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Archive for maggio 2014

scuola

Intonaci che crollano, rubinetti che perdono, vetri rotti. Fino a seri problemi strutturali. In Italia ci sono 2.000 scuole “che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto”. Lo afferma il Censis, in una fotografia impietosa dell’edilizia scolastica italiana: degli oltre 41.000 edifici scolastici statali 3.600 le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti: “Tra queste mura 580.000 ragazzi trascorrono ogni giorno parecchie ore”.

L’indagine condotta fra 2.600 presidi. Su oltre 41mila strutture, 24mila hanno impianti mal funzionanti o fuori norma, in 9mila gli “intonaci sono a pezzi”, in oltre 7mila “tetti e coperture sono da rifare”. E in duemila gli studenti sono a contatto con le fibre cancerogene. 600 progetti già partiti con il decreto “del Fare” di Letta, ancora lontana la realizzazione del piano da 3,5 miliardi annunciato da Renzi. La stima surreale del ministero delle Infrastrutture: “110 per mettere in sicurezza tutto”. (altro…)

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MarcegagliaCONFLITTO D’INTERESSI.

Il conflitto di interessi non è stato ancora rottamato e, a giudicare dalle mosse di Matteo Renzi, mai lo sarà. La scena dell’altroieri al ministero dello Sviluppo economico, dove Emma Marcegaglia, noncurante della nomina alla presidenza dell’Eni, si è seduta, per conto della famiglia, al tavolo sulla siderurgia, è riassuntiva di un’Italia che non cambia verso per niente. La ex presidente di Confindustria era stata già avvertita del possibile conflitto tra gli affari della Marcegaglia Spa e quelli nell’energia da parte dell’Eni. E aveva assicurato, dimettendosi dalle cariche di famiglia, che sarebbe stata inappuntabile. Eppure, eccola lì, senza remore, a discutere di come formare una cordata di imprenditori per rilevare l’Ilva di Taranto.   (altro…)

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L'elettoreDa eccesatira.blogspot.it

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Giunta sardaSCANDALO RIMBORSI.

Cagliari – Eravamo arrivati al punto che imbiancavano tutti gli uffici tranne il mio”. Così Ornella Piredda – l’ex funzionaria della Regione Sardegna che con le sue denunce ha portato all’arresto di diversi politici e continua a far tremare il potere locale – ha sintetizzato il mobbing subito per aver insistito nel chiedere le ricevute relative alle spese dei consiglieri. La magistratura di Cagliari ha accertato che la funzionaria regionale è stata emarginata per aver insistito sulla necessità di giustificare l’ utilizzo dei fondi ai gruppi consiliari, denaro pubblico destinato alle attività politico-istituzionali ma usato anche per pagare banchetti nuziali , lavanderia, camere d’albergo, abbigliamento, ciotole d’argento, maialetti da arrostire, libri miniati e stilografiche Montblanc da regalare. 

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ScontriniIl Tesoro aggiorna i dati sui redditi italiani. E spunta l’aumento dei bolli sui passaporti.

ROMA – L’imprenditore può arrivare a guadagnare e a dichiarare sette volte più del suo dipendente. L’operaio guadagna più del contadino. I professionisti quattro volte più dei commercianti.
Il ministero dell’Economia aggiorna i dati dei redditi Irpef dichiarati nel 2012 e scopre un’Italia fatta a scale. Ma emerge anche un Paese dove il carico fiscale pesa sul lavoro dipendente e la crisi colpisce duramente le imprese. I lavoratori dipendenti rappresentano infatti l’82,7 per cento dei 41,4 milioni di concittadini che pagano le tasse. Mentre le imprese vedono flettere i propri redditi: nonostante l’aumento del numero degli studi di settore (riguardano 3,7 milioni di soggetti), il reddito dichiarato è sceso del 5,8 per cento rispetto al 2011. (altro…)

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Malcom XGrillo incontra Farage e questo per i media è più grave del patto del nazareno Berlusconi-Renzi? Ma vi sembra una cosa normale?

Grillo alza i toni (come ha sempre fatto) e questo fa più scalpore delle preferenze (esattamente 1 milione e 242 mila voti) date a condannati o indagati (Fitto, Mastella, Scopelliti, Soru, Cesa etc etc)?

