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Archive for settembre 2012

Ci risiamo. Come alla fine di ogni legislatura, ecco riesplodere il bubbone delle carceri e riaffacciarsi la solita lagna dell’amnistia e/o dell’indulto. Il presidente Napolitano chiede al Parlamento di approvare alla svelta “proposte volte a incidere sulle cause strutturali della degenerazione dello stato delle carceri”. E fin qui niente da dire, visto che il numero dei detenuti sfiora ormai quota 70 mila su 45 mila posti-cella. Poi però il capo dello Stato suggerisce “l’introduzione di pene alternative alla prigione” ed evoca “un possibile speciale ricorso a misure di clemenza”, addirittura auspicando la riforma “dell’art. 79 della Costituzione che a ciò oppone così rilevanti ostacoli” perché prevede per amnistia e indulto la maggioranza dei due terzi. E qui, francamente, cascano le braccia: perché l’amnistia e/o l’indulto non incidono affatto sulle “cause strutturali dell’affollamento delle carceri, visto che intervengono sulla popolazione già detenuta, mandandone fuori una parte con l’estinzione dei reati o delle pene. (altro…)

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Se questa lettera è falsa, mette spavento. Se è vera, molto di più. Fra i documenti sequestrati dalla magistratura al faccendiere Valter Lavitola spunta un appello chilometrico e accorato a Berlusconi. Il cosiddetto direttore del fu «Avanti!». Lavitola appunto, lo avrebbe scritto alla vigilia dell’ultimo Natale dal rifugio di Rio de Janeiro, prima di rientrare in Italia e consegnarsi alla giustizia.

Parole in libertà, anche dalla grammatica, che raccontano gli ultimi anni di questo disgraziato Paese meglio di un trattato politico o di una gag di Cetto La Qualunque, dando corpo ai sospetti, alle angosce e alle vergogne che hanno tratteggiato il crepuscolo del regimetto silviesco. Riporterò un’antologia di brani scelti, limitandomi a qualche commento in corsivo che dedico al fustigatore dei Lavitola di ogni epoca: Totò.   (altro…)

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Aprirà questa serie un’inchiesta di Bernardo Iovene, Parlamento 2012: il parlamento italiano appare screditato agli occhi dei cittadini e siamo forse al punto più basso della storia recente, ne sono consapevoli gli stessi deputati e senatori. Chi sono e quanti sono i parlamentari condannati in primo grado, condanne definitive, o rinviati a giudizio per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni? E’ giusto che questi parlamentari possano rimanere al loro posto o ricandidarsi, in attesa di sentenza definitiva? Proposte di legge sull’incandidabilità e il decreto anticorruzione (quello che l’Ocse chiede da 20 anni) sono ostacolati da quasi tutti i partiti. Perché? (altro…)

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Legislatura durata solo due anni e mezzo, ma il vitalizio è possibile.

ROMA — Il roseo futuro dei consiglieri regionali del Lazio è tutto nelle mani del signor Costantino Vespasiano. Nome e cognome imperiali per il direttore dell’ufficio legislativo della Pisana che, in queste ore, ha il compito di dirimere una questione normativa che sta a cuore a una quarantina di persone: tanti sono quei consiglieri che si trovano in Regione per la prima legislatura. Hanno maturato o no il diritto a prendere un assegno di circa 3.800 euro lordi al mese per tutta la vita? Nei corridoi del consiglio non si parla d’altro. (altro…)

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Nelle delibere la prova che la Regione li controllò due volte.

MILANO — Formigoni conosceva i bilanci della fondazione Maugeri. Questo si deduce dalla lettura degli atti ufficiali della giunta regionale e del ministero della Salute. L’ultima bugia del governatore lombardo indagato per corruzione proprio per aver preso 7,8 milioni di euro in benefit dai consulenti della clinica pavese Piero Daccò e Antonio Simone, emerge dalla lettura di due documenti. Il primo è una delibera del 2004 con il quale la Regione esprime parere favorevole affinché il ministero confermi lo status di Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, alla fondazione: l’atto viene poi recepito da un decreto ministeriale del 2005 controfirmato da Formigoni. Il secondo è una delibera del 2008 seguita da un decreto del 2009. «NON CONTROLLIAMO NOI» Il 25 luglio Formigoni dice, parlando in commissione Salute al Senato: «Le fondazioni Maugeri e San Raffaele sono enti a rilevanza nazionale, con autonomia e personalità giuridica. La vigilanza sui bilanci degli Irccs spetta al ministero della Salute: se avessi, come presidente di Regione, chiesto informazioni sui bilanci, mi avrebbero risposto “Formigoni, sta’ a casa tua”. (altro…)

