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Archive for febbraio 2015

Io nnon ci stoLa minoranza diserta l’assemblea convocata oggi dal leader L’ex segretario stronca Jobs Act (“incostituzionale”) e Italicum.
ROMA – Lo schiaffo è fragoroso, visto che metà dei parlamentari del Pd diserterà oggi la riunione convocata da Matteo Renzi nella sede del Pd. Uno strappo clamoroso, il primo passo di un’escalation studiata a tavolino e condotta da Pierluigi Bersani. «Il metodo Mattarella – è la cruda fotografia di Alfredo D’Attorre – si è chiuso rapidamente». La guerra nel Pd, insomma, è sempre meno fredda. E lo ammette anche il leader: «Sono stupito – attacca – Nessuno vuole ricominciare con i caminetti ristretti vecchia maniera: noi siamo per il confronto, sempre. Non sprechiamo neanche un minuto in polemiche sterili e ingiustificate persino sugli orari e sulle modalità di convocazione di incontri informali. Il nostro popolo, quello che ci ha dato il 41% dopo tante sconfitte, non le merita».

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RenziIL PREMIER SEMBRA ESSERSI OPPOSTO CON DECISIONE ALL’OFFERTA DI BERLUSCONI MA LE SUE DICHIARAZIONI IN REALTÀ SONO PIENE DI APERTURE E AMBIGUITÀ.

Matteo Renzi è uomo di umore e opinioni mutevoli. Due anni fa bollò così la nuova ferrovia Torino-Lione: “Non credo a quei movimenti di protesta che considerano dannose iniziative come la Torino-Lione. Per me è quasi peggio: non sono dannose, sono inutili. Sono soldi impiegati male”. Tre giorni fa a Parigi ha firmato con il presidente francese Francois Hollande l’accordo che dà il via all’opera, definendolo “un passaggio importante” ed esprimendo “soddisfazione”. Per evitare che anche sul caso Mediaset-Rai Way le parole le porti via il vento ed essere sicuri della fermezza delle opinioni espresse dal presidente del Consiglio in queste ore, gli rivolgiamo alcune domande.   (altro…)

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CARO direttore, la più importante notizia sull’Opa di Mediaset per le torri Rai l’ha data Camillo Rossotto, presidente di Rai Way, la società proprietaria dell’infrastruttura per le trasmissioni televisive, prima del consiglio di amministrazione di ieri. «Gli offerenti — ha rivelato — si sono fatti vivi solo martedì ». L’aver informato all’ultimo momento la società bersaglio qualifica come tecnicamente ostile l’Opa che Mediaset lancia per il tramite della sua controllata, Ei Towers. Uno Stato dignitoso, che tramite la Rai detiene il 65% di Rai Way, non può accettare di negoziare alcunché con un soggetto tanto inurbano. Peraltro, la decisione di lasciar cadere la proposta del Biscione può essere motivata anche in base al prezzo, al rischio regolatorio e all’interesse del Paese. E tuttavia, ieri, i consigli della Rai e di Rai Way si sono limitati a prendere atto della novità senza alcuna osservazione, almeno pubblica. Un po’ poco.

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BerlusconiForse non è storica come la fatidica “discesa in campo” del biennio ’93-’94, ma la mossa di Silvio Berlusconi su Rai Way rappresenta una svolta perché ribalta la prospettiva del suo eterno conflitto d’interessi. Se per vent’anni il Caimano ha infatti usato la politica per proteggere le sue aziende dalla crisi, adesso è esattamente il contrario. L’ex Cavaliere condannato e detenuto ai servizi sociali ricorre al suo impero, tra Mediaset e Mondadori, per rimanere un attore protagonista della politica e tenere in piedi il Patto del Nazareno. (altro…)

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Grillo

“Oggi vi è stato l’incontro al Quirinale con il PdR Sergio Mattarella e la delegazione del M5S. L’incontro è stato cordiale e costruttivo e, da parte del M5S, si spera che in futuro ve ne siano altri. Al PdR è stato lasciato un breve documento riassuntivo delle nostre proposte che è riportato a margine di questo post. Vogliamo ringraziare il PdR per l’incontro, per la simpatia e per il permesso di portare al Quirinale una persona iscritta al M5S non eletta ancora in alcuna istituzione in rappresentanza di tutti gli iscritti ed attivisti che ogni giorno operano sul territorio per rendere migliore l’Italia. E’ la più giovane iscritta al M5S, è siciliana, nata nel 1996. Si chiama Maria Teresa.
In alto i cuori.”
Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio

Di seguito il documento di resoconto di quanto discusso con il Presidente Mattarella. (altro…)

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FINALMENTE un’immagine sorridente e cortese di Beppe Grillo in visita al Quirinale, compresa la bella idea, pulita e innovativa, di includere nella delegazione, oltre all’inevitabile Casaleggio, anche «l’ultima ruota del carro», una diciottenne siciliana che è la più giovane iscritta al Movimento 5S. Quanto al contenuto della chiacchierata con Mattarella, colpisce che al primo posto delle richieste di Grillo/Casaleggio ci sia la difesa intransigente delle prerogative del Parlamento per «arginare la prevaricazione governativa», ovvero l’uso effettivamente protervo di «decretazioni, maxiemendamenti e fiducie ». (altro…)

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MannelliSignori, mi voglio rovinare. Continuo a pensare che il Patto del Nazareno non sia mai morto: semplicemente – come scriveva ieri Daniela Ranieri e come dimostra l’affare delle torri Rai che finiranno tutte o in parte a Mediaset – prosegue con altri mezzi. I mezzi di B. che, dopo aver incassato l’esclusione di Prodi dal Quirinale, pensa giustamente agli affari suoi, molto più interessanti dell’Italicum e del nuovo Senato (che peraltro, anche dopo la morte presunta del Patto, restano identiche a quelle dettate da lui): le tv, le antenne, l’editoria e naturalmente i processi (che peraltro saranno ancor più difficili dopo la porcata della responsabilità civile dei giudici, che corona un altro punto-cardine del Piano di rinascita democratica di Gelli). (altro…)

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Commissario ueVIA LIBERA UE AI CONTI DI ITALIA, FRANCIA E BELGIO, SILENZIO SUL SURPLUS TEDESCO.

Tutto è perdonato. L’ultimo report della Commissione europea sullo stato dell’economia nel continente è un po’ come quella copertina di Charlie Hebdo. Gli squilibri macroeconomici sono una brutta cosa, si sa, ma di questi tempi meglio non tirare troppo la corda: mica tutti i Paesi hanno le dimensioni e il peso politico di Atene. E così tutti promossi o quasi, a patto che l’alunno si impegni di più.   L’Italia – insieme al Belgio, Paese economicamente tedesco – rimane a un solo passo dalla procedura d’infrazione sul debito (“rischio 5”), ma ottiene la benedizione della legge di Stabilità: “Dobbiamo chiedere a questi due Paesi di proseguire gli sforzi di riduzione del debito”, ha spiegato Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, ma senza esagerare. (altro…)

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Amnesty

Non è un Paese per migranti, rifugiati e rom, la tortura non è reato e non applica i trattati.

Oggi Amnesty International ha presentato il suo Rapporto 2014-2015 che definisce «Vergognosa e inefficace la risposta globale alle atrocità degli Stati e dei gruppi armati» e dal quale emerge che il 2014 è stato « un anno devastante per coloro che cercavano di difendere i diritti umani e per quanti si sono trovati intrappolati nella sofferenza delle zone di guerra. I governi a parole sostengono l’importanza di proteggere i civili ma i politici di tutto il mondo hanno miseramente fallito nel compito di tutelare coloro che più avevano più bisogno d’aiuto». (altro…)

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RodotàL’intervista Stefano Rodotà.

Stefano Rodotà ha seguito con interesse la polemica nata attorno alle proposte di Maurizio Landini. Il termine “coalizione sociale” è di suo conio e qualche settimana fa, proprio con Il Fatto, aveva spiegato il senso della proposta. Dopo il clamore suscitato dall’intervista del segretario Fiom, torna sull’argomento.   Le sembra che quella lanciata da Landini sia una proposta politica?   Assolutamente sì. Anche perché, questa “coalizione sociale”, che io stesso avevo proposto, è una formula che aiuta a fare chiarezza. Non si possono ripercorrere le vie del passato, quelle fallimentari della lista Arcobaleno, della lista Ingroia o, su altri piani, della listaTsipras. (altro…)

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Da qualche tempo Mario Capanna, il giovane dell’altro ieri, va alla radio e in televisione a irridere i giovani di oggi. Avranno una pensione misera a 70 anni? si domanda dall’alto della sua da ex parlamentare, invece più che soddisfacente. Ben gli sta, si risponde da solo, perché senza lotta non si ottiene nulla nella vita e loro non lottano, ma preferiscono vivere nella bambagia di mamma fino a quarant’anni «tanto che bisogna chiamare i carabinieri per buttarli fuori». A parte che preferisco vivere in un Paese che chiama i carabinieri per fare sloggiare un figlio quarantenne anziché per difendersi da chi tira le molotov. Ma a Capanna, come ai tanti ribelli placati della sua età che imputano ai ragazzi del Duemila di non fare la rivoluzione, continua a sfuggire un piccolo particolare. Che nel «loro» Sessantotto, figlio del boom economico, i giovani erano tantissimi. Avevano con sé l’unica forza che conta in democrazia, quella dei numeri. E vivevano in una società dalle prospettive illimitate, dove il futuro era una certezza indiscutibile.   (altro…)