Per qualcuno è intollerabile essere saliti sul tetto della Camera e non le ripetute violazioni alla Costituzione che vengono commesse ogni giorno in Parlamento?

Ma vogliamo ragionare in modo lucido? Il che non significa non fare sana autocritica ma significa, allo stesso tempo, avere prospettiva. Io l’ho scritto, ci sono rimasto malissimo del risultato alle europee, ma sono passati dei giorni e tutti, non più a caldo, dobbiamo usare il cervello. Siamo entrati soltanto 16 mesi fa in Parlamento e abbiamo messo così paura al “sistema” da spingerlo a schierarsi, in blocco, contro di noi. Pensate che deputati di Scelta Civica, un partito che non esiste più, vanno in TV e commentano felici il risultato del M5S, un movimento che ha preso (nonostante una forte astensione che oggettivamente ci penalizza) quasi 6 milioni di voti! (altro…)

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SenatoIl premier valuta l’ipotesi di rinviare il varo della legge elettorale ma in cambio chiede certezze a FI sull’abolizione del Senato.

ROMA – Rinviare l’Italicum a dopo l’estate. E in cambio garantirsi un passaggio rapido della riforma del Senato. È questo lo «scambio» che Berlusconi ha proposto a Renzi dopo il tragico risultato delle Europee.
Rinviare all’autunno la riforma elettorale, nel timore che il premier — forte di un consenso senza precedenti — abbia la tentazione di fare piazza pulita e andare al voto quanto prima. In ottobre o nella primavera del 2015. Al contrario all’ex Cavaliere serve più tempo, ne ha bisogno per ricostruire non solo un’alleanza ma un partito uscito con le ossa rotta dal voto di domenica.

Da questo ragionamento prende le mosse l’offerta partita da Arcore verso palazzo Chigi. «Renzi ha problemi con la sinistra del suo partito, che non gli voterà mai un Senato non elettivo. Senza di noi — ha osservato Berlusconi a margine dell’ultima riunione dell’ufficio di presidenza — non va da nessuna parte. Ma ci devono dare la garanzia che non si tornerà subito al voto». (altro…)

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Rai

MERCOLEDÌ 11 GIUGNO, CORTEO DEI DIPENDENTI PER IL PRELIEVO DI 150 MILIONI CHE SI AGGIUNGE AI 50 TRA MANCATO AUMENTO ED EVASIONE DEL CANONE.

Mercoledì 11 giugno, vigilia di Mondiali di calcio, i canali Rai vi potranno sembrare spenti: pochi minuti di telegiornale, nessun programma in diretta, caterva di repliche. E l’antennista, seppur chiamato d’urgenza, non potrà rimediare. Perché va in onda lo sciopero contro il governo, contro il prelievo da 150 milioni di euro, contro Matteo Renzi: il primo, e il più massiccio. Aderiscono sette sigle sindacali. La conferenza stampa di presentazione, martedì, mostrerà lo schieramento unanime con i segretari generali Susanna Camusso (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), pronti a ripetere che il provvedimento di Palazzo Chigi è anticostituzionale , come ha spiegato il professor Alessandro Pace in 15 pagine di parere consegnato all’Usigrai (associazione dei giornalisti). (altro…)

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Le banche ringraziano il governo

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POSSIAMO dire che comincia a prendere forma una costituzione per la Rete, un vero Internet Bill of Rights? Proprio negli ultimi due mesi vi è stato un affollarsi di novità che non solo giustificano la domanda, ma sono il segno concreto di una tendenza in atto, che ritroviamo in sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea, nell’imminente nuovo regolamento europeo sulla privacy, in una importante legge brasiliana su Internet. Si manifesta così la consapevolezza della impossibilità di lasciare il Web al dominio delle sole logiche del mercato o della sicurezza. E soprattutto viene smentita la tesi della morte della privacy. Questa è tornata al centro dell’attenzione planetaria dopo le rivelazioni sul Datagate, tanto da indurre uno dei più convinti certificatori di quella morte, Mark Zuckerberg, ad affrettarsi ad assicurare che Facebook garantirà a questo diritto una più forte tutela. (altro…)

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Il discorsoCOME EFFETTO DELLA RIFORMA VOLUTA DAL GOVERNO LETTA SALGONO I DIVIDENDI DI VIA NAZIONALE AI SOCI PRIVATI. LO SCORSO ANNO ERANO SOLO 70 MILIONI.