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Lo hanno ribattezzato “emendamento anti Batman”. O anche “emendamento fumo negli occhi”. Perché il Pdl, sul ddl corruzione, mentre sbandiera la presentazione di una modifica che introduce il reato di uso illecito dei rimborsi elettorali (anti Fiorito, dunque, che era uno di loro), dall’altra continua a tenere duro sull’eliminazione del reato di traffico di influenze e sulla corruzione tra privati, perché tutto rimanga come ora. E rispolvera addirittura la norma “salva Ruby”. TIRA ARIA pesante al Senato sul ddl corruzione. La partita che si è aperta ieri sera in commissione Giustizia con la presentazione finale degli emendamenti appare tutta in salita. Ancora ieri sia Bersani sia Casini e Di Pietro hanno chiesto a gran voce al ministro Paola Severino di porre la fiducia sul testo uscito dalla Camera in modo da approvare la legge il più rapidamente possibile, ma la Guardasigilli nicchia, convinta di riuscire ancora a strappare una mediazione sulle modifiche che eviti ulteriori strappi. (altro…)

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Solo gli italiani possiedono il talento di trasformare le tragedie in farsa. Non avevamo ancora finito di ripiegare i fazzoletti per la condanna ingiusta di Sallusti – reo di avere pubblicato sul giornale da lui diretto un articolo che diffamava un magistrato – quando il giornalista e onorevole Renato Farina ha preso la parola alla Camera e ha ammesso di esserne lui l’autore, celato dietro lo pseudonimo immeritato di Dreyfus, vittima vera. Un salto di qualità rispetto al precedente nome in codice, Betulla, in auge quando Farina confezionava veline per i servizi segreti. In un crescendo triste, Betulla Dreyfus ha riconosciuto che il suo articolo non esprimeva un’opinione, ma propalava deliberatamente una menzogna: infatti il giudice, per il quale il corsivo incriminato auspicava la condanna a morte, non aveva ordinato l’aborto di una minorenne. Lo aveva soltanto autorizzato su richiesta degli interessati, come prevede la legge.  (altro…)

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ROMA — Sulla legge elettorale Carlo Vizzini, il presidente della commissione Affari costituzionali, riassume lo stato dell’arte con un detto siciliano: «Siamo   all’annacamento». Significa: «Massimo movimento con il minimo di spostamento   ». Insomma, nulla di fatto ieri in Parlamento, eccetto le dichiarazioni di   buona volontà. E un ultimatum — che i   partiti si rimpallano l’un l’altro: «Martedì prossimo bisogna cominciare a votare in Senato». In commissione, cercando un testo base. Oppure si va in aula tra un paio di settimane e allora la confusione sarà grande, perché di testi all’esame ce ne sono ben 46. Questo sulla scena parlamentare. Ma si muovono soprattutto i leader di   Pdl e Pd, Berlusconi e Bersani sui due “nodi” ancora da sbrogliare: premio di maggioranza per garantire la governabilità; e come si selezionano gli eletti, se attraverso le preferenze o i collegi uninominali. (altro…)

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Tra il Monti uno e il Monti bis si frappone solo un piccolo dettaglio: una cosa chiamata elezioni.
Le maggioranze le stabiliscono gli elettori ed è il presidente della Repubblica, su proposta della maggioranza uscita dalle urne, che indica il premier.
Questa è democrazia: le autonomine, senza nemmeno candidarsi “perché già senatore a vita” sono piccoli strappi alle regole, che possono andar bene in condizioni di emergezna, ma non devono diventare la norma.
Altrimenti, questa sopensioni di regole e principi, sono altrettanto pericolosi dei populismi. (altro…)

