Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for luglio 2012

Scoppia la polemica sull’aumento delle tasse per gli universitari fuoricorso. Dopo l’approvazione dell’emendamento sulla spending review, che consente agli atenei di aumentare le tasse fino a raddoppiarle, gli studenti minacciano di scendere in piazza. Per Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil, «l’idea che si possano recuperare i fuori corso attraverso l’aumento delle tasse universitarie è assurda e pericolosa».
«Dietro il fenomeno dei fuoricorso — continua Pantaleo — ci sono molteplici ragioni non sempre documentabili. Il rischio è la penalizzazione dei più deboli, perché chi è ricco potrà tranquillamente continuare a frequentare l’università anche con l’aumento delle tasse». (altro…)

Read Full Post »

Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Non parliamo di quelli che c’erano nel passato “normale”. Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Altre volte semplicemente sono svaniti come nell’effetto speciale di un film. C’erano, e occupavano spazio, notizie, interviste, talk show. C’erano e non ci sono più. Sono ancora in giro, ma non in favore di telecamere. Se parlano non si sente la voce. E non trascinano nessuno. Il fenomeno non è solo italiano. (altro…)

Read Full Post »

La scelta, drammatica, per i tarantini è tra la disoccupazione e l’emigrazione o la morte per tumore. E’ sconvolgente. A gridare “il re è nudo” è stata ancora una volta la magistratura, che va ringraziata. La politica è morta e Taranto è il suo cimitero.

Intervista a Federico Catucci uno degli organizer degli Amici di Beppe Grillo di Taranto

Taranto e il cosiddetto sviluppo
Sono Federico Catucci del Meet Up 192 Amici di Beppe Grillo Taranto.
Taranto paga per intero le conseguenze del cosiddetto sviluppo basato sulla famosa catena lineare della produzione e su tre momenti in particolare: estrazione materia prima – lavorazione del prodotto estratto – smaltimento.
Un vecchio modello di sviluppo che causa oltre alla predazione e al consumo delle risorse anche inquinamento e disuguaglianza. Un modello che va immediatamente sostituito da un sistema dove l’elemento centrale della politica sono gli abitanti, l’ecosistema, la biodiversità e non più il profitto e i benefici di pochi a danno di molti. (altro…)

Read Full Post »

Dopo Ingroia in Guatemala, manderanno Scarpinato in Colombia?

“Beppe, sicuramente non leggerai queste righe, in ogni modo consiglio di riportare integralmente l’intervento del Magistrato SCARPINATO letto in occasione delle celebrazioni del ventennale della morte di Paolo Borsellino. Credo rispecchi il pensiero degli italiani onesti, che sono la stragrande maggioranza. E’ una lettera che dovrebbe essere pubblicata integralmente fino al giorno delle elezioni politiche del 2013. Si tratta di un documento/testamento di un altro grande Magistrato che ha avuto il coraggio di pronunciare parole dure nei confronti dei responsabili politici a tutti i livelli che “emanano puzzo del compromesso morale” i quali molto probabilmente faranno di tutto per farlo tacere.” Giovanni P., palermo.

Da beppegrillo.itdel 28/07/2012.

Read Full Post »

Le centinaia di morti per i veleni dell’Ilva di Taranto sono morti di un Dio minore. Nessun rimorso, nessuno che si sente di dover chiedere scusa, nessun monito dall’alto colle (impegnato nel dolore per la perdita del consigliere, stroncato “dalla cultura del sospetto”, che in altri paesi chiamano trasparenza).
Sono lì tutti a fare il tifo per il tribunale del Riesameaffinchè riveda ladecisione di chiudere gli impianti.
Il presidente di Confindustria sostiene che queste decisioni creano sconcerto soprattutto negli investitori stranieri (stesse parole usate da altri imprenditori dopo la sentenza contro la Thyssen). Voglio vederli, questi investitori, che decidono di investire o meno nel nostro paese solo se sanno di poter inquinare terreni, acque e aria rimanendo impuniti.
Sembra che tutti stiano sperando che tutto torni come prima: il lavoro può riprendere, i laminati escono dagli impianti e i veleni dalle ciminiere.
E il rispetto della vita? E il rispetto delle leggi?
Che la magistratura si faccia da parte, suvvia.
Da unoenessuno.blogspot.it

Read Full Post »

Read Full Post »

STATO-MAFIA, PARLA IL PENTITO GASPARE MUTOLO.

È stato l’autista di Riina: “Dopo l’arresto sono andati a casa sua, c’erano cose che inguaiavano i politici, hanno fatto finta di nulla. Senza di noi non ci sarebbe stata la Dc e nemmeno Berlusconi. Ingroia lo mandano in Guatemala, lui sa che è meglio così”.

