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Archive for agosto 2014

Natangelo

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renziCon tutti i problemi che abbiamo non si sentiva proprio il bisogno di un replay di Berlusconi che fa il clown e passeggia per il cortile di Palazzo Chigi leccando un gelato. Anzi, duole dirlo, ma perfino l’ex Cavaliere avrebbe evitato di fare il pagliaccio con il governo nel bel mezzo di una crisi economica ogni giorno più devastante. Ma, come il Pregiudicato (con il quale non a caso è culo e camicia e stringe patti segreti), Renzi pensa di fare fessi gli italiani con queste piccole armi di distrazione di massa. Non gira un euro, i negozi sono vuoti, le imprese chiudono, le famiglie affrontano il peggiore autunno dagli anni 50, ma il premier giovanotto viene immortalato mentre mangiucchia banane o si tira una secchiata d’acqua in testa. (altro…)

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Panna montata

Parliamoci chiaro, senza tante pippe sul giustizialismo, il garantismo, la privacy e altri concetti molto seri che qui c’entrano come i cavoli a merenda. L’unico metro per misurare la carica di innovazione sbandierata da Renzi è quello della giustizia: qui, dopo vent’anni di inciuci che hanno prodotto oltre cento fra leggi e riforme, tutte regolarmente nella direzione di paralizzare i processi, agevolare le prescrizioni e salvare i colpevoli eccellenti, si parrà la sua nobilitate rottamatoria. Il premier aveva cominciato bene, scegliendo il pm Gratteri come ministro della Giustizia. Poi Napolitano, imbalsamatore imbalsamato dell’Ancien Régime, gli ha depennato quel nome con una scusa patetica (i magistrati non possono fare i ministri della Giustizia, i delinquenti e i loro compari invece sì). (altro…)

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Orlando

Tra le indiscrezioni prima della seduta di oggi, una garanzia che conserverebbe i tempi di scadenza del reato più brevi per i procedimenti in corso, utile anche a molti indagati eccellenti. Arriva la stretta sulle intercettazioni, ma su molti punti manca l’accordo di maggioranza e il governo potrebbe puntare dei ddl delega per rimandare lo scioglimento dei nodi.

E ora spunta pure la “norma transitoria” per garantire che la prescrizione resti corta per gliinquisiti dei procedimenti penali in corso. Come per esempio Berlusconi, Formigoni, Galane vari esponenti dei rispettivi partiti. Sul versante penale della riforma della giustizia, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, da un lato non è stato possibile trovare un accordo tra Pd e Ncd (senza contare gli strali di Forza Italia), dall’altro le soluzioni trovate – secondo le indiscrezioni delle ultime ore – sembrano “cambiare verso”sì, ma sempre più a favore del fronte berlusconiano-alfaniano.

 

Arriva la stretta sulle intercettazioni, anche se sotto forma di un disegno di legge delega, sul loro utilizzo negli atti giudiziari e sulla loro pubblicazione da parte dei media, con il divieto assoluto di pubblicazione delle conversazioni dei non indagati. E, secondo quanto anticipato da Repubblica, con un’udienza stralcio in cui giudici e avvocati decidoneranno quali file distruggere. Nel gioco del do ut des tra alleati di governo, sull’altro piatto della bilancia c’è l’allungamento dei tempi di prescrizione, ma si profila una riforma monca lontana dalle richieste dei magistrati e della associazioni anti-corruzione. Mentre in altri ordinamenti la tutela del cittadino contro un’azione penale a tempo indeterminato è regolata da norme lineari che in sostanza bloccano la clessidra mentre la giustizia procede con atti concreti, la riforma profila un complesso sistema “a fasce” legato all’andamento dei diversi gradi di giudizio. Anche in questo caso, comunque, Renzi pare intenzionato a optare per un ddl delega, in modo da rimandare più avanti la risoluzione dei nodi.

Stessa probabile sorte per la “ripenalizzazione” del falso in bilancio e per l’introduzione del reato di autoriciclaggio, due pillole indigeste per i colletti bianchi (e per il centrodestra), opportunamente edulcorate: in un caso e nell’altro le sanzioni scatteranno solo nei casi più gravi, graziando i piccoli imprenditori e i riciclaggio di denaro sporco proprio di minore entità. Ideale risarcimento per i due nuovi reati, il netto giro di vite sulla responsabilità civile dei giudici. Ancora in alto mare, infine, la riforma cruciale delle fasi del processo, conlimiti alla possibilità di ricorrere in appello e in Cassazione, sia per gli imputati che per i pm. Alla fine, è possibile che nel cdm atteso da settimane l’unico decreto che sarà approvato – quindi subito in vigore – sarà quello sullo smaltimento dell’arretrato nel processo civile. Gli altri testi – a patto che siano davvero resi pubblici nella conferenza stampa conclusiva, dato che in altre occasioni delicate sono passate settimane – imboccheranno vie parlamentari dagli esiti poco prevedibili.

Da ilfattoquotidiano.it

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Mose

VENEZIA ORA È IN MANO AL MINISTERO DI LUPI, ALLEATO COL “PADRONE” DEL PORTO PAOLO COSTA: E A BREVE PARTE LO SCAVO DEL NUOVO CANALE PER LE “GRANDI NAVI”.

Poche righe, quattro non di più, e un paio di minuti di dibattito parlamentare: tanto basta a riorganizzare una filiera di potere. La storia riguarda la Venezia del dopo scandalo Mo-se, la sua politica sputtanata (e quindi debole), la sua laguna, le grandi navi che l’attraversano e gli uomini che nel bene o nel male la governano in loco e, ovviamente, da Roma. L’inchiesta che ha falcidiato Comune, Magistratura delle Acque, le imprese del consorzio Venezia Nuova e pezzi di vecchio potere regionale ha imposto una rapida messa a punto dei meccanismi di gestione della città. In campo ora – dopo le dimissioni di Giorgio Orsoni da sindaco causa scandalo – sono rimasti in due: l’ex sindaco (ed ex ministro dei Lavori pubblici nel primo governo Prodi) Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale, e il ministero delle Infrastrutture, guidato da Maurizio Lupi, con la sua tecnostruttura e le sue articolazioni territoriali.   Il decreto, l’emendamento   e le tracce di Ncd   È successo così. (altro…)

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Climate-Mdg-onu

Dopo mesi di una campagna di persuasione condotta dai piccoli Stati insulari in via di sviluppo e dalle Ong, la lotta al cambiamento climatico sarà uno dei 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile (Sustainable Development – Sdg) che nel 2015 sostituiranno i Millennium Development Goals e che verranno ufficialmente adottati dalla 69esima Assemblea generale dell’Onu  del prossimo 24 settembre.

Infatti nell’Sdg 13 si legge: «Prendere delle misure urgenti per lottare contro il cambiamento climatico ed I suoi impatti». L’obiettivo sottolinea che l’United Nations Framework Convention on Climate Change (UnfccCC)  resta il principale forum internazionale ed intergovernativo per i negoziati sul cambiamento climatico.

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80 euro

NESSUN MIGLIORAMENTO NEL PRIMO MESE IN CUI C’ERA IL BONUS IRPEF IN BUSTA PAGA. MENTRE CONTINUA IL CROLLO PER TUTTI I PRODOTTI: -2,6% IN UN ANNO.

Ora è ufficiale: gli 80 euro inseriti da Matteo Renzi nelle buste paga dei lavoratori dipendenti a basso reddito non hanno prodotto miracoli. Secondo l’Istat, la variazione dei consumi a giugno 2014 rispetto a maggio è stata questa: zero. O meglio, i consumi per alimentari (quelli di base) hanno segnato +0,1 mentre i beni non alimentari – dai mobili alla tecnologia ai vestiti – sono scesi dello 0,1 per cento. Su base annua, il crollo continua: -2,6 per cento in un anno, nel primo semestre di quest’anno la frenata è stata però minore, -1 per cento.   A voler essere ottimisti, in realtà, si può notare un miglioramento. Tra maggio e aprile, i consumi avevano segnato -0,7. Poi il 27 di maggio milioni di lavoratori dipendenti hanno trovato in busta paga 80 euro in più e la variazione mensile è stata soltanto zero, basta col segno meno. (altro…)

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La zona dei combattimenti

I blindati russi sconfinano, più di mille soldati sul suolo di Kiev Giù i mercati, riunione d’emergenza Onu. Obama: è aggressione.

La Nato: “Ecco le immagini dei satelliti” Renzi chiama Putin: “Intollerabile escalation”.

«Un convoglio di unità di artiglieria russe si muove nelle campagna ucraina preparandosi all’azione nell’area di Krasnodon ». Ecco la pistola fumante: le immagini satellitari registrate «alla fine di agosto», diffuse ieri dalla Nato, dimostrano la partecipazione dei soldati di Mosca alla guerra del Donbass, e l’Occidente è costretto a temere nuovamente che in Ucraina stia accedendo qualcosa di molto più grave di un conflitto regionale. «Valuteremo l’ipotesi di nuove sanzioni », avverte Angela Merkel, mentre Obama dice che le incursioni «si tradurranno in costi gravi per Mosca». E con il ruolo di presidente
di turno della Ue, Renzi telefona a Putin protestando per la «intollerabile escalation », che Ban Ki-Moon giudica «pericolosa ». (altro…)

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Tutto da rifare

RINVIATE LE MISURE SULL’ISTRUZIONE. NON CI SONO I SOLDI PER LE GRANDI OPERE.

Fuori uno. Al Consiglio dei ministri di oggi non si discuterà della riforma della scuola, quella con cui – ha fatto sapere Matteo Renzi ai giornali amici – assumerà 100mila precari. In realtà si trattava di linee guida che andavano poi trasformate in disegni di legge e decreti nei mesi successivi, ma si sa come va con la propaganda di questi tempi. In ogni caso la ministroStefania Giannini gliele aveva fatte avere complete mercoledì sera, solo che il premier non ha avuto tempo di leggerle: sono due giorni che è, per così dire, bloccato sullo Sblocca Italia.   ANCHE IERI, per dire, il buon Matteo s’è dovuto sorbire nel pomeriggio una riunione di oltre tre ore con Graziano Delrio, Maurizio Lupi e Pier Carlo Padoan sul tema. Motivo: per il Tesoro non ci sono i soldi per garantire i progetti messi insieme da Renzi e dal ministro delle Infrastrutture. (altro…)

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Adriano Sofri

Sono centinaia di militari sconfitti a Tabqa, privati delle uniformi e delladignità di esseri umani L’unica grazia possibile: una pallottola alla nuca.

Siria, quella colonna di uomini seminudi in marcia a testa bassa verso il macello dell’Is.

PERCHÉ stiamo guardando e mostrando con più attenzione e costanza queste immagini? Fanno cassetta?

NON è escluso: ma se fosse per ciò non risparmieremmo il subisso di filmati traboccanti di macelleria in atto. È giusto sottrarci allo spettacolo raccapricciante e torbido: pur di non cedere alla rimozione. È il mondo in cui viviamo, in cui alcuni “di noi” muoiono e uccidono: ed è soprattutto il mondo in cui si sono bruciate le distanze fra “noi” e “loro”. Un vicinato. Anche questa fotografia — oscenamente “bella”, come un film di Lean — ha il suo complemento nel video che mostra l’epilogo e il sipario. (altro…)

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Avevano detto

Michele Giarrusso Senatore M5S.

È un fatto di una gravità spaventosa: hanno appena cancellato il reato di voto di scambio”. Mario Giarrusso, senatore del Movimento 5 stelle, è letteralmente furibondo. Fatica a misurare le parole. La Cassazione ha appena disposto un nuovo processo per Antonello Antinoro, politico siciliano dell’Udc condannato in primo e secondo grado, con l’accusa di aver incontrato un clan palermitano per stringere un accordo prima delle elezioni del 2008. “La Cassazione – prosegue Giarrusso – cita il contenuto di un nostro intervento in commissione: il procacciamento di voti ‘con metodo mafioso’ non era affatto un rafforzamento della norma, ma un espediente per cancellare il reato”.   Si spieghi meglio.   Perché si concretizzi il ‘metodo mafioso’, in pratica, deve accadere che qualcuno si presenti armato al seggio. (altro…)

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ScambioLA CASSAZIONE RINVIA ANTINORO (UDC): “REATO PIÙ DIFFICILE DA DIMOSTRARE”.

C’era la busta con 5.000 euro in cambio di 60 voti, c’erano i boss della potente cosca di Resuttana, alla periferia occidentale di Palermo, presenti all’incontro con il candidato che portava la busta, ma per la Cassazione, che ha applicato la nuova legge sul voto di scambio approvata sei mesi fa, tutto ciò non basta: per condannare Antonello Antinoro, medico fisiatra, enfant prodige di Cuffaro soprannominato “Mister Preferenze” per gli oltre 25 mila voti raccolti alle Regionali del 2008, dice la Suprema Corte, bisognava provare che Antinoro sapeva non solo di poter contare sulla forza di intimidazione della cosca, ma anche che i boss si fossero impegnati con lui ad adoperarla : “Ai sensi del nuovo articolo 416 ter c. p. – scrive il relatore Orlando Villoni nella sentenza 36382 depositata nei giorni scorsi, con cui ha rinviato alla Corte di appello per un nuovo giudizio la posizione di Antinoro, condannato a sei anni per voto di scambio mafioso   – le modalità di procacciamento dei voti debbono costituire oggetto del patto di scambio politico-mafioso, in funzione dell’esigenza che il candidato possa contare sul concreto dispiegamento del potere di intimidazione proprio del sodalizio mafioso e che quest’ultimo si impegni a farvi ricorso, ove necessario”.   (altro…)

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Probabilmente sono sbagliato io, ma se avessi una bambina di nove anni l’ultimo posto dove la porterei a giocare è un poligono di tiro al confine tra Arizona e Nevada. Dipenderà dal fatto che non abito in Arizona e neppure in Nevada, per cui nella gerarchia dei miei piaceri «respirare dal vivo l’atmosfera di una battaglia nel deserto iracheno» non rientra tra le priorità immediate. Se però fossi un padre dell’Arizona o del Nevada, dunque smanioso di travestire mia figlia da guerrigliera del terzo millennio, almeno mi accerterei che non corresse pericoli e non diventasse lei stessa un pericolo. Per questo, forse, eviterei di metterle in mano una mitraglietta Uzi munita di regolare caricatore. E magari mi accerterei che l’istruttore che l’assiste non sia così pazzo da lasciargliela usare. (altro…)

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IN COMA etilico a Gallipoli (pronto soccorso intasato), nudi per strada a Barcellona, fracassoni nelle varie piazzette, calette, muretti, baretti, le cronache estive segnalano una percentuale (non quantificabile) di ragazzi che non si divertono se non producono danni, agli altri o a se stessi. È una storia antica, quella delle baldorie balneari, vecchia come le vacanze di massa, fatta di sbornie finite su una sdraio all’alba, di fustini di detersivo versati nelle fontane per bloccare l’Aurelia con un muro di schiuma, di scherzi grevi e scemi, di gazzarre di gruppo, di rumore e invadenza quanti ne bastano per sentirsi spiritosi. Le mamme e le zie dicevano “non andare con quelli lì, sono dei balordi”, ci si andava lo stesso per provare il brivido, ci si capacitava in fretta che il branco è la condizione più prevedibile e noiosa della gioventù, se uno faceva un rutto tutti gli altri, sbellicandosi, ne facevano un altro. (altro…)

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pinotti-renzi-mogherini

Ricordate le armi ai curdi? La settimana scorsa gli annunci tonitruanti del governo e dei giornaloni al seguito ci avevano quasi convinti che fossero partite per il Kurdistan iracheno. Le ministre Pinotti e Mogherini avevano interrotto le ferie di un centinaio di parlamentari, peraltro ignari dell’esistenza del Kurdistan, per deportarli nelle commissioni Difesa ed Esteri e comunicare al mondo che il Califfato aveva le ore contate: l’Italia, nota superpotenza militare, stava inviando ai nemici del califfo al-Baghdadi alcuni aerei cargo stracolmi di kalashnikov, razzi katiuscia e missili anticarro “perfettamente funzionanti” (parola della Pinotti, che li aveva personalmente oliati e collaudati al poligono di tiro di Arma di Taggia). Si tratta, com’è noto, di vecchie ferraglie di fabbricazione sovietica (anni 70), sequestrate vent’anni fa dalla Procura di Torino a miliziani croati e destinate alla distruzione per ordine dei giudici, ovviamente disatteso dai nostri governi che le tennero ad arrugginire nei magazzini, senza che nessuno le usasse, nemmeno il nostro scalcinato esercito. Lo stesso giorno Renzi si recava sul posto, prima a Baghdad poi a Erbil e, nella migliore tradizione italiana, prendeva impegni contraddittori per non scontentare nessuno: al premier iracheno prometteva di rispettare la sovranità nazionale del Paese, cioè di inviare le armi al governo legittimo (si fa per dire); poi rassicurava i capi curdi, ansiosi di riceverle nelle proprie mani. Ieri abbiamo chiesto se il formidabile arsenale abbia poi preso il volo, e in quel caso per dove. Risposta: tutto fermo. (altro…)

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SEMBRA che Renzi abbia frenato lo slancio con cui la ministra Giannini, sbilanciandosi molto nel parlare alla non disinteressata platea di Cl, aveva promesso più soldi alle scuole paritarie come parte importante della riforma della scuola in cantiere (ormai non c’è governo che non ne faccia una, con risultati non sempre apprezzabili). Ma la Giannini ha fatto di più che promettere maggiori fondi. Ha infatti affermato che occorre superare «le posizioni ideologiche» per quanto riguarda la distinzione scuola pubblica/scuola paritaria, e di conseguenza i relativi finanziamenti, per «guardare solo alla qualità». Le ha dato successivamente manforte il sottosegretario Toccafondi, che ha spiegato: «Per troppo tempo in questo Paese si è detto che la scuola era pubblica o privata. La scuola è tutta pubblica e si divide in statale e non statale». Non ci si può neppure stupire. (altro…)

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alessandro-di-battistaUn paese viene definito competitivo quando i beni e i servizi che produce gli permettono di restare sul mercato e di reggere la concorrenza. Il “Forum Economico Mondiale”, una fondazione che per anni e’ stata osservatore presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, propone ogni anni una classifica sulla competitività di uno Stato.

Secondo il rapporto la competitività di un paese e’ data dall’insieme dei fattori che ne determinano il livello di produttivita’. Tra questi vi sono:

– Il livello di corruzione nelle istituzioni
– La qualita’ del Governo di un paese
– L’efficienza del sistema giustizia
– La qualita’ delle infrastrutture (se sei un pendolare e impieghi 4 ore andata e ritorno sulla ferrovia Roma-Viterbo non ne risente soltanto la tua salute psicofisica ma anche la produttivita’ dell’interno paese)
– La tassazione sulle imprese
– Il costo del carburante
– La qualita’ dell’istruzione
– La qualita’ del sistema sanitario nazionale
– L’eta’ media di un paese

Tutto questo contribuisce alla salute di una nazione. Ebbene secondo il rapporto 2013-2014 l’Italia si trova al 49esimo posto. (altro…)

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CottarelliDALLA MUNICIPALIZZATA MOLISANA PER “L’UOVO E IL POLLO” ALLE AREE MATILDICHE, FINO AL CIMITERO DI CESANO BOSCONE: LA VORAGINE CHE INGOIA I NOSTRI SOLDI.

Cerca gli amministratori? Ma quali amministratori, qui non c’è nessuno: nessun dipendente, nessun responsabile, nulla di nulla, manco più i polli”. Benvenuti nel parossistico mondo delle partecipate. Per arrivare a questa lapidaria risposta i vertici della Gestione agroalimentare molisana di Bojano (Campobasso) – interamente controllata dalla Regione, per sostenere l’avicoltura “dall’uovo al pollo” – ci hanno messo qualche anno: tre. Tutti scanditi da una corsa a tappe forzate verso il dissesto. Anno 2010: 200mila euro. Anno 2011: -8 milioni di euro. Anno 2012: -14 milioni. Il tutto, in cambio di un compenso intorno ai 140 mila euro l’anno, tra amministratori e sindaci revisori. (altro…)

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Sotto sequestro

Vertice Alfano-Malmstroem: addio Mare Nostrum, arriva Frontex plus “Navi e aerei da altri Stati. E i barconi dei trafficanti saranno distrutti”.

ROMA – L’Europa, alla fine, ha detto di sì all’Italia. Il vertice di ieri a Bruxelles tra il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malstroem s’è concluso con la decisione che il pattugliamento del Mediterraneo, nel Canale di Sicilia, sarà fatto sotto la regia dell’Ue, con un’operazione che si chiamerà “Frontex Plus” che partirà alla fine di novembre.
Ma la grande novità consiste nel fatto che la missione Ue non si spingerà più in acque internazionali. «A ”Frontex Plus — spiega Michele Cercone, portavoce della Malstroem — spetta la sorveglianza delle frontiere, quindi si articolerà all’interno delle acque marittime italiane (ed in questo caso anche europee), diversamente da Mare Nostrum che si estende anche in acque internazionali ». (altro…)

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