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OrlandoTUTTO FERMO IN SENATO: GLI OSTACOLI DI FORZA ITALIA, NCD E CONFINDUSTRIA.

Era il 5 febbraio quando il ministro della Giustizia, Andrea Orlando annunciava trionfante agli organi di stampa un accordo fondamentale, importantissimo. Sembrava di sentir parlare del patto “Molotov-Ribbentrop”. Invece, i contraenti erano lo stesso ministro della Giustizia e il vice ministro in quota Ncd, Enrico Costa. Oggetto dell’intesa? Il decreto anti-corruzione e soprattutto l’inasprimento del falso in bilancio. L’intenzione annunciata dal guardasigilli era quella di “contenere l’area di non punibilità, mantenendo il principio di tener conto della dimensione delle imprese e della rilevanza del fatto”.   Sono passati altri 20 giorni e il falso in bilancio assomiglia sempre di più al provvedimento impossibile. Il governo dichiara tutte le intenzioni di mantenere la linea annunciata. Ma l’accordo politico non si trova. (altro…)

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BersaniL’ex segretario: “Non si parla di fisco in un’ora, così si fa finta” La sinistra vuol disertare l’incontro. Riunione dei catto-renziani.
ROMA – Alle sette di sera, intorno al divanetto della minoranza pd a Montecitorio, ci sono solo posti in piedi. Pier Luigi Bersani, Davide Zoggia, Gianni Cuperlo, Alfredo D’Attorre, riguardano su telefonini e ipad la lettera inviata da Matteo Renzi ai parlamentari del partito. «Siamo al limite, è ora di fare le cose seriamente!», è sbottato poco prima l’ex segretario. «Bisogna capire come concepiamo la democrazia e il rapporto tra governo e Parlamento» A suscitare sconcerto, l’e mail in cui il premier dice: «Vorrei che il nostro confronto fosse sui contenuti più che sulle etichette. Che fiorissero più idee che correnti». Per poi convocare deputati e senatori al Nazareno – domani – in vista di un pomeriggio di studio su Scuola (dalle 14 alle 15), Rai (15-16), Ambiente (16-17), e infine Fisco, nell’ora successiva.

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Fico“A maggio, Berlusconi, ospite a “Porta a Porta” mi definì un buffone perché denunciavo la possibilità di un’intesa tra lui e Renzi sulla vendita di Rai Way, la società che possiede e gestisce la rete di trasmissione del segnale radiotelevisivo in Italia. Cosa succede a meno di un anno di distanza? Vi sembrerà strano ma Mediaset punta a comprare proprio Raiway, attraverso la sua società delle torri Ei Towers lanciando un’opa di 1,2 miliardi di euro. Tutto questo può avvenire esclusivamente perché in modo irresponsabile o magari premeditato il governo ha costretto la Rai a fare cassa in tempi rapidi dopo aver tagliato 150 milioni di euro a copertura del decreto Irpef (80 euro) e contestualmente indicando la quotazione in borsa di Rai Way. (altro…)

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l'opa

LA EI TOWERS DEL CAIMANO LANCIA UN’OFFERTA DI ACQUISTO E SCAMBIO SU RAI WAY. IL GOVERNO DICE NO, MA GLI UOMINI DI BERLUSCONI SONO SICURI DI FARCELA.

Mediaset vuole il monopolio delle infrastrutture televisive. Così Elettronica Industriale Towers, la società controllata dal Biscione che possiede le 2.300 antenne di trasmissione che coprono il territorio italiano, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio di azioni su Rai Way, l’unica concorrente rimasta, quotata in Borsa lo scorso novembre e controllata al 65% dalla Rai (cioè dal Tesoro).   EI Towers ha subordinato la validità dell’offerta al raggiungimento del 66,67 per cento di Rai Way; la proposta totale è di 1,225 miliardi di euro, il 70 per cento in contanti, il restante 30 in nuove azioni EI Towers. L’obiettivo è la fusione delle due società in un nuovo colosso a guida Mediaset. (altro…)