Regalo alle banche parte due: il dividendo che la Banca d’Italia paga alle banche private che detengono le quote del suo capitale per il 2013 sarà di 380 milioni di euro, contro una media degli ultimi 15 anni di 46,5 milioni. È l’effetto della rivalutazione del capitale da 156 mila euro a 7,5 miliardi decisa dal governo Letta e approvata, a colpi di fiducia e tra le proteste del Movimento Cinque Stelle, all’interno di un decreto legato sull’Imu. “La riforma non è un regalo alle banche”, aveva detto il governatore Ignazio Visco in Parlamento a febbraio. Ma nelle considerazioni finali (il discorso annuale di fine maggio) di ieri ha presentato i risultati di bilancio di via Nazionale per l’anno 2013: allo Stato vanno 1,9 miliardi di euro di dividendi più 1,6 di tasse, alle banche private 380 milioni.   (altro…)

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NEL febbraio del 2009, all’indomani della sconfitta nelle regionali sarde e pochi mesi dopo avere ottenuto il 33 per cento alle politiche, Walter Veltroni si dimise da segretario del Pd. Disse: «Mi assumo responsabilità mie e no. Me ne vado per il bene del partito».
Essere politici di professione, evidentemente, non sempre impedisce di prendere le distanze, sia pure amaramente, dalla politica stessa. Non esserlo (sto parlando di Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, tra i più appassionati nemici del “professionismo della politica” e, ciascuno a suo modo, profondi innovatori del rapporto tra cittadini e politica) sembra invece, per paradosso, una ragione in più per considerarsi indispensabili e insostituibili. (altro…)

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Dario-Fo-Beppe-GrilloCi sono tre modi per riaversi da una sconfitta. 1) Negarla, autoconsolandosi con formulette e scuse da Prima Repubblica (la sostanziale tenuta, lo zoccolo duro, il consolidamento della base, la presenza sul territorio, la stampa cattiva, gli elettori che non hanno capito, il destino cinico e baro). 2) Piangersi addosso, crogiolandosi, arroccandosi e incattivire in un dorato e sdegnoso isolamento dal mondo esterno, visto immancabilmente come ostile e incomunicabile. 3) Analizzare le cause dell’insuccesso, magari con l’aiuto di qualche esperto vero, e ripartire di slancio per rimuoverle, facendo tesoro degli errori e guardando avanti. Le prime due reazioni non portano lontano: sia i comodi alibi sia le lacrime appannano la vista. Eppure è proprio altalenando fra la prima e la seconda che si muovono i 5Stelle dopo la batosta europea. (altro…)

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Parchi

L’immagine è illustrativa del lavoro nei parchi e non rappresenta detenuti.

Accordo tra i dicasteri della Giustizia e dell’Ambiente. Il primo progetto a partire dovrebbe essere quello delle Cinque Terre.

Detenuti al lavoro nei parchi nazionali per realizzare le finalità della rieducazione e del reinserimento sociale con quelle della tutela della natura. È stato firmato giovedì 29 maggio il protocollo d’intesa (dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti) del progetto che si pone come obiettivo la promozione e l’agevolazione dell’attività lavorativa dei condannati nei parchi nazionali italiani. Le modalità del progetto saranno definite con accordi operativi tra i singoli parchi e l’amministrazione penitenziaria. Le attività saranno volontarie per quei detenuti che hanno le caratteristiche idonee per poter partecipare al progetto. Il primo a partire dovrebbe essere quello delle Cinque Terre.

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Renzi

DIREZIONE DEMOCRATICA SENZA CHE VOLI UN FIATO TUTTI GLI OPPOSITORI RINGRAZIANO IL SEGRETARIO VINCENTE ACCORDO IN VISTA ANCHE SU ITALICUM E RIFORMA DEL SENATO.

