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Archive for luglio 2013

Ellekappa

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Il percorso

Il convoglio ha attraversato Basilicata e Puglia. Via ai controlli.

BARI— Due notti fa un silenziosissimo serpentone nucleare ha attraversato la Basilicata e si è fermato in Puglia. Scortata da trecento uomini delle forze di polizia, la carovana trasportava una delle bombe ambientali più pericolose d’Italia: materiale radioattivo americano, forse alcune delle barre di uranio arrivate in Italia per le sperimentazioni negli anni ‘70. Dopo essere state conservate per 40 anni in una piscina (irrorata giorno e notte da acqua di mare) del centro di ricerca dell’Enea a Rotondella giovedì sarebbero ritornate negli Stati Uniti. Il trasferimento doveva rimanere segreto.
E lo sarebbe rimasto se un gruppo di attivisti che da anni picchettano i cancelli del centro non avesse visto e denunciato. «Si è trattata di un’operazione — ha fatto sapere ieri la Sogin, la società di stato responsabile della bonifica ambientale dei siti nucleari — figlia di un accordo tra i due paesi preso in occasione del vertice sulla Sicurezza nucleare svoltosi a Seoul nel marzo del 2012». Un’operazione che ha scatenato però le polemiche politiche e ambientaliste: «Troppo silenzio e troppa poca chiarezza» denunciano Pd, Sel e Movimento 5 stelle che hanno presentato varie interrogazioni parlamentari. (altro…)

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marchionneDOPO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE ”NON CI SONO LE CONDIZIONI INDUSTRIALI PER INVESTIRE”. Le condizioni per produrre auto in Italia rimangono “impossibili”. È questa la reazione di Sergio Marchionne alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dato ragione, la scorsa settimana alla Fiom sullo scontro in atto con la Fiat. E a condizioni impossibili, l’ad del sesto gruppo mondiale decide di reagire nella maniera più forte possibile: minacciando di spostare all’estero le produzioni. Soprattutto quelle pregiate. “Abbiamo le alternative necessarie per realizzare le Alfa ovunque nel mondo”, ha affermato nel corso della conferenza tenuta con gli analisti finanziari. Ed è vero. Nel corso degli ultimi anni, Fiat ha avuto tutto il tempo di allineare le sue strutture produttive in Europa, Stati Uniti, America Latina per consentirle di produrre con piattaforme uniche modelli diversi. Non a caso, a Melfi, dal prossimo anno, dovrà partire la produzione di un Suv Jeep, per la prima volta da vendere in tutto il mondo. E così l’Alfa potrebbe essere tranquillamente prodotta in Serbia come in Russia o negli Stati Uniti, comunque in un’altra parte del mondo che non sia Mirafiori o Cassino dove attualmente nascono la MiTo e la Giulietta. (altro…)

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CONTINUANO LE ADESIONI ALL’APPELLO DEL “FATTO QUOTIDIANO”: STUDIOSI, GIURISTI, INTELLETTUALI E MOLTISSIMI CITTADINI NON VOGLIONO CHE QUESTO PARLAMENTO CAMBI LA NORMA FONDAMENTALE IN MODO PARZIALE E NON CONDIVISO.

STEFANO RODOTÀ – ”Una riforma di parte”.

A parte le indubbie ed evidenti forzature costituzionali, questo tentativo di revisione della Carta propone difficili questioni politiche. La prima riguarda il fatto che la revisione è parte del cosiddetto “cronoprogramma” di governo. Così si associa la modifica costituzionale alla maggioranza più debole, contraddittoria e precaria della storia della Repubblica e la si fa diventare una questione di parte, dunque oggetto di conflitto e non di condivisione. Ricordiamo che la scrittura della Costituzione fu resa possibile anche da quello che fu chiamato “l’isolamento della Costituente” rispetto al governo, sicché i costituenti riuscirono a lavorare insieme anche dopo che De Gasperi fece cadere il governo tripartito. Le due revisioni costituzionali generali degli ultimi anni sono state un fallimento proprio perché condotte all’insegna del conflitto e identificate con una maggioranza precaria: mi riferisco alla riforma del Titolo V che ha provocato più problemi di quanti volesse risolvere e alla “costituzione berlusconiana” bocciata da 16 milioni di cittadini nel 2006. (altro…)

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Ecco gli scenari per l’ex premier dopo la requisitoria del procuratore.