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I militanti di CasaPound al comizio di Salvini e gli antagonisti al contro-corteo dei movimenti: allarme per la giornata di sabato La Capitale si blinda: la questura mette in campo 2.000 agenti per evitare che i manifestanti vengano in contatto.
Salvini
ROMA – «In questo momento non ci sono situazioni considerate di particolare rischio». Ostenta tranquillità il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro nonostante il dispositivo di sicurezza che la Questura sta mettendo in piedi in occasione della manifestazione di sabato della Lega preveda l’impiego di quasi 2.000 uomini. L’ordinanza non è ancora stata messa a punto e gli ultimi dettagli verranno definiti soltanto domani ma i numeri saranno quelli delle grandi occasioni.
Dopo la débâcle di una settimana fa con i tifosi del Feyenoord, quello di dopodomani sarà il primo banco di prova per l’ordine pubblico in città: da una parte, alle 15, il comizio a piazza del Popolo di Matteo Salvini che si prevede partecipato da almeno 50.000 persone. Dall’altra, una contro-manifestazione di centri sociali, antifascisti, comitati per l’acqua pubblica, sindacati di base, movimenti per la casa, Anpi, Rifondazione e Sel, uniti sotto la sigla “Mai con Salvini”.

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Giudice promosso

IL PREMIER RATIFICA LA NOMINA ALLA CORTE DEI CONTI DEL MAGISTRATO CHE LO HA GIUDICATO SUI PORTABORSE.

Il giudice firma la sua assoluzione in appello, Renzi la sua nomina a capo della Corte dei conti. In estrema sintesi, è andata così. Sei giorni dopo la pubblicazione della sentenza che ha definitivamente assolto il presidente del Consiglio per la vicenda dei portaborse assunti in Provincia, il governo, su proposta dello stesso Renzi e per decreto, ha ratificato la nomina del magistrato che presiedeva il collegio giudicante a Procuratore generale della Corte dei conti.   Si tratta di Martino Colella, classe 1945, magistrato napoletano di lungo corso a un passo dalla pensione. La sua promozione è arrivata neanche una settimana dopo il deposito della sentenza della I Sezione centrale d’appello di Roma, avvenuto il 4 febbraio, che sollevava il premier da ogni responsabilità sulla vicenda degli incarichi dirigenziali conferiti, senza concorso né laurea, al personale di staff della sua segreteria che era costata a Renzi due condanne per danno erariale. (altro…)

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Responsabilità Civile dei Magistrati

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I DUE uomini di punta della Lega, Salvini e Tosi, hanno fatto entrambi il liceo classico. Salvini il mio stesso liceo milanese, anche se — beato lui — quasi vent’anni dopo. La circostanza, ovviamente, è puramente casuale e non ha alcun rilievo statistico; ma fa sorridere se si ripensa alla ormai ventennale menata sulla Lega “popolana” che si contrappone ai fighetti radical chic. Esiste una ricchissima pubblicistica fondata su questo concetto, un vero e proprio tormentone. Come ho spesso e inutilmente scritto (ognuno ha le sue fissazioni) l’analisi dei dati elettorali basta e avanza a distruggere quel luogo comune: nei quartieri benestanti prevale il centrodestra. Tra le ville sui colli di Bologna il Pci non ha sfondato nemmeno negli anni d’oro, ai Parioli di rosso non ci sono neanche i semafori, l’unica circoscrizione di Milano dove Pisapia non ha prevalso è (ovviamente) il centro storico, dove vivono i signori e dove Salvini ha fatto il classico. (altro…)

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Mediaset Premier

Bella la battuta di Bersani: “Ora il Milan si comprerà l’Inter”. Ma un po’ riduttiva: l’Opa di Mediaset su Rai Way è come se il Milan si comprasse tutte le altre squadre, la Lega Calcio, la Federcalcio e anche tutti gli stadi, le bandiere, le bandierine e naturalmente gli arbitri. Con la differenza che B. la Rai la controlla già, avendo la maggioranza in Cda (do you remember Verro?), e anche in Agcom. Mediaset è sua. E ora, se va in porto l’assalto concordato alle antenne di Ray Way, messe sul mercato dall’apposito Nazarenzi, diventa sua anche la rete degl’impianti di trasmissione. Come se uno solo possedesse Trenitalia, Italo e anche i binari. Completa il quadro l’annunciato acquisto di Rcs Libri, nell’ormai celebre operazione Mondazzoli. Qualcuno si domanderà: ma B. può prendersi Rai Way e Rcs legalmente o no? E, se sì, perché? La risposta è sì: può. (altro…)

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