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Archive for ottobre 2012

Oltre 5 mila firme in un giorno per l’appello contro il condono made in Pdl. Legambiente scrive a parlamentari e governo: prendete posizione contro il cemento illegale.

«Via libera al cemento illegale, ovunque. Alle speculazioni sulle spiagge, nei parchi, nelle zone più belle e pregiate del Paese che dovrebbero essere tutelate e preservate per la fruizione di tutti e che invece così diventano proprietà privata dei furbi, di chi ha costruito illegalmente, senza chiedere autorizzazioni e permessi e che ora viene anche premiato. Case costruite in zone a rischio idrogeologico, nei letti dei fiumi, sugli argini, sui costoni a rischio crollo. Tutto condonato. A vantaggio dei mafiosi, degli speculatori e dei furbi. A totale svantaggio del resto del Paese sempre più cementificato, violato, massacrato nonostante la sua fragilità e le numerose vittime degli ultimi eventi climatici che hanno evidenziato, senza possibilità di smentita, che il cemento illegale amplifica gli effetti dei cambiamenti climatici e il numero delle vittime», questi, secondo Legambiente, gli effetti del condono edilizio proposto nel disegno di legge, primo firmatario il senatore Francesco Nitto Paola (Pdl), in discussione domani al Senato. (altro…)

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Sì alla tutela delle gole profonde e alla trasparenza sugli appalti.

ROMA —Già se ne parla come di «un’occasione mancata». Lo hanno scritto Csm e Anm. Che ipotizzano «un arretramento significativo nell’attività di contrasto al fenomeno» il primo e addirittura «un’aministia parziale » la seconda. La legge contro la corruzione, dopo oltre due anni di cammino parlamentare e due ministri della Giustizia che l’hanno gestita (Alfano e Severino), non contiene le nuove regole che pure l’Europa ci aveva chiesto, prescrizione lunga, reato di auto-riciclaggio, tante volte sollecitato da super-toghe come Davigo e Greco, ritorno all’antico per il falso in bilancio (punibilità a 5 anni). Per Severino tutto ciò non ci poteva stare perché la legge non sarebbe mai passata. FRUTTO DEL COMPROMESSO A leggere le 43 pagine dello stampato parlamentare balzano evidenti le conseguenze del compromesso politico, soprattutto in due capitoli, quello della repressione penale e quello sulle liste pulite, che si fermano, la prima sulla soglia non troppo alta delle pene, le seconde sulla delega al governo con un ritardo di almeno 60 giorni per l’entrata in vigore. Certo, ci sono i nuovi reati promessi e reclamizzati da Severino — traffico d’influenze illecite e corruzione tra privati — ma la punibilità per entrambi si ferma ai tre anni e ciò impedirà le intercettazioni, unico strumento, assicurano gli investigatori, per scoprire i reati dei colletti bianchi quando manca la confessione. (altro…)

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Bocciati in commissione trenta emendamenti, tra cui il doppio turno e la reintroduzione dei collegi.

Doveva essere un’uscita di sicurezza quando la riforma elettorale fosse passata dalla commissione Affari costituzionali all’aula di Palazzo Madama con un nulla di fatto. Ma il Pd ha deciso di anticipare. Enzo Bianco, il relatore dei Democratici, presenta ieri pomeriggio un emendamento che al terzo punto (dopo avere introdotto un tetto alle spese elettorali, e l’obbligo di rendiconto e certificazione) ripristina di nuovo il Mattarellum, la legge che c’era prima dell’attuale “porcata”. Una mossa a sorpresa. Era l’obiettivo del referendum che raccolse un milione e mezzo di firme nel 2011 e fu poi bocciato dalla Consulta. Ora però viene riproposto in Parlamento, d’accordo Pd e Idv. Una mossa la tenta anche il Pdl. Denis Verdini invia una mail a Maurizio Migliavacca. Verdini e Migliavacca sono gli ufficiali di collegamento di Pdl e Pd. La proposta pidiellina è un lifting del Porcellum con l’introduzione di una quota di preferenze. Ma l’unico effetto che ottiene è un “serrate le file” dei Democratici. Da Bersani l’indicazione ai senatori è di andare avanti senza concedere nulla, ma mantenendo la solita rotta: collegi e premio di maggioranza. (altro…)

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TUTTI HANNO SPESO POCHE CENTINAIA DI EURO PER LA LORO CAMPAGNA ELETTORALE.

Ecco chi sono in Sicilia gli eletti a Cinque Stelle. Vanessa Ferreri, di Acate, eletta a Ragusa. Lavora in un negozio di pelletteria ed è redattrice di un mensile gratuito sui problemi della sua zona. Ha 40 anni e per la campagna elettorale ha speso 250 euro. Claudia La Rocca, eletta a Palermo, trent’anni di Bagheria. Ha il diploma di maturità scientifica e sta lavorando a un progetto imprenditoriale per il turismo sostenibile. Per la campagna elettorale ha speso 200 euro. Giorgio Ciaccio, eletto nel collegio di Palermo ha 31 anni ed è presidente di una società che commercializza alimenti biologici. È attivista della Casa della Legalità e del movimento delle Agende Rosse. Le sue spese elettorali? 450 euro. Salvatore Siragusa, eletto a Palermo, è un informatico di 45 anni. Sposato con due figli, vive a Bagheria, dove si batte contro le discariche abusive. Gianina Ciancio, eletta nel collegio di Catania, ha 22 anni ed è la più giovane deputata all’Ars. Diplomata in pianoforte, neolaureata in Scienze ambientali, suona la tastiera in due complessi e lavora nell’agenzia di viaggi dei genitori. Ha speso 380 euro. (altro…)

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MONTECITORIO, FANNO I CONTI: POTREBBERO ARRIVARE 120 ELETTI CON IL M5S. I PARTITI STUDIANO LE CONTROMISURE, COMPRESA L’IPOTESI DEL MONTI-BIS.

A Montecitorio ci sono almeno centoventi grillini virtuali. I loro colleghi di questa legislatura, tutti impauriti, li vedono già camminare, sedersi nell’emiciclo o sui divanetti, andare alla buvette per prendere un caffè. Centoventi a dir poco, qualora il Movimento 5 Stelle dovesse fermarsi a quota 20 per cento. Il resto, a salire, sono cifre che trasformano la paura in terrore. Il paradosso è che i deputati attuali sono morti che deambulano, politicamente parlando, gli altri, i virtuali, sono vivi e vegeti e godono di ottima salute. La paura è un sentimento che si può esorcizzare con la rassegnazione. Marco Desiderati e Marco Reguzzoni sono due leghisti che rimpiangono Umberto Bossi. Reguzzoni è stato nel cerchio magico del Capo, quello di Belsito e Rosi Mauro, e dice: “Ben vengano cento, ma anche centocinquanta grillini. (altro…)

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Partiti sempre più piccoli, superare il 10 per cento è già un successo. Idem per i programmi televisivi, che si dividono la torta dello share in porzioni sempre più sottili e sempre più copiose. “Esistere meno, esistere tutti” potrebbe essere lo slogan della cosiddetta “società liquida”, con identità collettive sempre più fragili e divise. Chi, magari per ragioni di età, ha nostalgia delle aggregazioni forti e rassicuranti (penso ai partiti di massa), si muove con incertezza e diffidenza in un mondo disaggregato, nel quale le istanze individuali ingigantiscono in modo direttamente proporzionale allo spazio lasciato vuoto dalla morte delle istanze collettive. (altro…)

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