Il nome di un morto e la sua strada, “tutt’assieme” come direbbe lui.Gaspare Mutolo, pentito di mafia, ha una personale mappa di Palermo: è un cimitero senza pace. Oggi la città dell’odio la dipinge ad olio, ed è soprattutto mare. In mezzo vent’anni di collaborazione con le istituzioni: il salto nel vuoto, dall’altra di una barricata con pochissimi eroi e troppi farabutti (tanti travestiti da uomini dello Stato), l’ha fatta con e per Giovanni Falcone. È lui il pentito che Borsellino stava interrogando nei dintorni di Roma, quando ricevette la famosa convocazione dal ministro. Mutolo, come succede che un mafioso si pente? Perché vengono traditi i sentimenti e non si ha più paura. (altro…)

Read Full Post »

Da eccesatira.blogspot.it

Read Full Post »

CHE meraviglia queste tre ragazze italiane, questi tre profili sul podio: un airone sottile, una bambola bambina, una madre con le prime rughe. Elisa, Arianna, Valentina. Che spettacolo queste tre donne così diverse così uguali, nemiche e compagne di squadra, rivali e vicine di letto. BELLE come il sole direbbero e diranno le loro mamme: sei bella come il sole. Ciascuna lo è. Che sorrisi, che impresa. Quanto dolore perdere di un soffio, quella lacrima che scende e la mano con le unghie blu di Arianna Errigo che la asciuga, che meraviglia vincere all’ultima stoccata, gli occhi che cercano il cielo di Elisa Di Francisca, in un secondo che ti giochi tutto in quell’attimo e non vedi non senti altro che sì, è la tua volta, è il tuo momento. È adesso. (altro…)

Read Full Post »

ALFANO MINACCIA: BASTA ASPETTARE PRESSING SU VIA ARENULA.

Il giorno dei funerali di Loris D’Ambrosio non era proprio quello giusto. Ma ci ha pensato invece il segretario di via dell’Umiltà, Angelino Alfano, ad avvelenare ancora di più gli animi, ricordando che è l’ora di approvare la legge sulle intercettazioni, più nota come ‘legge bavaglio’. Poi, inaspettatamente, è arrivato anche il Csm a dire, più o meno, la stessa cosa. E tutto è diventato improvvisamente fin troppo chiaro. Il ministro della Giustizia, Paola Severino, è riuscita fino ad oggi a bloccare l’approvazione definitiva del provvedimento, firmato proprio Alfano che giace alla Camera, sostenendo di dover porre alla maggioranza alcune sue personali modifiche attraverso un nuovo ddl.
INSOMMA, niente si stava più muovendo in attesa delle comunicazioni del ministro, ma l’affaire Quirinale e lo sgomento per la morte di D’Ambrosio erano un’occasione davvero troppo ghiotta per non convincere i berlusconiani a strumentalizzare il tutto a loro vantaggio. (altro…)

Read Full Post »

Come molte altre storie italiane, la vicenda dell’Ilva di Taranto è prima di tutto misteriosa. Nel senso che, anche avendo letto le mille pagine di giornale ad essa dedicata (quelle esplicative e quelle di commento), la materia del contendere muta con il mutare delle opinioni in campo: che l’Ilva stia uccidendo uno ad uno i tarantini, o che emetta vapori balsamici da aspirare con voluttà, dipende più dal vigore polemico delle forze in campo che dall’esposizione di dati inoppugnabili. Formidabile, in questo senso, è il comunicato a pagamento della Federacciai pubblicato su alcuni quotidiani. (altro…)

Read Full Post »

Capita di tutto, nel manicomio chiamato “politica”. Anche di ricevere lezioni di giornalismo da Luciano Violante. Il quale, sul bollettino del Pd chiamato Unità, rimbecca Sergio Rizzo del Corriere per aver detto, a proposito del caso D’Ambrosio, che “i giornalisti si limitano a riportare i fatti che accadono”. “Non sono d’accordo – ribatte Violante -. Il giornalista non è un cane da riporto” e “la notizia ha un significato diverso a seconda del modo in cui è data”. Però, che genio. Meno male che c’è lui, perchè non ci aveva mai pensato nessuno. Ma le scoperte non sono finite: “Nella società dei mezzi di comunicazione è possibile che il comunicatore non abbia alcuna responsabilità professionale? Egli forma l’opinione pubblica, a nascere giudizi e schieramenti. Può distruggere la reputazione di un uomo o creare un mito”. Infatti, negli anni 70, un modesto magistrato torinese divenne un mito per la sinistra grazie ai mezzi di comunicazione (“cani da riporto”?) che enfatizzarono una sua inchiesta su un golpe inesistente, dopodichè entrò in politica e non ne uscì più. Si chiamava Violante. (altro…)

Read Full Post »

Superato il non possumus dei cattolici democratici, a palazzo Marino la maggioranza ricompone almeno in parte la frattura sul voto al registro delle unioni civili. I quattro consiglieri che per due giorni hanno fatto temere un voto contrario alla delibera consiliare che istituisce il registro delle coppie di fatto si astengono dal voto. E il Consiglio può arrivare così all’approvazione del provvedimento senza troppe difficoltà. Anche perché la mediazione trovata con l’area cattolica del partito tiene conto di alcune richieste avanzate dai quattro consiglieri del Pdl favorevoli all’istituzione del registro. Fino a ieri il nodo stava tutto nel termine «famiglia». (altro…)

Read Full Post »

Il regime continua. Formigoni, governatore berlusconiano, di fronte a indagini che svelano ciclopici do ut des con faccendieri in galera dichiara “tutto qua?”, ufficializzando l’indigenza assoluta della fibra morale di un intero ceto politico. Niccolò Zanon, membro berlusconiano del Csm, propone il procedimento disciplinare contro Roberto Scarpinato per una verità nota anche ai sassi: nelle commemorazioni per Borsellino si vedono “talora nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa dei valori di giustizia e di legalità”. Due gesti impensabili in ogni altro paese europeo, da noi di ordinaria tracotanza partitocratica. Lo spread istituzionale, politico, morale, è tutto e nella “banalità del male” con cui ogni giorno le nomenklature compiono gesti analoghi. (altro…)

Read Full Post »

Chi si muove dietro gli emendamenti alla spending review.

