro…)

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Se Berlusconi lasciasse la guida del governo, si aprirebbe una possibilità: si potrebbe ricominciare a discutere del ruolo della magistratura in questo paese…”. Ecco finalmente spiegato, grazie al professor Angelo Panebianco, perché anche il Corriere della Sera ha deciso, con 17 anni di ritardo, di scaricare Pompetta B: per poter finalmente parlare “di cose come l’uso politico delle intercettazioni e la fine che hanno fatto, grazie al famoso circo mediatico-giudiziario, la tutela della privacy, la presunzione di non colpevolezza, eccetera”. Insomma del “grande scontro fra politica e magistratura” che, a suo
dire, cominciò il 3 ottobre 1985, quando Cossiga proibì, minacciando
l’invio dei carabinieri, al Csm di difendere – come prevede la
Costituzione e la legge istitutiva dell’organo di autogoverno delle
toghe – i magistrati aggrediti e minacciati da Craxi per aver osato
scoprire con le mani nel sacco vari socialisti ladri a Torino
(scandalo Zampini), Milano (P2, Ambrosiano, Calvi, caso Icomec), a
Savona (caso Teardo), a Trento (inchieste di Carlo Palermo) e così
via. Panebianco la racconta così: “Cossiga inviò una lettera in cui vietava
al Csm di mettere ai voti una censura nei confronti del presidente del
Consiglio Craxi. (altro…)

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Tutto il mondo sa che in Italia c’è armonia assoluta fra il presidente del Consiglio e i suoi amministrati. Perciò ha destato qualche impressione il comportamento degli imprenditori edili che ieri hanno contestato in pubblico il ministro Matteoli. Da un esame dei giornali dell’ultimo anno risulta infatti che i bolscevichi del mattone sono la prima categoria a manifestare sfiducia nei confronti del governo della libertà, se soltanto si escludono: i veri liberali, gli italiani che non possono espatriare a Bali, i tartassati, gli affamati, gli ultimi e incorreggibili incensurati, i frequentatori del divano della Dandini, i costruttori del tunnel sotto il Gran Sasso finanziato dalla Gelmini, gli orfani e le vedove di Santoro, i nostalgici inconsolabili del decoro, le escort non invitate, le escort invitate ma politicamente non sistemate, il popolo delle partite Iva, i precari a cui lo stipendio non arriva, i vampiri delle intercettazioni, gli elettori leghisti a cui cominciano a girare i Maroni, gli immigrati assiepati sui moli, i costituzionalisti allergici a Calderoli. (altro…)

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Siete tutti invitati a condividere, postare (anche su facebook e su twitter), questo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, cosiddetto ammazza-blog.

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.  (altro…)

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"Noi li onoriamo così”: questo è lo slogan sotto la foto dei giudici Falcone e Borsellino che a ottobre 2010 ha fatto la sua comparsa nei comuni della Lombardia con cui la Lega rivendicava i risultati della lotta alla mafia.

Romano si salva e va da Berlusconi. Di Pietro: “Voto di scambio, come tra mafiosi”

Il ministro delle politiche agricole: ”Quello che un tempo era l’ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte”.

“Non ci saranno sorprese”. Umberto Bossi lo aveva garantito: il voto su Saverio Romano è certo, sicura la “salvezza” per il ministro delle politiche agricole accusato di associazione esterna di stampo mafioso. E così è stato: la mozione di sfiducia è stata respinta con 315 voti, favorevoli 294. Polemiche sull’astensione dei Radicali, inattesa. Tanto che il Pd sta valutando l’espulsione. “E’ stato un comportamento incomprensibile e intollerabile”, ha detto il capogruppo Dario Franceschini.Comunque il risultato era annunciato. Incassata la vittoria, Romano è andato da Silvio Berlusconi. “Ci siamo abbracciati, abbiamo fatto i conti, 315 più gli assenti giustificati, la maggioranza è di 325″, ha riferito. (altro…)

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Ieri sera a Ballarò l’onorevole avvocato Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ha informato la cittadinanza in ascolto (tra le innumerevoli altre cose) che

«Pochi sanno che le Borse europee sono in picchiata da dieci anni. La stessa Germania, negli ultimi dieci anni ha perso il 30 per cento, la borsa. L’Italia ha perso il 60 per cento, la Francia il 50 per cento, circa. Punto più, punto meno»

Dal minuto 11 al minuto 11:20, girga, come direbbe il ministro. Non sappiamo dove La Russa abbia trovato questi dati.