ROMA — Lo scenario non cambia. «Sentenza confermata, pena accessoria — l’interdizione dai pubblici uffici — limata al ribasso», le richieste del procuratore generale, Antonello Mura, non spostano di molto le previsioni.
Quello che la sezione feriale della Corte di Cassazione presieduta da Antonio Esposito deciderà — forse già stasera, al massimo domani — , non sarà condizionato da quanto ha sostenuto ieri la pubblica accusa. Quattro ore e mezza per ripercorrere il rompicapo del processo Mediaset, che ha portato in due gradi di giudizio a riconoscere Silvio Berlusconi colpevole di una frode fiscale da sette milioni e trecentomila euro. Quattro anni — tre coperti da indulto — , e soprattutto la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici che bloccherebbe ogni immediata velleità politica del leader del Pdl. (altro…)

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SÌ DEL SENATO ALL’EMENDAMENTO CHE DEPENALIZZA FINANZIAMENTO ILLECITO, STALKING E FALSA TESTIMONIANZA. L’ESECUTIVO AVEVA DATO PARERE FAVOREVOLE.

Galeotto (è il caso di dirlo) fu il governo. Che la settimana scorsa, mentre l’attenzione era tutta rivolta all’ostruzionismo dei 5 Stelle alla Camera sul decreto del Fare, si è fatto prendere dalla fretta di far approvare rapidamente, in Senato, il decreto “svuota carceri”. Cadendo in un tranello accuratamente preparato dal presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, l’avvocato pidiellino Nitto Palma, con l’appoggio di Lucio Barani, pidiellino di sicura fede ora di stanza nel gruppo del Gal. Ebbene, Barani ha firmato un emendamento all’articolato che aumenta il tetto massimo per far scattare la custodia cautelare in carcere da 4 a 5 anni. Cioè: in base a questa modifica, non solo non ci sarà più il carcere preventivo per chi commette il reato di stalking, ma anche per chi finanzia illecitamente i partiti, per l’abuso d’ufficio (la pena massima di questo reato era stata portata a 4 anni nella precedente legislatura) e per chi rende false informazioni ai pm. Proprio uno dei reati su cui ruota tutto il processo Ruby. (altro…)

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NatangeloBERLUSCONI SPERA CHE SI RICOMINCI TUTTO DACCAPO CON UN APPELLO BIS I FEDELISSIMI A PALAZZO GRAZIOLI. INCOGNITA SULLA PRESENZA DI LETTA (GIANNI).

Alle otto di sera c’è un assembramento pure di fronte a Palazzo Grazioli. La residenza di B. nella capitale. Giornalisti, fotografi, elettori di centrodestra, semplici curiosi. Oltre lo spartitraffico, sorvegliato dai carabinieri la vita scorre caotica al solito. Auto, bus, motorini, passanti. Dentro Palazzo Grazioli, quando è quasi buio, il sentimento dell’attesa sconfina in un limbo di fatalismo. Al cerchio magico riunito al secondo piano, Silvio Berlusconi ripete per l’ennesima volta: “So no tranquillo e sereno, con la coscienza a posto”. Ai suoi, il Cavaliere appare “rassegnato” ma anche “pronto a qualsiasi sentenza arrivi”. L’attesa è un’agonia spalancata sull’abisso dell’incertezza estrema. Da condividere con la giovane fidanzata napoletana, Francesca Pascale. E l’onnipresente Mariarosaria Rossi, senatrice del Pdl e assistente personale di B. (altro…)

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CoppiIL PG DELLA CASSAZIONE: LONTANO DAI PUBBLICI UFFICI 3 ANNI INVECE DI 5.