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Le dimissioni a lento rilascio di Renata Polverini  ricordano il “malore attivo” al quale una ingegnosa  sentenza attribuì la morte dell’anarchico  Pinelli. Pure se dimessa, o dimissionaria, o dimettenda,  Polverini riesce, in un ultimo sussulto di attività  amministrativa, a emettere un’estrema, imprevedibile  raffica di nomine. Esse giungeranno al nominato,  come la luce delle stelle morte, quando già Polverini,  in quanto governatore, sarà estinta. (altro…)

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Tra le qualità di Monti non c’è l’imprevedibilità. L’avevano capito pure i sassi che l’uomo non avrebbe mollato Palazzo Chigi e si sarebbe ricandidato per un altro giro di valzer, magari fino al 2018. Solo che per distinguersi dalla politica tradizionale, sempre così volgare nelle sue pretese, il professore l’ha tecnicamente tirata per lunghe. Prima assicurando i colleghi della Bocconi che lì sarebbe ritornato presto come un Cincinnato all’amato podere. Poi è cominciato il lungo tira e molla dei resto o non resto culminato nel pudico annuncio di ieri: “Se serve, torno”. Monti ci fa sapere che come senatore a vita non ha bisogno di candidarsi alle elezioni e che per l’emergenza finanziaria ci sarà ancora molto bisogno della sua credibilità presso l’Europa. (altro…)

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Sebbene Sallusti ce la metta tutta per farmene pentire, non rinnego l’articolo che ho scritto l’altro giorno sul suo caso. Continuo a pensare che, per risolverlo senza ledere i principi di legalità e di uguaglianza, sarebbe bastato poco: che Sallusti si scusasse col giudice Cocilovo per le infamie scritte su Libero da Renato Farina col comico pseudonimo “Dreyfus” e risarcisse il danno, in cambio del ritiro della querela che avrebbe estinto il processo prima della Cassazione. Poi il Parlamento, visto che i partiti a parole sono tutti d’accordo, avrebbe potuto finalmente riformare la diffamazione a mezzo stampa. Cocilovo s’è detto disponibile, annunciando che avrebbe destinato il risarcimento a una onlus. Ma Sallusti s’è rifiutato di scusarsi e di risarcire, anzi è andato a Porta a Porta a rivendicare l’articolo diffamatorio come libera “opinione” e negando di aver commesso reati. A quel punto la Cassazione, che può annullare le sentenze solo per vizi giuridici o per difetti di motivazione, s’è limitata ad applicare la legge esistente: non ravvisando vizi né difetti nel verdetto d’appello, l’ha confermato. Così è stato Sallusti a condannare a 14 mesi di carcere Sallusti, evidentemente per far esplodere il caso. (altro…)

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Con l’arrivo, il 23 di settembre, dell’autunno astronomico, è finita non solo l’estate dei comuni mortali ma anche l’estate dei mercati finanziari. L’indice Ftse Mib della Borsa di Milano è passato dalla quota 16 mila di venerdì alla quota 15.400 di ieri, una perdita prossima al 4 per cento in 3 giorni lavorativi che mette la parola fine all’eccezionale recupero di agosto e della prima metà di settembre. Naturalmente non si tratta di un fenomeno solo italiano, da Tokyo a New York, passando per l’Europa, i listini sono, pressoché dappertutto, seccamente in ritirata. Milano si trova così in buona compagnia: ieri le perdite di Francoforte e Parigi hanno superato il 2 per cento e le Borse americane sono in trincea.   (altro…)

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Comunque, e senza nulla togliere ai noti meriti della Polverini, le famose ’spese pazze’ del Lazio (tre milioni e mezzo di euro, di cui 500 mila come mancia al presidente dell’assemblea) sono state approvate all’unanimità nella commissione bilancio della regione, composta da Franco Fiorito (PDL), Andrea Bernaudo (PDL), Claudio Mancini (PD), Romolo Del Balzo (PDL), Stefano Galetto (PDL), Pier Ernesto Irmici (PDL), Mario Brozzi (Lista Polverini), Francesco Carducci Artenisio (UDC), Carlo Lucherini (PD), Filiberto Zaratti (SEL),Vincenzo Maruccio (IDV), Ivano Peduzzi (FDS), Francesco Storace (La Destra).