Noi invece abbiamo controllato sui database del sistema Bloomberg Professional, ed otteniamo dati lievemente differenti. Dal 28 settembre 2001 al 28 settembre 2011, utilizzando una base mensile rolling, le variazioni sono le seguenti:

  • Dax (Germania) +30,39%
  • Cac 40 (Francia) -26,10%
  • Ftse MIB (Italia) -49,5% (altro…)

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Leggendo le esternazioni del cardinal Bagnasco su Berlusconi Sandro Bondi si è improvvisamente accorto che la chiesa dovrebbe offrire una guida lontana da ogni “tentazione politicista”.
Peccato, però, che fino al giorno prima se ne fosse sistematicamente dimenticato: a partire dal 2005, quando i vescovi misero in piedi una vera e propria campagna per l’astensione nei referendum sulla fecondazione assistita, e poi negli anni successivi, durante i quali la chiesa ha partecipato attivamente al dibattito politico sul testamento biologico, sulle coppie di fatto, sul matrimonio gay, sulla contraccezione d’emergenza, sulla pillola abortiva, sull’eutanasia, sulla ricerca scientifica, sulle staminali embrionali e via discorrendo. (altro…)

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Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ci ha inviato questa lettera, dopo la pubblicazione del video della festa di camorra a Napoli:

«Quanto accaduto in occasione della Festa dei Gigli, organizzata nella sesta municipalità del Comune, è un episodio vergognoso che questa amministrazione non può che stigmatizzare.

Come non possiamo che stigmatizzare quanti, rivestendo ruoli istituzionali laici o religiosi, prendono parte a simili occasioni, di fatto avallando il tentativo del crimine organizzato di controllare il tessuto sociale anche per mezzo di comportamenti “simbolici” assolutamente inaccettabili.

Questa amministrazione ha fatto della lotta alla camorra e della battaglia per la legalità la stella polare del suo governo e del suo operato e non intende indietreggiare da questo impegno, che necessità della rottura del rapporto fra crimine organizzato e una certa parte della politica, dell’imprenditoria, delle istituzioni. (altro…)

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Caro direttore, l’editoriale di domenica di Ernesto Galli della Loggia («Una commedia italiana») ha avuto il merito di dire chiaramente una cosa apparentemente banale (molti, nell’attuale centro-destra, sono convinti che Berlusconi dovrebbe cedere la guida del governo, e nessuno, o quasi, lo dice pubblicamente): ma essa equivale a mettere il dito nella piaga più profonda che affligge il nostro sistema politico. Credo che quasi tutti, anche a sinistra, convengano che il Paese avrebbe bisogno non solo di un governo credibile, ma anche, stabilmente, di una destra politica seria, in grado di proporsi come alternativa ragionevole e non «apocalittica» ad una sinistra a sua volta capace di offrirsi credibilmente come alternativa ragionevole e non «apocalittica» a quella destra; avrebbe bisogno di una destra e di una sinistra che siano anche capaci, al bisogno, di concordare e di decidere se vi sono necessità politiche straordinarie da affrontare insieme per il Paese. (altro…)

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Così Berlusconi non era una vittima di ricatti, ma quello che pagava Tarantini perché mentisse ai magistrati.
Il premier sapeva che le ragazze in tubino nero portate dal compare alle “cene eleganti” erano prostitute e non nipoti di statisti stranieri o ricercatrici del Cnr. La montagna di soldi versati a Gianpaolo Tarantini tramite Valter Lavitola, il quale per inciso ne tratteneva la gran parte, non erano l’aiuto a una famiglia in difficoltà finanziaria, ma il prezzo di una corruzione. Siamo sorpresi dalle conclusioni del Tribunale del Riesame? Forse no. Con buona pace dei difensori d’ufficio alla Ferrara e alla Minzolini pagati coi nostri soldi per raccontarci penose scemenze. (altro…)

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