La magistratura non vuole eliminare per via giudiziaria Silvio Berlusconi, leader politico. A Milano ha avuto un giusto processo ed è stato condannato per frode fiscale perché i giudici di primo grado e d’appello, “rispettando le regole”, con un ragionamento “logico-giuridico”, lo hanno ritenuto colpevole. È questa la sostanza della lunga requisitoria, molto tecnica, del sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonello Mura che ieri sera intorno alle 20, dopo quasi 5 ore, ha chiesto la conferma della pena per il Cavaliere e per gli altri imputati. Ma fa una “concessione” all’ex premier che, a torto o a ragione, fa sperare gli avvocati: chiede alla Corte che l’interdizione dai pubblici uffici venga ridotta da 5 anni a 3 anni. L’avvocato Franco Coppi, infatti, subito esulta: “Abbiamo un asso nella manica”. Antonello Mura, però, chiede la riduzione dell’interdizione non attraverso un annullamento con rinvio, e quindi con un appello bis, che potrebbe spianare la strada alla prescrizione (dipende dalle indicazioni dei giudici) ma con un ricalcolo stabilito direttamente dalla Suprema Corte. (altro…)

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marchionneTra i molti danni inflitti da Silvio Berlusconi c’è quello di aver costretto milioni di italiani a occuparsi delle sue vicende, incluso l’epilogo di queste ore, invece che di problemi più seri. Mentre noi siamo concentrati sulla corte di Cassazione, l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne si permette di dire che in Italia le “condizioni industriali rimangono impossibili”. Colpa della Costituzione, come ormai è chiaro dopo la sentenza della Consulta che ha censurato il modo in cui il numero uno del Lingotto ha tenuto fuori dagli stabilimenti il sindacato della Fiom. La banca americana JP Morgan ha sostenuto una tesi che il manager sta applicando con metodo: la crisi nei Paesi mediterranei è colpa di Costituzioni scritte dopo dittature, sotto l’influenza della sinistra che è riuscita a garantire fastidiosi diritti che ora bloccano la nostra competitività. E quindi ora l’incostituzionale Marchionne minaccia di spostare la produzione dell’Alfa Romeo all’estero. (altro…)

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L’HA detto pure papa Francesco, il 25 luglio nella cattedrale di San Sebastiàn a Rio de Janeiro: meglio fare casino, hacer lio, che chiudersi dentro i recinti delle proprie parrocchie e immaginarsi potenti, anche se dentro già si è morti. Meglio «uscire fuori, per strada», e disturbare, e farsi valere, piuttosto che installarsi «nella comodità, nel clericalismo, nella mondanità, in tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi».

Ecco cos’è non la politica liquida che si sperde e che tanti decantano, ma la
resilienza di una materia dura che resiste, e sotto gli urti rimbalza. «Le parrocchie, le scuole, le istituzioni sono fatte per uscire fuori (…). Se non lo fanno diventano una Ong e la Chiesa non può essere una Ong». (altro…)

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Tutti si chiedono se il governo sopravviverà al verdetto della Cassazione. Ma i veri interrogativi, quelli rilevanti per la famiglie italiane, riguardano come sopravviverà. L’emergenza economica ci impone non solo di avere un governo, ma anche e soprattutto di avere un governo in grado di agire. Subito, non fra sei mesi, perché potremmo essere a un punto di svolta nella crisi e dobbiamo cogliere l’occasione. Decisive le scelte che si compiranno nelle prossime settimane, quelle che ci separano dalla presentazione della Legge di Stabilità.
Non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, ma ci sono alcuni segnali positivi. Gli ordinativi nell’industria sono in crescita da marzo, la produzione industriale ha smesso di cadere e altri indicatori che in genere anticipano l’andamento dell’economia (come il cosiddetto superindice Ocse) volgono al bello. Migliora anche il clima di fiducia di consumatori e imprese, anche rispetto agli altri paesi della zona Euro, come certificato ieri dall’indice Esi. (altro…)

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Nel suo “Village” (Repubblica di ieri) Arbasino ricorda, con desolazione non detta, che la prima volta che udì “applausi al feretro” fu ai funerali di Natalia Ginzburg, “una delle persone più introverse e schive che abbia mai incontrato”. Ho parecchi anni meno di Arbasino, ma gli applausi ai funerali sono uno di quei discrimini che davvero separano le epoche, e le generazioni. L’idea che davanti alla morte si debba rimanere in silenzio, e che il dolore sia inesprimibile (gli addii più intensi, anche al cinema, sono muti o quasi), mi rende insopportabili le ovazioni funebri, tal quali una profanazione. (altro…)