Ecco, insomma, forse oggi si devono vergognare in parecchi, no?

(Grazie a Paolo Fantauzzi; qui invece – a pagina 84 – la votazione in consiglio).

Da PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli.

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Tutto il mondo instituzionale si stringe attorno al giornalista Sallusti, dopo che la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a 14 mesi.
Perché ha scritto il falso.
Non rischia la galera, ma la sentenza permette a tanti di gridare allo scandalo alla vergogna, all’offrirsi come vittima sacrificale.
La condanna consentirà, probabilmente, una riforma dell’articolo 595 c.p. (cosa che nel passato governi liberali o di centrodestra non hanno fatto).
Per evitare, però, che la gente pensi che governo, giornalisti e istituzioni (il colle che monitora la situazione) si mobilitano solo per giornalisti famosi, sarebbe opportuno che si rivedesse anche il meccanismo delle cause civili per diffamazione.  (altro…)

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LA CORRUZIONE ci tocca da vicino: i miliardi di euro che arricchiscono i ladri e i furbi soffocano l’economia del paese, fanno fuggire gli investitori, alterano i mercati premiando i disonesti ed escludendo i migliori. Cancellano posti di lavoro e i servizi che lo Stato sociale dovrebbe garantire ai cittadini. È così che la corruzione impoverisce l’Italia e ognuno di noi. Per questo è importante che tutti – qualunque sia il credo e la fede politica – ci impegniamo per eliminare il veleno che ammala la nostra democrazia. È incredibile che la legge anti-corruzione – invocata dall’Europa, dal capo dello Stato, dal governo – non sia stata ancora approvata. Questa legge può essere un inizio, una piccola svolta per l’Italia. Aderire all’appello di Repubblica che ne chiede l’approvazione, significa qualcosa di più che mettere una firma in rete. Significa partecipare a un impegno, essere parte di una battaglia, credere che questo Paese possa essere migliore.

Da La Repubblica del 27/09/2012.

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Renata Polverini è ancora in carica e annuncia “pulizia” nella sua giunta.

Ieri hanno raccolto le proprie cose alla Pisana gli 88 dipendenti tagliati dal consiglio regionale del Lazio: ragazzi con contratti a tempo, autisti di presidenti di commissioni che non ci sono più, precari della politica da mille euro al mese. Il bonifico mensile di una dozzina di migliaia di euro arriverà invece serenamente a Franco Fiorito, il consigliere Pdl simbolo dello scandalo esploso in Regione Lazio, l’uomo del Suv, delle gite in Sardegna con i soldi dei contribuenti, delle ricche cene, delle accuse ai colleghi di partito. E RENATA Polverini? La Presidente del Lazio, che negli scorsi giorni aveva annunciato le proprie dimissioni, tappezzando la città di manifesti con il nuovo motto della casa “questa gente la mando a casa io”, è ancora al suo posto. (altro…)

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ATENE. COMINCIAMO dalla cosa più ovvia e più necessaria. C’è stata ieri ad Atene, nel giorno del primo sciopero generale dopo le elezioni e la formazione del governo conservatore di Samaras, una manifestazione grandissima.

LA NOTIZIA che ha fatto il giro del mondo è che ad Atene ci sono stati violenti scontri fra dimostranti e agenti antisommossa e devastazioni. Le fotografie che hanno fatto il giro del mondo mostrano per lo più le fiammate delle bottiglie molotov lanciate contro la polizia. Nessuna fotografia è “bella” come quella in cui le fiamme, e sembrano ingoiare le persone. Siccome le fiamme che divampano dallo stoppaccio di una bottiglia si assomigliano come, per così dire, gocce d’acqua, scoprirete facilmente su Google che le fotografie dello sciopero generale greco dell’ottobre dell’anno scorso sono pressoché identiche alle fotografie di ieri. (altro…)

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