E adesso ci sono gli iscritti a parlare…”. Sandra Zampa, che siede ai banchi della presidenza della direzione del Pd, dopo l’intervento di Matteo Renzi, prova a dar vita alla discussione. “Nooooo”, l’ululato sorge spontaneo dalla platea. Dopo l’intervento del leader-trionfatore, che in una mezz’oretta o poco più, ha commentato il voto, dato le linee guida del futuro, abbracciato tipo grande padre il passato del partito e gli ormai ex dissidenti interni, in effetti c’è poco da dire. Il 40,8% parla chiaro. E Renzi lo sa così bene che mantiene l’atteggiamento che ha scelto da domenica notte, quando ha mandato davanti alle telecamere “il gruppo dirigente” (così lo chiama anche ieri), senza neanche apparire in prima persona.  (altro…)

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Pillinini

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Travaglio (altro…)

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Berlusconi

Tajani e Toti lo avvisano: il Ppe non tollera patti con la Lega. E salta la foto insieme a Salvini.

ROMA – Fallisce ogni tentativo di far rientrare la fronda di Fitto, e di tutti quelli che con lui invocano primarie. Silvio Berlusconi dopo l’ufficio di presidenza ad alta tensione di mercoledì tiene a rapporto la cerchia più stretta dei fedelissimi e prima di rientrare a Milano si abbandona allo sfogo più amaro. L’eurodeputato pugliese da 284 mila voti finisce sotto accusa. «Lui e gli altri non hanno avuto alcun rispetto per la mia storia, per il mio ruolo » è una delle considerazioni affidate ai suoi ospiti, Maria Rosaria Rossi e la Pascale, Giovanni Toti e Mariastella Gelmini, Paolo Romani e Renato Brunetta.
Quella magra figura davanti a decine di coordinatori regionali, oltre ai dirigenti e ai parlamentari riuniti nella direzione di San Lorenzo in Lucina, l’ex Cavaliere se la sarebbe volentieri risparmiata. (altro…)

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SONO quarant’anni che in Italia è possibile sciogliere giuridicamente il vincolo matrimoniale. È solo ora, però, che la Camera dei deputati è riuscita ad approvare una legge sul divorzio breve. Dopo anni di polemiche e resistenze, anche il Parlamento italiano si è pronunciato quasi all’unanimità in favore di procedure più flessibili e meno complicate.

SENZA più costringere coloro che hanno di fatto già deciso di divorziare ad aspettare anni e anni prima di poterlo fare. Perché la legge dovrebbe costringerli a trascinarsi, e magari anche a rovinare i ricordi più belli
della vita in comune?
Nonostante tutto, non si divorzia mai a cuor leggero. Anche quando lo si fa di comune accordo, si tratta sempre di un momento di rottura e di lacerazione. Talvolta la storia d’amore è finita già da tempo, e il divorzio è solo un atto formale. Talvolta, anche dopo il divorzio, alcune persone non riescono a elaborare il lutto della perdita dell’altro, e continuano a non separarsene psicologicamente. Si tratta di lasciarsi alle spalle un progetto di vita comune, talvolta tanta speranza e molte energie. (altro…)

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grillo_megafono

“Si stanno levando molte voci che chiedono le “dimissioni” di Beppe Grillo (ho visto una dichiarazione in questo senso anche di parlamentari del M5s o ex del movimento), anche in questo blog ci sono interventi che vanno in questo senso e qualche autorevole amico me lo ha scritto in una mail privata. Tutti, più o meno, ricordano la frase con cui Grillo diceva che si sarebbe ritirato se non avesse “vinto”. Bene, allora discutiamone.
In primo luogo: dimettersi da cosa? Grillo non ha cariche formali nel M5s,non ne è il segretario. Per cui la richiesta di dimissioni può significare solo che deve smettere di parlare e magari chiudere il suo sito. Mi sembra una richiesta eccessiva, che non si può fare neanche al leader più sconfitto del sistema solare: ma, allora, fatte le dovute proporzioni, uno come Veltroni cosa avrebbe dovuto fare? Per non dire di Paolo Ferrero.
Allora, come prima cosa mi pare sia il caso di “prendere le misure” di questo risultato elettorale. (altro…)

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