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SalvataggioOrsù, signori del Pd, non vi agitate. Comunque vada a finire il processo Mediaset in Cassazione, cambia poco o nulla. Siamo in Italia, mica in un Paese serio. Altrimenti oggi si processerebbe un vecchio pensionato della politica, già da tempo allontanato dai suoi compari di partito per questioni di decenza e isolato dalle opposizioni (pare che nei Paesi seri esistano, e si oppongano pure) e dalle massime cariche dello Stato, che rifiuterebbero di stringergli la mano e farsi fotografare con lui per motivi igienici. Ma, appunto, siamo in Italia: dunque non c’è nulla che la Corte possa aggiungere sul conto del-l’illustre imputato che già non si sapesse prima. Nulla che possa precludergli ciò che una legge del ’57 e i principi di disciplina e onore fissati dalla Costituzione avrebbero dovuto da sempre impedirgli: fare politica. Se la Corte annulla la sua condanna con rinvio a un nuovo appello, il reato cade in prescrizione (e sarebbe la nona volta). Se la Corte annulla la condanna senza rinvio (pare che il giudice relatore sia un annullatore impenitente), B. è salvo per un altro paio d’anni, finché non arriva in Cassazione il processo Ruby. (altro…)

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Il giorno del giudizio

La frode fiscale e i trucchi finanziari delle società: ecco come e perché la Corte d’appello di Milano ha condannato Silvio Berlusconi a 4 anni di carcere con annessa pena accessoria, cioè quei 5 anni di interdizione dai pubblici uffici che dovrebbero far scattare l’espulsione del condannato dal Senato. Da oggi la parola alla Cassazione.

Il dito ha completamente sostituito la luna. La chiacchiera politica, la ricerca dei retroscena, il dibattito sull’opportunità di una assoluzione o di un rinvio, le contese sulla data della prescrizione, le proteste contro le “toghe rosse” di primo grado e d’appello hanno fatto dimenticare la vera materia del contendere, e cioè la sentenza della Corte d’appello di Milano (giudici Alessandra Galli, Elena Minici, Enrico Scarlini) che l’8 maggio 2013 ha confermato la condanna inflitta a Silvio Berlusconi per frode fiscale: 4 anni di carcere (di cui tre coperti dall’indulto del 2006). È questa condanna che la Cassazione è oggi chiamata a rendere definitiva oppure a cancellare, con annessa pena accessoria, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, che potrebbe far scattare l’espulsione del condannato dal Senato, dopo la dichiarazione di decadenza della Giunta per le immunità. (altro…)

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MA LO STILE-BORGHEZIO FA PROSELITI: I CONSIGLIERI “PADANI” DI CANTÙ LASCIANO L’AULA DURANTE L’INCONTRO CON LA MINISTRA.

Meglio Lega e lambrusco che Lega e polenta. L’appuntamento è già segnato sulla sua agenda ministeriale. Cécile Kyenge sarà al dibattito di apertura della festa nazionale della Lega nord Romagna di sabato prossimo. Congelato, al momento invece, quello di Calderoli al nordico “Berghemfest” di fine agosto.
Sceglie la ministra offesa e dileggiata per il colore della sua pelle anche ieri tra chi da Verona minaccia di usare le armi contro la “ministra negra” in contemporanea all’assessore leghista padovano che pubblica un’immagine della donna richiamando la pubblicità del gorilla che chiede: “Dino dammi un Crodino”.
Sembra insomma essersi scatenato il carosello dell’ignoranza; come nel caso del gruppo della Lega al consiglio comunale di Cantù che ha abbandonato l’aula mentre era in corso un incontro con la ministra. (altro…)

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I siti di stoccaggio

DAL CENTRO ITREC DI ROTONDELLA È USCITO UN CAMION COL SIMBOLO CHE AVVERTIVA DEL PERICOLO RADIOATTIVO DIRETTO A GIOIA DEL COLLE.