ROMA — Si sono acquattati dietro il nastro rosso che da qualche tempo demarca il loro recinto, al primo piano di Palazzo Madama. Anche ieri i lobbisti non hanno mollato l’osso, fino a tarda sera. Per giorni e notti pronti ad agganciare i senatori della commissione Bilancio dalle cui mani passavano i destini delle loro aziende e dei loro committenti. Ora più pubblici che privati. E ancora una volta tornano a casa dimezzando quanto meno le perdite, attenuando gli affondi di “Mr. Forbici” Enrico Bondi. Hanno potuto contare, come sempre, sulla sponda convinta di parecchi senatori. Senza distinzione di schieramento. (altro…)

Read Full Post »

Read Full Post »

L’Ilva non risponde sui soldi che investirà per la bonifica dello stabilimento di Taranto.

Basta una domanda, e una risposta che non arriva, che la Taranto avvelenata a morte da fumi, diossine e polveri sottili aspetta da anni, per mettere in difficoltà il colosso dell’acciaio, l’Ilva. Dottor Bruno Ferrante, ci dice quanti soldi investiranno l’Ilva spa e la famiglia Riva per le bonifiche e il risanamento dello stabilimento? “La domanda è precisa, ma non può avere una risposta altrettanto precisa. Perché non è ancora chiaro quali misure bisogna adottare e soprattutto chi le deve prendere”. Fine. Questo sa dire il presidente dell’Ilva (ex vicecapo della Polizia, ex prefetto ed ex candidato del Pd alla carica di sindaco di Milano) a una città in ginocchio. Nessun riferimento neppure a quei 7 milioni e 200 mila euro che il ministro Clini e il governo indicano come parte dei 336 milioni di investimenti del protocollo per Taranto, messi a disposizione da fantomatici “privati”. La città ieri era isolata dal resto d’Italia. (altro…)

Read Full Post »

LO SBIGOTTIMENTO DEI PM DOPO L’ISPEZIONE GIUDIZIALE.

L’inchiesta giudiziaria sull’Ilva non racconta un girone infernale. Al contrario: descrive un inferno con tutti i suoi gironi. Campi e animali contaminati dalla diossina per un raggio di 20 chilometri, una tonnellata e mezza di polveri tossiche sparata in cielo ogni giorno, per un totale di 544 tonnellate l’anno, tra gli 83 e i 91 morti d’inquinamento accertati fuori dalla fabbrica e centinaia invece, tra gli operai. IN QUEST’INFERNO non mancavano – secondo l’accusa del procuratore Francesco Sebastio – i guardiani degl’inferi che, nello stabilimento siderurgico, prendono il nome di “responsabili delle aree”. In quattro – Marco Andelmi, Ivan di Maggio, Salvatore De Felice e Salvatore D’Alò – “forti del sostegno della ‘proprietà’, ossequiosi alle indicazioni che ricevevano, cedendo alla logica del profitto personale e reprimendo ogni rigurgito di coscienza, hanno consentito la disastrosa gestione dei rispettivi settori. (altro…)

Read Full Post »

È COME se avessimo infranto un tabù. Nel momento più acuto della crisi del debito il ministro dell’Economia, incurante del potenziale conflitto di interessi, si è affrettato a scrivere un’accorata difesa delle fondazioni bancarie in risposta alla nostra lettera aperta. Queste ultime erano presenti, ai massimi livelli, assieme ai vertici dei maggiori istituti di credito, al seminario convocato lunedì scorso da Mediobanca proprio per discutere dello studio di cui avevamo dato notizia. Purtroppo il seminario è stato un monologo delle fondazioni, difese a priori dal moderatore, che ha candidamente confessato di non aver letto il rapporto Mediobanca e non ha concesso alcun dubbio o interlocuzione col pubblico per evitare un “dibattito disordinato”. (altro…)

Read Full Post »

Le parole sono sassi, e il cuore del civil servant D’Ambrosio potrebbe avere ceduto anche per qualche parola di troppo letta sui giornali. Ma la materia è così delicata, così controversa, che bisognerebbe maneggiarla con infinito pudore, specie se si è giornalisti, e dunque responsabili di quelle armi improprie che sono le parole. Sicuramente non da picchiatore a mezzo stampa, ma da satirico sbadato ho anche io qualche offesa ingiustificata da rimproverarmi, e un paio di rimorsi, in trentacinque anni di parole pubbliche, li ho accumulati. (altro…)

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »