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Archive for dicembre 2014

Maglie sempre più larghe

CON IL DECRETO VARATO LA VIGILIA DI NATALE RISCHIERÀ IL CARCERE SOLO CHI EVADE OLTRE 150 MILA EURO, CONTRO I 50 MILA ATTUALI, E LE FATTURE FALSE SARANNO REATO SOLO SE SUPERIORI AI 1.000 EURO. IL SOLE 24 ORE: “SENZA MODIFICHE SALTERÀ UN PROCESSO SU TRE”.

La vigilia di Natale è stata generosa con gli evasori: il regalo è arrivato direttamente dal governo. Man mano che la bozza del decreto legislativo sui reati tributari viene analizzata, infatti, si capiscono meglio anche gli effetti dell’allentamento deciso dall’esecutivo di Matteo Renzi con il testo licenziato lo scorso 24 dicembre: migliaia di processi e fascicoli cancellati, con l’abuso del diritto che di fatto esce dall’ambito penale grazie alle soglie di punibilità triplicate. Andiamo con ordine. Il segnale d’allarme l’ha lanciato il Sole 24 Ore: con queste norme, “salterà un processo su tre”. Stando al testo – inviato alle commissioni parlamentari – la soglia sotto il quale non scatta il reato di omesso versamento di Iva e trattenute passa da 50 mila a 150 mila euro. (altro…)

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Norman
PRIMO punto: troppi passeggeri sulla nave. 478 dicono i documenti ufficiali «ma ce n’erano altri 18 in overbooking» oltre ai clandestini. Secondo punto: i clandestini, appunto. Dal racconto dei testimoni erano una dozzina almeno ma soltanto tre sono arrivati vivi in Italia. Terzo punto: il carico. Troppi camion, troppo pesanti, probabilmente mal disposti e soprattutto con troppe cisterne. Quarto: le «operazioni di evacuazione della nave», si legge nel decreto di sequestro, effettuate non «secondo i protocolli », almeno a sentire il racconto dei testimoni. Quinto: «l’effettiva dotazione di sicurezza di bordo e la conformità alle norme» con alcune scialuppe che non sono state calate e che non erano abbastanza per tutti i passeggeri. Sesto e ultimo: lo “scippo”, o meglio il tentato scippo, del relitto da parte dell’armatore.

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MannelliQuando, per esempio, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla vigilia di un altro anno difficile per gli italiani, dice: “La parola del 2015 sarà ritmo”, scrivere che così ridicolizza se stesso e il governo che presiede non è un’ingiuria o un complotto dei soliti gufi. Un giornale serve a questo, anche se l’egopremier gradisce solo soffietti e battimani. A quelli che ci dicono: “Altro che critica quella del Fatto contro Renzi, è stato un bombardamento incessante, pregiudiziale, irriguardoso fin dal suo ingresso a Palazzo Chigi”, diremo che sarà certamente vero se si tiene conto della delusione provata nell’inevitabile confronto tra il primo e il secondo Matteo. (altro…)

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LA LOBBY (mai parola fu più calzante) dei concessionari di autostrada ha ottenuto dal governo Renzi esattamente quanto dai precedenti: proroghe riguardo agli impegni (contrattuali) di innovazione e miglioramento del servizio, e in cambio zero garanzie di non aumentare le tariffe. Detto che, a queste condizioni da Paese dei Balocchi (i quattrini li voglio subito e il prezzo lo decido io, per il servizio abbiate pazienza), chiunque sarebbe capace di fare il gestore autostradale, la vera domanda è: ma perché a me nessuno ha mai concesso neanche mezza proroga, mezzo sgravio, mezzo aiuto? (altro…)

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giornalistiLa notte di Capodanno non guasterebbe un minuto di raccoglimento per la scomparsa del giornalismo. Una categoria che, pur generalmente malfamata, nel secolo scorso vide l’Italia primeggiare nel mondo con fuoriclasse come Montanelli, Bocca, Biagi, Rinaldi. E oggi si può dichiarare, salvo sparute eccezioni, ufficialmente estinta. Costretti (spesso da se stessi) a scodinzolare appresso a Re Giorgio e alla Regina Clio mentre fanno gli scatoloni per lo Storico Trasloco (più o meno come nel 2013: il Quirinale costa il triplo di Buckingham Palace, ma i bagagli se li fanno loro da soli); ridotti ad applaudire per la seconda volta una conferenza stampa di Sua Eccellenza Renzi che li aveva appena sbeffeggiati,anziché alzarsi e lasciarlo lì a parlare da solo di Fonzie, Al Pacino e Newsroom; (altro…)

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AnemoneL’uomo dei favori Diego Anemone.

“Rivoglio i soldi da tutti. Anche da Scajola”.

Diego Anemone parla. E Roma trema. Il suo nome è infatti accoppiato alla celebre “Lista Anemone”, dove il favore ai potenti si mescolava ai lavori particolari per le caserme dei servizi segreti o per le strutture della Presidenza del Consiglio. L’uomo chiave della cricca dei Grandi Eventi non ha mai detto nulla per quattro lunghi anni né ai magistrati né tanto meno ai giornalisti. Ora, dopo avere incontrato più volte i pm romani Ilaria Calò e Roberto Felici, ha deciso di parlare a tutto campo anche con Il Fatto: dalla casa di Scajola a quella di Ercole Incalza, dai suoi rapporti con i Servizi Segreti fino ai cantieri dei lavori del G8. (altro…)

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Il licenziamentoROMA – Lo scarso rendimento come motivo di licenziamento di un lavoratore è stato tolto dal Jobs Act ma potrebbe rientrare dalla finestra e paradossalmente provenire dal pubblico impiego. Insomma a fare da battistrada sarebbe proprio la pubblica amministrazione in una inedita inversione dei ruoli tradizionali tra lavoro privato e lavoro pubblico. La partita tra favorevoli e contrari si giocherà tutta in Parlamento da febbraio nell’esame del disegno di legge delega per la riorganizzazione della pubblica amministrazione, “il Madia”, come l’ha chiamato ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la conferenza stampa di fine anno.
Quale sia la linea del governo sembra sufficientemente chiaro. Renzi: «Io sostengo che vada cambiata la norma sul pubblico impiego, si può prevedere anche lo scarso rendimento nel pubblico impiego. Le regole le vedremo a febbraio.

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