Ritorna l’incubo nucleare in Basilicata. Nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle 3 del mattino, dal centro Itrec di Rotondella è uscito un tir con le insegne che evidenziano il trasporto di materiale radioattivo, superscortato da 300 agenti tra carabinieri, poliziotti e fiamme gialle. Un convoglio lunghissimo che ha bloccato per ore la statale 106 formato anche da mezzi dei vigili del fuoco. La destinazione, secondo voci e testimonianze raccolte sul posto, sarebbe stata quella dell’aeroporto di Gioia del Colle, in Puglia. Di cosa si tratti è difficile saperlo. Ma nella regione che da anni ospita depositi di materiale nucleare, l’attenzione e la vigilanza su questi temi è altissima. Nel novembre del 2003 tutta la Basilicata si mobilitò per giorni contro l’ipotesi di trasformare le miniere di salgemma di Scanzano Jonico in una sorta di “tomba” naturale per 800mila metri cubi di scorie radioattive. Blocchi stradali e proteste che si conclusero con una manifestazione da Policoro a Scanzano con oltre centomila persone. Cosa trasportava quel tir superblindato, e perché la destinazione era l’aeroporto militare di Gioia del Colle? (altro…)

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MPSLA COMMISSIONE EUROPEA SCETTICA SULLE POSSIBILITÀ PER MPS DI RIPRENDERSI IN CASO DI MANCATO RIMBORSO DEGLI AIUTI PAGHERANNO ANCHE GLI OBBLIGAZIONISTI.

La nazionalizzazione del Monte dei Paschi è sempre più probabile. La Commissione europea scrive al ministero del Tesoro per dire che non è affatto convinto del piano di rilancio della banca abbinato al prestito pubblico di 4 miliardi di euro, i cosiddetti “Monti-Bond”. Se le cose andranno male, cioè se la banca non riuscirà a rimborsare il prestito, a farne le spese potrebbero essere i piccoli risparmiatori.

La lettera del commissario europeo per la Concorrenza Joaquin Almunia, che deve vigilare sul rischio che il prestito pubblico nasconda un illecito aiuto di Stato, è molto secca: Bruxelles non è convinta del piano di rilancio, non condivide l’approccio per il quale le perdite attese dal trading e dai titoli di Stato di cui la banca è imbottita diventino automaticamente tagli al personale, dice che il conto per cui 320 milioni di perdite sarebbero coperte dalla riduzione dell’organico di cinquemila persone “sembra sensibilmente gonfiato”.  (altro…)

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Epifani: tutto dipende dalla Cassazione, il Pdl eviti forzature.
Il Partito democratico.

ROMA— «Facciamo tanta fatica a sostenere questo governo, continueremo a farla anche dopo la sentenza della Cassazione ». Il giovane turco Matteo Orfini è uno dei “rassegnati” alle larghe intese. Rassegnato ma non per questo meno combattivo, soprattutto se il Pdl dovesse, dice lui, «iper-reagire». Come fece dopo l’annuncio della data della sentenza, chiedendo la sospensione dei lavori parlamentari. «Ecco, se arriva una risposta di quel tipo, la maggioranza è finita e il governo Letta va a casa». È questo il paletto insuperabile per il Pd. Sembra di capirlo anche dalle parole del capogruppo al Senato Luigi Zanda. Quando accenna a inaccettabili «reazioni eversive» contempla anche il precedente dell’Aventino. Del resto, Orfini interpreta quella promessa del premier («non vado avanti a qualsiasi costo») proprio così: «Si riferisce ai guai giudiziari di Berlusconi e alla risposta del Pdl». (altro…)

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Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista".

Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista”.

In meno di vent’anni, tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari. Ad essere riconosciuti come i principali responsabili della deforestazione sono i prodotti alimentari.

In meno di vent’anni, tra il 1990 e il 2008, i consumi europei hanno causato l’abbattimento di foreste in varie parti del mondo per un’estensione pari ad almeno 9 milioni di ettari, una superficie paragonabile a quella dell’Irlanda. Peggio ancora di Usa e Canada: siamo noi europei i primi consumatori di foreste al mondo. Un triste primato, registrato il 2 luglio dalla stessa Unione Europea nel rapporto “The impact of Ee consumption on deforestation”.

Secondo il Wwf, “emergono prove inquietanti su come l’Unione importi prodotti derivanti dalla deforestazione in quantità superiore a quella prevista, nonostante il suo impegno a ridurre la deforestazione tropicale del 50% entro il 2020”. E dire che Bruxelles aveva promosso lo studio nel 2011 per contribuire a contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità a livello mondiale. Obiettivo: valutare l’impatto del consumo europeo sulla perdita delle foreste nel mondo. A quanto pare, i migliori boschi del pianeta li divoriamo alla velocità della luce: più che il legname, ci interessa il pascolo che si ottiene radendo al suolo gli alberi. (altro…)

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Ellekappa

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